Guida illustrata di Lecco e paesi finitimi

Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2008-2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

Reparto di Acquate Vecchie Frazioni: Falghera - Malnago - Versasio Capiloccio - Moedo - Costa - Giazzera

 

È un reparto di una certa importanza e strettamente legato ai ricordi manzoniani. Sorge in terreno sopraelevato (ab. 2747), ai primi contrafforti del Pizzo d'Erna, in magnifica ubicazione. Da Lecco, in mezz'ora, vi si può giungere.

Dal primo tratto del corso Vittorio Emanuele, all'altezza della Società Orobia, un braccio della via Promessi Sposi s'allunga verso oriente, fino ad un crocevia, ora convenientemente allargato, da cui tre strade si dipartono. Prendendo quella di mezzo, lasciando a destra quella per Germanedo ed a sinistra quella per Castello, si costeggia il Caldone, dove questo forma un grand'arco che gira intorno ad un'area pianeggiante su cui sorge il Tubercolosario Vittorio Emanuele III, con annesso Dispensario, dovuto all'opera fattiva ed assidua del defunto dott. Nino Cazzaniga. La prima pietra del moderno edificio, fu gettata il giorno dello scoprimento del Monumento ai Caduti di Lecco e, con significativa cerimonia, l'opera grandiosa venne inaugurata dallo stesso Re d'Italia, a cui si intitola, il 13 aprile 1928.

Tubercolosario Vittorio Emanuele III°.

Più su, a destra, una nuova strada, sbocca nella ruotatale di Germanedo, ed ivi nuove costruzioni e stabilimenti industriali, vanno a mano a mano occupando tutto il terreno disponibile. Il Resegone e il Due Mani, si presentano quasi di fronte, nella loro massa imponente. A nord, ricoperta in parte dal Coltignone, svetta la Grigna minore, coi più bassi Corni del Nibbio ed il Roccolo Alde.

La carrozzabile, aperta da non tanti anni, in poco tempo si è venuta popolando di belle villette e di un numero cospicuo di opifìci grandi e piccoli, dove si lavora e si trasforma il ferro. Da notarsi lo Stabilimento Forni ed Impianti Elettrici, gestito da una Società Anonima, a sinistra della strada.

Di recente, durante alcune opere di sistemazione di un terreno acquistato da questa Società, si rinvennero ossa e crani fossilizzati, facenti parte, con ogni probabilità, di tombe romane, sì da formare una vasta necropoli. Disseminati intorno alle tombe stesse, si raccolsero parecchi braccialetti, due anelli ed una fibbia da cintura, di bronzo, finemente lavorati, oltre a un buon numero di anforette e di vasi.

Lungo la via le Trattorie Savoia e Pencia e l'Osteria Giazzera.
La ruotabile sale sensibilmente e lascia, a sinistra, via Azzeccagarbugli, che discende fino al Caldone, dove ferve un'intensa vita industriale, per risalire di poi, piegando quasi ad angolo retto, verso il paese, in vicinanza della "Salita dei Bravi".

All'imbocco, quasi, dell'abitato, abbiamo due vie laterali, destinate a scomparire per la costruzione della nuova arteria che deve unire Acquate a Germanedo: una verso nord, giunge ad una cappelletta e s'incontra colla Azzeccagarbugli; l'altra, via Nizza, verso sud, passa davanti al bel Palazzo Scolastico «Cesare Battisti» con annesso Parco della Rimembranza, e mena dritto a Germanedo.

Seguendo sempre la carrozzabile, la salita si accentua. Lasciando a sinistra via Padre Cristoforo — un'accorciatoia che in pochi minuti porta nei pressi della Parrocchiale del paese — con rapide svolte, la strada arriva in corso Manzoni, che s'allunga nella via Garibaldi. All'ultima curva, prima della villa Martelli, in direzione di mezzogiorno, si apre un vicoletto solitario, che si congiunge colla parte alta di Germanedo. La strada che unisce Acquate a Germanedo è già completamente costruita ed aperta al transito. Essa è stata inaugurata il 28 ottobre 1928, nel VII anniversario della Marcia su Roma, insieme all'Acquedotto di Soneda, poco lungi da S. Egidio, in territorio di Acquate. Le due vie di cui è cenno alle linee 6 e 7, non esistono più.

Il nuovo tronco stradale che, presentemente, unisce due dei più importanti reparti di Lecco, e che s'intitola al Monte Grappa, non è che una parte della progettata arteria, la quale, movendo dalla provinciale di Bergamo, all'altezza della Cascina S. Ambrogio, dovrà allacciarsi colla provinciale della Valsassina, passando per Belledo, Germanedo ed Acquate.

A Costa:
Dal corso Manzoni, si stacca via Promessi Sposi che, più su, forma un lato della piazza Vittorio Emanuele, e prosegue, per via F. Borromeo, lasciando a destra vicoletti oscuri che s'internano nella parte più remota del paese. Giunta ad uno slargo, s'inerpica un'abbastanza comoda mulattiera, in direzione di levante, che sale alla frazione di Costa, dove risiede il Custode della Capanna Stoppani.

A Movedo — Alla Bonacina:
Lasciando la mulattiera per Costa, in direzione di tramontana, uno stretto vicolo si snoda che, piegando poi rapidamente a destra, sale alla Madonna di Lourdes, posta in un'ampia grotta, in cui è posto un altare. Nel piazzaletto, cinto da una cancellata, scaturisce una fresca vena d'acqua.
Di fianco alla grotta, un viottolo amenissimo, elevato sul Caldone, attraversando la frazione di Movedo, ombreggiato da folti castagneti, si ricongiunge, per mezzo di un ponte sul torrente, alla strada per S. Egidio, alla Bonacina, in prossimità del cartuccificio Piloni.
Nel sunnominato piazzaletto, sul lato ovest, si può ammirare il grazioso Monumento che la pietà dei cittadini volle erigere ai 40 Caduti nella grande guerra : un tronco di piramide, sormontato da quattro corone di quercia. Sul piedestallo, i versi del poeta:

La vostra tomba è un'ara e qua mostrando
Verran le madri ai devoti le belle
Orme del vostro sangue….

A Falghera — A Malnago:
Dalla grotta di Lourdes, per una mulattiera cordonata, in poco più di un quarto d'ora, si può giungere alla frazione di Falghera (m. 375) ed in altri quindici minuti a Malnago (m. 482) con fontana pubblica ed una scoletta retta dall' Ente contro l'analfabetismo. Volgendo a destra, si apre un'ampia mulattiera in senso trasversale, che porta pur essa a Costa (m. 767) di cui è cenno sopra.
Da Costa, in breve, si può accedere alla suddetta Capanna Stoppani (m. 825) eretta dalla Sezione di Lecco del C. A. I. e che può servire di pernottamento per chi vuol salire al Resegone. Servizio di osteria.

A Versasio — Ad Erna:
Da Malnago, seguendo la via più incassata a sinistra, in meno di mezz'ora si è all'altra frazione di Versasio (m. 527). Per il passo della Corna, si può ascendere, con salita piuttosto severa, al piano d'Erna (m. 1251), impiegando, da Acquate, poco più di due ore. Anche qui vi è una linda chiesetta, la B. V. della Neve, il Rifugio Erna (uso privato) e, sotto, alcune «baite», vicino alle quali zampilla una fresca sorgente. Passando da queste, si scende ai cascinali di Boazzo (m. 830), sulla mulattiera Ballabio-Morterone. Raggiunta poi la Forcola (m. 910) sulla stessa mulattiera, fiancheggiata dal Caldone, per un aspro sentiero, si entra nella Valle di Termine, altrove descritta, per arrivare a S. Egidio.

Ritornando ad Acquate e attraversando piazza Vittorio Emanuele, possiamo sbucare nella piazza Renzo, d'onde, proseguendo per via Lucia, si lascia a sinistra l'antica chiesetta dell'Immacolata Concezione con bel campaniletto. Si infila di poi la via Don Rodrigo, si costeggia lo stabilimento colle cave di pietra della Ditta Villa, si attraversa la piazzetta Guerrazzi al Garabuso, colle Cartiere Cima, e, per il ponte sul Caldone, si riesce sulla carrozzabile della Bonacina.

Percorrendo invece via Renzo, si arriva nella piazzetta Don Abbondio, da cui si sbocca nell'ampio sagrato della Parrocchiale dei SS. Giorgio, Caterina ed Egidio, con pronao a quattro colonnati, verso i Corni di Canzo. Di fianco, si scorge lo Zucco. La chiesa ha una vasta navata e deve essere molto antica. Il prof. Andrea Spreafico afferma che nel 1418 esisteva già. (Vedere la Guida di Lecco edita a cura della Rivista di Lecco). Rimaneggiata e ingrandita nel 1847, conserva l'organo regalato da Massimiliano d'Austria. Le decorazioni sono del Beghi. Elegante, la poco discosta Villa Cima, con magnifico giardino ornato di statue.
Per la "Salita dei Bravi" che faremo in discesa, si valica un altro ponte più basso sul Caldone e, per via Marsala e via Caldone, lasciando a sinistra il Cimitero, si giunge ad Olate e da qui, per il Viale della Rimembranza di Castello, a questo reparto, in piazza Cavour per scendere a Lecco, alla Stazione Ferroviaria.

Il paese appare antichissimo. Nel 1914, nello scavo per le fondamenta del Ricovero Vecchi Poveri, vennero in luce tre tombe, con oggetti di ferro, dell'epoca gallica. Recentemente, nella sistemazione della strada che dalla «Salita dei Bravi», si unisce a Germanedo, alcuni operai trovarono una moneta portante l'effigie dell'imperatore romano Massimino I.
Anche in località Cabagaglio, alcuni anni fa, si rinvennero monete dell'epoca romana, risalenti ad Adriano, Antonino Pio, Commodo ed altri.
Fu di Acquate Ernesto Pozzi, ardente patriota e scrittore di facile vena.

Il territorio di Acquate, estesissimo, si spinge fino in Val d'Erve e in Valle Imagna, sorpassando la cresta del Resegone. La strada montana, per Costa, Passo del Fó, Piazzo e la Passata, mette a Brumano, in Valle Imagna.

Posta, Telegrafo e Telefono — Cassa Popolare Depositi e Prestiti — Asilo Infantile G. Nava — Trattorie Promessi Sposi, Alpina, della Pace, della Corona ; Osterie del Manuel, dei Fiori, della Vittoria — A Lecco Km. 2
— Fabbrica carta da involgere — Industrie meccaniche — Fonderia di bronzo e ottone.

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