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La
provinciale Lecco-Milano, che per un momento abbiamo abbandonata,
corre lungo la riva destra dell'Adda e, in poco meno di un quarto
d'ora, porta a Pescate (ab. 637 - alt. 205). Posta e Telegrafo a Lecco
(Km. 1,5).
L'abitato incomincia là dove il fiume s'allarga di nuovo, oltrepassato
il bel ponte di ferro della linea Lecco-Como, per prendere il nome di
Lago di Pescarenico. Scaglionate lungo la provinciale, abbiamo le
frazioni di Pescalina, Insirano. Torrette Sup. ed Inf. con belle
villette, un moderno Collegio, dove hanno pure sede le Scuole
Elementari, e la chiesetta di S. Agata. E' pure in costruzione una
nuova chiesa sulla provinciale, La nuova chiesa dedicata al Divin
Salvatore e a S. Teresa del Bambin Gesù, si mostra imponente lungo la
provinciale. Nella
semplicità delle linee armoniche, apre la sua finestra circolare colla
intelaiatura radiale di fronte a Maggianico, dominata dai contrafforti
del Barro, che le sorge a tergo. Il tempio, in istile gotico-lombardo,
è a croce greca ed è chiuso da un'abside ottagonale, a cui,
lateralmente, fanno riscontro altre due, pure ottagonali, rischiarate
da numerose finestre, lunghe e strette, che versano una luce
abbondante e festosa. Snelle appaiono le colonne quadribolari, che sostengono gli archi a
sesto acuto davanti alle absidi. Le colonne, di pietra di Oggiono,
hanno base policroma che va dal rosso e giallo di Verona, al grigio di
Valcamonica, al botticino di Rezzato. Il capace tempio, la cui
costruzione venne affidata alla Cooperativa Muratori di Calolzio, è
disegno dell'architetto Spirito Chiappetta.
Nel piazzale della nuova Chiesa o nel Cimitero
che presto dovrà sorgere, verrà inaugurato il ricordo ai 10 Caduti di
guerra che, ora, non esiste. Asilo Infantile, Villa Gadda, Villa
Pierini. Con Regio
Decreto 15 marzo 1928, Pescate venne unito a Garlate.
A Pescate, nel 1905, in un sotterraneo dello stabile dei signori
Airoldi e Puricelli, venne scoperto uno stemma gentilizio del conte e
barone Carlo Gerolamo della Somaglia, risalente al 1675. E conservato
nel Museo Civico di Lecco.
Trattoria dell'Adda, Osterie Vecchia, del Barro ed altre — Fabbrica
laterizi. A Insirano,
volgendo a destra, una spaziosa ruotabile, passando per Torrette Sup,
e Vignola, sale continuamente per Km. 2,4, presentando punti di vista
veramente meravigliosi e sbocca a Galbiate (ab. 2648 - alt. m. 570)
attraversando il Viale della Rimembranza, fiancheggiato dall'Asilo
Infantile «A. Bertarelli».
Sul piazzale d'entrata, si presenta subito l'artistico Monumento ai 69
Caduti del villaggio: una piattaforma, chiusa da una cancellata di
ferro, portante lastrine metalliche, col nome dei principali fatti
d'arme dell'ultima guerra. Nell'interno, centrale, s'alza un prisma
quadrangolare sormontato da quattro croci marmoree. Ai lati, a forma
d'emiciclo, una parete, ad una certa altezza traforata da quattro
inferriate, porta inciso, nella parte inferiore, il nome dei gloriosi
Caduti. Il Monumento ai Caduti, è opera dell' ingegnere architetto
Pietro Portaluppi di Milano.
Dal piazzale del monumento,
svoltando a destra, si passa davanti alla Parrocchiale di S. Giovanni,
bella chiesa con atrio a colonne, munita di uno slanciato campanile,
ideato dal Brioschi, e si sbocca in piazza Vittorio Emanuele II, con
un antico palazzo di fronte, ora acquistato dalle Suore. In via
Cavour, una lapide latina, ricorda la liberazione di Galbiate dal peso
della feudalità ed il suo passaggio all'alta podestà del Re di Spagna
(1654).
Sul muro di cinta della Casa Comunale, è stata apposta una lapide
nella ricorrenza del cinquantenario del patrio riscatto (30 aprile
1911). 
Sono frazioni di
Galbiate: Camporeso, Rossa, Vignola, Costa e Azzone Visconti.
Forte industria serica e fabbrica nastri —
Spremitura olii di semi — Fabbrica carta.
Posta, Telegrafo e Telefono — Automobile
Oggiono-Lecco — Alberghi M. Barro, Italia, Tripoli, del Telefono;
Trattorie Commercio, Brianza; Caffè Aurora, ecc.
All'eco di Galbiate
Seguendo la via Cavour, poco dopo la Casa
Comunale, a destra, s'apre la via Bertarelli, colla villa omonima, in
un parco delizioso, che guarda sulla strada che scende a Sala al
Barro, in cospetto del tranquillo lago di Oggiono.
Lasciando a destra la Filanda Stucchi ed a sinistra l'antico Oratorio
di S. Ambrogio, in dieci minuti, per una stradetta campestre, si può
andare in una località, ove viene udita distintamente un'eco, che può
persino ripetere un endecasillabo.
Al Monte Barro (m. 922)
Pochi minuti più in su, ecco la frazione di
Camporeso, in posizione meravigliosa, d'onde, un sentiero, in un'ora e
un quarto, mette all'Albergo Monte Barro, a cui si può pure salire per
una comoda mulattiera per Poagnano (m. 465) e Fogliaro (m, 507), in
un'ora,
L'ex Convento di S. Francesco (m. 725), domina i ridenti laghi
briantei e dall'albergo, in mezz'ora, si può giungere alla vetta (m.
922), per un non difficile sentiero. Lassù, dove s'erge la croce,
l'occhio spazia per tutto l'incantevole panorama circostante.
Venerata la Madonna del Giglio, nella modesta chiesetta montana.
Sul Barro, dalla parte di Galbiate, eravi una rocca viscontea. Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro
(2008-2009).
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