|

Oggiono - Ello - Villa
Vergano - Ravellino - Nava Cagliano - Imberido
Giunti a Oggiono, in piazza
Garibaldi (vedere ferrovia Lecco-Como), infilare la ruotabile che
fiancheggia la nuova Casa Dopolavoro. Essa conduce a Galbiate, ed è
quanto mai dilettevole per la sua posizione elevata e dominante.
L'albergo Monte Barro fa capolino, in alto, cinto da macchie boschive.
A pochi minuti da Oggiono, s'apre, a destra, un'altra ruotabile in
salita, che si svolge in un panorama sorprendente. Il Cornizzolo, i
Corni di Canzo, la Grigna, il Barro, il Resegone e, sotto, i placidi
laghi di Oggiono e di Annone, formano uno scenario vario ed
interessante. Di fianco Imberido, a sinistra, colle sue casette piene
di luce. Per km. 2,5 la strada serpeggia, oltrepassa Mirasole,
frazione di Ello, colla magnifica Villa Garbagni e giunge ad Ello.
Ello (ab. 832 - alt.
420)
Frazioni: Marconaga, Cura, Pressaco, Baragiola. Ameno paesello
alpestre, in clima invidiabile, con ville signorili. Una via conduce
alla Parrocchiale di S. Antonio, di fronte alla Villa Montecuccoli;
un'altra, più centrale, al Viale della Rimembranza, che cinge l'Asilo
Massimo De Vecchi, in frazione Filatoio. A sinistra di chi entra in
paese, il visitatore può recarsi ad ammirare l'artistico Monumento ai
19 Caduti del luogo, raffigurante un soldato di bronzo che sostiene
una bandiera, eretto su alcuni massi estratti da cave locali.
Scultore, Michele Vedani, di Milano, Una ruotabile, in discesa,
passando dal Cimitero, riconduce a Galbiate; un'altra invece, in
salita, mena a Villa Vergano che raggiungeremo, dopo aver passato «
Castello Bella Vista », deliziosa elevazione, un tempo munita di un
fortilizio, su cui sorge, ora, la sontuosa villa del conte Mella.
Ello è molto antico e nel XII secolo era feudo del monastero di Civate.
Un masso avello, con iscrizione romana, serve di abbeveratoio agli
animali.
Buona industria serica —
Telefono — Poste e telegrafo a Oggiono — Albergo Gilardi — Nella
chiesetta di S. Giacomo, in un ossario, si trovano scheletri intieri —
Asilo Infantile.
La strada, sempre salendo, si
mantiene buona fino a Villa Vergano. Boschi di castani rivestono il
fianco del monte. Da Ello a Villa Vergano km. 0,93.
Villa Vergano (ab. 848
- alt. 561)
In mezzo al verde delle sue belle praterie. All'entrata in paese, si
prospetta subito la Parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, con una
grotta laterale dedicata alla Immacolata Concezione, quest'ultima
apparsa, secondo un'iscrizione, 1'11 febbraio 1858. Volgendo a
sinistra, si può osservare una Lapide, con medaglioni, ai 14 Caduti di
guerra. Il Viale della Rimembranza è nei pressi del Cimitero. Asilo
Infantile.
Dalla frazione Villa,
passando per Cascinetto Alpe (m. 691), in tre quarti d'ora si
raggiunge la vetta del Monte Baravello (m. 820), a sud-ovest del
paese. Albergo Ripamonti, telefono a Ello ; Poste e Telegrafo ad
Oggiono (km. 5). Da Vergano, Frazione di Villa, si può salire al
Poggio Piazzette (m. 722), la cima più settentrionale del S. Genesio.
Da Villa Vergano a Ravellino, (km. 0,9), la strada si fa aspra,
costantemente ombreggiata da castani. A tratti, il bosco si dirada e
l'occhio si riposa seguendo il digradante declivio che, a destra,
scende verso il lago di Oggiono.

Ravellino (ab. 517 -
alt. 585)
Frazione: Bestetto. Nulla di notevole in questo paesetto. Manca ogni
modesto ricordo ai 10 Caduti. V'è in compenso, un vasto panorama che
ricrea. Un tempo, l'alpestre villaggio si chiamava Brianza. Sotto, il
piano ridente e, lontano, all'orizzonte, coperte di ghiacci eterni, le
Alpi Piemontesi col Monte Rosa.
Qui nacque lo storiografo
Giuseppe Ripamonti. Posta e Telegrafo a Rovagnate. Per l'oratorio di
S. Nicola, in un'ora, si sale al S. Genesio. Seguendo lo stesso
itinerario, si raggiunge il Monte Crocione colle due vette a m. 879 e
901.
Ravellino, Nava e Cagliano,
con R. Decreto 29 dicembre 1927, formano il comune di " Colle di
Brianza ,, con sede a Nava.
Nava (ab. 673 - alt.
557)
E' il centro della Brianza. Il suo nome, in passato, era Tegnone. E'
unito a Ravellino da una strada pianeggiante che passa davanti al
Cimitero, comune ai due paesi. Bella la Parrocchiale di S. Michele,
che serve anche per gli abitanti di Ravellino, con discreti affreschi.
Anche qui, nulla che ricordi i 14 Caduti.
Posta e Telegrafo a Rovagnate
— Telefono ad Ello — Ristorante Brianza.
In pochi minuti, si scende a
Piè Castello, frazione di Nava, con buona osteria omonima.
Dall'oratorio di S. Antonio, in un quarto d'ora, si può salire al
Campanone della Brianza, alto m. 23, sorgente su un alto piazzale
erboso, in frazione Brianza, munito di antica campana. Per una
scaletta interna, si può raggiungere la parte superiore, d'onde lo
sguardo può godere uno dei più grandiosi spettacoli. Ai rintocchi
della campana della torre, nel medio evo, lasciati i lavori dei campi,
i brianzoli accorrevano a difesa di un loro diritto o della comune
bandiera. La voce popolare afferma che nel vicino castello di Nava,
venisse a villeggiare la regina Teodolinda. Tradizione che non trova
conferma alcuna nelle indagini storiche. Per la visita alla torre,
chiedere la chiave al custode, che risiede in luogo.
Da Piè Castello, altre
ruotabili conducono a Mondo-nico, passando per Giovenzana, che mostra
la linda chiesetta di S. Donnino, Cagliano, Palè e Case del Portone.
Cagliano (ab. 441 -
alt. 641)
Alpestre paesello, colle sparse frazioni di Giovenzana, da cui dipende
come parrocchia, Campione e Campisiago. La mulattiera che vi conduce
da Nava, attraversando fitte boscaglie, è piuttosto impervia. Nulla di
notevole in paese, che possiede una sorgente solforosa fredda. Da
Cagliano, in mezz'ora, si può fare una piacevole escursione al S.
Genesio.
Poste e Telegrafo a Rovagnate.
Estesa vista sulla Brianza e
su la valle dell'Adda. Nessun ricordo agli 11 Caduti di guerra, Le
donne si specializzano in lavori di merletto Ancora da Pie Castello,
passando per Bestetto, si può scendere a Brianzola ed a S. Maria Hoè,
di cui è cenno in altra escursione. Sulla carrozzabile
Oggiono-Galbiate, dopo quella che conduce ad Ello, una seconda
ruotabile porta ad Imberido.

Imberido (ab. 685 -
alt. 340)
Colle frazioni di Ca Bianca, Fermata, Molinetto Inferiore e Molinetto
Superiore, forma un grazioso villaggio, a poca disianza dal lago di
Oggiono. Belle ville l'adornano ed ha un rinomato stabilimento di
viticoltura e floricoltura. Ha il suo Parco della Rimembranza al
Cimitero ed il Monumento ai 14 Caduti di guerra, all'entrata in paese:
una marmorea croce con aquila di bronzo. In bella posizione, la
Parrocchiale di S. Giorgio. — Poste, Telegrafo e Telefono ad Oggiono.
Oggiono - Dolzago -
Brianzola - Cologna - Rovagnate S. Maria Hoè - Perego – Olgiate
Molgora
La carrozzabile che immette
nel centro della Brianza, a sinistra del viale che conduce alla
stazione di Oggiono, si divide, appena fuori dal paese, in due rami:
quello che volge a mezzogiorno si dirige a Dolzago, per proseguire poi
per Barzanò e Casatenovo ; l'altra, che fiancheggia la linea
ferroviaria, mena a Molteno. Al bivio vi sono due piastre
chilometriche: a Dolzago km. 3 e, per la stessa via, a Milano km. 47 ;
a Molteno km. 3,4 e, lateralmente a questa, a Sirone km. 3,5, a
Bosisio km. 3,5.
La carrozzabile per Dolzago, sale in principio fino a Ceppo di Corno,
frazione di Oggiono, poi si fa pianeggiante fino a Cascina Bergamina,
per risalire insensibilmente fino alle prime case del paese.
A sinistra della ruotabile, ridenti collinette, con paeselli e
casolari, sparsi lungo il verdeggiante pendìo. Dopo il torrentello
Gandaloglio, s' inizia il villaggio di Dolzago.
Dolzago (ab. 994 -
alt. 298)
Frazione: Cogoredo. Diviso dal torrente in Dolzago Superiore, sede del
Comune, ed in Dolzago Inferiore. All' inizio dell'abitato, a sinistra
del Gandaloglio, vedesi il Monumento ai 16 Caduti di guerra : un'urna
marmorea, su un piedestallo, circondato dagli Alberelli della
Rimembranza. Risalendo il torrente, si affacciano le Scuole e la
Parrocchiale di Maria Assunta. E' questa la via Parini, che porta a
Dolzago Superiore d'onde, a sinistra si va ad Ello ed a destra a
Cogoredo (m. 348) frazione di Dolzago. Confezione seme bachi e
stabilimenti tessili di cotone, lana e seta naturale ed artificiale.
Asilo Infantile.
Posta, Telegrafo e Telefono ad Oggiono — Ristorante Belvedere —
Trattoria Visconti — Osteria della Pesa.
Attraversato Dolzago
Inferiore (m. 286), dopo Cà Giuseppina, la carrozzabile svolta a
sinistra, e dà principio al percorso che stiamo descrivendo e che
porta ai sopra nominati paeselli briantei, in mezzo ad una campagna
esuberante, fra collinette piene di attrattive. La strada, in
principio, sale. Oltrepassata la frazione di Boffalora, s'apre, a
sinistra, dove gorgoglia una freschissima fonte, un ripido
acciottolato che, in un quarto d'ora, per le frazioni di Case Nuove e
Beverino di Mezzo, porta a Brianzola, con meraviglioso panorama
sottostante, fino ad Erba.
Brianzola (ab. 766 -
alt. 398)
Frazione: Boffalora. Notevole, in paese, il Monumento ai 21 Caduti di
guerra di Brianzola e Cotogna, uno dei migliori dei dintorni. Un
piedestallo sostiene un masso, su cui un soldato morente è baciato da
una donna, raffigurante la Patria, che porta una corona di alloro.
L'artistico ricordo è opera dello scultore O. Labò, di Milano. Il
gruppo bronzeo è dono munifico del signor Viganò di Bevera, ora
defunto.
Una scalinata, quasi
dirimpetto, serve di accesso alla bella Parrocchiale di S. Lorenzo,
con spaziosa navata centrale e due laterali.
In località Castello, vi sono
dipinti murali del 1500, rappresentanti scene di caccia.
Poco lungi dalla chiesa, una mulattiera mena a Sestetto (km. 2,25) e a
Nava (km. 2,5). Poste e Telegrafo a Rovagnate. Discrete osterie.
Industria serica.
Brianzola e Cologna, con
Decreto 8 gennaio 1928, formano il nuovo comune di "Castello di
Brianza".
Ridiscendendo alla fontana
menzionata, per Caraverio, si raggiunge Cologna, a 5 km. da Oggiono ed
a 4 da Olgiate-Molgora, sulla linea Lecco-Milano.

Cologna (ab. 620 -
alt. 330)
Lieto villaggetto, in posizione amena, ai piedi delle collinette
briantee elevantisi mollemente a sinistra della ruotabile. Su
un'altura, in principio del paese, si estolle l'oratorio di S. Donato.
Cologna fa parte della parrocchia di Brianzola. Buona osteria, a
destra della ruotabile. Cassinette Bianche, Cassinette Nere, Colombè,
Prestabbio, Ronco, Tre Ceppi, sono ex frazioni di Cologna. Subito dopo
il paese, un'ombrosa mulattiera, raggiunto Piè Castello, porta al
"Campanone della Brianza".
Poste e Telegrato a Rovagnate
a km. 2,7 — Telefono a Oggiono. Fabbrica stoffe di seta artificiale e
coperte.
Dopo la frazione di
Cassinette (m. 391), dove rumoreggia il Severa, scendente dal S.
Genesio, si stacca, a sinistra, una dura salita che sbocca, dopo quasi
un ettometro, sulla piazza di S. Maria Hoè.
S. Maria Hoè (ab. 1030
- alt. 369)
Frazione: Tremonte. Paese rinomato per l'annuale mercato dei bozzoli,
che si tiene sull'antico piazzale d'un soppresso convento di Serviti.
Su un colle sovrastante spicca il già citato "Campanone della Brianza"
(m. 671), dominante un esteso raggio del piano sottostante. A un lato
della piazza spaziosa, ai fianchi del Municipio, s'apre il Parco della
Rimembranza, dedicato ai 28 Caduti di guerra. Nella Parrocchiale
dell'Addolorata, d'ordine corinzio, con bella navata, una cappella
laterale, adorna di un magnifico Cristo in croce, è consacrata ai
Morti per la Patria. E' stata fatta erigere da una pia signora del
luogo, al ritorno del figlio prigioniero.
A Rovagnate km. 1 — Ad
Olgiate Molgora km. 3,5 — Poste e Telegrafo a Rovagnate — Albergo
Bonfanti — Forte industria della seta — Frantoi per olio — Asilo
Infantile.
Ritornando al bivio di prima, da cui, come abbiamo visto, parte la
diramazione per S. Maria Hoè, un'altra ruotabile, salendo, mena a
Perego, passando davanti al Cimitero di questo villaggio.
Perego (ab. 1085 -
alt. 373)
Frazioni: Galbusera e Lissolo. Il paese ha un aspetto antico, quasi
medioevale. Sulla Parrocchiale di S. Giovanni è murata un'artistica
lapide ai 19 Caduti di guerra. Il Viale della Rimembranza è al
Cimitero. Una mulattiera, in discesa, porta a Rovagnate, che si può
raggiungere più comodamente per la carrozzabile di Cologna. Perego
conserva ancora una vetustissima torre che attesta l'antichità del
paese. Sul colle di Bernaga, vicino al villaggio, Federico Borromeo,
fondava un convento di benedettine. Poco lontano, scorre il Molgora.
Poste e Telegrafo a Rovagnate
a km. 0,8 — Ad Olgiate Molgora km. 4 — Confezione seme bachi —
Industria serica.
Bella gita, al poggio di Lissolo (m. 523) passando per la frazione
omonima.
Rovagnate (ab. 1239 -
alt. 332)
Frazioni: Albonda e Crescenzaga. Grosso paese agricolo, bagnato dal
torrente Beveva, con belle ville e case signorili. Fu teatro, nel
medioevo, di aspre lotte fra Guelfi e Ghibellini.
Allo sbocco dell'abitato, in direzione di Olgiate, a sinistra, si
scorge lo splendido Viale della Rimembranza, che porta a San Giorgio
(m. 354), colla bella Parrocchiale che domina i dintorni. Esso è
dedicato ai 28 Caduti di guerra di Rovagnate e di Bagagliera :
quest'ultimo paese si può raggiungere anche da Olgiate Molgora, da cui
dista km. 3. (Vedere ferrovia Lecco-Milano). Una lapide, in una
cappella, all' inizio del viale, ricorda i Morti gloriosi.
Nella valle, in tempi remoti,
si stendeva un lago, e ne fanno attestazione canne palustri e lacustri
che ancora vi si trovano. Antichi manufatti del luogo, sono dichiarati
monumenti nazionali. A Rovagnate, nel 1643, morì lo storiografo
Ripamonti.
Posta e Telegrafo — Alla
stazione di Olgiate km. 3,3 — Albergo del Cavallino — Industria serica
— Buone cave di pietra arenaria e di torba — Ospedale di S. Federico —
Asilo Infantile.
Al vecchio comune, con R.
Decreto 8 dicembre 1927, vennero aggregati Bagaggera e Perego.

Da Rovagnate, passalo Alduno
(frazione di S. Maria Hoè), in mezz'ora si va a Monticello, frazione
di Olgiate, con grandioso stabilimento serico ed il simpatico oratorio
dei SS. Rocco e Sebastiano. Qui occorre tenere a destra, perchè la via
a sinistra mena a Mondonico. La carrozza bile si dirige alla stazione
di Olgiate, infilando un magnifico viale alberato.
Prima di questo, con largo
giro, passando dalie Fornaci di calce già altrove menzionate, si può
scendere a S. Zenone e, da qui, sboccare sulla provinciale
Lecco-Milano, dove incomincia la salita di Calco.
Oggiono - Dolzago - Barzago
- Sirtori - Viganò Cremella - Barzanò
Fino a Dolzago, vedere
descrizione precedente. Lasciata a sinistra la ruotabile per Boffalora,
Cologna, Rovagnate, si prosegue fino ad un importante Stabilimento
Serico che si trova a destra della strada, per incominciare una salita
abbastanza forte fino a Bevera (ab. 242 - alt. m. 384), frazione di
Barzago, d'onde ci si può recare al vicino Santuario della Natività
della B. V., che affacciasi su un ampio piazzale, circondato da 16
magnifiche cappelle, in alta e stupenda posizione. La piccola e bella
chiesetta, mèta di devoti pellegrinaggi, è stata decorata nel 1902 dai
pittori Morgari e Secchi e colorita ed ornata nel 1918 dal pittore
Griffini.
Rinomata è la tradizionale
festa campestre dell'8 Settembre, che fornì materia di descrizione a
Cesare Cantù nelle sue « Novelle Brianzole » (Vedere "La Madonna di
Imbevera" - Biblioteca Universale Sonzogno).
Salendo sempre, e tagliata l'antica strada tranviaria
Monza-Barzanò-Oggiono, a destra, un'altra ruotabile, per Cascina
dell'Olmo e la frazione Roma, porta a Barzago, a Km. 16,4 da Lecco.
Barzago (ab. 1830 -
alt. 336)
Bevera, Verdegò, Baraggia. Bel paese in posizione elevata, con punti
di vista meravigliosi. Ecco la Parrocchiale di S. Bartolomeo e, più
sotto, il fabbricato scolastico, con unito Parco della Rimembranza.
Nella chiesa, una lapide ricorda i Caduti di guerra, ai quali è
dedicato il Monumento in piazza Garibaldi: un'aquila di bronzo,
librata su massi sovrapposti a piramide, e intorno il nome dei 34
Eroi. Barzago ha la sua torre medioevale e nel secolo XV si
affermarono gli Isacchi favoreggiatori di Francesco Sforza. Nel '700
divenne feudo della Famiglia Brebbia.
Il paese si allunga verso
ovest, come su un terrapieno che digrada lentamente, interrotto da
piccole elevazioni, fino alla linea ferroviaria Oggiono-Molteno. Su un
grazioso poggio, ridotto a giardinetto, la bianca statua del
Redentore, sembra un'apparizione. La ruotabile prosegue e va ad
immettersi sul tronco che unisce Molteno a Bulciago.
In frazione Bevera, esistono due massi avello scolpiti in trovanti di
serizzo.
Posta, Telegrato e Telefono —
A Molteno Km. 4,2 ; a Costa Masnaga Km. 3 — Asilo Infantile.
Al bivio di Barzago, lasciata
a destra la strada che abbiamo percorsa per recarci a questo paese,
dopo un ultimo tratto ascendente, si raggiunge la parte più alta della
vecchia linea tranviaria, non più ravvivata dagli sbuffanti trenini
che facevan la spola fra i diversi paesi di questo lembo della Brianza
paradisiaca. Qui, occorre fare una sosta e gustare, in tutta la sua
bellezza, la grandiosa visione del panorama retrospettivo, reso ancor
più attraente dall'ampia corona di monti che gli servono di sfondo,
dal dentellato Resegone, all'eccelso Pizzo dei Tre Signori, dalle
superbe due Grigne, ai più modesti Corni di Canzo ed alle cime minori,
svettanti nel più bel ciel di Lombardia.
Da questo punto, a sinistra,
parte un'abbastanza ripida ruotabile, in parte selciata che, dopo Km.
2,15, raggiunge una seconda ruotabile che va a Rovagnate (Km. 5,061).
Da questa strada, passando per Villa e per Lissolo, poco lungi da
Perego, si può salire al Poggio Lissolo (m. 555). Seguendo la prima,
in un momento ci troviamo a Sirtori.
Sirtori (ab. 1241 -
alt. 475)
Il paese è adagiato in una conca ammirabile, da cui si può abbracciare
quasi tuffo il piano brianteo. Da Lecco Km. 17,2.
La nuova chiesa dei SS. Naborre e Felice, ancora disadorna, sorge ai
fianchi della vecchia, della quale rimane il basso campanile. Nella
piazza stessa, si trova il Municipio, sulla cui facciata è murata la
lapide ai 25 Caduti di guerra. Di fronte, apresi il Parco della
Rimembranza. Alcune iscrizioni romane attestano l'antichità del
villaggio. — Asilo Infantile.
Dalla Parrocchiale, per un comodo sentiero, in un quarto d'ora, si
arriva al Poggio Treveggia (m. 512), con ottimo punto di vista.
Proseguendo in direzione sud ed attraversando il paese, in poco tempo
si è a Viganò.
Poste in luogo ; Telegrafo a
Viganò a Km. 1,5 — Albergo Stazione — Tessitura di lana e cotone.

Viganò (ab. 842 - alt.
440)
E' un altro bel villaggetto, alle sorgenti del torrente Molgora. Ha la
sua parte moderna verso la chiesa di S. Vincenzo, che mostra il suo
aguzzo campaniletto ed un elegante vestibolo. La Parrocchiale, nell'
inferno, ha una bella navata centrale, divisa dalle laterali da dieci
snelle colonne, che le danno un aspetto caratteristico. Nel vestibolo,
una lapide ricorda i 24 Caduti di guerra. Il bel Viale della
Rimembranza, che quasi nasconde l'Asilo Infantile del paese, completa
il piazzale della chiesa. Sotto, il piano di Missaglia ed in giro
elevazioni con tutte le gradazioni del verde, rallegrano il quadro.
A Viganò vi sono alcune Cave
di pietra arenaria — A Missaglia Km. 2,3 — Poste e Telegrafo —
Ristoranti Ghezzi e Sala — Stabilimento di tessitura.
Rifacendo la piazza, per una
via laterale, a sinistra, si può ritornare sulla carrozzabile Barzanò
- Monticello, in vicinanza di Torrevilla, dopo un percorso di tre
quarti di chilometro, proprio di fronte all' Albergo Belvedere.
Dobbiamo retrocedere ancora al bivio per Sirtori. La carrozzabile
divalla a S. Feriolo, amena ed importante frazione di Barzanò (m.
362), lascia a destra lo Stabilimento di Tessitura Meccanica dei
Fratelli Figliodoni e, subito dopo, si prolunga la ruotabile Cremella,
Csssago, Bulciago. Ci fermeremo al primo paese, mentre descriveremo
gli altri due nell'itinerario Molteno - Monza - Milano, linea
ferroviaria.
Cremella (ab. 839 - m.
380)
Frazioni: Montegregorio, Peltraio, Valle di Sotto, Cassina Marni. E'
posto su un colle ed è un'invidiabile stazione climatica. Conta
diversi stabilimenti industriali, cotonifici e tessiture di seta. Ha
ville signorili, fra le quali la Villa Sessa, colla sua torre
quadrata, con annessa chiesa antichissima, e ricco parco. Nel
piazzaletto adiacente, un'aquila di bronzo, su un basamento coperto di
edera e cinto da una cancellata, ricorda i 19 Caduti nella guerra di
liberazione.
Pure nel piazzaletto, vedesi
l'Asilo intitolato alla benefattrice Teresa Cramer Berra, il cui nome
è ricordato da una lapide. Più avanti, l'altra bella Villa Visconti
Modrone. L'antico monastero, che si vuole risalga ai Longobardi, è,
ora, ridotto a cotonificio.
La Parrocchiale dei SS.
Sisinio, Martino ed Alessandro, resta più su del piazzale, e vi si può
salire per una gradinata laterale. Spicca il ben costrutto campanile
sormontato dalla statua in bronzo del Redentore, Il Viale della
Rimembranza, fiancheggia lo stradone che entra in paese. La ruotabile
che esce dal villaggio, porta a Cassago, in piazza Visconti di Modrone.
Poste e Telegrafo a Barzanò a
Km. 1,3 — Ristorante Redaelli — Da Lecco Km. 15,9.
Da Cremella, in dieci minuti,
si sale al ridentissimo Poggio Baciolago (m. 387).
Siamo, lasciata a destra la cennata ruotabile
Cremella-Cassago-Bulciago, ad uno dei più importanti ed attivi centri
della nostra Brianza, a cui si arriva dopo una breve salita.

Barzanò (ab. 2357 - m.
370)
Grosso borgo, in posizione invidiabile con ricche villeggiature, buoni
alberghi, clima saluberrimo. È completato dalle belle frazioni di S.
Vito, S. Feriolo, Torricella e Villanova. Nella piazza, ove sorge il
Municipio, un Obelisco con un'aquila di bronzo che tiene fra gli
artigli un fucile ed una bandiera», ricorda i 52 Caduti di guerra; è
opera dell'architetto C. Vanoli. Più in su, si stende il magnifico e
ben tenuto Parco della Rimembranza. L'antico castello, rovinato dai
milanesi nel 1222, guidati da Ardiqotto Marcellino, è ora adibito a
villeggiatura, con ombroso viale di accesso.
La Parrocchiale di S. Vito, nella frazione omonima, si presenta bene,
colla sua gradinata che dà sulla carrozzabile e le sue tre navate
corinzie. È disegno del Magistrelli.
|

|
| Barzanò,
parrocchia di S. Vito. |
Barzanò parla di Luciano Manara l'eroe di «
Porta Tosa », durante le barricate di Milano del '48, e di Villa
Spada, nel 1849, dove cadde coperto di gloria. Il suo corpo riposa
nella tomba di famiglia, oggetto di patriottico pellegrinaggio. Nella
cappella, vigilata da alti cipressi, leggesi la seguente epigrafe:
LUCIANO MANARA
DUCE DI INCLITA LEGIONE DI PRODI
DAVA IL SANGUE PER LA PATRIA
RIVENDICANDO
CONTRO LO SCHERNO STRANIERO
L'ONORE DELLE ARMI ITALIANE

In Municipio, si conserva ancora una lettera
del Manara scritta al tenente Morosini, alcune ore prima della morte
dell' Eroe, il 30 giugno 1849, dopo la disperata difesa del Villa
Spada.
Dilettevole passeggiata è quella che si può
fare al Poggio Verde (m. 512), a levante del paese. Sotto, stendesi
mirabilmente la Brianza, col Pian d'Erba e scintillano i laghi di
Annone e di Pusiano.
Fiorenti industrie tessili,
meccaniche e fabbriche di mobili — Campo sportivo — Tiro a segno —
Scuole di disegno — Auto per Casatenovo, Besana, Lesmo e Monza —
Società "Luciano Manara" — Alberghi S. Vito, Barzanò e buone trattorie
— Poste, Telegrafo e Telefono — Una ruotabile, a sinistra del
Municipio, conduce a Sirtori, Rovagnate, Olgiate — Asilo Infantile nel
capoluogo ed in frazione Villanova.
Barzanò - Monticello -
Casatenovo
Dopo Barzanò, il paesaggio
diventa quanto mai affascinante. La carrozzabile, che fiancheggia
l'antica linea tranviaria, ascende lentamente, permettendo di
assaporare uno degli spettacoli più grandiosi, di cogliere le
impressioni più gradevoli, di dominare un quadro in cui tutti gli
elementi pittorici si fondono nelle tinte più superbe, nella
esuberanza della natura, così ricca e così varia.
I paeselli, nella sottostante
pianura ondulata, biancheggiano civettuoli, mostrando gli snelli
campaniletti affioranti dal verde, mentre a sinistra s'aprono terrazze
magnifiche e ville signorili, cinte di siepi fiorite. In direzione di
Cassago, nel dolce declivio, innalza le sue candide cuspidi la tomba
Visconti Modrone.
Ed eccoci al villaggetto di
Torrevilla (m. 377), frazione di Monticello, colla bella Parrocchiale
della Purificazione di M. V., adorna di marmi variati, ed il Viale
della Rimembranza nei pressi del Cimitero, dedicato ai Caduti della
frazione e del capoluogo. Lo slanciato campanile della chiesa, fu
costruito su disegno del conte Ambrogio Nava. Subito dopo la vecchia
stazione tranviaria, a sinistra si abbassa una ruotabile che si dirige
a Missaglia, ma che non seguiremo.
Oltre Torrevilla, in venti
minuti, si arriva a Monticello, posto ad anfiteatro su un colle, che
offre un vastissimo panorama.
Monticello Brianza
(ab. 2413 - alt. 406)
Frazioni: Torrevilla, Casirago, Casatevecchio, Cortenova, Prebone,
Soncino. A 20 chilometri da Lecco.
All'entrata in paese, si presenta subito il moderno Asilo Luigi e
Teresa Ciceri e, a pochi passi, s’affaccia il Municipio con due
artistiche lapidi dello scultore Sassi, con fregi di bronzo, in
ricordo dei 48 Caduti di guerra. Vicinissima, con ampie gradinate
laterali, la Parrocchiale di Sant' Agata, in istile gotico. Ammirate,
per la ricchezza degli atrii, per i giardini lussureggianti, per la
loro posizione incantevole, la Villa Nava coi busti di Monti, Appiani,
Romagnosi, Manzoni, Cagnola, Volta, Albertolli ed Oriani sui pilastri
della cancellata e, più avanti, la Villa Bocconi. Monticello ha
l'altra frazione di Cortenova, adagiata più in basso, con Viale della
Rimembranza. Una ruotabile, per Casirago e Missagliola, scende a
Missaglia.
Albergo della Posta — Poste e
Telegrafo — Auto per Barzanò - Casatenovo - Besana - Lesmo - Monza —
Buone Trattorie.

In frazione Casatevecchio,
sulla strada che mena a Casatenovo, su una casa, è murata una lapide
che ricorda l'eroico ed irrequieto generale garibaldino Giuseppe
Sirtori che, a Marghera, a Calatafimi, a Palermo, al Volturno, a
Custoza, combattè le sante battaglie dell'indipendenza. Fu « il primo
dei Mille » come l'ebbe ad elencare Garibaldi.
Ecco l'epigrafe :
AL GENERALE GIUSEPPE SIRTORI
CHE DALLO SCOGLIO DI QUARTO ALL'ISOLA DELLA GLORIA
SEGUÌ L' UNITÀ E LA GRANDEZZA DELLA PATRIA
NEL CINQUANTENARIO DELL' UNITÀ ITALIANA
Vicino, un'altra lapide ne
ricorda la nascita e la morte (1813-1874). La sua salma è deposta nel
Famedio, a Milano.
Pure altra lapide trovasi in frazione Cortenova, dedicata a Gaetano
Casati, da Lesmo, che, nelle esplorazioni africane, illustrò il corso
dell' Uelle. Il marmoreo ricordo, fu inaugurato nel 1902.
Splendida è la Villa Greppi, con immenso parco e pregevoli quadri e
sculture.
Attraversato il cavalcavia che unisce i lati del parco, si sbocca
sulla carrozzabile che, da una parte, conduce a Besana e, dall'altra,
a Monticello. Lo sguardo, qui, s'estasia in una meravigliosa
tavolozza, collo sfondo suggestivo delle Grigne, del Resegone, del S.
Primo, del Palanzone, dei Corni di Canzo, fino al S. Maurizio sopra
Brunate.
La carrozzabile, ora, scende dolcemente. Ad un certo punto, questa si
biforca: la diramazione di destra, conduce a Besana ed a Carate
Brianza; quella che prosegue, in breve, porta a Casatenovo.
Casatenovo (ab. 5037 -
alt. 359)
E' il paese più grosso del Circondario di Lecco e confà numerosissime
frazioni sparse in un territorio fertilissimo, che confina, a nord,
coi comuni di Besana e di Monticello, a levante, coi comuni di Contra
e di Lomagna, a sud, con Usmate e Velale, ad ovest, con Lesmo e Besana.
Intensa coltivazione di cereali, gelsi e viti.
Da piazza Vittorio Emanuele, infilando la via Manzoni, si nota, a
sinistra, il Palazzo Comunale, colle Scuole del centro fino alla 6a,
sulla cui facciata è murata la lapide ai 75 Caduti del paese.
Fronteggia la via, la grandiosa Prepositurale di S. Giorgio, con ampia
scalea d'entrata ed uno spazioso pronao ad otto colonne, in pietra di
Viggiù, E' un edificio di ordine jonico, incominciato nel 1808 ed
ultimato nel 1815, su disegno dell'architetto Amali, e, nell'interno,
ha pregiati affreschi del Morgari e decorazioni del Lamperti e del
Bianchini.
Da ammirarsi l'altar maggiore in marmo bianco, con basamento e colonne
di marmo verde di Polcevera, in istile Rinascimento, eseguito nel
1895, su disegno del Moretti, dallo scultore Lombardi. Da notarsi pure
un magnifico organo dei Fratelli Serassi di Bergamo.
Se dalla chiesa, prendiamo la
strada che volge ad oriente, in pochi minuti, dopo aver attraversato
la strada Barzanò-Casatenovo, si giunge al vasto Cimitero comunale,
ricco di numerose cappelle patrizie e di artistici monumenti. Una
cappella con altare, è stata eretta in memoria dei gloriosi Caduti di
guerra. La parte centrale di essa, è occupata da un bronzo in rilievo,
rappresentante un soldato morente che abbraccia la Croce. E' opera
dello scultore Sassi.
Sulla strada che conduce al Castello, da cui s'apre un largo panorama,
sorge, a sinistra di chi sale, il bell' Oratorio di S. Giustina, con
bel campaniletto di stile lombardo.
Se dalla chiesa di S. Giorgio
si rasenta la casa parrocchiale, si imbocca una ruotabile che,
lasciato a destra l'antico Oratorio di S. Margherita, in breve, porta
a Casatevecchio, già precedentemente citato.
Prima di questa frazione di Monticello, una via, a sinistra, porta al
Poggio di Monteregio, a nord-est di Casatenovo (m. 395), ove è la
grandiosa Villa Stucchi, con annesso oratorio che contiene buoni
dipinti, fra i quali una Madonna dello Zampieri ed una Annunciazione
della scuola del Bellini di Venezia. Per una strada privata, si può
arrivare a Poenzano, alla sontuosa Villa Toia.

Altre ville arricchiscono
questa ridente plaga. Villa Lurani, detta anche Castello, perché ivi
sorgeva il fortilizio feudale dei marchesi Casati; Villa Lattuada, di
stile inglese, in frazione Galgiana, l'antica chiesa di S. Biagio,
costrutta su disegno del Moraglia, con vetrata dipinta dal Bertini. In
frazione Rogoredo, villeggiava il poeta Francesco Corio di
Abbiategrasso. In Campo Fiorenzo, si osserva un elegante oratorio, con
porta corinzia, ideata dal conte della Somaglia. Il poeta milanese
Balestrieri, soleva spesso soggiornare in Casatenovo.
Le remote origini di
Casatenovo vengono attestate da una quantità di oggetti ritrovati nei
frequenti scavi nel suo territorio. Comparvero alla luce, armi,
utensili di ferro dell'epoca greco-romana. In frazione Rogoredo nel
1861, si disseppellì una tomba con suppellettili dell'età del bronzo.
A Galgiana, si trovarono un vaso con oggetti di bronzo ed un ossario
di tomba a cremazione. In una casa di ragione dal beneficio di
Patronato Casati, si può osservare un' iscrizione romana.
A Casatenovo, il Piccinino, che accorreva in aiuto del Veneziani
asserragliati sul S. Genesio, veniva improvvisamente assalito dai
soldati di Francesco Sforza e volto in fuga disordinata.
Alla stazione ferroviaria di
Usmate, km. 6 — Posta, Telegrafo e Telefono — Albergo S. Giorgio e
buone trattorie. Autocorriera per Besana, per Barzanò e Missaglia, per
Lesmo e Monza — Asilo Infantile "Giovenzana" — Banca Agricola Milanese
— Industria serica — Società An. Briantea per la fabbrica di nastri
elastici di seta — Mulini elettrici — Fabbrica mobili, torchi d'olio e
alcune distillerie.
Barzanò - Missaglia -
Contra
Da Barzanò a Monticello, come
da precedente descrizione. Lasciata la Villa Radice, a sinistra, una
ruotabile scende lentamente e s'inoltra nella ridente piana di
Missaglia, mentre un'altra, a destra, si spinge a Renate ed a Veduggio.
Prendendo la prima, si tocca Missagliola, frazione di Contra, che ha
il suo bel Monumento, dello scultore G. Mozzanica, dedicato ai 13
Caduti di guerra, di fianco all'Oratorio di S. Zenone.
Tenendo sempre a sinistra, la ruotabile, con discesa ancor più
sensibile, porta a Missaglia, magnificamente ubicato.
Missaglia (ab. 1908 -
alt. 325)
Capoluogo di Mandamento. Sullo stradale che imbocca il paese, si
lasciano a destra importanti linifici ed a sinistra, su uno spiazzo ad
esedra, un'alta Colonna monolitica, sostenuta da un basamento sul
quale è inciso il nome dei 38 Caduti. Il bel ricordo è dovuto
all'architetto Paolo Besana, di Milano. Si allunga verso il Cimitero,
sulla strada che mena a Torrevilla, il Viale della Rimembranza. La
Prepositurale di S. Vittore si presenta di fronte, nella parte più
alta del paese. Ha un vasto atrio a 4 colonne, con pregiati lavori del
Moraglia nell' interno ed un bell' organo del Serassi.
Missaglia fu feudo dei Pirovano durante la signoria viscontea e, nel
XVII secolo passò ai Sormani, che si costruirono un ricco palazzo su
un colle vicino. Nel piazzale della chiesa rimane, dei Pirovano, un
fabbricato quattrocentesco, il « Casone », dichiarato monumento
nazionale. Il grosso borgo, possiede edifici eleganti e signorili, una
fiorente Società di Mutuo Soccorso ed un rinomato Collegio femminile,
con annesse Scuole elementari.
Dal paese, per una ruotabile
piuttosto in salita, si può visitare la località detta "Misericordia"
con un vasto fabbricato che un tempo fu un monastero. Fu fondato, nel
1485, dal beato Michele da Carcano. Sul vasto piazzale si tiene, ora,
un frequentato mercato a cui affluiscono gli abitanti degli altri
Comuni vicini. La "Misericordia" è in Comune di Contra, ora aggregato
a Missaglia.
In frazione Missagliola, in una parte che dipende da Missaglia, si può
osservare l'elegante villa dell'avv. Cioja, podestà di Missaglia e di
Contra.
I bei colli briantei, fan degna corona al borgo pulito ed industre.
Montevecchia spicca ad est, colla sua chiesa nell'azzurro.

Industria serica — Fabbrica
carrozzerie per automobili — Lavori in vimini — Posta, Telegrafo e
Telefono — Auto per Casatenovo, Besana, Usmate — Albergo Corona ed
altri minori — Cassa di Risparmio — Asilo Infantile — Scuola di
Disegno — Filiale Banca Briantea di Merate — Tiro a Segno.
Nel 1635, Paolo Sormani,
feudatario di Missaglia, coi suoi brianzoli, corse presso il ponte di
Lecco e fece retrocedere il duca di Rohan, sceso, predando, dalla
Valsassina.
Verso mezzogiorno, una strada, a larghe volute, per Lomaniga, piegando
sensibilmente ad oriente, congiunge Missaglia con Cernusco Lombardone,
rasentando la collina di Montevecchia.
Proseguendo invece e attraversando l'abitato di Barriano, ex frazione
di Lomaniga, a tre chilometri da Missaglia, trovasi Maresso, frazione
importantissima, con Ossola, di Contra, già capoluogo di una grossa
comunità, a cui si può far capo per un'altra ruotabile che parte da
Missaglia stesso.
Contra (ab. 2200 -
alt. 336)
Formato da più di una ventina di frazioni. Silente borgo, circondalo
da campagne ubertose. Dista mezz'ora da Missaglia. Ha aspetto quasi
claustrale, colla Parrocchiale di S. Bartolomeo e gli edifici severi.
Sul palazzo delle Scuole sta una lapide ai 56 Caduti di guerra. Da
ammirarsi il vetusto palazzo Sormani e la villa del defunto pacifista
Teodoro Moneta, in frazione Tegnoso, ove spesso convenivano alte
personalità del mondo politico. La frazione di Maresso ha acquistato
rinomanza per la sua fiorente Cooperativa Familiare, con annesso
molino elettrico, latteria, allevamento di suini e fabbrica salumi. E'
un fertilissimo centro agricolo e vanta la linda Parrocchiale dei SS.
Faustino e Giovita, ornata di pronao, con quattro colonne monolitiche.
Rinnovata recentemente, offre, nell' interno, buoni affreschi de
pittore lombardo Gallelli. Ammiratissima una cappella con un Cristo in
croce, di mirabile fattura fronteggia la chiesa il Monumento ai Caduti
della frazione, raffigurante un soldato di bronzo, ritto su un
piedestallo di granito, nell'atto di deporre la giberna. E' opera
dello scultore La Pula e la bella epigrafe è stata dettata dal maestro
del luogo. Il Viale della Rimembranza conduce al Cimitero.
Da Maresso, in poco meno di
un'ora, si può andare alla stazione d' Osnago, sulla linea
Lecco-Milano.
Posta, Telegrafo e Telefono a
Missaglia km. 0,7. Auto, in frazione Missagliola, per Usmate-carnate a
km. 8, per Casatenovo a km. 1,8, per Besana a km. 3 e per Missaglia e
Barzanò — Ristoranti Piemontese e Corona.
In frazione Tegnoso, eravi un
antico castello, resosi celebre durante l'assedio di Monza, nel 1323.
Con R. D. 29 marzo 1928,
Contra, Lomaniga e Missaglia vennero uniti in unico Comune denominato
Missaglia. Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro
(2008-2009).
E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo. |