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Partendo da Castello e percorrendo la via Garibaldi, una piastra
murale, com'è stato detto, indica, ad un certo punto, che si entra in
territorio di S. Giovanni alla Castagna (abit. 2309). Proseguendo per
via Vittorio Emanuele, in continuazione della prima, si arriva ad un
incrocio, a cui giunge pure l'accorciatoia che, staccandosi dalla
provinciale per la Valsassina, passa dietro il Cimitero di questo
reparto.
A sinistra, valicando un
ponte sopra una roggia che dà vita agli stabilimenti sorgenti lungo il
suo percorso, si allarga una piazzetta con la Parrocchiale di S.
Giovanni Evang. La chiesa, a tre navate, ha affreschi del Tagliaferri
e qualche buon dipinto. Possiede pure una pregevole scultura del
valsassinese Carlo Tantardini e, in un altare laterale, un grandioso
quadro plastico, rappresentante la morte di S. Giuseppe.
Di bella fattura è il busto
di bronzo del defunto parroco don Antonio Valenti, opera di A.
Montegani.
Nella piazzetta, si profila il Monumento dedicato ai 27 Caduti di
Guerra dello stesso scultore A. Montegani : un soldato di bronzo che,
nella destra, tiene la vittoria alata, ed ha di fianco una sposa, con
un bimbo.
Murata sull'ex Trattoria dell'Olmo, è una lapide ricordo a Felice
Cavallotti, inaugurata nel 1899, con medaglione assomigliantissimo.
Da questa piazzetta si
distacca, a sinistra di chi guarda il Monumento, un viottolo in
discesa, che s'insinua fra case sconnesse e porta per via Cairoli,
alla vecchia strada di Arlenico. Un ponticello, sul Gerenzone, vi
conduce. A destra di questo, un tratto cordonato, mena esso pure sulla
strada di Arlenico, in vista della chiesa di Rancio.
Oltre la piazzetta, a destra,
si dilunga la via Agliati, che termina col viale della Rimembranza.
Dopo quest'ultimo, attraversata la provinciale della Valsassina che si
dirama da Castello, e fiancheggiando la Caserma dei Reali Carabinieri
di S. Giovanni e la bella Villa Sangregorio, in località Cavalesino,
si prosegue in salita. La via si restringe per diventare un viottolo a
letto sassoso e cordonato che, serpeggiando, giunge a Varigione (alt.
m. 330). Due minuti più sotto, a destra di chi sale per la stessa
ruotabile della Valsassina, al primo svolto, si trova la frazione Due
Porte: per via Volone, fiancheggiando l'Osteria Colombo, si arriva
sotto lo Zucco, su cui, con aspetto meno «feroce» ed in stupenda
posizione, s'alza il ben costrutto e rimodernato «Palazzotto di Don
Rodrigo», e quindi si raggiunge la strada di Olate.
Più comoda, per andare a Varigione, è via Mazzini, la seconda via a
destra, dopo la suaccennata piazzetta.
A Cereda:
Prima del Palazzo Scolastico di S. Giovanni, un viottolo sale
lentamente alla frazione di Cereda (m. 397), formata da un
aggruppamento di case coloniche, con alcune belle villette vagamente
sparse sugli ameni poggi che intorno si elevano. Lecco ed il suo lago
si presentano in un quadro meraviglioso. Qui, spesso, si recava la
poetessa Francesca Manzoni.
Passando per Cereda Inferiore, con dilettevole percorso, si può
scendere sulla provinciale, all'altezza del Ponte di ferro, a
Malavedo, dopo aver abbracciato collo sguardo la valle del Gerenzone,
colle sue innumerevoli officine.
A Varigione:
Passando davanti al citato Palazzo Scolastico di S. Giovanni, in
direzione di levante, si arriva a Varigione (m. 330), alle falde del
Monte Albano. Spazioso panorama dei dintorni. Di fianco alla chiesetta
della B. V. del Rosario, munita di antico campaniletto, si stacca il
vicolo Monterobbio, conducente alle sparse case seminate lungo il
pendìo. Ad un certo punto si biparte : il ramo che volge a nord,
passando da una Cappelletta, si snoda sempre in salita e giunge alla
località Ca Rossa dopo di che sbocca nel sentiero delle «mandrie» che,
girando il Monte Albano, adduce a Ballabio; il ramo a levante, rasenta
alcuni cascinali, poi ridiscende e si ricongiunge colla via Monte
Albano.

La passeggiata è attraente.
In basso, si spiega il territorio di Lecco ed il lago di Olginate ha
riflessi argentei.
Da Varigione, la strada s abbassa fino a Luera ed alla ruotabile della
Bonacina. Più in alto, la via Monte Albano termina all' abitato di
Cavargna. La Pizza d' Erna, come gigante ciclopico, spicca, qui,
ardita sulla Valle del Caldone e, di fianco, il Magnodeno, mostra la
sua croce sulla vetta maggiore.
S. Giovanni, sulla
provinciale, termina al così detto «Ponte di ferro» e da qui
incomincia il reparto di Laorca, colla importante frazione di
Malavedo, di cui si scorgono, in basso, lungo il Gerenzone, le
numerose officine, annerite e tetre come bolge infernali, unite da
ponticelli di legno sulle scorrenti roggie.
Fu parroco di S. Giovanni l'erudito Stefano Ticozzi, nato a Pasturo
nel 1762 e morto a Castello nel 1836.
Posta e Telegrafo — Asilo
Infantile — Corpo Musicale «G. Verdi» — Cassa Popolare Depositi e
Prestiti — Intensa lavorazione del ferro — Trattorie dei Passeggeri,
Alpina e buone Osterie. — A Lecco Km. 2. — Autocorriera per la
Valsassina. Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro
(2008-2009).
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