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Passeggiata, fino al Ristoro di Ballabio, che si può compiere in
un'ora e un quarto, con un percorso di Km. 7. Dal Ristoro al Monte
Albano (m. 914), circa quaranta minuti. Fino a Laorca ci si può
servire anche dell'autobus pubblico. Il percorso a piedi lo si può
abbreviare, una volta giunti a Castello, infilando, dopo piazza
Cavour, 1’accorciatoia che conduce alla chiesa di S. Giovanni,
lasciando a destra la provinciale nuova, comune alla linea tranviaria,
che si ferma al Ponte di Malavedo.
Siamo nel territorio delle Ferriere, così
chiamato, per le innumeri officine e gli importanti stabilimenti che
fiancheggiano la strada e tutta la Valle del Gerenzone. Un canale di
derivazione del Gerenzone stesso, la Fiumicella a sinistra della
vecchia provinciale, viene utilizzata come forza motrice e scorre,
giallastra, spesso nascondendosi e gettandosi, di poi, nel lago, alla
Malpensata. Il maglio
"domator del ferro" riempie del suo ritmo cadenzato ed assordante
tutta la valle industre, ove si compie un lavoro diuturno e snervante.
Castello, S. Giovanni, Malavedo, Laorca, allineati sulla strada, e in
parte sulla ruotabile di Arlenico, al di qua e al di là del torrente,
respirano quest'atmosfera febbrile di ininterrotta attività, fonte di
perenne ricchezza, mirabile esempio di instancabile fervore.
Acciaierie, ferriere, trafilerie, magli,
fabbriche di fibbie e di catene, di reti e tele metalliche, di
minuterie, di broccami, di morse, di attrezzi rurali, di molle da
letto, di coppiglie e serramenti in genere, ecc., senza contare le
fabbriche di cartucce, le filande, le fonderie, le cartiere, la
lavorazione dei velluti e la torcitura del cotone, rendono questa
valle, coi reparti finitimi, una delle più importanti della regione
lombarda. Nel
descrivere il reparto di Laorca, accennammo al ponte sul torrente
Calolden, presso la fonte della "Gallina" e dicemmo pure di
un'accorciatoia che, a destra del Gerenzone, porta al di sopra di
Pomedo, ancora sulla provinciale. E' il sentiero sassoso che seguono
gli alpinisti e che noi pure sceglieremo per abbreviare il cammino. A
destra il Melma o Albano, alza i suoi fianchi verdeggianti, mentre è
visibile il sentiero trasversale, che sbocca all'ultimo svolto della
provinciale. A sinistra, i contrafforti del Coltignone strapiombante
nella Val Calolden. Un erto sentiero, tra folti castagneti, per
Camalolcio, porta al Roccolo di D. Valente, d'onde poi si può sboccare
nell'altro, che comunemente conduce alle Capanne dei Piani Resinelli.
Giunti sulla provinciale e valicato il
Gerenzone, a sinistra, un altro erto, ma breve sentiero, evita le
ultime svolte e sbocca a due passi dal Ristoro, al passo della Merla
(m. 639), corrispondente alla depressione tra il Monte Albano e la
Costa Adorna. Magnifico il panorama retrospettivo, con Lecco stesa più
sotto, il Barro e più lontano i laghetti della Brianza. Al Passo della
Merla, s'apre la Valsassina, di cui diremo in seguito.
Dal Ristoro, un sentiero, con facile ascesa,
porta in poco più di mezz'ora, alla vetta dell'Albano (m. 914). Una
mulattiera, pure dal Ristoro, in tre ore circa, per Val Boazzo,
raggiunge Morterone (m. 1064), uno dei paesi più alti della provincia
di Como, di cui è fatta menzione nella descrizione Ballabio-Morterone. Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro
(2008-2009).
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