Guida illustrata di Lecco e paesi finitimi

Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2008-2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

Reparto di Rancio Vecchie Frazioni: Brogno - Castione - Cima - Vignola

 

Il territorio di questo reparto, sale, come una gradinata, sino alle pendici del S. Martino e alla Corna di Medale, ed offre all'escursionista un quadro grandioso, formato dalla valle del Gerenzone, con davanti il Monte Barro ed i Corni di Canzo e, sotto, la vecchia Lecco, coll'Adda fino al ponte di Olginate, visibilissimo.

A Rancio (ab. 2609), possiamo accedere o per la battuta strada di Arlenico, o, una volta a S. Giovanni, per una strettoia che dirama a sinistra della vecchia provinciale, per un ponte gettato sul Gerenzone, che porta sempre sulla strada di Arlenico.
Di fronte al ponte suddetto, ecco la strada che sale alla Parrocchiale della B. V. Assunta, eretta nel 1885, a croce latina, con tre spaziose navate ed una cupoletta bene affrescata. In fondo alla navata di destra, un grandioso affresco del pittore A. Galli, rappresenta l'uccisione di Giovanni Mazzucconi, da Rancio, massacrato a Vood-lark, dai selvaggi dell'Oceania.

Una gradinata laterale, da via Mazzini, accorcia il cammino e sbocca sul Piazzale della Chiesa, di fronte a cui è innalzato il Monumento ai 24 Caduti del reparto, consistente in un tronco di piramide, sormontato da un'aquila di bronzo.
La via Mazzini si allarga in una piazzetta, con una caratteristica fontana e l'antico Oratorio di S. Carlo, dopo di che si può scendere alle Ca Verdi, lasciando a destra la splendida Villa Galleani.

Dalla chiesa si può subito arrivare al Palazzo Scolastico «Luigi Cadorna» moderno edificio, con ampio cortile alberato. Un'ala dello stesso fabbricato, completata da una nuova costruzione, venne destinata a Caserma dei Reali Carabinieri, inaugurata il 28 ottobre 1928. Essa serve, ora, alla stazione di S, Giovanni. Seguendo la via che costeggia il detto Palazzo Scolastico, con svolte e risvolte, si giunge ad un punto in cui si aprono due altre vie : la via Spreafico, in discesa, e la via Airoldi che mena alla Cappelletta del S. Martino, di cui si scorge, in alto, la bianca sagoma.

Proseguendo, la via svolta ancora bruscamente, per giungere ad un tabernacolo, da cui, per una viottola cordonata ed abbastanza ampia, si arriva alla Chiesa, un tempo parrocchiale, di Rancio Sup., con elegante pronao ad arcate. Di fianco, il Viale della Rimembranza fino al Cimitero.

Fiancheggiando la Chiesa, per un ripido selciato, si infila la via Bonaiti e, più su, s’imbocca la via Paradiso, che conduce anch'essa al S. Martino, per un erto sentiero. Altro viottolo conduce ad alcuni aggruppamenti di case — Costagno e S. Bernardo — e di qui ad un poggio, ove si domina tutta la vallata. S'erge, di dietro, paurosa, la Corna di Medale, colle sue pareti verticali e quasi inaccessibili, nelle cui fenditure nidifica il passero solitario.

In direzione di levante, appena sopra il Cimitero, s'allunga, pianeggiante, una comoda ruotabile che sfocia sulla strada di Ballabio, all'altezza del Ristorante del Sole, in frazione Malavedo, dopo essere passata davanti al rinomato Collegio Femminile di Rancio. Chi volesse evitare un lungo giro e ridiscendere sulla strada di Arlenico, potrebbe, dopo un breve tratto della ruotabile, infilare un'accorciatoia che s'apre a destra.

Rancio, colle frazioni di Brogno, Castione, Cima e Vignola, forma uno dei più importanti reparti della Lecco nuova, con bellissime Ville, tra le quali, in ridente posizione, la Gargantini - Piatti e quella del comm. Sala.

Al San Martino:
Il sentiero che dalla frazione di Brogno sale al S. Martino, s'inerpica per frequenti gradini, ed in un'ora porta alla Cappella dello stesso nome (m. 746), che servì per molto tempo di deposito di legna e fieno, ed ora è rimessa a nuovo. Il panorama che si apre, offre uno spettacolo dei più grandiosi : il territorio di Lecco, i monti circostanti, in ampia corona, l'Adda che sembra un nastro azzurro, il bacino del lago, formano un quadro che nessuna mano maestra non potrà mai riprodurre.

In altra mezz'ora, seguendo il sentiero fattosi pianeggiante, su precipizi profondi, si può giungere alla località chiamata comunemente Convento di S. Martino (m. 767), con annessa chiesetta. Poco discosto, dalla roccia, scaturisce una fonte di acqua purissima. Il lago di Lecco, in tutta la sua estensione, si presenta agli occhi estasiati.

Dal convento si può anche salire alla Bocchetta di Val Verde (m. 1272) d'onde, poi, riesce comoda la discesa verso Abbadia Loriana. Si può pure, passando dai Piani Resinelli, scendere a Laorca o a Ballabio.

Posta e Telegrafo a S. Giovanni — Trattorie del Sole e Capaino — Asilo Infantile — A Lecco Km. 2.5 — Telefono — Larga lavorazione del ferro e rinomata fabbrica di velluti — Cassa Popolare Depositi e Prestiti — Collegio Femminile di S. Giuseppe con le Scuole elementari e complementari, sotto la direzione delle Suore di Carità.

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