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Itinerario: Lecco, capo linea
- Valmadrera (km. 3) - Civate (km. 6) - Sala al Barro (km. 7) -
Oggiono (km. 11) - Molteno (km. 14) -Costa Masnaga (km. 18) - Cassago,
Nibionno, Bulciago (km. 21) -Renate, Veduggio (km. 23) - Besana (km.
26) - Villa Raverio (km. 29) - Carate, Calò (km. 31) - Triuggio, Ponte
Albiate (km. 33) - Macherio, Canonica (km. 35) - Biassono, Lesmo (km.
37) - Buttafava (km. 38) - La Santa, Villa S. Fiorano (km. 41) -
Monza, sobborghi (km. 43) - Monza (km. 45).
Fino a Molteno vedere
Ferrovia Lecco-Como.
Da Monza a Milano vedere la
linea Lecco - Monza - Milano.
Il tronco ferroviario che si
distacca da Molteno e porta a Monza, è lungo complessivamente 50
chilometri e attraversa una delle più ricche plaghe della Brianza,
piena di attrattive e di incanti, solcata, in buona parte, dal Lambro
nella sua parte inferiore, risonante di opifici e di stabili menti.
La prima stazione dopo Molteno (vedere linea Lecco-Como), è quella di
Costa Masnaga, appartenente al circondario dì Como.
Costa Masnaga (ab.
2416 - alt. 325)
A poca distanza dal Lago di Pusiano, a Km. 17 da Lecco. Il grosso del
paese resta a destra della stazione, a dieci minuti, e vi si può
accedere per una strada discretamente ascendente, che è in
proseguimento della carrozzabile che viene da Molteno. Al termine
della salita, s'apre l'ampia piazza rettangolare, fiancheggiata da
cappellette e da un lungo filare di cipressi. Subito si presenta la
chiesa Prepositurale della B. V. Assunta, vasta, a tre navi, con
affreschi del Rivetta, ai lati dell'altar maggiore, E stata ampliata
su disegno del Moraglia. Posizione incantevole, con vista dei laghi
briantei, del Pian d'Erba, del Cornizzolo e, tutto in giro ha numerose
frazioni che completano il ridentissimo villaggio, frazioni che
assommano a ben 34, sorgenti, quasi tutte, su apriche collinette.
L'industria tessile vi è in
pieno sviluppo. Numerosi sono gli stabilimenti, d'onde escono coperte,
damaschi, tappeti, con larga e continua esportazione. Più di 2000
operai lavorano in paese. Nei pressi della stazione, evvi
un'importante fabbrica di carri ferroviari.
Più oltre, in frazione
Tregolo, ammirasi la magnifica Villa Beretta, con fascie e colonne di
granito, in istile Rinascimento. Vi è annessa la chiesetta dei SS.
Francesco e Michele, con cupola ottagona e buoni quadri d'autore. Nei
ricco giardino che vi è davanti, e che domina il piano sottostante fin
oltre Lambrugo ed Inverigo, sorge una torre medioevale, interamente
restaurata, Monumento Nazionale.
In frazione Camisasca, a
picco sul Lambro, di contro a Lambrugo, nel medioevo eravi un
fortilizio. Nelle recenti escavazioni si rinvenne una tomba romana,
con monete di Costantino, di Crispo e dei successori.

In frazione Sommariva, in un
bosco di robinie, lungo la ferrovia, si esumarono pure quattro tombe a
cremazione gallo-romane e in frazione Pettana, nel 1850, a 50 metri
dall'abitato, apparve una tomba avello di sarizzo.
Prima della stazione, si
allinea il bel Viale della Rimembranza dedicato ai 53 Caduti di guerra
e, nel Cimitero, una lapide provvisoria ne tramanda la memoria.
Posta e Telegrafo — Telefono
a Lambrugo — Banca Popolare — Buoni alberghi — Asilo Infantile di S.
Francesco.
Chi volesse da Molteno,
seguendo la via della Vittoria, recarsi a Costa Masnaga, coglierebbe
l'occasione di compiere una bella passeggiata per una ruotabile che,
passando da Garbagnate Monastero, s'inoltra in un bosco ombroso. Al
primo quadrivio, tenendo a destra, si va a Costa Masnaga, volgendo a
sinistra si viene a Barzago, in proseguimento si raggiunge Bulciago,
di cui è cenno più avanti.
Garbagnate Monastero
(ab. 1364 - alt. 297)
Frazioni : Brongio, Tregiorgio. Si sbocca in paese, dopo una sensibile
salita. Sede del Comune nella frazione di Brongio Sup. (m. 313), nella
cui chiesa dei SS. Bernardo e Teodoro trovansi due lapidi, con
medaglioni, in ricordo dei 18 Caduti di guerra.
Notevole a Garbagnate, a cui fu aggiunto di Monastero per un antico
Convento che vi esisteva e del quale fa menzione una pergamena del
1288, la chiesetta dei SS. Nazaro e Celso, più antica, cospicuo
Monumento Nazionale, che ha le forme spigliate dell'architettura
lombarda.
E tutta in vivo, con soffitto
orizzontale di legno, ed è sfata recentemente fatta restaurare dal
cav. Butti, proprietario della chiesetta stessa.
In una nicchia della
sagrestia, nell'abside semicircolare, si conserva un vaso per le
abluzioni, con ornati a fogliame, e, in quella dell'altare, sono
visibili le reliquie dei due Santi. Nel presbiterio, si vedono due
capitelli di marmo come si lavoravano nel secolo XI, Accanto alla
chiesa, sorge il campaniletto quadrato, aggiunto nel 1901. Nella
demolizione dell antico altare, vennero in luce alcune capselle
liturgiche.
Da Brongio si diramano
diverse strade per Sirone, Costa Masnaga, Bulciago, Barzago.
Posta e Telegrafo a Barzago,
a Km. 0,5 — Telefono a Oggiono Km. 4,5 — A poca distanza passa il
torrente Bevera — Asilo Infantile.
Riprendendo la linea
ferroviaria, si rasenta l'altura sulla quale si stende Bulciago e,
dopo tre chilometri di un percorso variamente ondulato, in una regione
esuberante di gradazioni pittoriche, si raggiunge la stazione di
Cassago - Nibionno - Bulciago, a un chilometro da quest'ultimo
villaggio, all' incrocio delle ruotabili che congiungono i tre paesi.

Cassago (ab. 1156 -
alt. 544)
Frazione: Tremoncino. Resta a sinistra della linea, a 2 chilometri
dalla stazione e si può raggiungere il paese, in mezz'ora, per una
comoda ruotabile, attraversando ubertose campagne e sboccando in
piazza Duca Uberto Visconti di Modrone. Centrale è la Piramide, che
ricorda i 22 Caduti del luogo. Dietro ad essa, per l'ampio stradale
che si unisce con Bulciago, s'allunga il Viale della Rimembranza. —
Asilo Infantile Visconti Modrone.
Elegante la Parrocchiale di S. Giacomo, con vestibolo ed ampia
gradinata d'accesso.
Dalla piazza, infilando la
strada di fronte, in mezz'ora, possiamo recarci alla monumentale tomba
dei Visconti, i cui binocoli si scorgono per lungo tratto della
Brianza. Ad un certo punto dove si trova una segnalazione chilometrica
(Veduggio km. 1,24 - Renate km. l,22), si svolta a destra e, per la
frazione Tremoncino, in breve si giunge all' imponente mausoleo in
marmo bianco, arieggiante, colle sue cuspidi, il Duomo di Milano. E'
opera dell'architetto milanese Giuseppe Chierichetti e vi si accede
per uno spazioso viale fiancheggiato da annosi cipressi.
Posta, Telegrafo e Telefono a
Barzanò a km. 2,5 — Albergo Stazione.
Proseguendo, invece, dopo la
accennata piastra chilometrica, poco più su, a sinistra, un'altra
ruotabile porta ad Oriano Brianza (ab. 578 - alt. 552), con R. Decreto
28 aprile 1927 unito a Cassago, da cui dipende come parrocchia.
All'entrata in paese, su una casa privata, leggesi la lapide
ricordante i 78 Caduti di guerra. Poco lungi, il piccolo Oratorio di
S. Marco.
Molti opinano che Cassago fosse Cassiciaco, dove si ritirò, nel 356,
S. Agostino, per prepararsi al battesimo. — Fiorente industria serica
e tessitura di lana e cotone.
Nibionno (ab. 1958 -
alt. 278)
Si trova a destra della stazione ed è diviso nelle frazioni di
Nibionno, Cibrone e Tabiago, nella quale ultima ha sede il Comune,
colle Scuole e la bella Chiesa Parrocchiale dei SS. Simone e Giuda, a
km. 3 dal capoluogo. Sulla piazza del Municipio di Tabiago, è stato
eretto il Monumento ricordo ai 38 Caduti di guerra e sul sagrato della
chiesa stendesi il Viale della Rimembranza.
Nibionno, per la sua
posizione elevata, è stato nel medioevo luogo forte e temuto. Sul
colle dove sorge Tabiago, esistono i ruderi di un castello e un
torrione bene conservato, sul cui fronte leggesi una lapide, con
queste parole riportate da Bernardino Corio:
"Questa torre è un avanzo di un castello, quasi inespugnabile, sul
quale nell'anno 1261, al 10 agosto, settecento nobili fuorusciti
milanesi si ritirarono, ed assediati per dieci giorni da Alberto
Pallavicino con la gente d'armi di Cremona, Brescia e Novara, non si
arresero che nel giorno 18 agosto, per mancanza di viveri. I
prigionieri furono condotti a Milano e parte condannati alla forca e
parte serrati in gabbie fabbricate di grossissime travi ."
Da questa torre, ove trovasi
la Trattoria Belvedere, si domina il meraviglioso panorama che ha per
sfondo le Prealpi, la Grigna, il Resegone e le Alpi lontane.

In località Mongodio vedesi
un grosso blocco di sarizzo con avello scavato, che conteneva cocci di
vasi dell'epoca romana. Nel capoluogo si ritrovarono tegole, mattoni e
chiodi romani. (Vedere Rivista archeologica comense).
Tessitura per coperte di seta
e di cotone e fabbriche di laterizi — Posta in Tabiago ; Telegrafo a
Lambrugo, a km. 3,8 — Asilo Infantile — Albergo della Torre — Cassa di
Risparmio.
Nibionno è sul confine della
provincia di Como, dopo di che si entra in quella di Milano.
Bulciago (ab. 1468 -
alt. 301)
Il paese resta prima della stazione, a un chilometro. Alto si profila,
su un dosso, il campanile della Parrocchiale di S. Giovanni
Evangelista. Ha il suo modesto Monumento ai 29 Caduti ed il Parco
della Rimembranza nei pressi del Municipio, da cui una carrozzabile
porta a Cassago, in piazza Visconti Modrone.
Industria serica e tessitura
di cotone e lana — Specialità coperte da letto.
In frazione Bulciaghetto, vicino a un Santuario di recente erezione,
trovasi una bella tomba avello. Un'ara romana in sarizzo si vede
davanti all'antico Oratorio di S. Stefano. Grandioso, il palazzo
Taverna.
Posta alla stazione,
Telegrafo e Telefono a Barzago.
Dalla precedente stazione, a
Veduggio con Colzano, è un piacevole percorso di circa due chilometri,
in mezzo ad una campagna florida, con verdeggianti elevazioni, su
verso Barzanò. Veduggio resta a km, 1,5 dalla stazione. Renate, a
destra, è toccato dalla linea.
Veduggio con Colzano
(ab. 1632 - alt. 305)
In circondario di Monza. Colzano resta più basso (alt. 294), mentre il
capoluogo è in posizione dominante, con spazioso panorama verso
mezzogiorno. Prima della Parrocchiale di S. Martino, ergentesi su un
rialzo collinoso d'onde si abbraccia, in un superbo colpo d'occhio,
buona parte della Brianza, da Larnbrugo ad Inverigo, s'alza il bel
Monumento ai 31 Caduti dì guerra : una colonna di granito, sormontata
da un'aquila di bronzo. Il nome degli Eroi è inciso su una lapide, che
serve di sfondo al marmoreo ricordo. Di fronte, il Viale della
Rimembranza, che ascende alla chiesa, eretta per le largizioni di un
frate Domenico Cruceolano, morto nel 1684, completata da un bel
campanile in vivo, d'ordine corinzio. Alla maestosa facciata, fanno
riscontro un'ampia rampa laterale ed una scalea centrale d'accesso.
Internamente, vi è un buon organo del Marone di Varese e si ammira
l'artistica cantoria disegnata dal Moraglia.
Nel 1909, nel rimuovere il
terreno per la posa dei binari della ferrovia Molteno-Monza, si
rinvenne una spada di bronzo, risalente a 15 secoli prima dell'era
volgare.
Posta in luogo; Telegrafo e
Telefono a Besana Brianza a km. 4,7,
Renate (ab. 1557 -
alt. 314)
Ricercata residenza, con buoni alberghi e ville moderne. Posta,
Telegrafo e Telefono pubblico. Albergo Due Spade. Sul ponte del
sottopassaggio della ferrovia, rivolto alla stazione, spicca il
Ricordo marmoreo, completato da due bronzi, ai 26 Caduti del paese: i
bronzi, di A. Sassi, sono una riproduzione dal marmo attribuita a
Vincenzo Vela. A destra, l'Asilo Infantile Regina Elena, sul cui
fianco leggesi il comunicato Diaz. A sinistra, la Parrocchiale dei SS.
Donato e Carpoforo, ingrandita nel 1684, con bel Battistero del 600 ed
affreschi del Tagliaferri.

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| Renate. |
A cinque minuti dal paese, vi
è il magnifico Parco della Rimembranza, chiuso da rete metallica, con
cancello sormontato da un elmetto. In giro, i bianchi cippi dedicati
ai Caduti, ombreggiati dagli alberelli. Nel centro, una lapide con
dedica.
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| Renate, chiesa di
S. Mauro. |
In località Odosa, in tempi
non lontani, fu rinvenuta una tomba romana con lampadina funeraria in
terra cotta, un vasetto unguentario di vetro ed un'anfora vinaria.
Sull'edificio della stazione, una lapide ricorda l'ing. Eugenio
Camisasca che "sulle guide di ferro, addusse, alla sua ferra natale,
nuovo lume di vita civile". Vi è stata apposta il 6 ottobre 1911.

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| Renate,
convento. |
Sempre in mezzo ad una natura
esuberante, lasciato in alto, a sinistra Monticello, rasentata la
frazione di Cortenova, il treno raggiunge il grosso borgo di Besana,
che ha tutto l'aspetto di una cittadina, tra il verde dei suoi parchi
signorili e la bellezza dei suoi dintorni, digradanti verso il Lambro,
in una pace solenne.
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| Renate, ingresso
di villa Baragiola. |
Besana (ab. 8600 -
alt. 335)
Diviso in Inferiore e Superiore. Il bellissimo Viale della
Rimembranza, dalla stazione, porta direttamente alla piazza del
Mercato, su cui si prospetta l'artistico Monumento ai 240 Caduti della
guerra mondiale. E' uno stele di marmo bianco, sul quale librasi
un'aquila, ed ha ricchi fregi di bronzo, che separano due bassorilievi
pure di bronzo, posti nella parte anteriore. Il Monumento, di cui
Besana s'onora, è dovuto allo scultore prof. Emilio Quaglino, di
Carrara. Nella stessa piazza, colla facciata rivolta alla stazione, si
ammira la Prepositurale dei SS. Pietro, Marcellino ed Erasmo, con
atrio a quattro colonne e l'interno diviso in tre navate, con doppia
fila di maestose colonne. Essa fu consacrata nel 1913, ed ha un bel
Battistero, con affreschi del Morgari.

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Besana Brianza,
monumento ai Caduti. |
In Besana Inferiore, sorge
l'antica Chiesa di S. Caterina, ampliata nel 1834, su disegno
dell'architetto Moraglia. Dello stesso, è l'Oratorio dei SS. Carlo e
Luigi, in Besana Superiore.
Il grosso borgo conta importanti frazioni, fra le quali quella di
Calò, Cazzano, Montesiro, Valle Quidino-Vergo, Villa Raverio,
Zoccorino.
Posta, Telegrafo e Telefono —
Auto per Casatenovo — Alberghi Gemelli, Commercio e buone Trattorie —
Opera Pia Viarana — Banco Ambrosiano — Cassa di Risparmio — Scuola
Professionale.
Begli edifici sorgono in
Besana, con ricchi giardini. Antica la Villa Prinetti; notevoli le
Ville Borella, Pagani, Pisa, Stucchi.
L'industrioso paese, fu feudo della famiglia Besana, da cui nacque
Garimberto, che fu arcivescovo di Milano (918-921). Nel secolo XVI,
venne assalito e quasi distrutto dai soldati di Gian Giacomo de'
Medici, il famoso Meneghino, già citato altrove.
Vi è fiorente l'industria serica. In frazione Montesiro, sulla vetusta
torre della Parrocchiale di S. Siro, è stata apposta un'artistica
lapide a ricordo dei 30 Caduti del luogo. La carrozzabile, che si apre
a destra del Viale della Rimembranza di Besana, per chi viene dalla
stazione, attraversando il paese, passa davanti al Palazzo Municipale,
con lapide ad Umberto I, e giunge a Valle, colla bella Parrocchiale di
Maria Assunta e lapide agli 11 Caduti. Sei lapidi romane sono murate
nella parte posteriore della chiesa.

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| Besana, panorama
verso le Grigne. |
Più avanti, con fermata del
treno, è Villa Raverio (ab. 1085 - alt. 292), altra grossa frazione di
Besana, di cui si scorge la Parrocchiale dei SS. Eusebio e Maccabeo.
Nel piazzaletto adiacente, stanno il Ricordo Monumento ai 25 Caduti di
guerra ed il Viale della Rimembranza.
Caffè Bar alla stazione —
Antica Osteria della Brianza.
In vicinanza delle Scuole,
con unito Asilo, trovasi una piramide eretta alla memoria dei morti di
peste del 1789 e del 1842.
Lasciata la stazione di Besana, la linea compie una larga curva e
procede, discendendo, verso il Lambro, che si trova ora vicinissimo, a
destra. Toccata Villa Raverio, di cui sopra, oltrepassati e lasciati a
destra Vergo e Costa Lambro e più su Verano, graziosamente assiso su
una collina, si raggiunge la stazione di Carate-Calò, il primo a
destra e il secondo a sinistra. Calò è frazione di Besana.
Carate Brianza (ab.
7824 - alt. 255)
Ameno ed industre centro brianteo, lambito dal Lambro. Si stende sopra
un vaghissimo colle, pieno di attrattive, fra ville signorili, ed è
unito a Monza, a Seregno ed a Milano dalla linea tranviaria. Servizi
automobilistici lo congiungono a Giussano, Inverigo, Montorfano, Como.
Posta. Telegrafo e Telefono. Cassa di Risparmio ed altri istituti di
credito. Bello il ponte gettato sul Lambro, sullo stradale per Besana.
Lungo il fiume, gli stabilimenti di tessitura di cotone delle ditte
Viganò, Galeazzi ed altre, danno lavoro a centinaia di operai. Sulla
carrozzabile comune alla tranvia, fra Carate ed Albiate, sorge
l'importante Ospedale Vittorio Emanuele III, con bella tela, nella
Cappella, della Vergine coll'Infante.
Di stile classico
rinascimento, è la Prepositurale dei SS. Ambrogio e Simpliciano,
ricostruita ed ampliata nel 1824. Ha una sola ed ampia nave, decorata
dal Beghè. Artistico e di valore, il tempietto dell'Altar maggiore.
Buone tele del Trotti, detto Malosso, del Crespi, del De Belly e
d'altri autori, la rendono interessante.

Nell' Oratorio di S.
Bernardo, vi è un affresco della Madonna, attribuito al Borgognone.
Nei privati oratori delle Ville Confalonieri e Rossi, si ammirano
pregevoli pale d'altare. La vetusta Torre di Corate, vuolsi fatta
erigere dalla regina Teodolinda.
Davanti al Cimitero di Carate,
sulla strada di Agliate, che resta più sotto, è degno di osservazione
il grandioso Monumento-Ossario ai 165 Caduti del paese, inaugurato il
25 marzo 1928, opera dello scultore Alfredo Sassi: un tempietto, su
basamento con scalea d'accesso, completato ai quattro lati da gruppi
simbolici di marmo, coi motti: "Pensiero, Esaltazione, Sacrificio,
Lavoro". La statua ornamentale superiore è dello scultore Raffaele
Romanelli di Firenze, morto di recente. Internamente, nella Cappella e
nel sotterraneo, vi sono circa duecento loculi.
Nel 1300 Carate era luogo
forte, cinto di mura, ed accoglieva il presidio dei Della Torre di
Milano. Nel 1528, l'avventuriero De Medici subì un grave scacco da
parte del Leyva, generale di Carlo V.
A Carate morì il grande Gian
Domenico Romagnosi (nato a Salsomaggiore nel 1761, morto nel 1835),
mente vigorosa di giureconsulto, che ebbe a subire le persecuzioni
dell'Austria, sopportate con animo nobilissimo.
Alberghi Guasconi, Fossati ed
altri — Albergo Stella ad Agliate — Unione Sportiva — Unione
Escursionisti — Società Ginnastica — Moto Club — Museo Romagnosi.
Agliate (ab. 565 -
alt. 219)
Sostando qualche poco a Carate, sarà bene arrivare fino ad Agliate,
che dista km. 1,3 dal capoluogo e che si presenta in vaga posizione,
in mezzo alle prime ondulazioni della Brianza.
Ville sontuose abbelliscono i dintorni. A nord la "Rovella" con
artistico Oratorio del Moraglia, fatto erigere dalla contessa Luigia
Confalonieri, figlia di Pietro Verri; in posizione più elevata, il
Villino Rezzonico; poi la "Cassinetta" recentemente restaurata; sulla
sommità del colle sovrastante, il "Beldosso".
Agliate fu una delle antiche
matrici della Martesana e nell'881 il vescovo Ansperto da Biassono, vi
fondò la Collegiata. Antichissima e degna di visita, è la Chiesa di S.
Pietro che fu plebana fino al 1838, dalla cui epoca si formarono le
due pievi di Carate di Besana. La vetusta Basilica e l'annesso
Battistero, vennero dichiarati monumenti nazionali nel 1875. — Di
Agliate fu S. Dazio, vescovo milanese.
La Basilica di Agliate, che
si vuole risalga al secolo VI, ora interamente restaurata e tolta
dalla incuria secolare in cui giaceva, conserva tutta l'ossatura e
l'aspetto di una Basilica cristiana dei primissimi tempi. Della prima
arte lombarda è lo stile, con predominio dell'arco tondo. L'interno,
veramente maestoso, è a tre navate, diviso da colonne di carattere
frammentario, con absidi dì sfondo. Le colonne sono dissimili le une
dalle altre, dai capitelli, ai plinti, portanti iscrizioni latine e
figure rievocanti i riti romani. In una colonna, che Su una milliaria,
si leggono tre epigrafi cesaree, tra le quali una del secolo IV,
riferentesi all'imperatore Giuliano, l'apostata. Embrici di tipo
romano, si trovano sui tetti delle absidi.

Le rozze pitture, posteriori
alla fondazione della Basilica, si fanno risalire al mille: i simboli
esprimono i concetti religiosi del cristianesimo primitivo. La cripta,
pur essa a tre navate, con voltine a crociera sostenute da otto
slanciate colonnine, è un vero gioiello di fine architettura. Ha tre
finestrine basse ad oriente, verso l'altare, e le bifore verso la
navata maggiore della chiesa.
Il Battistero, pure antichissimo, che si fa risalire al VII o all'
VIII secolo dell'evo cristiano, all'esterno ha gli stessi caratteri
costruttivi della Basilica. All' interno ha forma poligonale, ma a
differenza degli altri Battisteri che sono ottagonali, questo ha la
forma ennagonale quasi regolare, con finestrelle imbutiformi, fuorché
dal lato di settentrione. (1)
(l)
Vedere "Memorie di Agliate e della sua antichissima
Basilica" del sacerdote cav. Pompeo Corbella - Milano - Ditta Giacomo
Agnelli.
Relazione alla Consulta Archeologica 18 marzo 1874, del prof. cav.
Giuseppe Mongeri della Commissione straordinaria per la visita ai
monumenti di Agliate.
Da Agliate il visitatore può
recarsi alla vicina Grotta di Realdino, speco di puddinga con
incrostazioni stalattitiche, formatesi dal lento stillicidio delle
acque sature di calce.
La linea, sempre discendendo, si mantiene a sinistra del Lambro, tocca
Rancate, frazione di Triuggio, e s'avvicina alla stazione di
Triuggio-Ponte Albiate con un percorso, da Carate, di due chilometri.
Il tragitto è quanto mai interessante e, lungo il Lambro, si scorgono
stabilimenti di tessitura di grande importanza.
Triuggio (ab. 4205 -
alt. 231)
Grosso ed industrioso paese, tra le verdeggianti vallette percorse dai
torrenti Broada e Cantalupo, suddiviso nelle importanti frazioni di
Rancate, Zuccone, Canonica, Trecate e Ponte Albiate. Giace a sinistra
del Lambro ed ha la bella Parrocchiale di S. Antonino, costruita nel
1902, di stile lombardo-romanico, con ampia navata centrale, divisa
dalle laterali da due ordini di colonne alternate da pilastri, con
decorazioni policrome, svolte con grande varietà di linee e di
accordi. Ha gli archi delle navate a pietra-vista e mattoni. Ampia è
l'abside, con ricco altare e palliotto in bronzo, ritraente l'ultima
cena, riprodotta da un affresco del Beato Angelico. Pregevole l'ambone
che s'eleva su quattro colonne.
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| Triuggio. |
Lasciando a destra il
Cimitero, per chi scende dal paese che è su un'altura, si scorge un
modesto ricordo con croce di marmo, dedicato ai 22 Caduti del
capoluogo. Tagliata la linea ferroviaria, sempre discendendo, si
arriva a Ponte Albiate (alt. 200), a km. 1 da Triuggio, dove ha sede
il Comune. Sulla facciata del Municipio, è murata una lapide ai 62
Caduti di guerra, proprio a pochi metri dal Lambro, defluente sotto il
ponte, che ne unisce le sponde e che mette in comunicazione con
Albiate, sulla linea tranviaria Carate-Monza.

Posta e Telegrafo in luogo ;
Telefono ad Albiate — Trattorie della Vittoria e della Corona. Sulle
rive del Lambro, sorgono i grandiosi stabilimenti di tessitura di
cotone delle Ditte Viganò, Brusadelli ed altri. Moderno è l'Asilo
Francesca Galeazzi.
Il Lambro serpeggia in mezzo
a collinette boscose, che si rinserrano come in una gola,
avvicinandosi a Canonica. Valicato un ponte in muratura sul fiume,
percorsi altri due chilometri, la linea, costeggiando nell'ultimo
tratto l' immenso parco che cinge la Villa Visconti Modrone, giunge
alla piccola stazione di Macherio-Canonica. Macherio resta a destra
del fiume, più in alto, sulla linea tranviaria Carate-Monza, a più di
due chilometri. Per arrivare al paese, bisogna varcare su un ponte il
Lambro e percorrere una lunga salita, al termine della quale s'infila
un rettifilo che sbocca nell'abitato.
Macherio (ab. 2873 -
alt. 210)
Importante borgo, in continua rinnovazione edilizia. Si trova pure
sulla linea Seregno-Bergamo e dalla sua posizione, quale centro
ferroviario e tranviario, dipende il suo crescente sviluppo. Conta le
frazioni di Bareggia, Belvedere, Garibaldi, Maldura, Pedresse, S.
Giovanni, Torretta.
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| Macherio,
parrocchiale del 1600. |
Proprio sulla linea
tranviaria, s'affaccia la chiesa di S. Cassiano, a una navata, con
graziosa cupola. Sul fronte del Municipio è posta la lapide ai 38
Caduti del paese, con a fianco il Viale della Rimembranza. Elegante,
l'Asilo Infantile Visconti Modrone. Più avanti, la Parrocchiale dei
SS. Gervasio e Protasio.
Da Macherio è poco discosta la Villa Verri, ove spesso dimorava il
celebre economista milanese.
Trattorie del Centro, S.
Ambrogio e buone osterie — Posta, Telegrafo e Telefono.

Canonica (ab. 642)
E' frazione di Triuggio e resta a sinistra della linea e del Lambro.
Dalla stazione si vede benissimo il ponte di ferro che unisce le due
rive del fiume e su cui passa la citata linea Seregno-Bergamo.
Grandioso stabilimento di tessitura.
Attraversando un ponte, a sinistra, si entra in Canonica, d'onde poi
si può proseguire per la carrozzabile di Triuggio. La chiesetta di
Maria Vergine, appare in posizione elevata. Di fianco, sorge il
palazzo dei conti Taverna, costrutto su disegno di Pellegrino
Pellegrini, detto Tibaldo, ornato di statue e circondato da un immenso
e ricco parco. Su un poggio, l'Oratorio di S. Andrea Avellino.
Prendendo a destra, comincia
il parco del conte della Somaglia, che si stende fino alle prime
alture dei colli briantei e dove ammirasi la sontuosa Villa Gernetto.
Ad essa è annesso l'Oratorio di S. Carlo, d'ordine jonico, con
pregiati dipinti ed arricchito da due monumenti funebri scolpiti dal
Canova. Il parco, abbellito dalle piante più rare, merita davvero una
visita che può riuscire interessantissima. Alcuni bei versi dell'abate
Pollidori, mettono in evidenza le bellezze di questo paradiso
terrestre.
Ai piedi di un avanzo di torre medioevale, si rinvennero monete
dell'imperatore Anastasio (dal 495 al 518 dell'era cristiana).
Più oltre, Gerno, frazione di Lesmo, sulla strada per Casatenovo.
La linea, ora, si mantiene a
destra del Lambro e, dopo altri due chilometri, in un piano ubertoso e
pieno di attrattive, raggiunge la stazione di Biassono-Lesmo. Biassono
si trova a destra della ferrovia, a km. 1,8 e sulla linea tranviaria
Carate-Monza, a km. 1,5 da Macherio. Lesmo resta più a nord, a km. 0,8
dalla stazione, dove incominciano le prime ondulazioni della Brianza.
Tra i due paesi, valicando il Lambro e tagliando !a linea, passa la
già accennata ferrovia Seregno-Bergamo.
Biassono (ab. .3897 -
alt. 202)
Frazione: S. Giorgio. Pulito paese, già luogo murato, con ville
signorili, posto a nord-ovest del Parco di Monza. Confa la bella
Chiesa di S. Martino, a tre navate, divise da colonnati. Nel
piazzaletto fìancheggiante l'elegante edificio, sede del Municipio e
delle Scuole, si disegna il maestoso Monumento di bronzo eretto alla
memoria dei 60 Caduti del borgo, con bassorilievo frontale : su un
piedestallo di granito s'aderge la Patria, raffigurata in una donna
che nella sinistra tiene una spada e nella destra una corona d'alloro.
L'artistico Monumento è opera dello scultore Gino Todescato, di Monza,
morto nel decorso anno.
Biassono, nell'868, diede a Milano l'arcivescovo Ansperto Confalonieri
e nel secolo XII ebbe a sopportare lunghi assedi.
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Biassono, chiesa
di S. Martino. |

Industria serica —
Stabilimento di confezione seme bachi — Trattoria della Corona —
Posta, Telegrafo e Telefono.
A Seregno km. 7, a Monza km. 5,6, a Carate km. 6,3.
Lesmo (ab. 2784 - alt.
241)
Frazioni: Gemo, Peregallo, Baraggia, Pegorino, Boffalora e Gernetto.
Ameno villaggio, sulla carrozzabile che, con lunga salita di km. 5,5,
conduce a Casatenovo, grosso paese del Circondario di Lecco, già
descritto altrove. Di belle linee architettoniche la Parrocchiale di
S. Maria Assunta, con navate a colonnati, slanciata cupola centrale e
pregiati affreschi dietro e di fianco all'altare maggiore. Spazioso il
pronao che fronteggia il bronzeo Monumento ai 48 Caduti del luogo: un
soldato, con bandiera, lo sguardo fisso in alto, in un'aspirazione
suprema. Scultore, il prof. Enrico Alberici di Milano, ed esecutore,
Francesco Donzelli di Monza. Dietro, l'Asilo Infantile Gaetano Ratti.
Il Viale della Rimembranza, al vicino Cimitero.
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Lesmo, Parrocchia
di S. Maria Assunta e monumento ai Caduti. |
A Lesmo, durante la peste del
1630, si ripararono G. Battista Maggi e la moglie Angiola Riva,
traendosi seco il neonato Carlo Maria, che divenne poi buon poeta e
assurse alla carica di Segretario del Senato.
Coltivazione, su larga scala, di viti e di gelsi. Fabbriche di tela e
di carta. Grandioso opificio serico a Peregallo.
Posta e Telegrafo —
Ristoranti Modesto, del Tram ed altri — Servizio automobilistico
Monza-Casatenovo-Barzanò.
La linea, valicato il Lambro
a nord-est del Parco di Monza, si porta sulla sinistra del fiume,
oltrepassa la piccola stazione di Buttafava, con fermata facoltativa
e, descrivendo un'ampia curva, attraversa i binari della ferrovia
Lecco-Monza-Milano e la stessa provinciale e, dopo tre chilometri,
arriva alla fermata di La Santa-Villa S. Fiorano (vedere linea
Lecco-Monza-Milano). Procedendo parallela a questa, dopo altri quattro
chilometri, fa capo a Monza. Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro
(2008-2009).
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