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Il territorio di questo
reparto, sale, come una gradinata, sino alle pendici del S. Martino e
alla Corna di Medale, ed offre all'escursionista un quadro grandioso,
formato dalla valle del Gerenzone, con davanti il Monte Barro ed i
Corni di Canzo e, sotto, la vecchia Lecco, coll'Adda fino al ponte di
Olginate, visibilissimo.
A Rancio (ab. 2609), possiamo
accedere o per la battuta strada di Arlenico, o, una volta a S.
Giovanni, per una strettoia che dirama a sinistra della vecchia
provinciale, per un ponte gettato sul Gerenzone, che porta sempre
sulla strada di Arlenico.
Di fronte al ponte suddetto, ecco la strada che sale alla Parrocchiale
della B. V. Assunta, eretta nel 1885, a croce latina, con tre spaziose
navate ed una cupoletta bene affrescata. In fondo alla navata di
destra, un grandioso affresco del pittore A. Galli, rappresenta
l'uccisione di Giovanni Mazzucconi, da Rancio, massacrato a Vood-lark,
dai selvaggi dell'Oceania.
Una gradinata laterale, da
via Mazzini, accorcia il cammino e sbocca sul Piazzale della Chiesa,
di fronte a cui è innalzato il Monumento ai 24 Caduti del reparto,
consistente in un tronco di piramide, sormontato da un'aquila di
bronzo.
La via Mazzini si allarga in una piazzetta, con una caratteristica
fontana e l'antico Oratorio di S. Carlo, dopo di che si può scendere
alle Ca Verdi, lasciando a destra la splendida Villa Galleani.
Dalla chiesa si può subito
arrivare al Palazzo Scolastico «Luigi Cadorna» moderno edificio, con
ampio cortile alberato. Un'ala dello stesso fabbricato, completata da
una nuova costruzione, venne destinata a Caserma dei Reali
Carabinieri, inaugurata il 28 ottobre 1928. Essa serve, ora, alla
stazione di S, Giovanni. Seguendo la via che costeggia il detto
Palazzo Scolastico, con svolte e risvolte, si giunge ad un punto in
cui si aprono due altre vie : la via Spreafico, in discesa, e la via
Airoldi che mena alla Cappelletta del S. Martino, di cui si scorge, in
alto, la bianca sagoma.
Proseguendo, la via svolta
ancora bruscamente, per giungere ad un tabernacolo, da cui, per una
viottola cordonata ed abbastanza ampia, si arriva alla Chiesa, un
tempo parrocchiale, di Rancio Sup., con elegante pronao ad arcate. Di
fianco, il Viale della Rimembranza fino al Cimitero.
Fiancheggiando la Chiesa, per
un ripido selciato, si infila la via Bonaiti e, più su, s’imbocca la
via Paradiso, che conduce anch'essa al S. Martino, per un erto
sentiero. Altro viottolo conduce ad alcuni aggruppamenti di case —
Costagno e S. Bernardo — e di qui ad un poggio, ove si domina tutta la
vallata. S'erge, di dietro, paurosa, la Corna di Medale, colle sue
pareti verticali e quasi inaccessibili, nelle cui fenditure nidifica
il passero solitario.
In direzione di levante,
appena sopra il Cimitero, s'allunga, pianeggiante, una comoda
ruotabile che sfocia sulla strada di Ballabio, all'altezza del
Ristorante del Sole, in frazione Malavedo, dopo essere passata davanti
al rinomato Collegio Femminile di Rancio. Chi volesse evitare un lungo
giro e ridiscendere sulla strada di Arlenico, potrebbe, dopo un breve
tratto della ruotabile, infilare un'accorciatoia che s'apre a destra.
Rancio, colle frazioni di
Brogno, Castione, Cima e Vignola, forma uno dei più importanti reparti
della Lecco nuova, con bellissime Ville, tra le quali, in ridente
posizione, la Gargantini - Piatti e quella del comm. Sala.
Al San Martino:
Il sentiero che dalla frazione di Brogno sale al S. Martino,
s'inerpica per frequenti gradini, ed in un'ora porta alla Cappella
dello stesso nome (m. 746), che servì per molto tempo di deposito di
legna e fieno, ed ora è rimessa a nuovo. Il panorama che si apre,
offre uno spettacolo dei più grandiosi : il territorio di Lecco, i
monti circostanti, in ampia corona, l'Adda che sembra un nastro
azzurro, il bacino del lago, formano un quadro che nessuna mano
maestra non potrà mai riprodurre.

In altra mezz'ora, seguendo
il sentiero fattosi pianeggiante, su precipizi profondi, si può
giungere alla località chiamata comunemente Convento di S. Martino (m.
767), con annessa chiesetta. Poco discosto, dalla roccia, scaturisce
una fonte di acqua purissima. Il lago di Lecco, in tutta la sua
estensione, si presenta agli occhi estasiati.
Dal convento si può anche
salire alla Bocchetta di Val Verde (m. 1272) d'onde, poi, riesce
comoda la discesa verso Abbadia Loriana. Si può pure, passando dai
Piani Resinelli, scendere a Laorca o a Ballabio.
Posta e Telegrafo a S.
Giovanni — Trattorie del Sole e Capaino — Asilo Infantile — A Lecco
Km. 2.5 — Telefono — Larga lavorazione del ferro e rinomata fabbrica
di velluti — Cassa Popolare Depositi e Prestiti — Collegio Femminile
di S. Giuseppe con le Scuole elementari e complementari, sotto la
direzione delle Suore di Carità. Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro
(2008-2009).
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