Guida illustrata di Lecco e paesi finitimi

Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2008-2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

Reparto di San Giovanni Vecchie Frazioni: Varigione - Cavalesino - Cereda Cafrancoscio

 

Partendo da Castello e percorrendo la via Garibaldi, una piastra murale, com'è stato detto, indica, ad un certo punto, che si entra in territorio di S. Giovanni alla Castagna (abit. 2309). Proseguendo per via Vittorio Emanuele, in continuazione della prima, si arriva ad un incrocio, a cui giunge pure l'accorciatoia che, staccandosi dalla provinciale per la Valsassina, passa dietro il Cimitero di questo reparto.

A sinistra, valicando un ponte sopra una roggia che dà vita agli stabilimenti sorgenti lungo il suo percorso, si allarga una piazzetta con la Parrocchiale di S. Giovanni Evang. La chiesa, a tre navate, ha affreschi del Tagliaferri e qualche buon dipinto. Possiede pure una pregevole scultura del valsassinese Carlo Tantardini e, in un altare laterale, un grandioso quadro plastico, rappresentante la morte di S. Giuseppe.

Di bella fattura è il busto di bronzo del defunto parroco don Antonio Valenti, opera di A. Montegani.
Nella piazzetta, si profila il Monumento dedicato ai 27 Caduti di Guerra dello stesso scultore A. Montegani : un soldato di bronzo che, nella destra, tiene la vittoria alata, ed ha di fianco una sposa, con un bimbo.
Murata sull'ex Trattoria dell'Olmo, è una lapide ricordo a Felice Cavallotti, inaugurata nel 1899, con medaglione assomigliantissimo.

Da questa piazzetta si distacca, a sinistra di chi guarda il Monumento, un viottolo in discesa, che s'insinua fra case sconnesse e porta per via Cairoli, alla vecchia strada di Arlenico. Un ponticello, sul Gerenzone, vi conduce. A destra di questo, un tratto cordonato, mena esso pure sulla strada di Arlenico, in vista della chiesa di Rancio.

Oltre la piazzetta, a destra, si dilunga la via Agliati, che termina col viale della Rimembranza. Dopo quest'ultimo, attraversata la provinciale della Valsassina che si dirama da Castello, e fiancheggiando la Caserma dei Reali Carabinieri di S. Giovanni e la bella Villa Sangregorio, in località Cavalesino, si prosegue in salita. La via si restringe per diventare un viottolo a letto sassoso e cordonato che, serpeggiando, giunge a Varigione (alt. m. 330). Due minuti più sotto, a destra di chi sale per la stessa ruotabile della Valsassina, al primo svolto, si trova la frazione Due Porte: per via Volone, fiancheggiando l'Osteria Colombo, si arriva sotto lo Zucco, su cui, con aspetto meno «feroce» ed in stupenda posizione, s'alza il ben costrutto e rimodernato «Palazzotto di Don Rodrigo», e quindi si raggiunge la strada di Olate.
Più comoda, per andare a Varigione, è via Mazzini, la seconda via a destra, dopo la suaccennata piazzetta.

A Cereda:
Prima del Palazzo Scolastico di S. Giovanni, un viottolo sale lentamente alla frazione di Cereda (m. 397), formata da un aggruppamento di case coloniche, con alcune belle villette vagamente sparse sugli ameni poggi che intorno si elevano. Lecco ed il suo lago si presentano in un quadro meraviglioso. Qui, spesso, si recava la poetessa Francesca Manzoni.
Passando per Cereda Inferiore, con dilettevole percorso, si può scendere sulla provinciale, all'altezza del Ponte di ferro, a Malavedo, dopo aver abbracciato collo sguardo la valle del Gerenzone, colle sue innumerevoli officine.

A Varigione:
Passando davanti al citato Palazzo Scolastico di S. Giovanni, in direzione di levante, si arriva a Varigione (m. 330), alle falde del Monte Albano. Spazioso panorama dei dintorni. Di fianco alla chiesetta della B. V. del Rosario, munita di antico campaniletto, si stacca il vicolo Monterobbio, conducente alle sparse case seminate lungo il pendìo. Ad un certo punto si biparte : il ramo che volge a nord, passando da una Cappelletta, si snoda sempre in salita e giunge alla località Ca Rossa dopo di che sbocca nel sentiero delle «mandrie» che, girando il Monte Albano, adduce a Ballabio; il ramo a levante, rasenta alcuni cascinali, poi ridiscende e si ricongiunge colla via Monte Albano.

La passeggiata è attraente. In basso, si spiega il territorio di Lecco ed il lago di Olginate ha riflessi argentei.
Da Varigione, la strada s abbassa fino a Luera ed alla ruotabile della Bonacina. Più in alto, la via Monte Albano termina all' abitato di Cavargna. La Pizza d' Erna, come gigante ciclopico, spicca, qui, ardita sulla Valle del Caldone e, di fianco, il Magnodeno, mostra la sua croce sulla vetta maggiore.

S. Giovanni, sulla provinciale, termina al così detto «Ponte di ferro» e da qui incomincia il reparto di Laorca, colla importante frazione di Malavedo, di cui si scorgono, in basso, lungo il Gerenzone, le numerose officine, annerite e tetre come bolge infernali, unite da ponticelli di legno sulle scorrenti roggie.
Fu parroco di S. Giovanni l'erudito Stefano Ticozzi, nato a Pasturo nel 1762 e morto a Castello nel 1836.

Posta e Telegrafo — Asilo Infantile — Corpo Musicale «G. Verdi» — Cassa Popolare Depositi e Prestiti — Intensa lavorazione del ferro — Trattorie dei Passeggeri, Alpina e buone Osterie. — A Lecco Km. 2. — Autocorriera per la Valsassina.

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