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Fino a Maggianico, vedere "Reparti di Lecco".
Dopo "La Chiusa" eccoci a Vercurago (alt. 220, ab. 1101) a Km. 5,6 da
Lecco, in vicinanza dell'albergo Sirena. A sinistra, prima di questo,
un' indicazione: S. Gerolamo-Somasca. Infilando la suddetta via, si
giunge alla chiesa dei SS. Gervasio e Protasio e, proseguendo, si
sbocca nell'altra ruotabile che, un po' più avanti, partendo dalla
provinciale, porta pure al Santuario. Per via Vittorio Veneto, si
ritorna sulla provinciale nel punto dove si profila il bel Monumento
ai 18 Caduti del paese: un soldato di bronzo, su di un basamento di
granito, che, colla sinistra tiene il tricolore ed alza la destra sul
capo d'un bimbo, come a proteggerlo. Il bronzeo gruppo è dello
scultore A. Montegani.
Posta e telegrafo a Calolzio.
In una casa prospicente, una iscrizione ricorda
la nascita di Samuele Biava, poeta e letterato bergamasco.
Samuele Biava nacque a Vercurago nel 1792. Buon poeta, tutto ispirato
alla vita civile, domestica, religiosa, in «Melodie» trasfonde tutta
la vivezza delle sue descrizioni. Morì nel 1870.
La via più comoda per il Santuario di S.
Gerolamo, è quella che parte dal centro di Vercurago, dopo il citato
albergo Sirena. E' in parte cordonata, con numerose cappelle,
rappresentanti vita e miracoli di S. Gerolamo Miani, e raggiunge, in
venti minuti, il Santuario, posto su un piazzaletto, in posizione
dominante. Prima di questo, in cui vedesi la cappella mortuaria dei
frati somaschi e la chiesetta di S. Gerolamo incuneata nella roccia, a
destra, s'allunga, in salita, una scalinata sassosa che i devoti fanno
ginocchioni. Sulla
sommità del poggio, s'erge un'altissima croce fra i ruderi di antico
castello, che viene indicato come quello dell'Innominato. I nativi,
richiesti, possono anche segnarvi la taverna della Malanotte, in una
cascina che scorgesi più sotto.
Modeste locande si trovano poco lungi, in vicinanza di un bellissimo
bosco di castani, con sentieri che riconducono a Maggianico. Un altro
sentiero, dietro la roccia dove sorge il castello, porta ad Erve. Pure
da S. Gerolamo, in un'ora e mezzo, si può ascendere alla cima Mudarga
(m. 908), sulla cresta sud del Magnodeno.
Ridiscendendo per riprendere la provinciale, si
ripassa da Somasca (ab. 480) frazione di Vercurago, tranquilla e
serena dimora di frati e di suore. Tutto, qui, parla della vita del
patrizio veneto Gerolamo Miani, e se ne conservano le spoglie nella
chiesa ad esso dedicata, ai lati della quale sorge il collegio di S.
Bartolomeo. Sulla chiesetta, è murata una lapide in ricordo dei 9
Caduti di Somasca. Poco lungi, una dedica sul frontale d'un oratorio,
ricorda che in questo il Santo si spense l'8 febbraio 1537. Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro
(2008-2009).
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