Guida illustrata di Lecco e paesi finitimi

Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2008-2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

Reparto di Germanedo

 

Il ridente reparto di Germanedo (ab. 1315), si stende a mezzogiorno di Acquate, a cui è congiunto dalla via Nizza e da un vicoletto pedemontano che, passando per la frazione di Cesura e per un romantico oratorio, porta alle prime case del villaggio.

Partendo da Lecco centro, per il largo Manzoni e corso Vittorio Emanuele, prendere il tratto superiore di via Promessi Sposi, all'altezza dell' Orobia, comune alla ruotabile di Acquate.

Si può pure, dal largo Manzoni, per piazza Mentana, lungo il Caldone, infilare una stradetta che, per il Caleotto Inf. e per un ponticello sul torrente, rasentando l’ Orfanotrofio Maschile, sbocca poco lontano dal crocevia, da cui si diparte la strada per Acquate. Poco prima, un vicolo mena alla Fiandra. All'inizio della strada per Acquate, in direzione di levante, col Magnodeno di fronte, si sviluppa la carrozzabile per Germanedo, o via Besonda, tortuosa e leggermente in salita. Dove si vede una cappelletta, a destra, s'abbassa una nuova strada, che s'unisce ad una altra salente da via Agnese, a Pescarenico. A sinistra, più avanti, dove sorge un tumulo con una croce, una stradic-ciola, via Crocione, gira attorno al Cimitero di Germanedo. Prima dell'ultima svolta, si presenta la magnifica Villa Serponti, od Eremo, con giardino in declivio ed un fresco zampillo nel mezzo.

La via omonima si congiunge colla strada di Belledo, al Bione. Seguendo la carrozzabile, questa si biparte : a sinistra, conduce al Cimitero, sulla strada per Acquate, avendo di fronte un viottolo (ora allargato e divenuto una via), che porta alla frazione Cesura e s'unisce al sentiero pedemontano Acquate-Germanedo, di cui è stato fatto cenno; a destra sale al paese, lasciando a sinistra la Parrocchiale dei SS. Cipriano e Giustina, ricostruita nel 1836 coll'aiuto finanziario del marchese Serponti, e munita di una cupoletta ottagonale sostenuta da slanciate colonne, e a destra il Palazzo Scolastico «Nazario Sauro» già sede del Comune.

Più oltre, una via volgente a nord, si riallaccia alla via Oratorio, mentre s'apre la via al Ponte, dalla cui sinistra si stacca il viale Asilo-Monumento, bel fabbricato ad un piano rialzato, dedicato alla memoria dei 15 Caduti di questo reparto, con ampio Viale della Rimembranza che vi conduce. Sulla facciata, una lapide col nome dei Morti gloriosi. Chi volesse proseguire per questa via, potrebbe, passando davanti all' Albergo Resegone, salire fino al viale Teodoro Muller, prima del quale, a sinistra, s'apre un viottolo campestre, che conduce in una valletta, dove scaturisce una fonte d'acqua minerale.
La via al Ponte, lascia a destra una viuzza in discesa e fìancheggiante il Bione che, più avanti, si slarga nella strada per Belledo.
Voltando decisamente ad oriente, ecco la via dei Molini, in cui si trova il grandioso stabile che faceva parte dei Setifici Bonazzi, ora acquistato per Ricovero dei vecchi poveri di Lecco.
Più avanti l'altro Setificio Bonazzi, quasi in principio della salita alla Rovinata.

A Neguccio — Alla Rovinata — A Campo de' Bovi — Al Magnodeno o Pizzo:
Raggiunto lo stabilimento Bonazzi, in vista di un altro ponte sul Bione, una comoda mulattiera, fra castani e robinie, in venti minuti, porta a Neguccio, località con una sola ed ampia masseria, in una valletta circondata dagli spalti delle montagne, chiuse, a levante, dalle pareti rocciose del Resegone.

Per una gola rinserrata dalle alture circostanti, si giunge al Laghetto di Neguccio (m. 419) del quale, nella stagione estiva, rimangono poche tracce, come nessun rudere, nell'attigua spianata, vi renderebbe persuasi dell'esistenza dell'antico castello di Don Rodrigo, di cui favella il Fumagalli nella sua «Guida di Lecco». Si può, invece, udire una chiarissima eco.

Tenendo sempre verso i costoni del Magnodeno, il sentiero si restringe, la natura si fa più tetra e selvaggia e, a un certo punto, dopo mezz'ora di cammino, s'ode lo scroscio di un torrentello d'acqua freschissima, ed appare il Lego di Olginate. Il sentiero divalla fra roccie di tufo e, in pochi minuti, scende alle prime case di Maggianico, da cui, per via Manzoni, sì può entrare in questo villaggio o raggiungere la provinciale Lecco – Bergamo.

Maggianico 1933, strada provinciale.

Da Germanedo, per via dei Mulini e via Muller, sempre costeggiando il Bione, valicando un ultimo ponte sul torrente, per una strada montana adorna di cappellette e ombreggiata da folti castagneti, fiancheggiando una pineta si fa capo alla Rovinata (m. 416). La chiesetta dell'Addolorata, posta su un ciglio morenico, sembra vigili il piano sottostante. Acqua limpidissima e leggera, sgorga di fianco. Più sopra, ricchi boschi di castani si stendono su verdeggianti praterie.

Oltrepassati quelli, appoggiando a destra, serpeggia sul terrazzo morenico un altro sentiero che, a un certo punto, discende per uno spuntone del monte e porta esso pure a Neguccio.
Oltre la Rovinata, un sentiero che, per un po', corre parallelo al Bione, in altra mezz'ora va al Campo de'Bovi (m. 692), luogo di quieto soggiorno, con alcune villette su una bella ed ombrosa spianata.
Su un poggio, verso mezzogiorno, sorge un moderno e vasto Collegio, adibito a cura estiva per gli alunni degli istituti religiosi di Saronno, Desio e Tradate.
Il fabbricato, domina la Brianza milanese, verso cui è rivolta la Madonnina, che sembra un'apparizione. Sotto, si scorge il Laghetto di Neguccio e, imponente, si delìnea la Pizza d'Erna.

Un sentiero, valicato il Bione, mena a Costa e, di qui, alla Capanna Stoppani.
Per salire al Magnodeno o Pizzo (m. 1241), basta seguire il percorso per Campo de' Bovi. Da questa località, un comodo sentiero, sale alla quota 1211, che si stende dal Magnodeno al Passo del Fo. In pochi minuti, volgendo a destra, si arriva alla vetta. Da Lecco, si impiegano due ore e mezza.

Chi volesse, per andare a Germanedo, seguire un altro itinerario, potrebbe, una volta in piazza P. Cristoforo, a Pescarenico, infilare la via Agnese, fiancheggiante la Parrocchiale di S. Materno. Passato il fabbricato scolastico e la località detta la "Cuccagna" dopo il casello ferroviario, si raggiungono le cascine Turbata e Roccolo, lasciando a sinistra la via Fiandra ed altre, che sboccano sulla carrozzabile di Germanedo, più sopra descritta. Arrivata alla via Serponti, la ruotabile scende verso il Bione.

Piegando a destra, si va direttamente a Belledo, subito dopo una cava di pietrisco, sul fianco del Magnodeno; volgendo a sinistra, per un viottolo costeggiante il Bione, si giunge al ponte di Germanedo sullo stesso torrente, da cui si inizia la via dei Molini.

Posta e Telegrafo a Lecco — Telefono — Industria serica — Fabbrica mobili di ferro — Asilo Infantile — Trattorie Gesa e Resegone — Belle le Ville Serponti e Sironi — Industria metallurgica — Lavori artistici in ferro battuto.

Dal Cimitero di Germanedo, un rettilineo, eliminando le svolte della carrozzabile che sale da Lecco, sboccherà nelle vicinanze dell'Ospedale di Circolo.

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