Guida illustrata di Lecco e paesi finitimi

Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2008-2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

Un lembo della Brianza Orientale

 

Oggiono - Ello - Villa Vergano - Ravellino - Nava Cagliano - Imberido

Giunti a Oggiono, in piazza Garibaldi (vedere ferrovia Lecco-Como), infilare la ruotabile che fiancheggia la nuova Casa Dopolavoro. Essa conduce a Galbiate, ed è quanto mai dilettevole per la sua posizione elevata e dominante. L'albergo Monte Barro fa capolino, in alto, cinto da macchie boschive.
A pochi minuti da Oggiono, s'apre, a destra, un'altra ruotabile in salita, che si svolge in un panorama sorprendente. Il Cornizzolo, i Corni di Canzo, la Grigna, il Barro, il Resegone e, sotto, i placidi laghi di Oggiono e di Annone, formano uno scenario vario ed interessante. Di fianco Imberido, a sinistra, colle sue casette piene di luce. Per km. 2,5 la strada serpeggia, oltrepassa Mirasole, frazione di Ello, colla magnifica Villa Garbagni e giunge ad Ello.

Ello (ab. 832 - alt. 420)
Frazioni: Marconaga, Cura, Pressaco, Baragiola. Ameno paesello alpestre, in clima invidiabile, con ville signorili. Una via conduce alla Parrocchiale di S. Antonio, di fronte alla Villa Montecuccoli; un'altra, più centrale, al Viale della Rimembranza, che cinge l'Asilo Massimo De Vecchi, in frazione Filatoio. A sinistra di chi entra in paese, il visitatore può recarsi ad ammirare l'artistico Monumento ai 19 Caduti del luogo, raffigurante un soldato di bronzo che sostiene una bandiera, eretto su alcuni massi estratti da cave locali. Scultore, Michele Vedani, di Milano, Una ruotabile, in discesa, passando dal Cimitero, riconduce a Galbiate; un'altra invece, in salita, mena a Villa Vergano che raggiungeremo, dopo aver passato « Castello Bella Vista », deliziosa elevazione, un tempo munita di un fortilizio, su cui sorge, ora, la sontuosa villa del conte Mella.
Ello è molto antico e nel XII secolo era feudo del monastero di Civate. Un masso avello, con iscrizione romana, serve di abbeveratoio agli animali.

Buona industria serica — Telefono — Poste e telegrafo a Oggiono — Albergo Gilardi — Nella chiesetta di S. Giacomo, in un ossario, si trovano scheletri intieri — Asilo Infantile.

La strada, sempre salendo, si mantiene buona fino a Villa Vergano. Boschi di castani rivestono il fianco del monte. Da Ello a Villa Vergano km. 0,93.

Villa Vergano (ab. 848 - alt. 561)
In mezzo al verde delle sue belle praterie. All'entrata in paese, si prospetta subito la Parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, con una grotta laterale dedicata alla Immacolata Concezione, quest'ultima apparsa, secondo un'iscrizione, 1'11 febbraio 1858. Volgendo a sinistra, si può osservare una Lapide, con medaglioni, ai 14 Caduti di guerra. Il Viale della Rimembranza è nei pressi del Cimitero. Asilo Infantile.

Dalla frazione Villa, passando per Cascinetto Alpe (m. 691), in tre quarti d'ora si raggiunge la vetta del Monte Baravello (m. 820), a sud-ovest del paese. Albergo Ripamonti, telefono a Ello ; Poste e Telegrafo ad Oggiono (km. 5). Da Vergano, Frazione di Villa, si può salire al Poggio Piazzette (m. 722), la cima più settentrionale del S. Genesio.
Da Villa Vergano a Ravellino, (km. 0,9), la strada si fa aspra, costantemente ombreggiata da castani. A tratti, il bosco si dirada e l'occhio si riposa seguendo il digradante declivio che, a destra, scende verso il lago di Oggiono.

Ravellino (ab. 517 - alt. 585)
Frazione: Bestetto. Nulla di notevole in questo paesetto. Manca ogni modesto ricordo ai 10 Caduti. V'è in compenso, un vasto panorama che ricrea. Un tempo, l'alpestre villaggio si chiamava Brianza. Sotto, il piano ridente e, lontano, all'orizzonte, coperte di ghiacci eterni, le Alpi Piemontesi col Monte Rosa.

Qui nacque lo storiografo Giuseppe Ripamonti. Posta e Telegrafo a Rovagnate. Per l'oratorio di S. Nicola, in un'ora, si sale al S. Genesio. Seguendo lo stesso itinerario, si raggiunge il Monte Crocione colle due vette a m. 879 e 901.

Ravellino, Nava e Cagliano, con R. Decreto 29 dicembre 1927, formano il comune di " Colle di Brianza ,, con sede a Nava.

Nava (ab. 673 - alt. 557)
E' il centro della Brianza. Il suo nome, in passato, era Tegnone. E' unito a Ravellino da una strada pianeggiante che passa davanti al Cimitero, comune ai due paesi. Bella la Parrocchiale di S. Michele, che serve anche per gli abitanti di Ravellino, con discreti affreschi. Anche qui, nulla che ricordi i 14 Caduti.

Posta e Telegrafo a Rovagnate — Telefono ad Ello — Ristorante Brianza.

In pochi minuti, si scende a Piè Castello, frazione di Nava, con buona osteria omonima. Dall'oratorio di S. Antonio, in un quarto d'ora, si può salire al Campanone della Brianza, alto m. 23, sorgente su un alto piazzale erboso, in frazione Brianza, munito di antica campana. Per una scaletta interna, si può raggiungere la parte superiore, d'onde lo sguardo può godere uno dei più grandiosi spettacoli. Ai rintocchi della campana della torre, nel medio evo, lasciati i lavori dei campi, i brianzoli accorrevano a difesa di un loro diritto o della comune bandiera. La voce popolare afferma che nel vicino castello di Nava, venisse a villeggiare la regina Teodolinda. Tradizione che non trova conferma alcuna nelle indagini storiche. Per la visita alla torre, chiedere la chiave al custode, che risiede in luogo.

Da Piè Castello, altre ruotabili conducono a Mondo-nico, passando per Giovenzana, che mostra la linda chiesetta di S. Donnino, Cagliano, Palè e Case del Portone.

Cagliano (ab. 441 - alt. 641)
Alpestre paesello, colle sparse frazioni di Giovenzana, da cui dipende come parrocchia, Campione e Campisiago. La mulattiera che vi conduce da Nava, attraversando fitte boscaglie, è piuttosto impervia. Nulla di notevole in paese, che possiede una sorgente solforosa fredda. Da Cagliano, in mezz'ora, si può fare una piacevole escursione al S. Genesio.

Poste e Telegrafo a Rovagnate.

Estesa vista sulla Brianza e su la valle dell'Adda. Nessun ricordo agli 11 Caduti di guerra, Le donne si specializzano in lavori di merletto Ancora da Pie Castello, passando per Bestetto, si può scendere a Brianzola ed a S. Maria Hoè, di cui è cenno in altra escursione. Sulla carrozzabile Oggiono-Galbiate, dopo quella che conduce ad Ello, una seconda ruotabile porta ad Imberido.

Imberido (ab. 685 - alt. 340)
Colle frazioni di Ca Bianca, Fermata, Molinetto Inferiore e Molinetto Superiore, forma un grazioso villaggio, a poca disianza dal lago di Oggiono. Belle ville l'adornano ed ha un rinomato stabilimento di viticoltura e floricoltura. Ha il suo Parco della Rimembranza al Cimitero ed il Monumento ai 14 Caduti di guerra, all'entrata in paese: una marmorea croce con aquila di bronzo. In bella posizione, la Parrocchiale di S. Giorgio. — Poste, Telegrafo e Telefono ad Oggiono.

Oggiono - Dolzago - Brianzola - Cologna - Rovagnate S. Maria Hoè - Perego – Olgiate Molgora

La carrozzabile che immette nel centro della Brianza, a sinistra del viale che conduce alla stazione di Oggiono, si divide, appena fuori dal paese, in due rami: quello che volge a mezzogiorno si dirige a Dolzago, per proseguire poi per Barzanò e Casatenovo ; l'altra, che fiancheggia la linea ferroviaria, mena a Molteno. Al bivio vi sono due piastre chilometriche: a Dolzago km. 3 e, per la stessa via, a Milano km. 47 ; a Molteno km. 3,4 e, lateralmente a questa, a Sirone km. 3,5, a Bosisio km. 3,5.
La carrozzabile per Dolzago, sale in principio fino a Ceppo di Corno, frazione di Oggiono, poi si fa pianeggiante fino a Cascina Bergamina, per risalire insensibilmente fino alle prime case del paese.
A sinistra della ruotabile, ridenti collinette, con paeselli e casolari, sparsi lungo il verdeggiante pendìo. Dopo il torrentello Gandaloglio, s' inizia il villaggio di Dolzago.

Dolzago (ab. 994 - alt. 298)
Frazione: Cogoredo. Diviso dal torrente in Dolzago Superiore, sede del Comune, ed in Dolzago Inferiore. All' inizio dell'abitato, a sinistra del Gandaloglio, vedesi il Monumento ai 16 Caduti di guerra : un'urna marmorea, su un piedestallo, circondato dagli Alberelli della Rimembranza. Risalendo il torrente, si affacciano le Scuole e la Parrocchiale di Maria Assunta. E' questa la via Parini, che porta a Dolzago Superiore d'onde, a sinistra si va ad Ello ed a destra a Cogoredo (m. 348) frazione di Dolzago. Confezione seme bachi e stabilimenti tessili di cotone, lana e seta naturale ed artificiale. Asilo Infantile.
Posta, Telegrafo e Telefono ad Oggiono — Ristorante Belvedere — Trattoria Visconti — Osteria della Pesa.

Attraversato Dolzago Inferiore (m. 286), dopo Cà Giuseppina, la carrozzabile svolta a sinistra, e dà principio al percorso che stiamo descrivendo e che porta ai sopra nominati paeselli briantei, in mezzo ad una campagna esuberante, fra collinette piene di attrattive. La strada, in principio, sale. Oltrepassata la frazione di Boffalora, s'apre, a sinistra, dove gorgoglia una freschissima fonte, un ripido acciottolato che, in un quarto d'ora, per le frazioni di Case Nuove e Beverino di Mezzo, porta a Brianzola, con meraviglioso panorama sottostante, fino ad Erba.

Brianzola (ab. 766 - alt. 398)
Frazione: Boffalora. Notevole, in paese, il Monumento ai 21 Caduti di guerra di Brianzola e Cotogna, uno dei migliori dei dintorni. Un piedestallo sostiene un masso, su cui un soldato morente è baciato da una donna, raffigurante la Patria, che porta una corona di alloro. L'artistico ricordo è opera dello scultore O. Labò, di Milano. Il gruppo bronzeo è dono munifico del signor Viganò di Bevera, ora defunto.

Una scalinata, quasi dirimpetto, serve di accesso alla bella Parrocchiale di S. Lorenzo, con spaziosa navata centrale e due laterali.

In località Castello, vi sono dipinti murali del 1500, rappresentanti scene di caccia.
Poco lungi dalla chiesa, una mulattiera mena a Sestetto (km. 2,25) e a Nava (km. 2,5). Poste e Telegrafo a Rovagnate. Discrete osterie. Industria serica.

Brianzola e Cologna, con Decreto 8 gennaio 1928, formano il nuovo comune di "Castello di Brianza".

Ridiscendendo alla fontana menzionata, per Caraverio, si raggiunge Cologna, a 5 km. da Oggiono ed a 4 da Olgiate-Molgora, sulla linea Lecco-Milano.

Cologna (ab. 620 - alt. 330)
Lieto villaggetto, in posizione amena, ai piedi delle collinette briantee elevantisi mollemente a sinistra della ruotabile. Su un'altura, in principio del paese, si estolle l'oratorio di S. Donato. Cologna fa parte della parrocchia di Brianzola. Buona osteria, a destra della ruotabile. Cassinette Bianche, Cassinette Nere, Colombè, Prestabbio, Ronco, Tre Ceppi, sono ex frazioni di Cologna. Subito dopo il paese, un'ombrosa mulattiera, raggiunto Piè Castello, porta al "Campanone della Brianza".

Poste e Telegrato a Rovagnate a km. 2,7 — Telefono a Oggiono. Fabbrica stoffe di seta artificiale e coperte.

Dopo la frazione di Cassinette (m. 391), dove rumoreggia il Severa, scendente dal S. Genesio, si stacca, a sinistra, una dura salita che sbocca, dopo quasi un ettometro, sulla piazza di S. Maria Hoè.

S. Maria Hoè (ab. 1030 - alt. 369)
Frazione: Tremonte. Paese rinomato per l'annuale mercato dei bozzoli, che si tiene sull'antico piazzale d'un soppresso convento di Serviti. Su un colle sovrastante spicca il già citato "Campanone della Brianza" (m. 671), dominante un esteso raggio del piano sottostante. A un lato della piazza spaziosa, ai fianchi del Municipio, s'apre il Parco della Rimembranza, dedicato ai 28 Caduti di guerra. Nella Parrocchiale dell'Addolorata, d'ordine corinzio, con bella navata, una cappella laterale, adorna di un magnifico Cristo in croce, è consacrata ai Morti per la Patria. E' stata fatta erigere da una pia signora del luogo, al ritorno del figlio prigioniero.

A Rovagnate km. 1 — Ad Olgiate Molgora km. 3,5 — Poste e Telegrafo a Rovagnate — Albergo Bonfanti — Forte industria della seta — Frantoi per olio — Asilo Infantile.
Ritornando al bivio di prima, da cui, come abbiamo visto, parte la diramazione per S. Maria Hoè, un'altra ruotabile, salendo, mena a Perego, passando davanti al Cimitero di questo villaggio.

Perego (ab. 1085 - alt. 373)
Frazioni: Galbusera e Lissolo. Il paese ha un aspetto antico, quasi medioevale. Sulla Parrocchiale di S. Giovanni è murata un'artistica lapide ai 19 Caduti di guerra. Il Viale della Rimembranza è al Cimitero. Una mulattiera, in discesa, porta a Rovagnate, che si può raggiungere più comodamente per la carrozzabile di Cologna. Perego conserva ancora una vetustissima torre che attesta l'antichità del paese. Sul colle di Bernaga, vicino al villaggio, Federico Borromeo, fondava un convento di benedettine. Poco lontano, scorre il Molgora.

Poste e Telegrafo a Rovagnate a km. 0,8 — Ad Olgiate Molgora km. 4 — Confezione seme bachi — Industria serica.
Bella gita, al poggio di Lissolo (m. 523) passando per la frazione omonima.

Rovagnate (ab. 1239 - alt. 332)
Frazioni: Albonda e Crescenzaga. Grosso paese agricolo, bagnato dal torrente Beveva, con belle ville e case signorili. Fu teatro, nel medioevo, di aspre lotte fra Guelfi e Ghibellini.
Allo sbocco dell'abitato, in direzione di Olgiate, a sinistra, si scorge lo splendido Viale della Rimembranza, che porta a San Giorgio (m. 354), colla bella Parrocchiale che domina i dintorni. Esso è dedicato ai 28 Caduti di guerra di Rovagnate e di Bagagliera : quest'ultimo paese si può raggiungere anche da Olgiate Molgora, da cui dista km. 3. (Vedere ferrovia Lecco-Milano). Una lapide, in una cappella, all' inizio del viale, ricorda i Morti gloriosi.

Nella valle, in tempi remoti, si stendeva un lago, e ne fanno attestazione canne palustri e lacustri che ancora vi si trovano. Antichi manufatti del luogo, sono dichiarati monumenti nazionali. A Rovagnate, nel 1643, morì lo storiografo Ripamonti.

Posta e Telegrafo — Alla stazione di Olgiate km. 3,3 — Albergo del Cavallino — Industria serica — Buone cave di pietra arenaria e di torba — Ospedale di S. Federico — Asilo Infantile.

Al vecchio comune, con R. Decreto 8 dicembre 1927, vennero aggregati Bagaggera e Perego.

Da Rovagnate, passalo Alduno (frazione di S. Maria Hoè), in mezz'ora si va a Monticello, frazione di Olgiate, con grandioso stabilimento serico ed il simpatico oratorio dei SS. Rocco e Sebastiano. Qui occorre tenere a destra, perchè la via a sinistra mena a Mondonico. La carrozza bile si dirige alla stazione di Olgiate, infilando un magnifico viale alberato.

Prima di questo, con largo giro, passando dalie Fornaci di calce già altrove menzionate, si può scendere a S. Zenone e, da qui, sboccare sulla provinciale Lecco-Milano, dove incomincia la salita di Calco.

Oggiono - Dolzago - Barzago - Sirtori - Viganò Cremella - Barzanò

Fino a Dolzago, vedere descrizione precedente. Lasciata a sinistra la ruotabile per Boffalora, Cologna, Rovagnate, si prosegue fino ad un importante Stabilimento Serico che si trova a destra della strada, per incominciare una salita abbastanza forte fino a Bevera (ab. 242 - alt. m. 384), frazione di Barzago, d'onde ci si può recare al vicino Santuario della Natività della B. V., che affacciasi su un ampio piazzale, circondato da 16 magnifiche cappelle, in alta e stupenda posizione. La piccola e bella chiesetta, mèta di devoti pellegrinaggi, è stata decorata nel 1902 dai pittori Morgari e Secchi e colorita ed ornata nel 1918 dal pittore Griffini.

Rinomata è la tradizionale festa campestre dell'8 Settembre, che fornì materia di descrizione a Cesare Cantù nelle sue « Novelle Brianzole » (Vedere "La Madonna di Imbevera" - Biblioteca Universale Sonzogno).
Salendo sempre, e tagliata l'antica strada tranviaria Monza-Barzanò-Oggiono, a destra, un'altra ruotabile, per Cascina dell'Olmo e la frazione Roma, porta a Barzago, a Km. 16,4 da Lecco.

Barzago (ab. 1830 - alt. 336)
Bevera, Verdegò, Baraggia. Bel paese in posizione elevata, con punti di vista meravigliosi. Ecco la Parrocchiale di S. Bartolomeo e, più sotto, il fabbricato scolastico, con unito Parco della Rimembranza. Nella chiesa, una lapide ricorda i Caduti di guerra, ai quali è dedicato il Monumento in piazza Garibaldi: un'aquila di bronzo, librata su massi sovrapposti a piramide, e intorno il nome dei 34 Eroi. Barzago ha la sua torre medioevale e nel secolo XV si affermarono gli Isacchi favoreggiatori di Francesco Sforza. Nel '700 divenne feudo della Famiglia Brebbia.

Il paese si allunga verso ovest, come su un terrapieno che digrada lentamente, interrotto da piccole elevazioni, fino alla linea ferroviaria Oggiono-Molteno. Su un grazioso poggio, ridotto a giardinetto, la bianca statua del Redentore, sembra un'apparizione. La ruotabile prosegue e va ad immettersi sul tronco che unisce Molteno a Bulciago.
In frazione Bevera, esistono due massi avello scolpiti in trovanti di serizzo.

Posta, Telegrato e Telefono — A Molteno Km. 4,2 ; a Costa Masnaga Km. 3 — Asilo Infantile.

Al bivio di Barzago, lasciata a destra la strada che abbiamo percorsa per recarci a questo paese, dopo un ultimo tratto ascendente, si raggiunge la parte più alta della vecchia linea tranviaria, non più ravvivata dagli sbuffanti trenini che facevan la spola fra i diversi paesi di questo lembo della Brianza paradisiaca. Qui, occorre fare una sosta e gustare, in tutta la sua bellezza, la grandiosa visione del panorama retrospettivo, reso ancor più attraente dall'ampia corona di monti che gli servono di sfondo, dal dentellato Resegone, all'eccelso Pizzo dei Tre Signori, dalle superbe due Grigne, ai più modesti Corni di Canzo ed alle cime minori, svettanti nel più bel ciel di Lombardia.

Da questo punto, a sinistra, parte un'abbastanza ripida ruotabile, in parte selciata che, dopo Km. 2,15, raggiunge una seconda ruotabile che va a Rovagnate (Km. 5,061). Da questa strada, passando per Villa e per Lissolo, poco lungi da Perego, si può salire al Poggio Lissolo (m. 555). Seguendo la prima, in un momento ci troviamo a Sirtori.

Sirtori (ab. 1241 - alt. 475)
Il paese è adagiato in una conca ammirabile, da cui si può abbracciare quasi tuffo il piano brianteo. Da Lecco Km. 17,2.
La nuova chiesa dei SS. Naborre e Felice, ancora disadorna, sorge ai fianchi della vecchia, della quale rimane il basso campanile. Nella piazza stessa, si trova il Municipio, sulla cui facciata è murata la lapide ai 25 Caduti di guerra. Di fronte, apresi il Parco della Rimembranza. Alcune iscrizioni romane attestano l'antichità del villaggio. — Asilo Infantile.
Dalla Parrocchiale, per un comodo sentiero, in un quarto d'ora, si arriva al Poggio Treveggia (m. 512), con ottimo punto di vista. Proseguendo in direzione sud ed attraversando il paese, in poco tempo si è a Viganò.

Poste in luogo ; Telegrafo a Viganò a Km. 1,5 — Albergo Stazione — Tessitura di lana e cotone.

Viganò (ab. 842 - alt. 440)
E' un altro bel villaggetto, alle sorgenti del torrente Molgora. Ha la sua parte moderna verso la chiesa di S. Vincenzo, che mostra il suo aguzzo campaniletto ed un elegante vestibolo. La Parrocchiale, nell' inferno, ha una bella navata centrale, divisa dalle laterali da dieci snelle colonne, che le danno un aspetto caratteristico. Nel vestibolo, una lapide ricorda i 24 Caduti di guerra. Il bel Viale della Rimembranza, che quasi nasconde l'Asilo Infantile del paese, completa il piazzale della chiesa. Sotto, il piano di Missaglia ed in giro elevazioni con tutte le gradazioni del verde, rallegrano il quadro.

A Viganò vi sono alcune Cave di pietra arenaria — A Missaglia Km. 2,3 — Poste e Telegrafo — Ristoranti Ghezzi e Sala — Stabilimento di tessitura.

Rifacendo la piazza, per una via laterale, a sinistra, si può ritornare sulla carrozzabile Barzanò - Monticello, in vicinanza di Torrevilla, dopo un percorso di tre quarti di chilometro, proprio di fronte all' Albergo Belvedere.
Dobbiamo retrocedere ancora al bivio per Sirtori. La carrozzabile divalla a S. Feriolo, amena ed importante frazione di Barzanò (m. 362), lascia a destra lo Stabilimento di Tessitura Meccanica dei Fratelli Figliodoni e, subito dopo, si prolunga la ruotabile Cremella, Csssago, Bulciago. Ci fermeremo al primo paese, mentre descriveremo gli altri due nell'itinerario Molteno - Monza - Milano, linea ferroviaria.

Cremella (ab. 839 - m. 380)
Frazioni: Montegregorio, Peltraio, Valle di Sotto, Cassina Marni. E' posto su un colle ed è un'invidiabile stazione climatica. Conta diversi stabilimenti industriali, cotonifici e tessiture di seta. Ha ville signorili, fra le quali la Villa Sessa, colla sua torre quadrata, con annessa chiesa antichissima, e ricco parco. Nel piazzaletto adiacente, un'aquila di bronzo, su un basamento coperto di edera e cinto da una cancellata, ricorda i 19 Caduti nella guerra di liberazione.

Pure nel piazzaletto, vedesi l'Asilo intitolato alla benefattrice Teresa Cramer Berra, il cui nome è ricordato da una lapide. Più avanti, l'altra bella Villa Visconti Modrone. L'antico monastero, che si vuole risalga ai Longobardi, è, ora, ridotto a cotonificio.

La Parrocchiale dei SS. Sisinio, Martino ed Alessandro, resta più su del piazzale, e vi si può salire per una gradinata laterale. Spicca il ben costrutto campanile sormontato dalla statua in bronzo del Redentore, Il Viale della Rimembranza, fiancheggia lo stradone che entra in paese. La ruotabile che esce dal villaggio, porta a Cassago, in piazza Visconti di Modrone.

Poste e Telegrafo a Barzanò a Km. 1,3 — Ristorante Redaelli — Da Lecco Km. 15,9.

Da Cremella, in dieci minuti, si sale al ridentissimo Poggio Baciolago (m. 387).
Siamo, lasciata a destra la cennata ruotabile Cremella-Cassago-Bulciago, ad uno dei più importanti ed attivi centri della nostra Brianza, a cui si arriva dopo una breve salita.

Barzanò (ab. 2357 - m. 370)
Grosso borgo, in posizione invidiabile con ricche villeggiature, buoni alberghi, clima saluberrimo. È completato dalle belle frazioni di S. Vito, S. Feriolo, Torricella e Villanova. Nella piazza, ove sorge il Municipio, un Obelisco con un'aquila di bronzo che tiene fra gli artigli un fucile ed una bandiera», ricorda i 52 Caduti di guerra; è opera dell'architetto C. Vanoli. Più in su, si stende il magnifico e ben tenuto Parco della Rimembranza. L'antico castello, rovinato dai milanesi nel 1222, guidati da Ardiqotto Marcellino, è ora adibito a villeggiatura, con ombroso viale di accesso.
La Parrocchiale di S. Vito, nella frazione omonima, si presenta bene, colla sua gradinata che dà sulla carrozzabile e le sue tre navate corinzie. È disegno del Magistrelli.

Barzanò, parrocchia di S. Vito.

Barzanò parla di Luciano Manara l'eroe di « Porta Tosa », durante le barricate di Milano del '48, e di Villa Spada, nel 1849, dove cadde coperto di gloria. Il suo corpo riposa nella tomba di famiglia, oggetto di patriottico pellegrinaggio. Nella cappella, vigilata da alti cipressi, leggesi la seguente epigrafe:

LUCIANO MANARA
DUCE DI INCLITA LEGIONE DI PRODI
DAVA IL SANGUE PER LA PATRIA
RIVENDICANDO
CONTRO LO SCHERNO STRANIERO
L'ONORE DELLE ARMI ITALIANE

In Municipio, si conserva ancora una lettera del Manara scritta al tenente Morosini, alcune ore prima della morte dell' Eroe, il 30 giugno 1849, dopo la disperata difesa del Villa Spada.

Dilettevole passeggiata è quella che si può fare al Poggio Verde (m. 512), a levante del paese. Sotto, stendesi mirabilmente la Brianza, col Pian d'Erba e scintillano i laghi di Annone e di Pusiano.

Fiorenti industrie tessili, meccaniche e fabbriche di mobili — Campo sportivo — Tiro a segno — Scuole di disegno — Auto per Casatenovo, Besana, Lesmo e Monza — Società "Luciano Manara" — Alberghi S. Vito, Barzanò e buone trattorie — Poste, Telegrafo e Telefono — Una ruotabile, a sinistra del Municipio, conduce a Sirtori, Rovagnate, Olgiate — Asilo Infantile nel capoluogo ed in frazione Villanova.

Barzanò - Monticello - Casatenovo

Dopo Barzanò, il paesaggio diventa quanto mai affascinante. La carrozzabile, che fiancheggia l'antica linea tranviaria, ascende lentamente, permettendo di assaporare uno degli spettacoli più grandiosi, di cogliere le impressioni più gradevoli, di dominare un quadro in cui tutti gli elementi pittorici si fondono nelle tinte più superbe, nella esuberanza della natura, così ricca e così varia.

I paeselli, nella sottostante pianura ondulata, biancheggiano civettuoli, mostrando gli snelli campaniletti affioranti dal verde, mentre a sinistra s'aprono terrazze magnifiche e ville signorili, cinte di siepi fiorite. In direzione di Cassago, nel dolce declivio, innalza le sue candide cuspidi la tomba Visconti Modrone.

Ed eccoci al villaggetto di Torrevilla (m. 377), frazione di Monticello, colla bella Parrocchiale della Purificazione di M. V., adorna di marmi variati, ed il Viale della Rimembranza nei pressi del Cimitero, dedicato ai Caduti della frazione e del capoluogo. Lo slanciato campanile della chiesa, fu costruito su disegno del conte Ambrogio Nava. Subito dopo la vecchia stazione tranviaria, a sinistra si abbassa una ruotabile che si dirige a Missaglia, ma che non seguiremo.

Oltre Torrevilla, in venti minuti, si arriva a Monticello, posto ad anfiteatro su un colle, che offre un vastissimo panorama.

Monticello Brianza (ab. 2413 - alt. 406)
Frazioni: Torrevilla, Casirago, Casatevecchio, Cortenova, Prebone, Soncino. A 20 chilometri da Lecco.
All'entrata in paese, si presenta subito il moderno Asilo Luigi e Teresa Ciceri e, a pochi passi, s’affaccia il Municipio con due artistiche lapidi dello scultore Sassi, con fregi di bronzo, in ricordo dei 48 Caduti di guerra. Vicinissima, con ampie gradinate laterali, la Parrocchiale di Sant' Agata, in istile gotico. Ammirate, per la ricchezza degli atrii, per i giardini lussureggianti, per la loro posizione incantevole, la Villa Nava coi busti di Monti, Appiani, Romagnosi, Manzoni, Cagnola, Volta, Albertolli ed Oriani sui pilastri della cancellata e, più avanti, la Villa Bocconi. Monticello ha l'altra frazione di Cortenova, adagiata più in basso, con Viale della Rimembranza. Una ruotabile, per Casirago e Missagliola, scende a Missaglia.

Albergo della Posta — Poste e Telegrafo — Auto per Barzanò - Casatenovo - Besana - Lesmo - Monza — Buone Trattorie.

In frazione Casatevecchio, sulla strada che mena a Casatenovo, su una casa, è murata una lapide che ricorda l'eroico ed irrequieto generale garibaldino Giuseppe Sirtori che, a Marghera, a Calatafimi, a Palermo, al Volturno, a Custoza, combattè le sante battaglie dell'indipendenza. Fu « il primo dei Mille » come l'ebbe ad elencare Garibaldi.
Ecco l'epigrafe :

AL GENERALE GIUSEPPE SIRTORI
CHE DALLO SCOGLIO DI QUARTO ALL'ISOLA DELLA GLORIA
SEGUÌ L' UNITÀ E LA GRANDEZZA DELLA PATRIA
NEL CINQUANTENARIO DELL' UNITÀ ITALIANA

Vicino, un'altra lapide ne ricorda la nascita e la morte (1813-1874). La sua salma è deposta nel Famedio, a Milano.
Pure altra lapide trovasi in frazione Cortenova, dedicata a Gaetano Casati, da Lesmo, che, nelle esplorazioni africane, illustrò il corso dell' Uelle. Il marmoreo ricordo, fu inaugurato nel 1902.
Splendida è la Villa Greppi, con immenso parco e pregevoli quadri e sculture.
Attraversato il cavalcavia che unisce i lati del parco, si sbocca sulla carrozzabile che, da una parte, conduce a Besana e, dall'altra, a Monticello. Lo sguardo, qui, s'estasia in una meravigliosa tavolozza, collo sfondo suggestivo delle Grigne, del Resegone, del S. Primo, del Palanzone, dei Corni di Canzo, fino al S. Maurizio sopra Brunate.
La carrozzabile, ora, scende dolcemente. Ad un certo punto, questa si biforca: la diramazione di destra, conduce a Besana ed a Carate Brianza; quella che prosegue, in breve, porta a Casatenovo.

Casatenovo (ab. 5037 - alt. 359)
E' il paese più grosso del Circondario di Lecco e confà numerosissime frazioni sparse in un territorio fertilissimo, che confina, a nord, coi comuni di Besana e di Monticello, a levante, coi comuni di Contra e di Lomagna, a sud, con Usmate e Velale, ad ovest, con Lesmo e Besana. Intensa coltivazione di cereali, gelsi e viti.
Da piazza Vittorio Emanuele, infilando la via Manzoni, si nota, a sinistra, il Palazzo Comunale, colle Scuole del centro fino alla 6a, sulla cui facciata è murata la lapide ai 75 Caduti del paese. Fronteggia la via, la grandiosa Prepositurale di S. Giorgio, con ampia scalea d'entrata ed uno spazioso pronao ad otto colonne, in pietra di Viggiù, E' un edificio di ordine jonico, incominciato nel 1808 ed ultimato nel 1815, su disegno dell'architetto Amali, e, nell'interno, ha pregiati affreschi del Morgari e decorazioni del Lamperti e del Bianchini.
Da ammirarsi l'altar maggiore in marmo bianco, con basamento e colonne di marmo verde di Polcevera, in istile Rinascimento, eseguito nel 1895, su disegno del Moretti, dallo scultore Lombardi. Da notarsi pure un magnifico organo dei Fratelli Serassi di Bergamo.

Se dalla chiesa, prendiamo la strada che volge ad oriente, in pochi minuti, dopo aver attraversato la strada Barzanò-Casatenovo, si giunge al vasto Cimitero comunale, ricco di numerose cappelle patrizie e di artistici monumenti. Una cappella con altare, è stata eretta in memoria dei gloriosi Caduti di guerra. La parte centrale di essa, è occupata da un bronzo in rilievo, rappresentante un soldato morente che abbraccia la Croce. E' opera dello scultore Sassi.
Sulla strada che conduce al Castello, da cui s'apre un largo panorama, sorge, a sinistra di chi sale, il bell' Oratorio di S. Giustina, con bel campaniletto di stile lombardo.

Se dalla chiesa di S. Giorgio si rasenta la casa parrocchiale, si imbocca una ruotabile che, lasciato a destra l'antico Oratorio di S. Margherita, in breve, porta a Casatevecchio, già precedentemente citato.
Prima di questa frazione di Monticello, una via, a sinistra, porta al Poggio di Monteregio, a nord-est di Casatenovo (m. 395), ove è la grandiosa Villa Stucchi, con annesso oratorio che contiene buoni dipinti, fra i quali una Madonna dello Zampieri ed una Annunciazione della scuola del Bellini di Venezia. Per una strada privata, si può arrivare a Poenzano, alla sontuosa Villa Toia.

Altre ville arricchiscono questa ridente plaga. Villa Lurani, detta anche Castello, perché ivi sorgeva il fortilizio feudale dei marchesi Casati; Villa Lattuada, di stile inglese, in frazione Galgiana, l'antica chiesa di S. Biagio, costrutta su disegno del Moraglia, con vetrata dipinta dal Bertini. In frazione Rogoredo, villeggiava il poeta Francesco Corio di Abbiategrasso. In Campo Fiorenzo, si osserva un elegante oratorio, con porta corinzia, ideata dal conte della Somaglia. Il poeta milanese Balestrieri, soleva spesso soggiornare in Casatenovo.

Le remote origini di Casatenovo vengono attestate da una quantità di oggetti ritrovati nei frequenti scavi nel suo territorio. Comparvero alla luce, armi, utensili di ferro dell'epoca greco-romana. In frazione Rogoredo nel 1861, si disseppellì una tomba con suppellettili dell'età del bronzo. A Galgiana, si trovarono un vaso con oggetti di bronzo ed un ossario di tomba a cremazione. In una casa di ragione dal beneficio di Patronato Casati, si può osservare un' iscrizione romana.
A Casatenovo, il Piccinino, che accorreva in aiuto del Veneziani asserragliati sul S. Genesio, veniva improvvisamente assalito dai soldati di Francesco Sforza e volto in fuga disordinata.

Alla stazione ferroviaria di Usmate, km. 6 — Posta, Telegrafo e Telefono — Albergo S. Giorgio e buone trattorie. Autocorriera per Besana, per Barzanò e Missaglia, per Lesmo e Monza — Asilo Infantile "Giovenzana" — Banca Agricola Milanese — Industria serica — Società An. Briantea per la fabbrica di nastri elastici di seta — Mulini elettrici — Fabbrica mobili, torchi d'olio e alcune distillerie.

Barzanò - Missaglia - Contra

Da Barzanò a Monticello, come da precedente descrizione. Lasciata la Villa Radice, a sinistra, una ruotabile scende lentamente e s'inoltra nella ridente piana di Missaglia, mentre un'altra, a destra, si spinge a Renate ed a Veduggio.
Prendendo la prima, si tocca Missagliola, frazione di Contra, che ha il suo bel Monumento, dello scultore G. Mozzanica, dedicato ai 13 Caduti di guerra, di fianco all'Oratorio di S. Zenone.
Tenendo sempre a sinistra, la ruotabile, con discesa ancor più sensibile, porta a Missaglia, magnificamente ubicato.

Missaglia (ab. 1908 - alt. 325)
Capoluogo di Mandamento. Sullo stradale che imbocca il paese, si lasciano a destra importanti linifici ed a sinistra, su uno spiazzo ad esedra, un'alta Colonna monolitica, sostenuta da un basamento sul quale è inciso il nome dei 38 Caduti. Il bel ricordo è dovuto all'architetto Paolo Besana, di Milano. Si allunga verso il Cimitero, sulla strada che mena a Torrevilla, il Viale della Rimembranza. La Prepositurale di S. Vittore si presenta di fronte, nella parte più alta del paese. Ha un vasto atrio a 4 colonne, con pregiati lavori del Moraglia nell' interno ed un bell' organo del Serassi.
Missaglia fu feudo dei Pirovano durante la signoria viscontea e, nel XVII secolo passò ai Sormani, che si costruirono un ricco palazzo su un colle vicino. Nel piazzale della chiesa rimane, dei Pirovano, un fabbricato quattrocentesco, il « Casone », dichiarato monumento nazionale. Il grosso borgo, possiede edifici eleganti e signorili, una fiorente Società di Mutuo Soccorso ed un rinomato Collegio femminile, con annesse Scuole elementari.

Dal paese, per una ruotabile piuttosto in salita, si può visitare la località detta "Misericordia" con un vasto fabbricato che un tempo fu un monastero. Fu fondato, nel 1485, dal beato Michele da Carcano. Sul vasto piazzale si tiene, ora, un frequentato mercato a cui affluiscono gli abitanti degli altri Comuni vicini. La "Misericordia" è in Comune di Contra, ora aggregato a Missaglia.
In frazione Missagliola, in una parte che dipende da Missaglia, si può osservare l'elegante villa dell'avv. Cioja, podestà di Missaglia e di Contra.
I bei colli briantei, fan degna corona al borgo pulito ed industre. Montevecchia spicca ad est, colla sua chiesa nell'azzurro.

Industria serica — Fabbrica carrozzerie per automobili — Lavori in vimini — Posta, Telegrafo e Telefono — Auto per Casatenovo, Besana, Usmate — Albergo Corona ed altri minori — Cassa di Risparmio — Asilo Infantile — Scuola di Disegno — Filiale Banca Briantea di Merate — Tiro a Segno.

Nel 1635, Paolo Sormani, feudatario di Missaglia, coi suoi brianzoli, corse presso il ponte di Lecco e fece retrocedere il duca di Rohan, sceso, predando, dalla Valsassina.
Verso mezzogiorno, una strada, a larghe volute, per Lomaniga, piegando sensibilmente ad oriente, congiunge Missaglia con Cernusco Lombardone, rasentando la collina di Montevecchia.
Proseguendo invece e attraversando l'abitato di Barriano, ex frazione di Lomaniga, a tre chilometri da Missaglia, trovasi Maresso, frazione importantissima, con Ossola, di Contra, già capoluogo di una grossa comunità, a cui si può far capo per un'altra ruotabile che parte da Missaglia stesso.

Contra (ab. 2200 - alt. 336)
Formato da più di una ventina di frazioni. Silente borgo, circondalo da campagne ubertose. Dista mezz'ora da Missaglia. Ha aspetto quasi claustrale, colla Parrocchiale di S. Bartolomeo e gli edifici severi. Sul palazzo delle Scuole sta una lapide ai 56 Caduti di guerra. Da ammirarsi il vetusto palazzo Sormani e la villa del defunto pacifista Teodoro Moneta, in frazione Tegnoso, ove spesso convenivano alte personalità del mondo politico. La frazione di Maresso ha acquistato rinomanza per la sua fiorente Cooperativa Familiare, con annesso molino elettrico, latteria, allevamento di suini e fabbrica salumi. E' un fertilissimo centro agricolo e vanta la linda Parrocchiale dei SS. Faustino e Giovita, ornata di pronao, con quattro colonne monolitiche. Rinnovata recentemente, offre, nell' interno, buoni affreschi de pittore lombardo Gallelli. Ammiratissima una cappella con un Cristo in croce, di mirabile fattura fronteggia la chiesa il Monumento ai Caduti della frazione, raffigurante un soldato di bronzo, ritto su un piedestallo di granito, nell'atto di deporre la giberna. E' opera dello scultore La Pula e la bella epigrafe è stata dettata dal maestro del luogo. Il Viale della Rimembranza conduce al Cimitero.

Da Maresso, in poco meno di un'ora, si può andare alla stazione d' Osnago, sulla linea Lecco-Milano.

Posta, Telegrafo e Telefono a Missaglia km. 0,7. Auto, in frazione Missagliola, per Usmate-carnate a km. 8, per Casatenovo a km. 1,8, per Besana a km. 3 e per Missaglia e Barzanò — Ristoranti Piemontese e Corona.

In frazione Tegnoso, eravi un antico castello, resosi celebre durante l'assedio di Monza, nel 1323.

Con R. D. 29 marzo 1928, Contra, Lomaniga e Missaglia vennero uniti in unico Comune denominato Missaglia.

Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2008-2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

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