Guida illustrata di Lecco e paesi finitimi

Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2008-2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

Da Lecco a Pescate ed a Galbiate

 

La provinciale Lecco-Milano, che per un momento abbiamo abbandonata, corre lungo la riva destra dell'Adda e, in poco meno di un quarto d'ora, porta a Pescate (ab. 637 - alt. 205). Posta e Telegrafo a Lecco (Km. 1,5).
L'abitato incomincia là dove il fiume s'allarga di nuovo, oltrepassato il bel ponte di ferro della linea Lecco-Como, per prendere il nome di Lago di Pescarenico. Scaglionate lungo la provinciale, abbiamo le frazioni di Pescalina, Insirano. Torrette Sup. ed Inf. con belle villette, un moderno Collegio, dove hanno pure sede le Scuole Elementari, e la chiesetta di S. Agata. E' pure in costruzione una nuova chiesa sulla provinciale, La nuova chiesa dedicata al Divin Salvatore e a S. Teresa del Bambin Gesù, si mostra imponente lungo la provinciale.

Nella semplicità delle linee armoniche, apre la sua finestra circolare colla intelaiatura radiale di fronte a Maggianico, dominata dai contrafforti del Barro, che le sorge a tergo. Il tempio, in istile gotico-lombardo, è a croce greca ed è chiuso da un'abside ottagonale, a cui, lateralmente, fanno riscontro altre due, pure ottagonali, rischiarate da numerose finestre, lunghe e strette, che versano una luce abbondante e festosa.

Snelle appaiono le colonne quadribolari, che sostengono gli archi a sesto acuto davanti alle absidi. Le colonne, di pietra di Oggiono, hanno base policroma che va dal rosso e giallo di Verona, al grigio di Valcamonica, al botticino di Rezzato. Il capace tempio, la cui costruzione venne affidata alla Cooperativa Muratori di Calolzio, è disegno dell'architetto Spirito Chiappetta.

Nel piazzale della nuova Chiesa o nel Cimitero che presto dovrà sorgere, verrà inaugurato il ricordo ai 10 Caduti di guerra che, ora, non esiste. Asilo Infantile, Villa Gadda, Villa Pierini.

Con Regio Decreto 15 marzo 1928, Pescate venne unito a Garlate.
A Pescate, nel 1905, in un sotterraneo dello stabile dei signori Airoldi e Puricelli, venne scoperto uno stemma gentilizio del conte e barone Carlo Gerolamo della Somaglia, risalente al 1675. E conservato nel Museo Civico di Lecco.
Trattoria dell'Adda, Osterie Vecchia, del Barro ed altre — Fabbrica laterizi.

A Insirano, volgendo a destra, una spaziosa ruotabile, passando per Torrette Sup, e Vignola, sale continuamente per Km. 2,4, presentando punti di vista veramente meravigliosi e sbocca a Galbiate (ab. 2648 - alt. m. 570) attraversando il Viale della Rimembranza, fiancheggiato dall'Asilo Infantile «A. Bertarelli».
Sul piazzale d'entrata, si presenta subito l'artistico Monumento ai 69 Caduti del villaggio: una piattaforma, chiusa da una cancellata di ferro, portante lastrine metalliche, col nome dei principali fatti d'arme dell'ultima guerra. Nell'interno, centrale, s'alza un prisma quadrangolare sormontato da quattro croci marmoree. Ai lati, a forma d'emiciclo, una parete, ad una certa altezza traforata da quattro inferriate, porta inciso, nella parte inferiore, il nome dei gloriosi Caduti. Il Monumento ai Caduti, è opera dell' ingegnere architetto Pietro Portaluppi di Milano.

Dal piazzale del monumento, svoltando a destra, si passa davanti alla Parrocchiale di S. Giovanni, bella chiesa con atrio a colonne, munita di uno slanciato campanile, ideato dal Brioschi, e si sbocca in piazza Vittorio Emanuele II, con un antico palazzo di fronte, ora acquistato dalle Suore. In via Cavour, una lapide latina, ricorda la liberazione di Galbiate dal peso della feudalità ed il suo passaggio all'alta podestà del Re di Spagna (1654).
Sul muro di cinta della Casa Comunale, è stata apposta una lapide nella ricorrenza del cinquantenario del patrio riscatto (30 aprile 1911).

Sono frazioni di Galbiate: Camporeso, Rossa, Vignola, Costa e Azzone Visconti.

Forte industria serica e fabbrica nastri — Spremitura olii di semi — Fabbrica carta.

Posta, Telegrafo e Telefono — Automobile Oggiono-Lecco — Alberghi M. Barro, Italia, Tripoli, del Telefono; Trattorie Commercio, Brianza; Caffè Aurora, ecc.

All'eco di Galbiate
Seguendo la via Cavour, poco dopo la Casa Comunale, a destra, s'apre la via Bertarelli, colla villa omonima, in un parco delizioso, che guarda sulla strada che scende a Sala al Barro, in cospetto del tranquillo lago di Oggiono.
Lasciando a destra la Filanda Stucchi ed a sinistra l'antico Oratorio di S. Ambrogio, in dieci minuti, per una stradetta campestre, si può andare in una località, ove viene udita distintamente un'eco, che può persino ripetere un endecasillabo.

Al Monte Barro (m. 922)
Pochi minuti più in su, ecco la frazione di Camporeso, in posizione meravigliosa, d'onde, un sentiero, in un'ora e un quarto, mette all'Albergo Monte Barro, a cui si può pure salire per una comoda mulattiera per Poagnano (m. 465) e Fogliaro (m, 507), in un'ora,
L'ex Convento di S. Francesco (m. 725), domina i ridenti laghi briantei e dall'albergo, in mezz'ora, si può giungere alla vetta (m. 922), per un non difficile sentiero. Lassù, dove s'erge la croce, l'occhio spazia per tutto l'incantevole panorama circostante.
Venerata la Madonna del Giglio, nella modesta chiesetta montana.
Sul Barro, dalla parte di Galbiate, eravi una rocca viscontea.

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