Guida illustrata di Lecco e paesi finitimi

Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2008-2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

Reparto di Maggianico Vecchie Frazioni: Missirano - Barco - Chiuso - Molini

 

E' l'ultimo paese, in ordine di data, unito alla più grande Lecco, che s'arricchisce di un nuovo e fiorente reparto, destinato a dare più potente impulso alla città, tutta protesa verso il suo sicuro avvenire.
 

Maggianico, Asilo infantile, Casa Municipale, Oratorio di S. Rocco.

Da Lecco, per il corso Vittorio Emanuele, attraversando Pescarenico, si segue la provinciale per Bergamo. Lasciati a sinistra la Ferriera Gerosa e lo Stabilimento della Metalgraf, e a destra le Case Popolari e l'Officina Elettrica della Società Lombarda, alle Case Sparse, si valica il Bione e, per un sottopassaggio ferroviario, si giunge alla Cascina S. Ambrogio (Km. 2,2 da Lecco), dove s'arresta, per ora, la linea tranviaria urbana.

L'apostolo in "Lecco e suo Territorio" citando la Cascina S. Ambrogio, parla di una vetusta chiesetta che ivi doveva sorgere, risalente al IX secolo, con dipinti a fresco nell'interno e all'esterno.

Il Brusoni nella sua "Guida di Lecco" pure la ricorda. Della chiesa, però, non rimane più nessuna traccia, essendo stata demolita una trentina d'anni fa.

A sinistra, alcuni sentieri conducono alla solitaria stradetta pedemontana che dopo Gaggianico, va pure a Maggianico, incontrando la via Manzoni, di cui è cenno nella escursione Germanedo-Neguccio-Maggianico. Su questa stradetta, vedesi uno Stabilimento di Calce in zolla e, verso la provinciale, la nuovissima Fabbrica di Birra Spluga.

Lasciate a destra, in posizione elevata, la villa che fu del celebre compositore Amilcare Ponchielli e la Villa Fiori, con ampio parco, un tempo abitata da Carlo Gomez, e a sinistra la Villa Martelli, una via, salendo verso levante, mena al piazzale della Parrocchiale di Maggianico (ab. 2359), adagiato, quest'ultimo, in amena posizione, con davanti il lago e a tergo i contrafforti del Magnodeno.

Maggianico 1917, villa Giulia (già villa Ponchielli).

 

Maggianico 1926, villa Gomez.

Maggianico 1917, villa Martelli.

Sul piazzale, ergesi il Monumento ai 46 Caduti di guerra, dello scultore Angelo Montegani, raffigurante un soldato di bronzo, ritto su un piedestallo di granito, fiancheggiato da due figure di sposa e di madre, pure di bronzo.

Maggianico, 1931.

La chiesa di S. Andrea, colla facciata alla provinciale, è una bella costruzione, con ampia gradinata d'entrata, completata da un elegante campanile laterale. Gli affreschi, sono del pittore Quarenghi.
A sinistra della capace navata, nel secondo altare, è conservata "Una Madonna" di Bernardino Luini. A destra, nell' altare di S. Antonio, si possono ammirare tre pregevoli tavole di Gaudenzio Ferrari. Nel Battistero, un bel Cristo in gesso dello scultore Confalonieri. L'altare maggiore è di marmo di Carrara, finemente lavorato.

La via che si distacca dalla Parrocchiale, passa davanti all'Oratorio di S. Rocco, d'onde ci si può recare alla fonte solforosa, che faceva parte dello Stabilimento Balneario Albertini, di proprietà, ora, delle Suore dell'Ordine della Croce di Malta, che vi tengono scuole elementari. In esso trovasi pure il I° Istituto degli Orfani dei Caduti di Guerra.

Lasciando a sinistra lo stabilimento suddetto, la via discende e, passando davanti all'Albergo Davide, ch'ebbe larghissima rinomanza, si riallaccia alla provinciale, che abbiamo per un momento lasciata, e che attraversa la parte bassa del paese, lasciando a destra la via Carlo Gomez, diretta alla stazione.

Siamo alla frazione di Barco. Dopo l'Albergo Davide, ecco, più avanti, il moderno Palazzo Scolastico, sede dell'ex Municipio, con ampio cortile, in parte adibito a Parco della Rimembranza, e le belle villette, sui poggi sovrastanti, col lago di Garlate di contro. Più oltre, un'importante Cava di pietrisco, con linea di raccordo colla ferrovia. Deviando a sinistra, un'unica ruotabile attraversa Chiuso, altra frazione di Maggianico. Fra la chiesetta ed un altra Cava di pietrisco, s'inerpica una stradetta che porta ai Molini, con case scaglionate lungo il costone del monte e scroscianti cascatelle. La ruotabile che attraversa Chiuso (m. 208) ritorna sulla provinciale, nei pressi dell' Asilo Umberto Principe di Piemonte. Da Chiuso, per la sorgente Culigo, si può salire alla cima Mudarga (m. 908)

Sempre procedendo parallelamente alla ferrovia, si lascia a sinistra il piccolo Oratorio di S. Giovanni e il Cimitero della suddetta frazione, con una cappella ai Caduti di guerra, e siamo a "Chiusa Visconti" che segnava l'antico confine tra la Repubblica Veneta ed il Ducato di Milano. Un muro basso, ancora visibile, coperto di edera, e che si prolunga fino al lago, serviva di linea di demarcazione fra i due Stati. Il vecchio confine divide ora la Provincia di Como da quella di Bergamo. Alla "Chiusa" c'è una buona Fabbrica di Sedie, (la fabbrica di sedie alla Chiusa non esiste più) a fianco della quale, dalla roccia, scende un limpido rivo d'acqua freschissima.

Maggianico ha discreti Alberghi, buone Osterie e Caffè lungo lo stradone. E' pure buon soggiorno di villeggiatura. Poste, Telegrafo e Telefono. Asilo Infantile «G. Dell’Oro» nel capoluogo e Asilo nella frazione di Chiuso.

Una grande lapide, murata sulla ex Casa Comunale, ricorda che Giovanni Erba fu il munifico donatore di quest'ultima, a perenne memoria dei gloriosi Caduti nella grande guerra, il cui nome è scolpito nel marmo.

Dal paese, si può salire al Magnodeno o Pizzo, in due ore e mezza.

Fucinatura e stampatura ferro ed acciaio. Elettro-chimica dell'Adda (Carburo di Calcio).

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