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E' l'ultimo paese, in ordine di data, unito alla
più grande Lecco, che s'arricchisce di un nuovo e fiorente reparto,
destinato a dare più potente impulso alla città, tutta protesa verso
il suo sicuro avvenire.
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| Maggianico, Asilo
infantile, Casa Municipale, Oratorio di S. Rocco. |
Da Lecco, per il corso
Vittorio Emanuele, attraversando Pescarenico, si segue la provinciale
per Bergamo. Lasciati a sinistra la Ferriera Gerosa e lo Stabilimento
della Metalgraf, e a destra le Case Popolari e l'Officina Elettrica
della Società Lombarda, alle Case Sparse, si valica il Bione e, per un
sottopassaggio ferroviario, si giunge alla Cascina S. Ambrogio (Km.
2,2 da Lecco), dove s'arresta, per ora, la linea tranviaria urbana.
L'apostolo in "Lecco e suo
Territorio" citando la Cascina S. Ambrogio, parla di una vetusta
chiesetta che ivi doveva sorgere, risalente al IX secolo, con dipinti
a fresco nell'interno e all'esterno.
Il Brusoni nella sua "Guida
di Lecco" pure la ricorda. Della chiesa, però, non rimane più nessuna
traccia, essendo stata demolita una trentina d'anni fa.
A sinistra, alcuni sentieri
conducono alla solitaria stradetta pedemontana che dopo Gaggianico, va
pure a Maggianico, incontrando la via Manzoni, di cui è cenno nella
escursione Germanedo-Neguccio-Maggianico. Su questa stradetta, vedesi
uno Stabilimento di Calce in zolla e, verso la provinciale, la
nuovissima Fabbrica di Birra Spluga.
Lasciate a destra, in
posizione elevata, la villa che fu del celebre compositore Amilcare
Ponchielli e la Villa Fiori, con ampio parco, un tempo abitata da
Carlo Gomez, e a sinistra la Villa Martelli, una via, salendo verso
levante, mena al piazzale della Parrocchiale di Maggianico (ab. 2359),
adagiato, quest'ultimo, in amena posizione, con davanti il lago e a
tergo i contrafforti del Magnodeno.

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| Maggianico 1917,
villa Giulia (già villa Ponchielli). |
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| Maggianico 1926,
villa Gomez. |

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| Maggianico 1917,
villa Martelli. |
Sul piazzale, ergesi il
Monumento ai 46 Caduti di guerra, dello scultore Angelo Montegani,
raffigurante un soldato di bronzo, ritto su un piedestallo di granito,
fiancheggiato da due figure di sposa e di madre, pure di bronzo.
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| Maggianico, 1931. |
La chiesa di S. Andrea, colla
facciata alla provinciale, è una bella costruzione, con ampia
gradinata d'entrata, completata da un elegante campanile laterale. Gli
affreschi, sono del pittore Quarenghi.
A sinistra della capace navata, nel secondo altare, è conservata "Una
Madonna" di Bernardino Luini. A destra, nell' altare di S. Antonio, si
possono ammirare tre pregevoli tavole di Gaudenzio Ferrari. Nel
Battistero, un bel Cristo in gesso dello scultore Confalonieri.
L'altare maggiore è di marmo di Carrara, finemente lavorato.
La via che si distacca dalla
Parrocchiale, passa davanti all'Oratorio di S. Rocco, d'onde ci si può
recare alla fonte solforosa, che faceva parte dello Stabilimento
Balneario Albertini, di proprietà, ora, delle Suore dell'Ordine della
Croce di Malta, che vi tengono scuole elementari. In esso trovasi pure
il I° Istituto degli Orfani dei Caduti di Guerra.

Lasciando a sinistra lo
stabilimento suddetto, la via discende e, passando davanti all'Albergo
Davide, ch'ebbe larghissima rinomanza, si riallaccia alla provinciale,
che abbiamo per un momento lasciata, e che attraversa la parte bassa
del paese, lasciando a destra la via Carlo Gomez, diretta alla
stazione.
Siamo alla frazione di Barco.
Dopo l'Albergo Davide, ecco, più avanti, il moderno Palazzo
Scolastico, sede dell'ex Municipio, con ampio cortile, in parte
adibito a Parco della Rimembranza, e le belle villette, sui poggi
sovrastanti, col lago di Garlate di contro. Più oltre, un'importante
Cava di pietrisco, con linea di raccordo colla ferrovia. Deviando a
sinistra, un'unica ruotabile attraversa Chiuso, altra frazione di
Maggianico. Fra la chiesetta ed un altra Cava di pietrisco, s'inerpica
una stradetta che porta ai Molini, con case scaglionate lungo il
costone del monte e scroscianti cascatelle. La ruotabile che
attraversa Chiuso (m. 208) ritorna sulla provinciale, nei pressi dell'
Asilo Umberto Principe di Piemonte. Da Chiuso, per la sorgente Culigo,
si può salire alla cima Mudarga (m. 908)
Sempre procedendo
parallelamente alla ferrovia, si lascia a sinistra il piccolo Oratorio
di S. Giovanni e il Cimitero della suddetta frazione, con una cappella
ai Caduti di guerra, e siamo a "Chiusa Visconti" che segnava l'antico
confine tra la Repubblica Veneta ed il Ducato di Milano. Un muro
basso, ancora visibile, coperto di edera, e che si prolunga fino al
lago, serviva di linea di demarcazione fra i due Stati. Il vecchio
confine divide ora la Provincia di Como da quella di Bergamo. Alla
"Chiusa" c'è una buona Fabbrica di Sedie, (la fabbrica di sedie alla
Chiusa non esiste più) a fianco della quale, dalla roccia, scende un
limpido rivo d'acqua freschissima.
Maggianico ha discreti
Alberghi, buone Osterie e Caffè lungo lo stradone. E' pure buon
soggiorno di villeggiatura. Poste, Telegrafo e Telefono. Asilo
Infantile «G. Dell’Oro» nel capoluogo e Asilo nella frazione di
Chiuso.
Una grande lapide, murata
sulla ex Casa Comunale, ricorda che Giovanni Erba fu il munifico
donatore di quest'ultima, a perenne memoria dei gloriosi Caduti nella
grande guerra, il cui nome è scolpito nel marmo.
Dal paese, si può salire al
Magnodeno o Pizzo, in due ore e mezza.
Fucinatura e stampatura ferro
ed acciaio. Elettro-chimica dell'Adda (Carburo di Calcio). Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro
(2008-2009).
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