Guida illustrata di Lecco e paesi finitimi

Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2008-2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

Lecco - Ristoro di Ballabio - Monte Albano

 

Passeggiata, fino al Ristoro di Ballabio, che si può compiere in un'ora e un quarto, con un percorso di Km. 7. Dal Ristoro al Monte Albano (m. 914), circa quaranta minuti. Fino a Laorca ci si può servire anche dell'autobus pubblico. Il percorso a piedi lo si può abbreviare, una volta giunti a Castello, infilando, dopo piazza Cavour, 1’accorciatoia che conduce alla chiesa di S. Giovanni, lasciando a destra la provinciale nuova, comune alla linea tranviaria, che si ferma al Ponte di Malavedo.

Siamo nel territorio delle Ferriere, così chiamato, per le innumeri officine e gli importanti stabilimenti che fiancheggiano la strada e tutta la Valle del Gerenzone. Un canale di derivazione del Gerenzone stesso, la Fiumicella a sinistra della vecchia provinciale, viene utilizzata come forza motrice e scorre, giallastra, spesso nascondendosi e gettandosi, di poi, nel lago, alla Malpensata.

Il maglio "domator del ferro" riempie del suo ritmo cadenzato ed assordante tutta la valle industre, ove si compie un lavoro diuturno e snervante.
Castello, S. Giovanni, Malavedo, Laorca, allineati sulla strada, e in parte sulla ruotabile di Arlenico, al di qua e al di là del torrente, respirano quest'atmosfera febbrile di ininterrotta attività, fonte di perenne ricchezza, mirabile esempio di instancabile fervore.

Acciaierie, ferriere, trafilerie, magli, fabbriche di fibbie e di catene, di reti e tele metalliche, di minuterie, di broccami, di morse, di attrezzi rurali, di molle da letto, di coppiglie e serramenti in genere, ecc., senza contare le fabbriche di cartucce, le filande, le fonderie, le cartiere, la lavorazione dei velluti e la torcitura del cotone, rendono questa valle, coi reparti finitimi, una delle più importanti della regione lombarda.

Nel descrivere il reparto di Laorca, accennammo al ponte sul torrente Calolden, presso la fonte della "Gallina" e dicemmo pure di un'accorciatoia che, a destra del Gerenzone, porta al di sopra di Pomedo, ancora sulla provinciale. E' il sentiero sassoso che seguono gli alpinisti e che noi pure sceglieremo per abbreviare il cammino. A destra il Melma o Albano, alza i suoi fianchi verdeggianti, mentre è visibile il sentiero trasversale, che sbocca all'ultimo svolto della provinciale. A sinistra, i contrafforti del Coltignone strapiombante nella Val Calolden. Un erto sentiero, tra folti castagneti, per Camalolcio, porta al Roccolo di D. Valente, d'onde poi si può sboccare nell'altro, che comunemente conduce alle Capanne dei Piani Resinelli.

Giunti sulla provinciale e valicato il Gerenzone, a sinistra, un altro erto, ma breve sentiero, evita le ultime svolte e sbocca a due passi dal Ristoro, al passo della Merla (m. 639), corrispondente alla depressione tra il Monte Albano e la Costa Adorna. Magnifico il panorama retrospettivo, con Lecco stesa più sotto, il Barro e più lontano i laghetti della Brianza. Al Passo della Merla, s'apre la Valsassina, di cui diremo in seguito.

Dal Ristoro, un sentiero, con facile ascesa, porta in poco più di mezz'ora, alla vetta dell'Albano (m. 914). Una mulattiera, pure dal Ristoro, in tre ore circa, per Val Boazzo, raggiunge Morterone (m. 1064), uno dei paesi più alti della provincia di Como, di cui è fatta menzione nella descrizione Ballabio-Morterone.

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