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Quando, non molto tempo fa, mi capitò tra le mani
questo vecchio libretto consunto, confesso che fino a quel momento
ne ignoravo l'esistenza e non sapevo chi fosse Ariberto Villani. La
lettura de la “Guida Illustrata Turistica Descrittiva di Lecco e
Paesi finitimi”, edito nel 1928 a cura della Società Escursionisti
lecchesi, suscitò in me un particolare interesse dovuto alla
familiarità dei luoghi ed alle tante curiosità rivelate dalle
meticolose descrizioni degli itinerari.
In linea di massima, quando si esaminano delle
foto d'epoca, si è automaticamente portati ad effettuare dei
confronti, oltre che per l'abbigliamento e le acconciature delle
signore, anche e sopratutto, per lo stato dei luoghi. Per la
presenza dell'uomo, il territorio, col fluire del tempo, subisce
inevitabilmente dei cambiamenti finalizzati alla creazione di
infrastrutture. Vengono realizzate ferrovie, strade, viadotti,
gallerie, case accoglienti, scuole, ospedali, centri sportivi, e via
dicendo.
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Il progresso, qualche volta, deturpa la
bellezza dei paesaggi, ma, particolare non trascurabile, spesso
e volentieri genera ricchezza che, a sua volta, migliora le
condizioni di vita degli abitanti. La salvaguardia ad oltranza
dello stato dei luoghi, accompagnata al rifiuto costante ad
accettare qualsiasi cambiamento, tipico della più integralista
dottrina ambientalista, si rivela sempre una condizione
paralizzante ed alla lunga penalizzante. Non è certamente il
caso di Lecco e dintorni, e non è questa breve presentazione
della guida del Villani, la sede opportuna per affrontare
tematiche ambientali. Mi è piaciuto solamente riscoprire la
descrizione degli itinerari lecchesi del secolo scorso,
riconoscerli per ricostruirli mentalmente e ripercorrerli con la
fantasia. Gli spostamenti, alla fine degli anni Venti, non erano
più un'avventura, ma al di fuori dei centri urbani le cose erano
ancora un po' complicate. Ciò che oggigiorno viene dato per
scontato, come, per esempio, la numerazione civica di una via o
la classificazione organica delle strade, erano tutti
ordinamenti che solo allora cominciavano a diffondersi in modo
più capillare. Il raggiungimento di un sito avveniva con dei
riferimenti che implicavano una meticolosa descrizione dei
luoghi. |
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Uno dei 58
acquerelli dipinti dal pittore Aligi Sassu, realizzati nel
1943, per illustrare il romanzo "I Promessi Sposi" di
Alessandro Manzoni. |
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Tanti, tanti particolari elencati nella guida
venivano in aiuto al “viaggiatore” al fine di un più corretto
orientamento. Oltre che per condividere con tutti l'intimo piacere
che la riscoperta di tali percorsi suscita, ho pensato che la
proposizione di un'edizione per il web della versione integrale
della guida, con la presentazione originale del Prof. Fermo Magni,
possa essere un supporto a tutti gli studiosi ed appassionati.
N.B.
La riproduzione delle foto contenute nella guida è stata solo
parziale poiché molte non erano in buono stato; per cui, per ovviare
a questo inconveniente, sono state sostituite con altre, tratte da
cartoline degli anni '30, trovate nella rete.
Mauro Antonio Di Mauro (2008)
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