Guida illustrata di Lecco e paesi finitimi

 

Testo originale tratto dalla

Guida Illustrata
Turistica Descrittiva
di LECCO e Paesi finitimi

della Brianza, del Pian d'Erba, dell'Alto Lario, della Vallassina, della Valsassina,
della Valtellina fino al Bitto, della Valle S. Martino fino al Brembo

di Ariberto Villani
della Società Escursionisti lecchesi, affiliata alla Federazione Italiana Escursionismo (O. N. D.)

Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2008-2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

Quando, non molto tempo fa, mi capitò tra le mani questo vecchio libretto consunto, confesso che fino a quel momento ne ignoravo l'esistenza e non sapevo chi fosse Ariberto Villani. La lettura de la “Guida Illustrata Turistica Descrittiva di Lecco e Paesi finitimi”, edito nel 1928 a cura della Società Escursionisti lecchesi, suscitò in me un particolare interesse dovuto alla familiarità dei luoghi ed alle tante curiosità rivelate dalle meticolose descrizioni degli itinerari.

In linea di massima, quando si esaminano delle foto d'epoca, si è automaticamente portati ad effettuare dei confronti, oltre che per l'abbigliamento e le acconciature delle signore, anche e sopratutto, per lo stato dei luoghi. Per la presenza dell'uomo, il territorio, col fluire del tempo, subisce inevitabilmente dei cambiamenti finalizzati alla creazione di infrastrutture. Vengono realizzate ferrovie, strade, viadotti, gallerie, case accoglienti, scuole, ospedali, centri sportivi, e via dicendo.

Il progresso, qualche volta, deturpa la bellezza dei paesaggi, ma, particolare non trascurabile, spesso e volentieri genera ricchezza che, a sua volta, migliora le condizioni di vita degli abitanti. La salvaguardia ad oltranza dello stato dei luoghi, accompagnata al rifiuto costante ad accettare qualsiasi cambiamento, tipico della più integralista dottrina ambientalista, si rivela sempre una condizione paralizzante ed alla lunga penalizzante. Non è certamente il caso di Lecco e dintorni, e non è questa breve presentazione della guida del Villani, la sede opportuna per affrontare tematiche ambientali. Mi è piaciuto solamente riscoprire la descrizione degli itinerari lecchesi del secolo scorso, riconoscerli per ricostruirli mentalmente e ripercorrerli con la fantasia. Gli spostamenti, alla fine degli anni Venti, non erano più un'avventura, ma al di fuori dei centri urbani le cose erano ancora un po' complicate. Ciò che oggigiorno viene dato per scontato, come, per esempio, la numerazione civica di una via o la classificazione organica delle strade, erano tutti ordinamenti che solo allora cominciavano a diffondersi in modo più capillare. Il raggiungimento di un sito avveniva con dei riferimenti che implicavano una meticolosa descrizione dei luoghi.

Uno dei 58 acquerelli dipinti dal pittore Aligi Sassu, realizzati nel 1943, per illustrare il romanzo "I Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni.

Tanti, tanti particolari elencati nella guida venivano in aiuto al “viaggiatore” al fine di un più corretto orientamento. Oltre che per condividere con tutti l'intimo piacere che la riscoperta di tali percorsi suscita, ho pensato che la proposizione di un'edizione per il web della versione integrale della guida, con la presentazione originale del Prof. Fermo Magni, possa essere un supporto a tutti gli studiosi ed appassionati.

N.B.
La riproduzione delle foto contenute nella guida è stata solo parziale poiché molte non erano in buono stato; per cui, per ovviare a questo inconveniente, sono state sostituite con altre, tratte da cartoline degli anni '30, trovate nella rete.

Mauro Antonio Di Mauro (2008)


 


 

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