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È un reparto di una certa
importanza e strettamente legato ai ricordi manzoniani. Sorge in
terreno sopraelevato (ab. 2747), ai primi contrafforti del Pizzo
d'Erna, in magnifica ubicazione. Da Lecco, in mezz'ora, vi si può
giungere.
Dal primo tratto del corso
Vittorio Emanuele, all'altezza della Società Orobia, un braccio della
via Promessi Sposi s'allunga verso oriente, fino ad un crocevia, ora
convenientemente allargato, da cui tre strade si dipartono. Prendendo
quella di mezzo, lasciando a destra quella per Germanedo ed a sinistra
quella per Castello, si costeggia il Caldone, dove questo forma un
grand'arco che gira intorno ad un'area pianeggiante su cui sorge il
Tubercolosario Vittorio Emanuele III, con annesso Dispensario, dovuto
all'opera fattiva ed assidua del defunto dott. Nino Cazzaniga. La
prima pietra del moderno edificio, fu gettata il giorno dello
scoprimento del Monumento ai Caduti di Lecco e, con significativa
cerimonia, l'opera grandiosa venne inaugurata dallo stesso Re
d'Italia, a cui si intitola, il 13 aprile 1928.
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| Tubercolosario
Vittorio Emanuele III°. |
Più su, a destra, una nuova
strada, sbocca nella ruotatale di Germanedo, ed ivi nuove costruzioni
e stabilimenti industriali, vanno a mano a mano occupando tutto il
terreno disponibile. Il Resegone e il Due Mani, si presentano quasi di
fronte, nella loro massa imponente. A nord, ricoperta in parte dal
Coltignone, svetta la Grigna minore, coi più bassi Corni del Nibbio ed
il Roccolo Alde.
La carrozzabile, aperta da
non tanti anni, in poco tempo si è venuta popolando di belle villette
e di un numero cospicuo di opifìci grandi e piccoli, dove si lavora e
si trasforma il ferro. Da notarsi lo Stabilimento Forni ed Impianti
Elettrici, gestito da una Società Anonima, a sinistra della strada.

Di recente, durante alcune
opere di sistemazione di un terreno acquistato da questa Società, si
rinvennero ossa e crani fossilizzati, facenti parte, con ogni
probabilità, di tombe romane, sì da formare una vasta necropoli.
Disseminati intorno alle tombe stesse, si raccolsero parecchi
braccialetti, due anelli ed una fibbia da cintura, di bronzo,
finemente lavorati, oltre a un buon numero di anforette e di vasi.
Lungo la via le Trattorie
Savoia e Pencia e l'Osteria Giazzera.
La ruotabile sale sensibilmente e lascia, a sinistra, via
Azzeccagarbugli, che discende fino al Caldone, dove ferve un'intensa
vita industriale, per risalire di poi, piegando quasi ad angolo retto,
verso il paese, in vicinanza della "Salita dei Bravi".
All'imbocco, quasi,
dell'abitato, abbiamo due vie laterali, destinate a scomparire per la
costruzione della nuova arteria che deve unire Acquate a Germanedo:
una verso nord, giunge ad una cappelletta e s'incontra colla
Azzeccagarbugli; l'altra, via Nizza, verso sud, passa davanti al bel
Palazzo Scolastico «Cesare Battisti» con annesso Parco della
Rimembranza, e mena dritto a Germanedo.
Seguendo sempre la
carrozzabile, la salita si accentua. Lasciando a sinistra via Padre
Cristoforo — un'accorciatoia che in pochi minuti porta nei pressi
della Parrocchiale del paese — con rapide svolte, la strada arriva in
corso Manzoni, che s'allunga nella via Garibaldi. All'ultima curva,
prima della villa Martelli, in direzione di mezzogiorno, si apre un
vicoletto solitario, che si congiunge colla parte alta di Germanedo.
La strada che unisce Acquate a Germanedo è già completamente costruita
ed aperta al transito. Essa è stata inaugurata il 28 ottobre 1928, nel
VII anniversario della Marcia su Roma, insieme all'Acquedotto di
Soneda, poco lungi da S. Egidio, in territorio di Acquate. Le due vie
di cui è cenno alle linee 6 e 7, non esistono più.
Il nuovo tronco stradale che,
presentemente, unisce due dei più importanti reparti di Lecco, e che
s'intitola al Monte Grappa, non è che una parte della progettata
arteria, la quale, movendo dalla provinciale di Bergamo, all'altezza
della Cascina S. Ambrogio, dovrà allacciarsi colla provinciale della
Valsassina, passando per Belledo, Germanedo ed Acquate.
A Costa:
Dal corso Manzoni, si stacca via Promessi Sposi che, più su, forma
un lato della piazza Vittorio Emanuele, e prosegue, per via F.
Borromeo, lasciando a destra vicoletti oscuri che s'internano nella
parte più remota del paese. Giunta ad uno slargo, s'inerpica
un'abbastanza comoda mulattiera, in direzione di levante, che sale
alla frazione di Costa, dove risiede il Custode della Capanna
Stoppani.
A Movedo — Alla Bonacina:
Lasciando la mulattiera per Costa, in direzione di tramontana, uno
stretto vicolo si snoda che, piegando poi rapidamente a destra, sale
alla Madonna di Lourdes, posta in un'ampia grotta, in cui è posto un
altare. Nel piazzaletto, cinto da una cancellata, scaturisce una
fresca vena d'acqua.
Di fianco alla grotta, un viottolo amenissimo, elevato sul Caldone,
attraversando la frazione di Movedo, ombreggiato da folti castagneti,
si ricongiunge, per mezzo di un ponte sul torrente, alla strada per S.
Egidio, alla Bonacina, in prossimità del cartuccificio Piloni.
Nel sunnominato piazzaletto, sul lato ovest, si può ammirare il
grazioso Monumento che la pietà dei cittadini volle erigere ai 40
Caduti nella grande guerra : un tronco di piramide, sormontato da
quattro corone di quercia. Sul piedestallo, i versi del poeta:
La vostra tomba è un'ara e
qua mostrando
Verran le madri ai devoti le belle
Orme del vostro sangue….

A Falghera — A Malnago:
Dalla grotta di Lourdes, per una mulattiera cordonata, in poco più di
un quarto d'ora, si può giungere alla frazione di Falghera (m. 375) ed
in altri quindici minuti a Malnago (m. 482) con fontana pubblica ed
una scoletta retta dall' Ente contro l'analfabetismo. Volgendo a
destra, si apre un'ampia mulattiera in senso trasversale, che porta
pur essa a Costa (m. 767) di cui è cenno sopra.
Da Costa, in breve, si può accedere alla suddetta Capanna Stoppani (m.
825) eretta dalla Sezione di Lecco del C. A. I. e che può servire di
pernottamento per chi vuol salire al Resegone. Servizio di osteria.
A Versasio — Ad Erna:
Da Malnago, seguendo la via più incassata a sinistra, in meno di
mezz'ora si è all'altra frazione di Versasio (m. 527). Per il passo
della Corna, si può ascendere, con salita piuttosto severa, al piano
d'Erna (m. 1251), impiegando, da Acquate, poco più di due ore. Anche
qui vi è una linda chiesetta, la B. V. della Neve, il Rifugio Erna
(uso privato) e, sotto, alcune «baite», vicino alle quali zampilla una
fresca sorgente. Passando da queste, si scende ai cascinali di Boazzo
(m. 830), sulla mulattiera Ballabio-Morterone. Raggiunta poi la
Forcola (m. 910) sulla stessa mulattiera, fiancheggiata dal Caldone,
per un aspro sentiero, si entra nella Valle di Termine, altrove
descritta, per arrivare a S. Egidio.
Ritornando ad Acquate e
attraversando piazza Vittorio Emanuele, possiamo sbucare nella piazza
Renzo, d'onde, proseguendo per via Lucia, si lascia a sinistra
l'antica chiesetta dell'Immacolata Concezione con bel campaniletto. Si
infila di poi la via Don Rodrigo, si costeggia lo stabilimento colle
cave di pietra della Ditta Villa, si attraversa la piazzetta Guerrazzi
al Garabuso, colle Cartiere Cima, e, per il ponte sul Caldone, si
riesce sulla carrozzabile della Bonacina.
Percorrendo invece via Renzo,
si arriva nella piazzetta Don Abbondio, da cui si sbocca nell'ampio
sagrato della Parrocchiale dei SS. Giorgio, Caterina ed Egidio, con
pronao a quattro colonnati, verso i Corni di Canzo. Di fianco, si
scorge lo Zucco. La chiesa ha una vasta navata e deve essere molto
antica. Il prof. Andrea Spreafico afferma che nel 1418 esisteva già.
(Vedere la Guida di Lecco edita a cura della Rivista di Lecco).
Rimaneggiata e ingrandita nel 1847, conserva l'organo regalato da
Massimiliano d'Austria. Le decorazioni sono del Beghi. Elegante, la
poco discosta Villa Cima, con magnifico giardino ornato di statue.
Per la "Salita dei Bravi" che faremo in discesa, si valica un altro
ponte più basso sul Caldone e, per via Marsala e via Caldone,
lasciando a sinistra il Cimitero, si giunge ad Olate e da qui, per il
Viale della Rimembranza di Castello, a questo reparto, in piazza
Cavour per scendere a Lecco, alla Stazione Ferroviaria.
Il paese appare antichissimo.
Nel 1914, nello scavo per le fondamenta del Ricovero Vecchi Poveri,
vennero in luce tre tombe, con oggetti di ferro, dell'epoca gallica.
Recentemente, nella sistemazione della strada che dalla «Salita dei
Bravi», si unisce a Germanedo, alcuni operai trovarono una moneta
portante l'effigie dell'imperatore romano Massimino I.
Anche in località Cabagaglio, alcuni anni fa, si rinvennero monete
dell'epoca romana, risalenti ad Adriano, Antonino Pio, Commodo ed
altri.
Fu di Acquate Ernesto Pozzi, ardente patriota e scrittore di facile
vena.
Il territorio di Acquate,
estesissimo, si spinge fino in Val d'Erve e in Valle Imagna,
sorpassando la cresta del Resegone. La strada montana, per Costa,
Passo del Fó, Piazzo e la Passata, mette a Brumano, in Valle Imagna.

Posta, Telegrafo e Telefono —
Cassa Popolare Depositi e Prestiti — Asilo Infantile G. Nava —
Trattorie Promessi Sposi, Alpina, della Pace, della Corona ; Osterie
del Manuel, dei Fiori, della Vittoria — A Lecco Km. 2
— Fabbrica carta da involgere — Industrie meccaniche — Fonderia di
bronzo e ottone. Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro
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