Guida illustrata di Lecco e paesi finitimi

Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2008-2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

Ferrovia Lecco - Como

 

Da Lecco a Como, Km. 42. Quattro coppie di omnibus, con un'ora e mezzo di percorrenza ; due coppie di diretti, con un'ora.
Itinerario: Lecco - Valmadrera (Km. 3) - Civate (Km. 6) - Sala al Barro-Galbiate (Km. 7) - Oggiono (Km. 11) - Molteno (Km. 14) - Casletto-Rogeno (Km. 17) - Moiana (Km. 18) - Merone-Ponte-nuovo (Km. 20) - Anzano del Parco (Km. 24) - Brenna-Alzate (Km. 26) - Cantù (Km. 30) - Albate-Trecallo (Km. 34) - Albate-Camerlata (Km. 37) - Como (Km. 42).

Lecco stazione (m. 213,2)
Il percorso Lecco-Como è, in certi punti, veramente variato e pittoresco, presentando attrattive speciali per i monti ond'è accompagnato e per l'imponente spettacolo del territorio che si presenta al viaggiatore affacciato agli sportelli di destra, dell' Adda e del Lario, nel suo ramo che «volge a mezzogiorno» e dei laghetti briantei, placidi e sonnolenti. La linea è lunga km. 42, e il suo maggiore sviluppo, in confronto della provinciale (km. 30,7 da Lecco, piazza Garibaldi, a Como, piazza Vittorio Emanuele), è dovuto alla necessità di allacciare i centri più importanti di questa industre plaga.

Il Resegone alza le sue pareti rocciose, fiancheggiate dal Due Mani e dal Magnodeno digradante, verso mezzogiorno, in boscosi contrafforti, mentre al di là dell'Adda s'alza il Monte Barro, col più basso S. Michele, di cui si scorge la chiesa. Dietro, la massa nereggiante del Coltignone e, più avanti, la valle dell'Adda, rinserrata fra altre montagne di minore altezza, punteggiate di casolari e di ameni paeselli.

Nel primo tratto, la linea corre parallela a quella di Milano, poi punta decisamente verso ovest, sorpassa, per un cavalcavia, il Corso Vittorio Emanuele, attraversa il magnifico ponte metallico sull'Adda (lung. m. 170), dal quale si possono ammirare le vetuste arcate del ponte Visconteo, entra in due brevi gallerie, alla cui uscita si presenta la distesa del lago colla città sulla sua riva sinistra, mentre lo sguardo si spinge su su fino al passo della « Merla », a Ballabio Inferiore.

Davanti, il Moregallo, i Corni di Canzo, il Monte Rai e poi Valmadrera, colla imponente mole della sua Parrocchiale.
Dalla stazione di questo paese (m. 225), un rettilineo di quasi un chilometro porta alla piazza Umberto I (vedi Valmadrera, dintorni di Lecco).

Dopo Valmadrera, costeggiando la povinciale e la valle del Ritorto, emissario quest'ultimo del lago di Oggiono, si arriva alla fermata di Civate.
Si trovano, a destra, l'antico Santuario di S. Simone, rinomato per la caratteristica fiera che si tiene verso la metà di ottobre, e l'Albergo «Santa Nuova», di fianco al quale s'apre una via che porta a Civate di cui si scorge lo snello campanile. (Vedi Civate - Dintorni di Lecco).

Proseguendo, la linea si restringe, il treno entra nella breve galleria di S. Lazzaro, e, salendo sempre sensibilmente, costeggia il primo tratto del lago di Annone, suddiviso in due bacini dalla penisoletta di Isella; in alto, scorgesi l'albergo Monte Barro, guardante la Brianza e, a destra, appaiono i monti Cornizzolo e Rai.
Pochi minuti sono necessari per arrivare alla stazione di Sala al Barro - Galbiate. Questi due paesi sono già stati sufficientemente descritti a pag. 54 e 56 (Dintorni di Lecco). Da Sala al Barro, per salire a Galbiate (m. 570), s'impiega mezz'ora circa.

Dopo un po' la linea, seguendo in buona parte la carrozzabile per Oggiono, entra in trincea, quindi in una galleria lunga m. 250, e sbocca alla stazione di questo cospicuo paese (m. 267). Dalla stazione, il Viale della Vittoria, bellissimo rettifilo alberato, conduce a questo importante centro brianteo, da cui si irradiano le carrozzabili per Molteno, Barzanò, Lecco, Galbiate.

Oggiono (ab. 3392 - alt. m. 264)
Capoluogo di Mandamento. Colle frazioni di Altobello, Ghisolfa, Chiarè, Castello, Bagnolo, Brughello, Bergamino, Bossisolo, Pozzolo, Mugnaio, Perizzo, Tre Cantoni, Redaella, Roncaccio e Trescana, forma un importante centro agricolo, dominante il lago omonimo, con buoni stabilimenti serici. Il paese vanta fiorenti Scuole Elementari ed una buona Scuola serale di Disegno.

Le due principali arterie, via G. Longoni e via Vittorio Emanuele, attraversano l'abitato per tutta la sua lunghezza, fiancheggiate da belle botteghe, da buoni alberghi e caffè. In piazza Garibaldi, sorge la ben costrutta Casa Dopolavoro, con sede del Fascio, una delle prime del nostro Circondario.

Nell'antichissima Prepositurale di S. Eufemia, risalente al 1288, ma ampliata nel 1614, si ammirano pregiati dipinti di Marco d'Oggiono, discepolo del Vinci, a cui è dedicata una lapide nell'interno. Altri sono del Ferrari e dell’ Appiani. Artistico l'altar maggiore, disegnato dall'ingegnere Bovara, con due angeli di marmo dello scultore Marchesi.

Oggiono, Prepositurale di S. Eufemia.

Dal sagrato della chiesa, una comoda scalea conduce ad uno spiazzo elevato, da cui si gode l'incantevole vista dei laghi briantei e del Pian d'Erba .

Nella piazza maggiore, s'alza il bel Monumento ai 66 Caduti di guerra , portante, nella parte anteriore, il comunicato Diaz. Progettista del Monumento ai Caduti, è l'architetto Vedani di Milano Di fronte a questa, un'altra via conduce al Viale della Rimembranza, passando davanti all'ampio mercato coperto, fino ad una romita Cappelletta, che raccoglie le ossa dei morti di peste nel 1630.

Oggiono, monumento ai Caduti.

Oggiono, casa del dopolavoro.

Antica è la chiesetta di S. Agata, fatta erigere da S. Carlo Borromeo nel 1579. Nel 1924, nel territorio, si rinvennero monete di Vespasiano e di Adriano ed una tomba romana.

Presso la Ghisolfa, fin dal 1866, esisteva un grosso monolite di ghiandone.
Belle le ville Sironi, Amati, Grassi, Maria, Brera — Alberghi Corona, Leon d'Oro, Vetturina, Veronese — Trattorie della Pace, del Mangiamorone, del Mercato, Amati, Tucchi — Pasticceria della Fonte — Trattoria Stazione — Cassa di Risparmio e Banca Popolare — Banca Agricola Italiana — Industria serica — Tessitura cotone e lana — Lavorazione del legno — Cave di pietre per mulino — Officine meccaniche-— Lavori cemento — Posta, Telegrafo e Telefono — Auto per Galbiate e per Lecco — Scuola professionale di Disegno — Asilo Infantile — Società sportiva «Sport Club».

Girato il Poggio Stolegarda (m. 301), la linea discende lievemente fino a Molteno, attraversando un piano ben coltivato. La stazione, a sinistra della linea, è distaccata dal paese che si scorge, in posizione elevata e pittoresca. A Molteno fa capo la ferrovia della Nord Molteno-Monza-Milano.

Molteno (abitanti 1512 - alt. m. 296)
Frazioni: Luzzana, Molino Gaesso, Raviola. Disteso su una altura, questo villaggio si trova in comunicazione con Oggiono con una buona ruotabile parallela alla ferrovia. Industria della seta e tessitura di lana e cotone e fabbrica zoccoli. Da piazza Re d'Italia, laterale alla chiesetta di S. Rocco, si diparte una carrozzabile per Rogeno. Un'altra, scendendo verso la stazione, oltrepassata la linea ferroviaria, porta a Casletto (km. 3,50). Lungo questa via, a destra, s'allunga il magnifico Viale della Rimembranza ai 55 Caduti del villaggio, interrotto da una colonna spezzata, con dedica. Dal lato opposto, il rettilineo per la stazione.

Nel cimitero comunale, sul primo tratto della strada per Casletto, sorge il Monumento ai Caduti, visibile a mezzo di una cancellata frontale : un tronco di piramide, sormontato da una croce, con un'aquila di bronzo nella parte anteriore del basamento.

Sempre partendo da piazza Re d'Italia, con dura salita, si arriva alla Parrocchiale di S. Giorgio, posta sopra un elevato bastione, a cui dà accesso una scalinata frontale. La chiesa, divisa in tre navate e chiusa da un'abside semicircolare, ha begli affreschi ed è munita di uno snello campanile. Nella roccia, sotto il livello della chiesa, è scavata una grotta ove è venerata immacolata Concezione.

Posta e Telegrafo — Asilo Infantile — Alberghi Cavenaghi, Sirtori, Posta, ecc.
Nel 1911, nei lavori lungo la linea Molteno-Monza, si scoprirono tombe romane ad inumazione che servivano da sepolcreti di famiglia.

Lungo lo stradale che da Oggiono, fiancheggiando la ferrovia, attraversa la frazione di Rettola, si trovano due ruotabili. Quella a destra, conduce, passato il passaggio a livello, a Bosisio (km. 3,37). Quella a sinistra, valicato un ponticello, ascende discretamente e giunge ad una importante Cava di pietre per macine da mulino o puddinga. Subito dopo sbocca nella piazzetta di Sirone (ab. 1390 - alt. m. 276), dove sorge una piramide ricordo ai 25 Caduti del paese. Più oltre, la strada che si snoda e su cui s'affaccia la pulita chiesetta di S. Carlo, ascende a Bevera. In frazione Chiarello, venne trovato un blocco di gneiss granitoide con avello.

Dopo Molteno, la linea sale ancora e corre in parte incassata fra argini laterali, in parte fra pianeggianti distese. A tratti, bei colpi d'occhio d'ambo le parti. A chilometri 16,6, stazione di Casletto-Rogeno (m. 270). Siamo ora in Circondario di Como.

Casletto (ab. 636 - alt. 275)
Trovasi a destra della stazione, e vicinissimo ad essa. Ha una bella chiesetta, la Parrocchiale dei Santi Marco e Gregorio e, in fondo al paese, il bel Monumento ai 17 Caduti di guerra: una maestosa figura di donna, rappresentante la Patria che tiene una corona d'alloro. Scultore, il signor Pirovano Carlo, di Erba.
Il Parco della Rimembranza è nel vicino Cimitero.

Posta — Telegrafo a Rogeno a Km. 0,6 — Telefono ad Erba Km. 6.

Rogeno (ab. 1147 - alt. 290)
A sinistra della stazione. È un bel villaggio congiunto colla ferrovia da un magnifico viale alberato. In principio dell'abitato, s'alza il caratteristico Monumento ai 26 Morti per la Patria, formato da un cumulo di pietre tagliate dalle roccie del luogo, artisticamente disposto a piramide, nella cui parte anteriore sfa una lapide marmorea. Autore del ricordo, lo scultore Barcaglia Donato, di Milano. Inforno, le pianticelle del Parco della Rimembranza. A sinistra, la splendida Villa Isacco e nella piazzetta del paese, una lapide a Pietro Negri ricordante una riunione dei patriotti lombardi (21 ottobre 1847) di cui lo stesso Negri fu l'iniziatore, per trarre, dalle prime onoranze a Parini, incitamento alla rivoluzione del '48.

Più avanti, la chiesa Parrocchiale dei SS. Ippolito e Cassiano, ad una sol nave, con affreschi del Morgari. Ai lati del bell'altare, altri due splendidi affreschi pure del Morgari: il supplizio di Ippolito e di Cassiano. Da ricordare pure un busto di bronzo, al senatore e patriota Giuseppe Gadda, quivi morto il 2 luglio 1901.

Posta, Telegrafo e Telefono — Asilo Infantile.

Da Rogeno si può andare a Lambrugo (Km. 5,1) e, per altre ruotabili, a Molteno ed a Oggiono.
Frazioni: Calvenzana, Maglio del Lambro, Maggiolino, Spino.

Con Regio Decreto 27 marzo 1928, Casletto e Rogeno vennero uniti in unico Comune denominato Rogeno.

A pochi minuti da Rogeno, a Km. 18,2, siamo a Moiana, a sinistra della linea, in amena posizione, da cui si può scorgere il vago Eupili cantato dal Parini.

Moiana (ab. 571 - alt. 285)
Nulla di notevole. In principio del paese, il piccolo Oratorio di S. Francesco d'Assisi. Appare, incantevole, il ceruleo e tranquillo specchio del lago e si delinea la catena montuosa che fiancheggia la provinciale Lecco-Erba.
Frazioni: Maglio, Betlemme, Sperola, Alpe.

Posta, Telegrafo e Telefono ad Erba.

Dopo una rapida curva, passato il Lambro, su un ponte viadotto, la linea fa capo a Merone-Pontenuovo, a Km. 19,7. Vi corre parallela, per un tratto, la linea Milano-Erba-Asso.

Merone (ab. 424 - alt. 284)
Frazioni: Maglio, Baggero. A sinistra della stazione, si vede un grandioso Stabilimento da Calce, con sfruttamento delle cave vicine, gestito da una Società svizzera. In paese, una lapide ricorda Gerolamo Miani, fondatore, a Merone, nel 1520, di un primo Asilo per gli Orfani abbandonati. Per una strada in discesa, passando per i « Molini », si può, volgendo a destra, visitare la Parrocchiale SS. Giacomo, Filippo e Carlo, comune ai tre villaggi di Moiana, Merone, Pontenuovo, consacrata nel 1888, con buoni affreschi ed una bella Madonna del Taglioretti. Piegando a sinistra, invece, si giunge al Cimitero, d'onde spicca la tomba monumentale di Isacco Zaffiro. Di fianco, l'artistico ricordo di marmo bianco, su basamento di granito, ai 28 Caduti dei tre villaggi, con un Redentore che sorregge un soldato morente. Il bel ricordo è opera del sacerdote Don Mario Tantardini, già coadiutore della Parrocchia di Moiana.

Caffè Stazione e buoni Alberghi — Posta — Telegrafo alla Ferrovia — Telefono ad Incino.

Dal Cimitero si va a Pontenuovo, frazione di Erba, e si sbocca sullo stradone che, da una parte, conduce al Ponte della Malpensata e, dall'altra, a Lambrugo, per Milano.

Da Merone-Pontenuovo ad Anzano del Parco, su un percorso di km. 1,4, si attraversa una ridentissima plaga, con vista incantevole del Pian d'Erba, costellato di bianchi paeselli. Questa amenissima parte della Brianza, un tempo, era occupata da un Iago, l'antico Eupili di Plinio, che era in comunicazione col lago di Lecco. I bacini di Annone, di Pusiano, di Alserio, e fors'anche quello di Montorfano, sono gli avanzi dell'ampia distesa lacustre, che ricopriva il piano. Vaste torbiere vennero sfruttate, con buon rendimento.

Anzano del Parco (ab. 981 - alt. 329)
Colle frazioni di Arzenta, Belvedere, Cavognetto, Cavogno e Cavolto con Fornace, forma un grazioso villaggio del Pian d'Erba, a Km. 0,7 dalla stazione con Posta e Telegrafo.

Raggiunta la piazzetta del paese, lasciata a tergo la Parrocchiale di S. Michele Arcangelo, si raggiunge un quadrivio: a destra per Parravicino ed Erba, a sinistra per la stazione, di fronte per Alzale con Verzago.

Prendendo la sinistra, si arriva al Cimitero del paese, con Viale della Rimembranza dedicato ai 19 Caduti e con lapide ricordo nell'interno del recinto. Splendida la villa, con parco, del marchese Carcano.

La linea è in continua, sensibile salita. S'incontra quindi la galleria di Fabbrica, lunga m. 600 e, sulla sinistra, s'affaccia il villaggio di Fabbrica Durini (ab. 734 - alt. m. 373), che vanta l'antico Palazzo Durini, su una piccola altura, e una torre medioevale, che fu sentinella avanzata del castello di Monguzzo. A km. 25,7, stazione di Brenna-Alzate.

Brenna (ab. 1182 - alt. m. 356)
Il paese si trova a sinistra della stazione, a km. 1,3 e vi si giunge dopo dura salita. E' suddiviso in numerose frazioni: Borlaschetto, Borlasco, Casa Inferiore, Casa Superiore, Cascina Merone, Isola S. Giovanni, Olgelasca, Pozzolo Inferiore, Pozzolo Superiore. Nulla di notevole. A lato dell'umile scoletta, si trova il Parco della Rimembranza, dedicato ai 16 Caduti del villaggio. In bella posizione, la Parrocchia di S. Gaetano. Colline rivestite di pinete.

Posta; Telegrafo e Telefono ad Alzate. — A km. 3,5 a Vighizzolo, tram elettrico per Mariano Comense e Monza e per Cantù.

Alzate con Verzago (ab. 1472 - alt. m. 371)
A destra della stazione, a km. 1,6, Alzate, colle frazioni di Rogoledo e di Verzago, torma una ridente e simpatica residenza. All' inizio della salita che porta al paese, al bivio della ruotabile per Cantù, che si snoda fra colline e vallette ricche di olezzanti pinete, si presenta il Santuario della B. V. di Rogoredo, con piazzale circondato da croci, colla caratteristica passione di Cristo. In piazza Fiume, vi è un busto di bronzo rappresentante un soldato morente, che stringe la bandiera, eretto alla memoria dei 39 Caduti di guerra. Il Viale della Rimembranza, è al Cimitero.

Il ben conservato torrione medioevale di contro, ha ancora un'antica meridiana a quadrante che desta la curiosità del visitatore. E' annesso alla villa Baragiola. Magnifico l'Asilo infantile, lasciato in donazione da benefiche signore del luogo. Ricca pure, la villa Soldi.

Nel piazzale delle Scuole, si vede un altro busto di bronzo, inaugurato il 3 settembre 1911, a perpetuo ricordo del garibaldino Francesco Anzani, tempra adamantina di combattente, compagno di Garibaldi nella battaglia di S. Antonio, sempre primo nei cimenti per la libertà della Patria.

A fianco della ruotabile che discende per Erba, s'alza la bella Parrocchiale di S. Pietro, con pregiati dipinti e un cippo di Minerva, dedicato, ora, al patrono del paese. Ad Alzate, v'è pure un rinomato allevamento di cavalli del comm. Crespi. In questo villaggio si recava in villeggiatura Plinio II.

Posta, Telegrafo e Telefono — Industria della seta — Auto per Inverigo, Carate Brianza, Montorfano, Como — Buoni ristoranti.
Sorpassata la galleria del Terrò, lunga m. 550, e valicato il torrente omonimo, la linea ne esce correndo fra colline coperte di folte pinete, che s'estendono per un raggio considerevole, dando al paesaggio circostante un aspetto suggestivo. Allo sbocco della sopravveniente galleria di Montressone (m. 520), ecco la stazione di Cantù (m. 343) a km. 30,5 da Lecco.

Cantù (ab. 14679 - ali 368)
Capoluogo di Mandamento. — Cantù, adagiata all'estremo limite occidentale della Brianza, è una linda cittadina a dieci chilometri da Como, a cui è unita, oltre che dalla ferrovia, dal tram elettrico Como-Monza. Una linea tranviaria unisce Cantù colla stazione ferroviaria di Asnago (km. 4), per Monza-Milano. Àuto per Saronno.
Frazioni: Cascina Amata, Vighizzolo.

Dalla stazione, un viale alberato conduce sulla carrozzabile Como-Cantù, percorsa dal tram elettrico. Compiuto un tratto di quasi un chilometro, arrivasi al largo Felice Cavallotti, dove sorge il Monumento ai 202 Caduti di guerra: un soldato di bronzo, col solo casco, che tiene nella destra un ramo d'ulivo. Attorno al basamento, piastre di bronzo, col nome degli Eroi. Il Monumento ai Caduti è dello scultore Bazzaro. Più avanti, piazza Garibaldi, colla lapide, su una casa, ricordante la data 14 giugno 1866, nel quale giorno il nizzardo incitava gli italiani alle ultime lotte per l'indipendenza. All'estremo limite del paese, dopo il Municipio e piazza Fiume, il rigoglioso Viale della Rimembranza.

Cantù, Chiesa di S. Paolo e piazza Garibaldi.

Da piazza Garibaldi, per la gradinata San Paolo, salesi alla Prepositurale collo slanciato campanile del Pellegrino. La chiesa, a tre navi, divise da colonne, risale al XII secolo. Nella nave maggiore, gli affreschi degli Apostoli. Antica è pure la chiesa di S. Teodoro, poco lungi dalla piazza, da cui si può andare alla chiesa di Santa Maria, con buoni affreschi del Fiamminghino. Nel giardino pubblico, dietro il Municipio, si può ammirare una colonna gotica, con lapide, ricordante le giornate di Varese e di S. Fermo. Un altro marmo, incide il nome dei sottoscrittori, per merito dei quali, nell'anno 1886, il giardino venne adibito al pubblico. Il 23 settembre 1928, coll'intervento del cardinale Tosi, venne gettata la prima pietra del nuovo Ospedale di Circolo di Cantù. che sorgerà in località Torre. Nella pietra venne, sigillata un' artistica pergamena, con la seguente dedica del prof. Rodolfo d'Amico:

"Non questa pietra, ma il cuore ti regge dell'alta Canturio Sopra l'umana pena, apra le braccia Iddio."

Dal piazzale monumento, a un chilometro, una ruotabile porta a Galliano, località d'origine gallica, che vanta l'antichissima basilica di S. Vincenzo, col battistero ottagonale e pitture che si credono di pennello greco. Essa risale al V secolo, e fu restaurata nel secolo XI da Ariberto d'Intimiano, che ne era il custode. E' Monumento Nazionale.

Cantù è rinomata per i suoi pizzi o merletti lavorati al tombolo e per le numerose fabbriche di mobili, di cui v'è, in luogo, un'esposizione permanente. Estesa pure l'industria serica. Antichi i due palazzi che furono dei Pietrasanta. Scuole, istituti di beneficenza e di credito, danno maggior pregio a questa graziosa ed industrie cittadina. Sono fiorenti le Scuole Elementari col corso integrativo, la Scuola Complementare, l'Istituto Tecnico, il Collegio Maschile De Amicis, l'Orfanotrofio, il Collegio Femminile Cardinal Ferrari, la Scuola d'Arte applicata all' Industria. Poi il Ricovero pei vecchi e per le vecchie, 1' Ospedale civico. Fra gli istituti di credito, la Banca Popolare, la Cassa di Risparmio, il Credito Italiano, ecc. Sezione staccata della R. Pretura di Como.

Buoni alberghi e ristoranti: Caffè Ristorante Nazionale, Ristorante Garibaldi, Alberghi Italia, Riposo, Crottino, Boence — Posta — Ufficio fonotelegrafico — Asilo infantile Argenti in luogo e Ronzoni in Vighizzolo — Asilo infantile in Cascina Amata.

Cantù fu la seconda capitale della Martesana e, durante le lotte municipali, guerreggiò coi comaschi.
Nel Museo civico di Como, conservasi una rara moneta della Zecca di Cantù, del periodo 1407-1412, quando la cittadina era in potere di Giampiccìno o Giampiccinino Visconti, bastardo o nipote di Bernabò Visconti. Poco lungi da Cantù, è Intimiano, patria dell'arcivescovo Ariberto.

Sulla strada di Alzate, vennero scoperte tombe con cinerari di ferra cotta ed arnesi di bronzo, con fibule della prima età del ferro.

Dopo Cantù il treno corre più velocemente, sorpassa la galleria di Moncastello, lunga m. 750, quindi quella di Trecallo di m. 375 e giunge alla stazione di Albate-Trecallo (m. 304) a km. 34,5 da Lecco.

Albate (ab. 2769 - alt. m. 300)
Frazioni di Acquanegra, Baraggia, Muggiò, Trecallo e Valle. Bel paesello ai piedi del monte Tre Croci. Tram elettrico per Como e Cantù. Posta, Telegrafo e Telefono. La linea elettrica attraversa Albate e Trecallo. La chiesetta di S. Antonio, ha un buon organo ed un bell'altare. A lato dell'edificio scolastico, una piramide spezzata, in granito, ricorda i 70 Caduti di guerra. Il Viale della Rimembranza, s'allinea in direzione del Camposanto. Nelle vicinanze, cave di litta od arena sottilissima. Nella plaga limitata dal Cimitero, dalla strada provinciale, dalla strada di Roncaia e dalla frazione Acquanegra, venne scoperta una vasta necropoli dell'epoca preromana, con cinerari ed utensili vari, di cui è cenno nella Rivista Archeologica della provincia di Como (Fascicolo 59-60-61 - Anno 1910). Le tombe risalgono al 1°, 2° e 3° periodo dell'età del ferro e furono ampiamente descritte dall' Odescalchi, dal Regazzoni e dal Barelli.

In frazione Trecallo, un'artistica colonna, sormontata da un'urna funeraria, porta il nome degli 11 Caduti della frazione stessa. Poco discosto, l'Oratorio dei SS. Pietro e Paolo.

Ad Albate, il grandioso setificio Frey e la nuovissima Casa Dopolavoro — Ristorante Volta — Osteria della Fontana — Caffè Primo, ecc. — Poste, Telegrafo e Telefono.

Dopo aver lasciato a sinistra la linea Monza-Milano, il treno, percorrendo una gran curva, arriva alla stazione di Albate-Camerlata, grossa ed industriale frazione di Como, da cui dista poco più di due chilometri, seguendo la carrozzabile canturina, chiamata via Napoleonica.

Albate-Camerlata (ab. 8896 - alt. m. 277)
Simpatica e ridente residenza ai piedi del Baradello. Tram elettrico per Appiano e Mozzate e per Cantù, in partenza da Como. Numerosi e moderni stabilimenti di tessitura serica. Il villaggio vanta il primo Convalescenziario per gli iscritti all'Istituto Nazionale di Previdenza ed il Brefotrofio Provinciale. Antiche torbiere esistevano a Camerlata, da cui si estrassero punte di freccie dell'età della pietra.

La chiesa di S. Carpoforo, in un piazzaletto sotto il Baradello, a tre navi, è antichissima. Risale alla metà del secolo IV, e conserva le spoglie del santo, che fu martirizzato sotto Massimiliano Erculeo. Vuolsi restaurata da re Liutprando nel secolo VIII e nuovamente nel secolo XVIII. Ha una bella Madonna che credesi del Procaccino. (Vedere Guida di Como e del Lago, del Bazzetta).

La bella Basilica, che ricorda i primi secoli della cristianità, è degna di essere attentamente visitata.
Nel vicino Camposanto, lungo la strada canturina, dormono l'eterno sonno più di 200 soldati, morti negli ospedali di Como durante l'ultima guerra, ed una lapide marmorea ne ricorda i nomi.

Posta. Telegrafo e Telefono — Alberghi Milano e della Napoleona — Trattoria Camerlata ed altri ristoranti.

Dopo questa stazione, si apre l'incantevole panorama di Como, distesa più sotto, colle sue torri ed i suoi campanili. La visione è magnifica. Girata l'altura del Baradello, ricca di memorie, il treno fiancheggia il vasto Cimitero di Como e la antica Basilica di S. Abbondio, degno monumento dell'arte lombarda dell' XI secolo, poi si ferma alla stazione centrale di S. Giovanni (alt. m. 217).

Per un'ampia e comoda gradinata di nuova costruzione, si infila la via Tolomeo Gallio, avente a destra il rinomato Collegio omonimo ed a sinistra il Palazzo delle Poste, nuovissimo, e per via Garibaldi, piazza A. Volta, via Domenico Fontana, si sbocca in piazza Cavour (m. 201), lambita dal lago, in vista delle ville eleganti e degli ameni paeselli sparsi sulle rive e inerpicantisi lungo le pendici apriche dei monti prospicenti. A nord, spicca il massiccio del monte Bisbino (m. 1325).

Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2008-2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

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