|

Da Lecco a Como, Km. 42.
Quattro coppie di omnibus, con un'ora e mezzo di percorrenza ; due
coppie di diretti, con un'ora.
Itinerario: Lecco - Valmadrera (Km. 3) - Civate (Km. 6) - Sala al
Barro-Galbiate (Km. 7) - Oggiono (Km. 11) - Molteno (Km. 14) -
Casletto-Rogeno (Km. 17) - Moiana (Km. 18) - Merone-Ponte-nuovo (Km.
20) - Anzano del Parco (Km. 24) - Brenna-Alzate (Km. 26) - Cantù (Km.
30) - Albate-Trecallo (Km. 34) - Albate-Camerlata (Km. 37) - Como (Km.
42).
Lecco stazione (m.
213,2)
Il percorso Lecco-Como è, in certi punti, veramente variato e
pittoresco, presentando attrattive speciali per i monti ond'è
accompagnato e per l'imponente spettacolo del territorio che si
presenta al viaggiatore affacciato agli sportelli di destra, dell'
Adda e del Lario, nel suo ramo che «volge a mezzogiorno» e dei
laghetti briantei, placidi e sonnolenti. La linea è lunga km. 42, e il
suo maggiore sviluppo, in confronto della provinciale (km. 30,7 da
Lecco, piazza Garibaldi, a Como, piazza Vittorio Emanuele), è dovuto
alla necessità di allacciare i centri più importanti di questa
industre plaga.
Il Resegone alza le sue
pareti rocciose, fiancheggiate dal Due Mani e dal Magnodeno
digradante, verso mezzogiorno, in boscosi contrafforti, mentre al di
là dell'Adda s'alza il Monte Barro, col più basso S. Michele, di cui
si scorge la chiesa. Dietro, la massa nereggiante del Coltignone e,
più avanti, la valle dell'Adda, rinserrata fra altre montagne di
minore altezza, punteggiate di casolari e di ameni paeselli.
Nel primo tratto, la linea
corre parallela a quella di Milano, poi punta decisamente verso ovest,
sorpassa, per un cavalcavia, il Corso Vittorio Emanuele, attraversa il
magnifico ponte metallico sull'Adda (lung. m. 170), dal quale si
possono ammirare le vetuste arcate del ponte Visconteo, entra in due
brevi gallerie, alla cui uscita si presenta la distesa del lago colla
città sulla sua riva sinistra, mentre lo sguardo si spinge su su fino
al passo della « Merla », a Ballabio Inferiore.
Davanti, il Moregallo, i
Corni di Canzo, il Monte Rai e poi Valmadrera, colla imponente mole
della sua Parrocchiale.
Dalla stazione di questo paese (m. 225), un rettilineo di quasi un
chilometro porta alla piazza Umberto I (vedi Valmadrera, dintorni di
Lecco).
Dopo Valmadrera, costeggiando
la povinciale e la valle del Ritorto, emissario quest'ultimo del lago
di Oggiono, si arriva alla fermata di Civate.
Si trovano, a destra, l'antico Santuario di S. Simone, rinomato per la
caratteristica fiera che si tiene verso la metà di ottobre, e
l'Albergo «Santa Nuova», di fianco al quale s'apre una via che porta a
Civate di cui si scorge lo snello campanile. (Vedi Civate - Dintorni
di Lecco).
Proseguendo, la linea si
restringe, il treno entra nella breve galleria di S. Lazzaro, e,
salendo sempre sensibilmente, costeggia il primo tratto del lago di
Annone, suddiviso in due bacini dalla penisoletta di Isella; in alto,
scorgesi l'albergo Monte Barro, guardante la Brianza e, a destra,
appaiono i monti Cornizzolo e Rai.
Pochi minuti sono necessari per arrivare alla stazione di Sala al
Barro - Galbiate. Questi due paesi sono già stati sufficientemente
descritti a pag. 54 e 56 (Dintorni di Lecco). Da Sala al Barro, per
salire a Galbiate (m. 570), s'impiega mezz'ora circa.
Dopo un po' la linea,
seguendo in buona parte la carrozzabile per Oggiono, entra in trincea,
quindi in una galleria lunga m. 250, e sbocca alla stazione di questo
cospicuo paese (m. 267). Dalla stazione, il Viale della Vittoria,
bellissimo rettifilo alberato, conduce a questo importante centro
brianteo, da cui si irradiano le carrozzabili per Molteno, Barzanò,
Lecco, Galbiate.

Oggiono (ab. 3392 -
alt. m. 264)
Capoluogo di Mandamento. Colle frazioni di Altobello, Ghisolfa, Chiarè,
Castello, Bagnolo, Brughello, Bergamino, Bossisolo, Pozzolo, Mugnaio,
Perizzo, Tre Cantoni, Redaella, Roncaccio e Trescana, forma un
importante centro agricolo, dominante il lago omonimo, con buoni
stabilimenti serici. Il paese vanta fiorenti Scuole Elementari ed una
buona Scuola serale di Disegno.
Le due principali arterie,
via G. Longoni e via Vittorio Emanuele, attraversano l'abitato per
tutta la sua lunghezza, fiancheggiate da belle botteghe, da buoni
alberghi e caffè. In piazza Garibaldi, sorge la ben costrutta Casa
Dopolavoro, con sede del Fascio, una delle prime del nostro
Circondario.
Nell'antichissima
Prepositurale di S. Eufemia, risalente al 1288, ma ampliata nel 1614,
si ammirano pregiati dipinti di Marco d'Oggiono, discepolo del Vinci,
a cui è dedicata una lapide nell'interno. Altri sono del Ferrari e
dell’ Appiani. Artistico l'altar maggiore, disegnato dall'ingegnere
Bovara, con due angeli di marmo dello scultore Marchesi.
|

|
| Oggiono,
Prepositurale di S. Eufemia. |
Dal sagrato della chiesa, una
comoda scalea conduce ad uno spiazzo elevato, da cui si gode
l'incantevole vista dei laghi briantei e del Pian d'Erba .
Nella piazza maggiore, s'alza
il bel Monumento ai 66 Caduti di guerra , portante, nella parte
anteriore, il comunicato Diaz. Progettista del Monumento ai Caduti, è
l'architetto Vedani di Milano Di fronte a questa, un'altra via conduce
al Viale della Rimembranza, passando davanti all'ampio mercato
coperto, fino ad una romita Cappelletta, che raccoglie le ossa dei
morti di peste nel 1630.

|

|
| Oggiono, monumento
ai Caduti. |

|

|
| Oggiono, casa del
dopolavoro. |
Antica è la chiesetta di S.
Agata, fatta erigere da S. Carlo Borromeo nel 1579. Nel 1924, nel
territorio, si rinvennero monete di Vespasiano e di Adriano ed una
tomba romana.
Presso la Ghisolfa, fin dal
1866, esisteva un grosso monolite di ghiandone.
Belle le ville Sironi, Amati, Grassi, Maria, Brera — Alberghi Corona,
Leon d'Oro, Vetturina, Veronese — Trattorie della Pace, del
Mangiamorone, del Mercato, Amati, Tucchi — Pasticceria della Fonte —
Trattoria Stazione — Cassa di Risparmio e Banca Popolare — Banca
Agricola Italiana — Industria serica — Tessitura cotone e lana —
Lavorazione del legno — Cave di pietre per mulino — Officine
meccaniche-— Lavori cemento — Posta, Telegrafo e Telefono — Auto per
Galbiate e per Lecco — Scuola professionale di Disegno — Asilo
Infantile — Società sportiva «Sport Club».
Girato il Poggio Stolegarda
(m. 301), la linea discende lievemente fino a Molteno, attraversando
un piano ben coltivato. La stazione, a sinistra della linea, è
distaccata dal paese che si scorge, in posizione elevata e pittoresca.
A Molteno fa capo la ferrovia della Nord Molteno-Monza-Milano.
Molteno (abitanti 1512
- alt. m. 296)
Frazioni: Luzzana, Molino Gaesso, Raviola. Disteso su una altura,
questo villaggio si trova in comunicazione con Oggiono con una buona
ruotabile parallela alla ferrovia. Industria della seta e tessitura di
lana e cotone e fabbrica zoccoli. Da piazza Re d'Italia, laterale alla
chiesetta di S. Rocco, si diparte una carrozzabile per Rogeno.
Un'altra, scendendo verso la stazione, oltrepassata la linea
ferroviaria, porta a Casletto (km. 3,50). Lungo questa via, a destra,
s'allunga il magnifico Viale della Rimembranza ai 55 Caduti del
villaggio, interrotto da una colonna spezzata, con dedica. Dal lato
opposto, il rettilineo per la stazione.
Nel cimitero comunale, sul
primo tratto della strada per Casletto, sorge il Monumento ai Caduti,
visibile a mezzo di una cancellata frontale : un tronco di piramide,
sormontato da una croce, con un'aquila di bronzo nella parte anteriore
del basamento.

Sempre partendo da piazza Re
d'Italia, con dura salita, si arriva alla Parrocchiale di S. Giorgio,
posta sopra un elevato bastione, a cui dà accesso una scalinata
frontale. La chiesa, divisa in tre navate e chiusa da un'abside
semicircolare, ha begli affreschi ed è munita di uno snello campanile.
Nella roccia, sotto il livello della chiesa, è scavata una grotta ove
è venerata immacolata Concezione.
Posta e Telegrafo — Asilo
Infantile — Alberghi Cavenaghi, Sirtori, Posta, ecc.
Nel 1911, nei lavori lungo la linea Molteno-Monza, si scoprirono tombe
romane ad inumazione che servivano da sepolcreti di famiglia.
Lungo lo stradale che da
Oggiono, fiancheggiando la ferrovia, attraversa la frazione di
Rettola, si trovano due ruotabili. Quella a destra, conduce, passato
il passaggio a livello, a Bosisio (km. 3,37). Quella a sinistra,
valicato un ponticello, ascende discretamente e giunge ad una
importante Cava di pietre per macine da mulino o puddinga. Subito dopo
sbocca nella piazzetta di Sirone (ab. 1390 - alt. m. 276), dove sorge
una piramide ricordo ai 25 Caduti del paese. Più oltre, la strada che
si snoda e su cui s'affaccia la pulita chiesetta di S. Carlo, ascende
a Bevera. In frazione Chiarello, venne trovato un blocco di gneiss
granitoide con avello.
Dopo Molteno, la linea sale
ancora e corre in parte incassata fra argini laterali, in parte fra
pianeggianti distese. A tratti, bei colpi d'occhio d'ambo le parti. A
chilometri 16,6, stazione di Casletto-Rogeno (m. 270). Siamo ora in
Circondario di Como.
Casletto (ab. 636 -
alt. 275)
Trovasi a destra della stazione, e vicinissimo ad essa. Ha una bella
chiesetta, la Parrocchiale dei Santi Marco e Gregorio e, in fondo al
paese, il bel Monumento ai 17 Caduti di guerra: una maestosa figura di
donna, rappresentante la Patria che tiene una corona d'alloro.
Scultore, il signor Pirovano Carlo, di Erba.
Il Parco della Rimembranza è nel vicino Cimitero.
Posta — Telegrafo a Rogeno a
Km. 0,6 — Telefono ad Erba Km. 6.
Rogeno (ab. 1147 -
alt. 290)
A sinistra della stazione. È un bel villaggio congiunto colla ferrovia
da un magnifico viale alberato. In principio dell'abitato, s'alza il
caratteristico Monumento ai 26 Morti per la Patria, formato da un
cumulo di pietre tagliate dalle roccie del luogo, artisticamente
disposto a piramide, nella cui parte anteriore sfa una lapide
marmorea. Autore del ricordo, lo scultore Barcaglia Donato, di Milano.
Inforno, le pianticelle del Parco della Rimembranza. A sinistra, la
splendida Villa Isacco e nella piazzetta del paese, una lapide a
Pietro Negri ricordante una riunione dei patriotti lombardi (21
ottobre 1847) di cui lo stesso Negri fu l'iniziatore, per trarre,
dalle prime onoranze a Parini, incitamento alla rivoluzione del '48.
Più avanti, la chiesa
Parrocchiale dei SS. Ippolito e Cassiano, ad una sol nave, con
affreschi del Morgari. Ai lati del bell'altare, altri due splendidi
affreschi pure del Morgari: il supplizio di Ippolito e di Cassiano. Da
ricordare pure un busto di bronzo, al senatore e patriota Giuseppe
Gadda, quivi morto il 2 luglio 1901.
Posta, Telegrafo e Telefono —
Asilo Infantile.

Da Rogeno si può andare a
Lambrugo (Km. 5,1) e, per altre ruotabili, a Molteno ed a Oggiono.
Frazioni: Calvenzana, Maglio del Lambro, Maggiolino, Spino.
Con Regio Decreto 27 marzo
1928, Casletto e Rogeno vennero uniti in unico Comune denominato
Rogeno.
A pochi minuti da Rogeno, a
Km. 18,2, siamo a Moiana, a sinistra della linea, in amena posizione,
da cui si può scorgere il vago Eupili cantato dal Parini.
Moiana (ab. 571 - alt.
285)
Nulla di notevole. In principio del paese, il piccolo Oratorio di S.
Francesco d'Assisi. Appare, incantevole, il ceruleo e tranquillo
specchio del lago e si delinea la catena montuosa che fiancheggia la
provinciale Lecco-Erba.
Frazioni: Maglio, Betlemme, Sperola, Alpe.
Posta, Telegrafo e Telefono
ad Erba.
Dopo una rapida curva,
passato il Lambro, su un ponte viadotto, la linea fa capo a
Merone-Pontenuovo, a Km. 19,7. Vi corre parallela, per un tratto, la
linea Milano-Erba-Asso.
Merone (ab. 424 - alt.
284)
Frazioni: Maglio, Baggero. A sinistra della stazione, si vede un
grandioso Stabilimento da Calce, con sfruttamento delle cave vicine,
gestito da una Società svizzera. In paese, una lapide ricorda Gerolamo
Miani, fondatore, a Merone, nel 1520, di un primo Asilo per gli Orfani
abbandonati. Per una strada in discesa, passando per i « Molini », si
può, volgendo a destra, visitare la Parrocchiale SS. Giacomo, Filippo
e Carlo, comune ai tre villaggi di Moiana, Merone, Pontenuovo,
consacrata nel 1888, con buoni affreschi ed una bella Madonna del
Taglioretti. Piegando a sinistra, invece, si giunge al Cimitero,
d'onde spicca la tomba monumentale di Isacco Zaffiro. Di fianco,
l'artistico ricordo di marmo bianco, su basamento di granito, ai 28
Caduti dei tre villaggi, con un Redentore che sorregge un soldato
morente. Il bel ricordo è opera del sacerdote Don Mario Tantardini,
già coadiutore della Parrocchia di Moiana.
Caffè Stazione e buoni
Alberghi — Posta — Telegrafo alla Ferrovia — Telefono ad Incino.
Dal Cimitero si va a
Pontenuovo, frazione di Erba, e si sbocca sullo stradone che, da una
parte, conduce al Ponte della Malpensata e, dall'altra, a Lambrugo,
per Milano.
Da Merone-Pontenuovo ad
Anzano del Parco, su un percorso di km. 1,4, si attraversa una
ridentissima plaga, con vista incantevole del Pian d'Erba, costellato
di bianchi paeselli. Questa amenissima parte della Brianza, un tempo,
era occupata da un Iago, l'antico Eupili di Plinio, che era in
comunicazione col lago di Lecco. I bacini di Annone, di Pusiano, di
Alserio, e fors'anche quello di Montorfano, sono gli avanzi dell'ampia
distesa lacustre, che ricopriva il piano. Vaste torbiere vennero
sfruttate, con buon rendimento.

Anzano del Parco (ab.
981 - alt. 329)
Colle frazioni di Arzenta, Belvedere, Cavognetto, Cavogno e Cavolto
con Fornace, forma un grazioso villaggio del Pian d'Erba, a Km. 0,7
dalla stazione con Posta e Telegrafo.
Raggiunta la piazzetta del
paese, lasciata a tergo la Parrocchiale di S. Michele Arcangelo, si
raggiunge un quadrivio: a destra per Parravicino ed Erba, a sinistra
per la stazione, di fronte per Alzale con Verzago.
Prendendo la sinistra, si
arriva al Cimitero del paese, con Viale della Rimembranza dedicato ai
19 Caduti e con lapide ricordo nell'interno del recinto. Splendida la
villa, con parco, del marchese Carcano.
La linea è in continua,
sensibile salita. S'incontra quindi la galleria di Fabbrica, lunga m.
600 e, sulla sinistra, s'affaccia il villaggio di Fabbrica Durini (ab.
734 - alt. m. 373), che vanta l'antico Palazzo Durini, su una piccola
altura, e una torre medioevale, che fu sentinella avanzata del
castello di Monguzzo. A km. 25,7, stazione di Brenna-Alzate.
Brenna (ab. 1182 -
alt. m. 356)
Il paese si trova a sinistra della stazione, a km. 1,3 e vi si giunge
dopo dura salita. E' suddiviso in numerose frazioni: Borlaschetto,
Borlasco, Casa Inferiore, Casa Superiore, Cascina Merone, Isola S.
Giovanni, Olgelasca, Pozzolo Inferiore, Pozzolo Superiore. Nulla di
notevole. A lato dell'umile scoletta, si trova il Parco della
Rimembranza, dedicato ai 16 Caduti del villaggio. In bella posizione,
la Parrocchia di S. Gaetano. Colline rivestite di pinete.
Posta; Telegrafo e Telefono
ad Alzate. — A km. 3,5 a Vighizzolo, tram elettrico per Mariano
Comense e Monza e per Cantù.
Alzate con Verzago
(ab. 1472 - alt. m. 371)
A destra della stazione, a km. 1,6, Alzate, colle frazioni di Rogoledo
e di Verzago, torma una ridente e simpatica residenza. All' inizio
della salita che porta al paese, al bivio della ruotabile per Cantù,
che si snoda fra colline e vallette ricche di olezzanti pinete, si
presenta il Santuario della B. V. di Rogoredo, con piazzale circondato
da croci, colla caratteristica passione di Cristo. In piazza Fiume, vi
è un busto di bronzo rappresentante un soldato morente, che stringe la
bandiera, eretto alla memoria dei 39 Caduti di guerra. Il Viale della
Rimembranza, è al Cimitero.
Il ben conservato torrione
medioevale di contro, ha ancora un'antica meridiana a quadrante che
desta la curiosità del visitatore. E' annesso alla villa Baragiola.
Magnifico l'Asilo infantile, lasciato in donazione da benefiche
signore del luogo. Ricca pure, la villa Soldi.
Nel piazzale delle Scuole, si
vede un altro busto di bronzo, inaugurato il 3 settembre 1911, a
perpetuo ricordo del garibaldino Francesco Anzani, tempra adamantina
di combattente, compagno di Garibaldi nella battaglia di S. Antonio,
sempre primo nei cimenti per la libertà della Patria.
A fianco della ruotabile che
discende per Erba, s'alza la bella Parrocchiale di S. Pietro, con
pregiati dipinti e un cippo di Minerva, dedicato, ora, al patrono del
paese. Ad Alzate, v'è pure un rinomato allevamento di cavalli del
comm. Crespi. In questo villaggio si recava in villeggiatura Plinio II.
Posta, Telegrafo e Telefono —
Industria della seta — Auto per Inverigo, Carate Brianza, Montorfano,
Como — Buoni ristoranti.
Sorpassata la galleria del Terrò, lunga m. 550, e valicato il torrente
omonimo, la linea ne esce correndo fra colline coperte di folte
pinete, che s'estendono per un raggio considerevole, dando al
paesaggio circostante un aspetto suggestivo. Allo sbocco della
sopravveniente galleria di Montressone (m. 520), ecco la stazione di
Cantù (m. 343) a km. 30,5 da Lecco.

Cantù (ab. 14679 - ali
368)
Capoluogo di Mandamento. — Cantù, adagiata all'estremo limite
occidentale della Brianza, è una linda cittadina a dieci chilometri da
Como, a cui è unita, oltre che dalla ferrovia, dal tram elettrico
Como-Monza. Una linea tranviaria unisce Cantù colla stazione
ferroviaria di Asnago (km. 4), per Monza-Milano. Àuto per Saronno.
Frazioni: Cascina Amata, Vighizzolo.
Dalla stazione, un viale
alberato conduce sulla carrozzabile Como-Cantù, percorsa dal tram
elettrico. Compiuto un tratto di quasi un chilometro, arrivasi al
largo Felice Cavallotti, dove sorge il Monumento ai 202 Caduti di
guerra: un soldato di bronzo, col solo casco, che tiene nella destra
un ramo d'ulivo. Attorno al basamento, piastre di bronzo, col nome
degli Eroi. Il Monumento ai Caduti è dello scultore Bazzaro. Più
avanti, piazza Garibaldi, colla lapide, su una casa, ricordante la
data 14 giugno 1866, nel quale giorno il nizzardo incitava gli
italiani alle ultime lotte per l'indipendenza. All'estremo limite del
paese, dopo il Municipio e piazza Fiume, il rigoglioso Viale della
Rimembranza.
|

|
| Cantù, Chiesa di
S. Paolo e piazza Garibaldi. |
Da piazza Garibaldi, per la
gradinata San Paolo, salesi alla Prepositurale collo slanciato
campanile del Pellegrino. La chiesa, a tre navi, divise da colonne,
risale al XII secolo. Nella nave maggiore, gli affreschi degli
Apostoli. Antica è pure la chiesa di S. Teodoro, poco lungi dalla
piazza, da cui si può andare alla chiesa di Santa Maria, con buoni
affreschi del Fiamminghino. Nel giardino pubblico, dietro il
Municipio, si può ammirare una colonna gotica, con lapide, ricordante
le giornate di Varese e di S. Fermo. Un altro marmo, incide il nome
dei sottoscrittori, per merito dei quali, nell'anno 1886, il giardino
venne adibito al pubblico. Il 23 settembre 1928, coll'intervento del
cardinale Tosi, venne gettata la prima pietra del nuovo Ospedale di
Circolo di Cantù. che sorgerà in località Torre. Nella pietra venne,
sigillata un' artistica pergamena, con la seguente dedica del prof.
Rodolfo d'Amico:
"Non questa pietra, ma il
cuore ti regge dell'alta Canturio Sopra l'umana pena, apra le braccia
Iddio."

Dal piazzale monumento, a un
chilometro, una ruotabile porta a Galliano, località d'origine
gallica, che vanta l'antichissima basilica di S. Vincenzo, col
battistero ottagonale e pitture che si credono di pennello greco. Essa
risale al V secolo, e fu restaurata nel secolo XI da Ariberto d'Intimiano,
che ne era il custode. E' Monumento Nazionale.
Cantù è rinomata per i suoi
pizzi o merletti lavorati al tombolo e per le numerose fabbriche di
mobili, di cui v'è, in luogo, un'esposizione permanente. Estesa pure
l'industria serica. Antichi i due palazzi che furono dei Pietrasanta.
Scuole, istituti di beneficenza e di credito, danno maggior pregio a
questa graziosa ed industrie cittadina. Sono fiorenti le Scuole
Elementari col corso integrativo, la Scuola Complementare, l'Istituto
Tecnico, il Collegio Maschile De Amicis, l'Orfanotrofio, il Collegio
Femminile Cardinal Ferrari, la Scuola d'Arte applicata all' Industria.
Poi il Ricovero pei vecchi e per le vecchie, 1' Ospedale civico. Fra
gli istituti di credito, la Banca Popolare, la Cassa di Risparmio, il
Credito Italiano, ecc. Sezione staccata della R. Pretura di Como.
Buoni alberghi e ristoranti:
Caffè Ristorante Nazionale, Ristorante Garibaldi, Alberghi Italia,
Riposo, Crottino, Boence — Posta — Ufficio fonotelegrafico — Asilo
infantile Argenti in luogo e Ronzoni in Vighizzolo — Asilo infantile
in Cascina Amata.
Cantù fu la seconda capitale
della Martesana e, durante le lotte municipali, guerreggiò coi
comaschi.
Nel Museo civico di Como, conservasi una rara moneta della Zecca di
Cantù, del periodo 1407-1412, quando la cittadina era in potere di
Giampiccìno o Giampiccinino Visconti, bastardo o nipote di Bernabò
Visconti. Poco lungi da Cantù, è Intimiano, patria dell'arcivescovo
Ariberto.
Sulla strada di Alzate,
vennero scoperte tombe con cinerari di ferra cotta ed arnesi di
bronzo, con fibule della prima età del ferro.
Dopo Cantù il treno corre più
velocemente, sorpassa la galleria di Moncastello, lunga m. 750, quindi
quella di Trecallo di m. 375 e giunge alla stazione di Albate-Trecallo
(m. 304) a km. 34,5 da Lecco.
Albate (ab. 2769 -
alt. m. 300)
Frazioni di Acquanegra, Baraggia, Muggiò, Trecallo e Valle. Bel
paesello ai piedi del monte Tre Croci. Tram elettrico per Como e
Cantù. Posta, Telegrafo e Telefono. La linea elettrica attraversa
Albate e Trecallo. La chiesetta di S. Antonio, ha un buon organo ed un
bell'altare. A lato dell'edificio scolastico, una piramide spezzata,
in granito, ricorda i 70 Caduti di guerra. Il Viale della Rimembranza,
s'allinea in direzione del Camposanto. Nelle vicinanze, cave di litta
od arena sottilissima. Nella plaga limitata dal Cimitero, dalla strada
provinciale, dalla strada di Roncaia e dalla frazione Acquanegra,
venne scoperta una vasta necropoli dell'epoca preromana, con cinerari
ed utensili vari, di cui è cenno nella Rivista Archeologica della
provincia di Como (Fascicolo 59-60-61 - Anno 1910). Le tombe risalgono
al 1°, 2° e 3° periodo dell'età del ferro e furono ampiamente
descritte dall' Odescalchi, dal Regazzoni e dal Barelli.
In frazione Trecallo,
un'artistica colonna, sormontata da un'urna funeraria, porta il nome
degli 11 Caduti della frazione stessa. Poco discosto, l'Oratorio dei
SS. Pietro e Paolo.
Ad Albate, il grandioso
setificio Frey e la nuovissima Casa Dopolavoro — Ristorante Volta —
Osteria della Fontana — Caffè Primo, ecc. — Poste, Telegrafo e
Telefono.

Dopo aver lasciato a sinistra
la linea Monza-Milano, il treno, percorrendo una gran curva, arriva
alla stazione di Albate-Camerlata, grossa ed industriale frazione di
Como, da cui dista poco più di due chilometri, seguendo la
carrozzabile canturina, chiamata via Napoleonica.
Albate-Camerlata (ab.
8896 - alt. m. 277)
Simpatica e ridente residenza ai piedi del Baradello. Tram elettrico
per Appiano e Mozzate e per Cantù, in partenza da Como. Numerosi e
moderni stabilimenti di tessitura serica. Il villaggio vanta il primo
Convalescenziario per gli iscritti all'Istituto Nazionale di
Previdenza ed il Brefotrofio Provinciale. Antiche torbiere esistevano
a Camerlata, da cui si estrassero punte di freccie dell'età della
pietra.
La chiesa di S. Carpoforo, in
un piazzaletto sotto il Baradello, a tre navi, è antichissima. Risale
alla metà del secolo IV, e conserva le spoglie del santo, che fu
martirizzato sotto Massimiliano Erculeo. Vuolsi restaurata da re
Liutprando nel secolo VIII e nuovamente nel secolo XVIII. Ha una bella
Madonna che credesi del Procaccino. (Vedere Guida di Como e del Lago,
del Bazzetta).
La bella Basilica, che
ricorda i primi secoli della cristianità, è degna di essere
attentamente visitata.
Nel vicino Camposanto, lungo la strada canturina, dormono l'eterno
sonno più di 200 soldati, morti negli ospedali di Como durante
l'ultima guerra, ed una lapide marmorea ne ricorda i nomi.
Posta. Telegrafo e Telefono —
Alberghi Milano e della Napoleona — Trattoria Camerlata ed altri
ristoranti.
Dopo questa stazione, si apre
l'incantevole panorama di Como, distesa più sotto, colle sue torri ed
i suoi campanili. La visione è magnifica. Girata l'altura del
Baradello, ricca di memorie, il treno fiancheggia il vasto Cimitero di
Como e la antica Basilica di S. Abbondio, degno monumento dell'arte
lombarda dell' XI secolo, poi si ferma alla stazione centrale di S.
Giovanni (alt. m. 217).
Per un'ampia e comoda
gradinata di nuova costruzione, si infila la via Tolomeo Gallio,
avente a destra il rinomato Collegio omonimo ed a sinistra il Palazzo
delle Poste, nuovissimo, e per via Garibaldi, piazza A. Volta, via
Domenico Fontana, si sbocca in piazza Cavour (m. 201), lambita dal
lago, in vista delle ville eleganti e degli ameni paeselli sparsi
sulle rive e inerpicantisi lungo le pendici apriche dei monti
prospicenti. A nord, spicca il massiccio del monte Bisbino (m. 1325). Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro
(2008-2009).
E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo. |