Guida illustrata di Lecco e paesi finitimi

Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2008-2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

Ferrovia Lecco - Oggiono - Molteno e Monza - Milano

 

Itinerario: Lecco, capo linea - Valmadrera (km. 3) - Civate (km. 6) - Sala al Barro (km. 7) - Oggiono (km. 11) - Molteno (km. 14) -Costa Masnaga (km. 18) - Cassago, Nibionno, Bulciago (km. 21) -Renate, Veduggio (km. 23) - Besana (km. 26) - Villa Raverio (km. 29) - Carate, Calò (km. 31) - Triuggio, Ponte Albiate (km. 33) - Macherio, Canonica (km. 35) - Biassono, Lesmo (km. 37) - Buttafava (km. 38) - La Santa, Villa S. Fiorano (km. 41) - Monza, sobborghi (km. 43) - Monza (km. 45).

Fino a Molteno vedere Ferrovia Lecco-Como.

Da Monza a Milano vedere la linea Lecco - Monza - Milano.

Il tronco ferroviario che si distacca da Molteno e porta a Monza, è lungo complessivamente 50 chilometri e attraversa una delle più ricche plaghe della Brianza, piena di attrattive e di incanti, solcata, in buona parte, dal Lambro nella sua parte inferiore, risonante di opifici e di stabili menti.
La prima stazione dopo Molteno (vedere linea Lecco-Como), è quella di Costa Masnaga, appartenente al circondario dì Como.

Costa Masnaga (ab. 2416 - alt. 325)
A poca distanza dal Lago di Pusiano, a Km. 17 da Lecco. Il grosso del paese resta a destra della stazione, a dieci minuti, e vi si può accedere per una strada discretamente ascendente, che è in proseguimento della carrozzabile che viene da Molteno. Al termine della salita, s'apre l'ampia piazza rettangolare, fiancheggiata da cappellette e da un lungo filare di cipressi. Subito si presenta la chiesa Prepositurale della B. V. Assunta, vasta, a tre navi, con affreschi del Rivetta, ai lati dell'altar maggiore, E stata ampliata su disegno del Moraglia. Posizione incantevole, con vista dei laghi briantei, del Pian d'Erba, del Cornizzolo e, tutto in giro ha numerose frazioni che completano il ridentissimo villaggio, frazioni che assommano a ben 34, sorgenti, quasi tutte, su apriche collinette.

L'industria tessile vi è in pieno sviluppo. Numerosi sono gli stabilimenti, d'onde escono coperte, damaschi, tappeti, con larga e continua esportazione. Più di 2000 operai lavorano in paese. Nei pressi della stazione, evvi un'importante fabbrica di carri ferroviari.

Più oltre, in frazione Tregolo, ammirasi la magnifica Villa Beretta, con fascie e colonne di granito, in istile Rinascimento. Vi è annessa la chiesetta dei SS. Francesco e Michele, con cupola ottagona e buoni quadri d'autore. Nei ricco giardino che vi è davanti, e che domina il piano sottostante fin oltre Lambrugo ed Inverigo, sorge una torre medioevale, interamente restaurata, Monumento Nazionale.

In frazione Camisasca, a picco sul Lambro, di contro a Lambrugo, nel medioevo eravi un fortilizio. Nelle recenti escavazioni si rinvenne una tomba romana, con monete di Costantino, di Crispo e dei successori.

In frazione Sommariva, in un bosco di robinie, lungo la ferrovia, si esumarono pure quattro tombe a cremazione gallo-romane e in frazione Pettana, nel 1850, a 50 metri dall'abitato, apparve una tomba avello di sarizzo.

Prima della stazione, si allinea il bel Viale della Rimembranza dedicato ai 53 Caduti di guerra e, nel Cimitero, una lapide provvisoria ne tramanda la memoria.

Posta e Telegrafo — Telefono a Lambrugo — Banca Popolare — Buoni alberghi — Asilo Infantile di S. Francesco.

Chi volesse da Molteno, seguendo la via della Vittoria, recarsi a Costa Masnaga, coglierebbe l'occasione di compiere una bella passeggiata per una ruotabile che, passando da Garbagnate Monastero, s'inoltra in un bosco ombroso. Al primo quadrivio, tenendo a destra, si va a Costa Masnaga, volgendo a sinistra si viene a Barzago, in proseguimento si raggiunge Bulciago, di cui è cenno più avanti.

Garbagnate Monastero (ab. 1364 - alt. 297)
Frazioni : Brongio, Tregiorgio. Si sbocca in paese, dopo una sensibile salita. Sede del Comune nella frazione di Brongio Sup. (m. 313), nella cui chiesa dei SS. Bernardo e Teodoro trovansi due lapidi, con medaglioni, in ricordo dei 18 Caduti di guerra.
Notevole a Garbagnate, a cui fu aggiunto di Monastero per un antico Convento che vi esisteva e del quale fa menzione una pergamena del 1288, la chiesetta dei SS. Nazaro e Celso, più antica, cospicuo Monumento Nazionale, che ha le forme spigliate dell'architettura lombarda.

E tutta in vivo, con soffitto orizzontale di legno, ed è sfata recentemente fatta restaurare dal cav. Butti, proprietario della chiesetta stessa.

In una nicchia della sagrestia, nell'abside semicircolare, si conserva un vaso per le abluzioni, con ornati a fogliame, e, in quella dell'altare, sono visibili le reliquie dei due Santi. Nel presbiterio, si vedono due capitelli di marmo come si lavoravano nel secolo XI, Accanto alla chiesa, sorge il campaniletto quadrato, aggiunto nel 1901. Nella demolizione dell antico altare, vennero in luce alcune capselle liturgiche.

Da Brongio si diramano diverse strade per Sirone, Costa Masnaga, Bulciago, Barzago.

Posta e Telegrafo a Barzago, a Km. 0,5 — Telefono a Oggiono Km. 4,5 — A poca distanza passa il torrente Bevera — Asilo Infantile.

Riprendendo la linea ferroviaria, si rasenta l'altura sulla quale si stende Bulciago e, dopo tre chilometri di un percorso variamente ondulato, in una regione esuberante di gradazioni pittoriche, si raggiunge la stazione di Cassago - Nibionno - Bulciago, a un chilometro da quest'ultimo villaggio, all' incrocio delle ruotabili che congiungono i tre paesi.

Cassago (ab. 1156 - alt. 544)
Frazione: Tremoncino. Resta a sinistra della linea, a 2 chilometri dalla stazione e si può raggiungere il paese, in mezz'ora, per una comoda ruotabile, attraversando ubertose campagne e sboccando in piazza Duca Uberto Visconti di Modrone. Centrale è la Piramide, che ricorda i 22 Caduti del luogo. Dietro ad essa, per l'ampio stradale che si unisce con Bulciago, s'allunga il Viale della Rimembranza. — Asilo Infantile Visconti Modrone.
Elegante la Parrocchiale di S. Giacomo, con vestibolo ed ampia gradinata d'accesso.

Dalla piazza, infilando la strada di fronte, in mezz'ora, possiamo recarci alla monumentale tomba dei Visconti, i cui binocoli si scorgono per lungo tratto della Brianza. Ad un certo punto dove si trova una segnalazione chilometrica (Veduggio km. 1,24 - Renate km. l,22), si svolta a destra e, per la frazione Tremoncino, in breve si giunge all' imponente mausoleo in marmo bianco, arieggiante, colle sue cuspidi, il Duomo di Milano. E' opera dell'architetto milanese Giuseppe Chierichetti e vi si accede per uno spazioso viale fiancheggiato da annosi cipressi.

Posta, Telegrafo e Telefono a Barzanò a km. 2,5 — Albergo Stazione.

Proseguendo, invece, dopo la accennata piastra chilometrica, poco più su, a sinistra, un'altra ruotabile porta ad Oriano Brianza (ab. 578 - alt. 552), con R. Decreto 28 aprile 1927 unito a Cassago, da cui dipende come parrocchia. All'entrata in paese, su una casa privata, leggesi la lapide ricordante i 78 Caduti di guerra. Poco lungi, il piccolo Oratorio di S. Marco.
Molti opinano che Cassago fosse Cassiciaco, dove si ritirò, nel 356, S. Agostino, per prepararsi al battesimo. — Fiorente industria serica e tessitura di lana e cotone.

Nibionno (ab. 1958 - alt. 278)
Si trova a destra della stazione ed è diviso nelle frazioni di Nibionno, Cibrone e Tabiago, nella quale ultima ha sede il Comune, colle Scuole e la bella Chiesa Parrocchiale dei SS. Simone e Giuda, a km. 3 dal capoluogo. Sulla piazza del Municipio di Tabiago, è stato eretto il Monumento ricordo ai 38 Caduti di guerra e sul sagrato della chiesa stendesi il Viale della Rimembranza.

Nibionno, per la sua posizione elevata, è stato nel medioevo luogo forte e temuto. Sul colle dove sorge Tabiago, esistono i ruderi di un castello e un torrione bene conservato, sul cui fronte leggesi una lapide, con queste parole riportate da Bernardino Corio:
"Questa torre è un avanzo di un castello, quasi inespugnabile, sul quale nell'anno 1261, al 10 agosto, settecento nobili fuorusciti milanesi si ritirarono, ed assediati per dieci giorni da Alberto Pallavicino con la gente d'armi di Cremona, Brescia e Novara, non si arresero che nel giorno 18 agosto, per mancanza di viveri. I prigionieri furono condotti a Milano e parte condannati alla forca e parte serrati in gabbie fabbricate di grossissime travi ."

Da questa torre, ove trovasi la Trattoria Belvedere, si domina il meraviglioso panorama che ha per sfondo le Prealpi, la Grigna, il Resegone e le Alpi lontane.

In località Mongodio vedesi un grosso blocco di sarizzo con avello scavato, che conteneva cocci di vasi dell'epoca romana. Nel capoluogo si ritrovarono tegole, mattoni e chiodi romani. (Vedere Rivista archeologica comense).

Tessitura per coperte di seta e di cotone e fabbriche di laterizi — Posta in Tabiago ; Telegrafo a Lambrugo, a km. 3,8 — Asilo Infantile — Albergo della Torre — Cassa di Risparmio.

Nibionno è sul confine della provincia di Como, dopo di che si entra in quella di Milano.

Bulciago (ab. 1468 - alt. 301)
Il paese resta prima della stazione, a un chilometro. Alto si profila, su un dosso, il campanile della Parrocchiale di S. Giovanni Evangelista. Ha il suo modesto Monumento ai 29 Caduti ed il Parco della Rimembranza nei pressi del Municipio, da cui una carrozzabile porta a Cassago, in piazza Visconti Modrone.

Industria serica e tessitura di cotone e lana — Specialità coperte da letto.
In frazione Bulciaghetto, vicino a un Santuario di recente erezione, trovasi una bella tomba avello. Un'ara romana in sarizzo si vede davanti all'antico Oratorio di S. Stefano. Grandioso, il palazzo Taverna.

Posta alla stazione, Telegrafo e Telefono a Barzago.

Dalla precedente stazione, a Veduggio con Colzano, è un piacevole percorso di circa due chilometri, in mezzo ad una campagna florida, con verdeggianti elevazioni, su verso Barzanò. Veduggio resta a km, 1,5 dalla stazione. Renate, a destra, è toccato dalla linea.

Veduggio con Colzano (ab. 1632 - alt. 305)
In circondario di Monza. Colzano resta più basso (alt. 294), mentre il capoluogo è in posizione dominante, con spazioso panorama verso mezzogiorno. Prima della Parrocchiale di S. Martino, ergentesi su un rialzo collinoso d'onde si abbraccia, in un superbo colpo d'occhio, buona parte della Brianza, da Larnbrugo ad Inverigo, s'alza il bel Monumento ai 31 Caduti dì guerra : una colonna di granito, sormontata da un'aquila di bronzo. Il nome degli Eroi è inciso su una lapide, che serve di sfondo al marmoreo ricordo. Di fronte, il Viale della Rimembranza, che ascende alla chiesa, eretta per le largizioni di un frate Domenico Cruceolano, morto nel 1684, completata da un bel campanile in vivo, d'ordine corinzio. Alla maestosa facciata, fanno riscontro un'ampia rampa laterale ed una scalea centrale d'accesso. Internamente, vi è un buon organo del Marone di Varese e si ammira l'artistica cantoria disegnata dal Moraglia.

Nel 1909, nel rimuovere il terreno per la posa dei binari della ferrovia Molteno-Monza, si rinvenne una spada di bronzo, risalente a 15 secoli prima dell'era volgare.

Posta in luogo; Telegrafo e Telefono a Besana Brianza a km. 4,7,

Renate (ab. 1557 - alt. 314)
Ricercata residenza, con buoni alberghi e ville moderne. Posta, Telegrafo e Telefono pubblico. Albergo Due Spade. Sul ponte del sottopassaggio della ferrovia, rivolto alla stazione, spicca il Ricordo marmoreo, completato da due bronzi, ai 26 Caduti del paese: i bronzi, di A. Sassi, sono una riproduzione dal marmo attribuita a Vincenzo Vela. A destra, l'Asilo Infantile Regina Elena, sul cui fianco leggesi il comunicato Diaz. A sinistra, la Parrocchiale dei SS. Donato e Carpoforo, ingrandita nel 1684, con bel Battistero del 600 ed affreschi del Tagliaferri.

Renate.

A cinque minuti dal paese, vi è il magnifico Parco della Rimembranza, chiuso da rete metallica, con cancello sormontato da un elmetto. In giro, i bianchi cippi dedicati ai Caduti, ombreggiati dagli alberelli. Nel centro, una lapide con dedica.

Renate, chiesa di S. Mauro.

In località Odosa, in tempi non lontani, fu rinvenuta una tomba romana con lampadina funeraria in terra cotta, un vasetto unguentario di vetro ed un'anfora vinaria. Sull'edificio della stazione, una lapide ricorda l'ing. Eugenio Camisasca che "sulle guide di ferro, addusse, alla sua ferra natale, nuovo lume di vita civile". Vi è stata apposta il 6 ottobre 1911.

Renate, convento.

Sempre in mezzo ad una natura esuberante, lasciato in alto, a sinistra Monticello, rasentata la frazione di Cortenova, il treno raggiunge il grosso borgo di Besana, che ha tutto l'aspetto di una cittadina, tra il verde dei suoi parchi signorili e la bellezza dei suoi dintorni, digradanti verso il Lambro, in una pace solenne.

Renate, ingresso di villa Baragiola.

Besana (ab. 8600 - alt. 335)
Diviso in Inferiore e Superiore. Il bellissimo Viale della Rimembranza, dalla stazione, porta direttamente alla piazza del Mercato, su cui si prospetta l'artistico Monumento ai 240 Caduti della guerra mondiale. E' uno stele di marmo bianco, sul quale librasi un'aquila, ed ha ricchi fregi di bronzo, che separano due bassorilievi pure di bronzo, posti nella parte anteriore. Il Monumento, di cui Besana s'onora, è dovuto allo scultore prof. Emilio Quaglino, di Carrara. Nella stessa piazza, colla facciata rivolta alla stazione, si ammira la Prepositurale dei SS. Pietro, Marcellino ed Erasmo, con atrio a quattro colonne e l'interno diviso in tre navate, con doppia fila di maestose colonne. Essa fu consacrata nel 1913, ed ha un bel Battistero, con affreschi del Morgari.

Besana Brianza, monumento ai Caduti.

In Besana Inferiore, sorge l'antica Chiesa di S. Caterina, ampliata nel 1834, su disegno dell'architetto Moraglia. Dello stesso, è l'Oratorio dei SS. Carlo e Luigi, in Besana Superiore.
Il grosso borgo conta importanti frazioni, fra le quali quella di Calò, Cazzano, Montesiro, Valle Quidino-Vergo, Villa Raverio, Zoccorino.

Posta, Telegrafo e Telefono — Auto per Casatenovo — Alberghi Gemelli, Commercio e buone Trattorie — Opera Pia Viarana — Banco Ambrosiano — Cassa di Risparmio — Scuola Professionale.

Begli edifici sorgono in Besana, con ricchi giardini. Antica la Villa Prinetti; notevoli le Ville Borella, Pagani, Pisa, Stucchi.
L'industrioso paese, fu feudo della famiglia Besana, da cui nacque Garimberto, che fu arcivescovo di Milano (918-921). Nel secolo XVI, venne assalito e quasi distrutto dai soldati di Gian Giacomo de' Medici, il famoso Meneghino, già citato altrove.
Vi è fiorente l'industria serica. In frazione Montesiro, sulla vetusta torre della Parrocchiale di S. Siro, è stata apposta un'artistica lapide a ricordo dei 30 Caduti del luogo. La carrozzabile, che si apre a destra del Viale della Rimembranza di Besana, per chi viene dalla stazione, attraversando il paese, passa davanti al Palazzo Municipale, con lapide ad Umberto I, e giunge a Valle, colla bella Parrocchiale di Maria Assunta e lapide agli 11 Caduti. Sei lapidi romane sono murate nella parte posteriore della chiesa.

Besana, panorama verso le Grigne.

Più avanti, con fermata del treno, è Villa Raverio (ab. 1085 - alt. 292), altra grossa frazione di Besana, di cui si scorge la Parrocchiale dei SS. Eusebio e Maccabeo. Nel piazzaletto adiacente, stanno il Ricordo Monumento ai 25 Caduti di guerra ed il Viale della Rimembranza.

Caffè Bar alla stazione — Antica Osteria della Brianza.

In vicinanza delle Scuole, con unito Asilo, trovasi una piramide eretta alla memoria dei morti di peste del 1789 e del 1842.
Lasciata la stazione di Besana, la linea compie una larga curva e procede, discendendo, verso il Lambro, che si trova ora vicinissimo, a destra. Toccata Villa Raverio, di cui sopra, oltrepassati e lasciati a destra Vergo e Costa Lambro e più su Verano, graziosamente assiso su una collina, si raggiunge la stazione di Carate-Calò, il primo a destra e il secondo a sinistra. Calò è frazione di Besana.

Carate Brianza (ab. 7824 - alt. 255)
Ameno ed industre centro brianteo, lambito dal Lambro. Si stende sopra un vaghissimo colle, pieno di attrattive, fra ville signorili, ed è unito a Monza, a Seregno ed a Milano dalla linea tranviaria. Servizi automobilistici lo congiungono a Giussano, Inverigo, Montorfano, Como. Posta. Telegrafo e Telefono. Cassa di Risparmio ed altri istituti di credito. Bello il ponte gettato sul Lambro, sullo stradale per Besana. Lungo il fiume, gli stabilimenti di tessitura di cotone delle ditte Viganò, Galeazzi ed altre, danno lavoro a centinaia di operai. Sulla carrozzabile comune alla tranvia, fra Carate ed Albiate, sorge l'importante Ospedale Vittorio Emanuele III, con bella tela, nella Cappella, della Vergine coll'Infante.

Di stile classico rinascimento, è la Prepositurale dei SS. Ambrogio e Simpliciano, ricostruita ed ampliata nel 1824. Ha una sola ed ampia nave, decorata dal Beghè. Artistico e di valore, il tempietto dell'Altar maggiore. Buone tele del Trotti, detto Malosso, del Crespi, del De Belly e d'altri autori, la rendono interessante.

Nell' Oratorio di S. Bernardo, vi è un affresco della Madonna, attribuito al Borgognone. Nei privati oratori delle Ville Confalonieri e Rossi, si ammirano pregevoli pale d'altare. La vetusta Torre di Corate, vuolsi fatta erigere dalla regina Teodolinda.

Davanti al Cimitero di Carate, sulla strada di Agliate, che resta più sotto, è degno di osservazione il grandioso Monumento-Ossario ai 165 Caduti del paese, inaugurato il 25 marzo 1928, opera dello scultore Alfredo Sassi: un tempietto, su basamento con scalea d'accesso, completato ai quattro lati da gruppi simbolici di marmo, coi motti: "Pensiero, Esaltazione, Sacrificio, Lavoro". La statua ornamentale superiore è dello scultore Raffaele Romanelli di Firenze, morto di recente. Internamente, nella Cappella e nel sotterraneo, vi sono circa duecento loculi.

Nel 1300 Carate era luogo forte, cinto di mura, ed accoglieva il presidio dei Della Torre di Milano. Nel 1528, l'avventuriero De Medici subì un grave scacco da parte del Leyva, generale di Carlo V.

A Carate morì il grande Gian Domenico Romagnosi (nato a Salsomaggiore nel 1761, morto nel 1835), mente vigorosa di giureconsulto, che ebbe a subire le persecuzioni dell'Austria, sopportate con animo nobilissimo.

Alberghi Guasconi, Fossati ed altri — Albergo Stella ad Agliate — Unione Sportiva — Unione Escursionisti — Società Ginnastica — Moto Club — Museo Romagnosi.

Agliate (ab. 565 - alt. 219)
Sostando qualche poco a Carate, sarà bene arrivare fino ad Agliate, che dista km. 1,3 dal capoluogo e che si presenta in vaga posizione, in mezzo alle prime ondulazioni della Brianza.
Ville sontuose abbelliscono i dintorni. A nord la "Rovella" con artistico Oratorio del Moraglia, fatto erigere dalla contessa Luigia Confalonieri, figlia di Pietro Verri; in posizione più elevata, il Villino Rezzonico; poi la "Cassinetta" recentemente restaurata; sulla sommità del colle sovrastante, il "Beldosso".

Agliate fu una delle antiche matrici della Martesana e nell'881 il vescovo Ansperto da Biassono, vi fondò la Collegiata. Antichissima e degna di visita, è la Chiesa di S. Pietro che fu plebana fino al 1838, dalla cui epoca si formarono le due pievi di Carate di Besana. La vetusta Basilica e l'annesso Battistero, vennero dichiarati monumenti nazionali nel 1875. — Di Agliate fu S. Dazio, vescovo milanese.

La Basilica di Agliate, che si vuole risalga al secolo VI, ora interamente restaurata e tolta dalla incuria secolare in cui giaceva, conserva tutta l'ossatura e l'aspetto di una Basilica cristiana dei primissimi tempi. Della prima arte lombarda è lo stile, con predominio dell'arco tondo. L'interno, veramente maestoso, è a tre navate, diviso da colonne di carattere frammentario, con absidi dì sfondo. Le colonne sono dissimili le une dalle altre, dai capitelli, ai plinti, portanti iscrizioni latine e figure rievocanti i riti romani. In una colonna, che Su una milliaria, si leggono tre epigrafi cesaree, tra le quali una del secolo IV, riferentesi all'imperatore Giuliano, l'apostata. Embrici di tipo romano, si trovano sui tetti delle absidi.

Le rozze pitture, posteriori alla fondazione della Basilica, si fanno risalire al mille: i simboli esprimono i concetti religiosi del cristianesimo primitivo. La cripta, pur essa a tre navate, con voltine a crociera sostenute da otto slanciate colonnine, è un vero gioiello di fine architettura. Ha tre finestrine basse ad oriente, verso l'altare, e le bifore verso la navata maggiore della chiesa.
Il Battistero, pure antichissimo, che si fa risalire al VII o all' VIII secolo dell'evo cristiano, all'esterno ha gli stessi caratteri costruttivi della Basilica. All' interno ha forma poligonale, ma a differenza degli altri Battisteri che sono ottagonali, questo ha la forma ennagonale quasi regolare, con finestrelle imbutiformi, fuorché dal lato di settentrione. (1)

(l) Vedere "Memorie di Agliate e della sua antichissima Basilica" del sacerdote cav. Pompeo Corbella - Milano - Ditta Giacomo Agnelli.
Relazione alla Consulta Archeologica 18 marzo 1874, del prof. cav. Giuseppe Mongeri della Commissione straordinaria per la visita ai monumenti di Agliate.

Da Agliate il visitatore può recarsi alla vicina Grotta di Realdino, speco di puddinga con incrostazioni stalattitiche, formatesi dal lento stillicidio delle acque sature di calce.
La linea, sempre discendendo, si mantiene a sinistra del Lambro, tocca Rancate, frazione di Triuggio, e s'avvicina alla stazione di Triuggio-Ponte Albiate con un percorso, da Carate, di due chilometri. Il tragitto è quanto mai interessante e, lungo il Lambro, si scorgono stabilimenti di tessitura di grande importanza.

Triuggio (ab. 4205 - alt. 231)
Grosso ed industrioso paese, tra le verdeggianti vallette percorse dai torrenti Broada e Cantalupo, suddiviso nelle importanti frazioni di Rancate, Zuccone, Canonica, Trecate e Ponte Albiate. Giace a sinistra del Lambro ed ha la bella Parrocchiale di S. Antonino, costruita nel 1902, di stile lombardo-romanico, con ampia navata centrale, divisa dalle laterali da due ordini di colonne alternate da pilastri, con decorazioni policrome, svolte con grande varietà di linee e di accordi. Ha gli archi delle navate a pietra-vista e mattoni. Ampia è l'abside, con ricco altare e palliotto in bronzo, ritraente l'ultima cena, riprodotta da un affresco del Beato Angelico. Pregevole l'ambone che s'eleva su quattro colonne.

Triuggio.

Lasciando a destra il Cimitero, per chi scende dal paese che è su un'altura, si scorge un modesto ricordo con croce di marmo, dedicato ai 22 Caduti del capoluogo. Tagliata la linea ferroviaria, sempre discendendo, si arriva a Ponte Albiate (alt. 200), a km. 1 da Triuggio, dove ha sede il Comune. Sulla facciata del Municipio, è murata una lapide ai 62 Caduti di guerra, proprio a pochi metri dal Lambro, defluente sotto il ponte, che ne unisce le sponde e che mette in comunicazione con Albiate, sulla linea tranviaria Carate-Monza.

Posta e Telegrafo in luogo ; Telefono ad Albiate — Trattorie della Vittoria e della Corona. Sulle rive del Lambro, sorgono i grandiosi stabilimenti di tessitura di cotone delle Ditte Viganò, Brusadelli ed altri. Moderno è l'Asilo Francesca Galeazzi.

Il Lambro serpeggia in mezzo a collinette boscose, che si rinserrano come in una gola, avvicinandosi a Canonica. Valicato un ponte in muratura sul fiume, percorsi altri due chilometri, la linea, costeggiando nell'ultimo tratto l' immenso parco che cinge la Villa Visconti Modrone, giunge alla piccola stazione di Macherio-Canonica. Macherio resta a destra del fiume, più in alto, sulla linea tranviaria Carate-Monza, a più di due chilometri. Per arrivare al paese, bisogna varcare su un ponte il Lambro e percorrere una lunga salita, al termine della quale s'infila un rettifilo che sbocca nell'abitato.

Macherio (ab. 2873 - alt. 210)
Importante borgo, in continua rinnovazione edilizia. Si trova pure sulla linea Seregno-Bergamo e dalla sua posizione, quale centro ferroviario e tranviario, dipende il suo crescente sviluppo. Conta le frazioni di Bareggia, Belvedere, Garibaldi, Maldura, Pedresse, S. Giovanni, Torretta.

Macherio, parrocchiale del 1600.

Proprio sulla linea tranviaria, s'affaccia la chiesa di S. Cassiano, a una navata, con graziosa cupola. Sul fronte del Municipio è posta la lapide ai 38 Caduti del paese, con a fianco il Viale della Rimembranza. Elegante, l'Asilo Infantile Visconti Modrone. Più avanti, la Parrocchiale dei SS. Gervasio e Protasio.
Da Macherio è poco discosta la Villa Verri, ove spesso dimorava il celebre economista milanese.

Trattorie del Centro, S. Ambrogio e buone osterie — Posta, Telegrafo e Telefono.

Canonica (ab. 642)
E' frazione di Triuggio e resta a sinistra della linea e del Lambro. Dalla stazione si vede benissimo il ponte di ferro che unisce le due rive del fiume e su cui passa la citata linea Seregno-Bergamo. Grandioso stabilimento di tessitura.
Attraversando un ponte, a sinistra, si entra in Canonica, d'onde poi si può proseguire per la carrozzabile di Triuggio. La chiesetta di Maria Vergine, appare in posizione elevata. Di fianco, sorge il palazzo dei conti Taverna, costrutto su disegno di Pellegrino Pellegrini, detto Tibaldo, ornato di statue e circondato da un immenso e ricco parco. Su un poggio, l'Oratorio di S. Andrea Avellino.

Prendendo a destra, comincia il parco del conte della Somaglia, che si stende fino alle prime alture dei colli briantei e dove ammirasi la sontuosa Villa Gernetto. Ad essa è annesso l'Oratorio di S. Carlo, d'ordine jonico, con pregiati dipinti ed arricchito da due monumenti funebri scolpiti dal Canova. Il parco, abbellito dalle piante più rare, merita davvero una visita che può riuscire interessantissima. Alcuni bei versi dell'abate Pollidori, mettono in evidenza le bellezze di questo paradiso terrestre.
Ai piedi di un avanzo di torre medioevale, si rinvennero monete dell'imperatore Anastasio (dal 495 al 518 dell'era cristiana).
Più oltre, Gerno, frazione di Lesmo, sulla strada per Casatenovo.

La linea, ora, si mantiene a destra del Lambro e, dopo altri due chilometri, in un piano ubertoso e pieno di attrattive, raggiunge la stazione di Biassono-Lesmo. Biassono si trova a destra della ferrovia, a km. 1,8 e sulla linea tranviaria Carate-Monza, a km. 1,5 da Macherio. Lesmo resta più a nord, a km. 0,8 dalla stazione, dove incominciano le prime ondulazioni della Brianza. Tra i due paesi, valicando il Lambro e tagliando !a linea, passa la già accennata ferrovia Seregno-Bergamo.

Biassono (ab. .3897 - alt. 202)
Frazione: S. Giorgio. Pulito paese, già luogo murato, con ville signorili, posto a nord-ovest del Parco di Monza. Confa la bella Chiesa di S. Martino, a tre navate, divise da colonnati. Nel piazzaletto fìancheggiante l'elegante edificio, sede del Municipio e delle Scuole, si disegna il maestoso Monumento di bronzo eretto alla memoria dei 60 Caduti del borgo, con bassorilievo frontale : su un piedestallo di granito s'aderge la Patria, raffigurata in una donna che nella sinistra tiene una spada e nella destra una corona d'alloro. L'artistico Monumento è opera dello scultore Gino Todescato, di Monza, morto nel decorso anno.
Biassono, nell'868, diede a Milano l'arcivescovo Ansperto Confalonieri e nel secolo XII ebbe a sopportare lunghi assedi.

Biassono, chiesa di S. Martino.

Industria serica — Stabilimento di confezione seme bachi — Trattoria della Corona — Posta, Telegrafo e Telefono.
A Seregno km. 7, a Monza km. 5,6, a Carate km. 6,3.

Lesmo (ab. 2784 - alt. 241)
Frazioni: Gemo, Peregallo, Baraggia, Pegorino, Boffalora e Gernetto. Ameno villaggio, sulla carrozzabile che, con lunga salita di km. 5,5, conduce a Casatenovo, grosso paese del Circondario di Lecco, già descritto altrove. Di belle linee architettoniche la Parrocchiale di S. Maria Assunta, con navate a colonnati, slanciata cupola centrale e pregiati affreschi dietro e di fianco all'altare maggiore. Spazioso il pronao che fronteggia il bronzeo Monumento ai 48 Caduti del luogo: un soldato, con bandiera, lo sguardo fisso in alto, in un'aspirazione suprema. Scultore, il prof. Enrico Alberici di Milano, ed esecutore, Francesco Donzelli di Monza. Dietro, l'Asilo Infantile Gaetano Ratti. Il Viale della Rimembranza, al vicino Cimitero.

Lesmo, Parrocchia di S. Maria Assunta e monumento ai Caduti.

A Lesmo, durante la peste del 1630, si ripararono G. Battista Maggi e la moglie Angiola Riva, traendosi seco il neonato Carlo Maria, che divenne poi buon poeta e assurse alla carica di Segretario del Senato.
Coltivazione, su larga scala, di viti e di gelsi. Fabbriche di tela e di carta. Grandioso opificio serico a Peregallo.

Posta e Telegrafo — Ristoranti Modesto, del Tram ed altri — Servizio automobilistico Monza-Casatenovo-Barzanò.

La linea, valicato il Lambro a nord-est del Parco di Monza, si porta sulla sinistra del fiume, oltrepassa la piccola stazione di Buttafava, con fermata facoltativa e, descrivendo un'ampia curva, attraversa i binari della ferrovia Lecco-Monza-Milano e la stessa provinciale e, dopo tre chilometri, arriva alla fermata di La Santa-Villa S. Fiorano (vedere linea Lecco-Monza-Milano). Procedendo parallela a questa, dopo altri quattro chilometri, fa capo a Monza.

Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2008-2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

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