Guida illustrata di Lecco e paesi finitimi

Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2008-2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

Ferrovia Lecco - Milano

 

Da Lecco a Milano, Km. 51. Alcuni treni fanno servizio locale, la maggior parte provengono dalla linea di Sondrio.
Itinerario : Lecco-Maggianico (Km. 3) - Vercurago-San Gerolamo (Km. 6) - Calolzio-Olginate (Km. 7) - Airuno (Km. 13) - Olgiate Molgora (Km. 17) - Cernusco Merate (Km. 21) - Osnago (Km. 23) -Usmate-carnate (Km. 26) - Arcore (Km. 31) - Monza (Km. 38) -Sesto S. Giovanni (Km. 45) - Greco (Km. 47) - Milano (Km. 51).

Dalla Stazione di Lecco, il percorso si compie, fino a Maggianico, avendo a sinistra la mole dolomitica de! Resegone e del più basso Magnodeno, alle cui falde il citato paese s'adagia (vedere reparti di Lecco). A destra il lago di Pescarenico che, più avanti, prende il nome da Garlate, ed oltre il lago, il Monte Barro, digradante nelle minori vette, a fianco della provinciale Lecco-Milano. Oltrepassata la Chiusa Visconti, si entra in provincia di Bergamo, mentre l'Adda s'allarga nel lago dì Olginate. Siamo a Vercurago - S. Gerolamo, del quale ultimo villaggio si possono scorgere le cappellette, sopra Somasca, su su fino al castello, che fu dell' Innominato. A poco più di un chilometro, passato il torrente Galavesa, fermata di Calolzio, allo sbocco della Val d'Erve, pittoresca e punteggiata di ville e dì paeselli, di cui dicemmo in succinta descrizione. Costeggiato il lago di Olginate, dopo un chilometro circa da Calolzio, la linea piega a destra, mentre quella che prosegue, si dirige verso Bergamo.
Attraversato il bel ponte di ferro sull'Adda e il torrente Greghentino, a sinistra, ecco Capiate (ab. 367 - alt. 207).

Olginate, ponte di ferro sull'Adda.

Capiate
Modesto villaggetto con un bel Monumento ai 9 Caduti: un alpino di bronzo, colla baionetta in pugno. Intorno, le pianticelle del Parco della Rimembranza, di fianco al Municipio.
Il Monumento, dovuto allo scultore F. Confalonieri, è visibile, stando allo sportello di destra. L'Adda è più sotto, oltrepassata la frazione di Abbate. Una ruotabile, in pochi minuti, porta sulla provinciale Lecco -Milano. Come Parrocchia, Capiate, dipende da Villa S. Carlo.

Con R. Decreto 31 luglio 1928, Capiate è stato unito ad Olginate.

Sorpassato il cavalcavia sulla provinciale Lecco-Milano, la linea punta direttamente verso mezzogiorno, attraversa una galleria di 300 metri sotto il Colle della Rocca, valica il Vallone di Tolsera e giunge alla stazione di Airuno. In questo tratto, prima della fermata, si domina un panorama impagabile. L'Adda cerulea scorre oltre la provinciale, mentre lo sguardo abbraccia la sponda bergamasca, colla Valle San Martino, limitata dal Monte Canto Piccolo, e dal prolungato dosso dell' Albenza, che s'innesta al Resegone.

Percorrendo la provinciale, che ora fiancheggia la linea, si sorpassano le frazioni di Fornasotto, Fornasetta e Rocchetta e si raggiunge Airuno, a km. 13 da Lecco.

Airuno (ab. 807 - alt. 221)
Frazioni: Piada e Cerè. Il paese s'adagia allo sbocco del Vallone di Tolsera, in bella posizione. Alto, si profila il campanile della Parrocchiale dei SS. Cosma e Damiano, alla quale si accede per una lunga gradinata. Sulla via che, dalla stazione, conduce alla provinciale, sorge un Obelisco alla memoria dei 18 Caduti de! villaggio.

Ristorante della Palma sulla provinciale, e discrete Osterie — Posta e Telegrafo — Telefono alla ferrovia — Auto per Lecco, Brivio e Bergamo — Asilo Infantile.

Dilettevole escursione è quella che si può fare, passando per Aizurro (ab. 201 - alt. 495) al Monte S. Genesio (m. 849), dove biancheggia il Convento dei frati Camaldolesi. In meno di due ore, vi si può salire per una comoda mulattiera. Estesa vista del Pian d'Erba, coi laghetti della Brianza, verso nord-ovest, e della catena alpina. Verso nord e verso levante, l'occhio nettamente distingue molte vette della Valsassina, per riposarsi di poi nei laghi di Garlate e di Olginate e nel maestoso corso dell'Adda. Dal Convento, in mezz'ora, si può arrivare alla vetta del Monte Crosaccia (m. 722).

Aizurro, con R. Decreto 29 settembre 1927, è stato unito ad Airuno, da cui dipende anche come Parrocchia. Sulla chiesetta di San Macario, vi è una lapide che ricorda i 7 Caduti nella guerra mondiale, a cui ne va aggiunto uno morto in Libia.

Dallo stradone provinciale, che corre da Airuno all'inizio della lunga salita di Calco, al bivio di Olgiate Molgora, s'aprono parecchie ruotabili che conducono a Brivio, a destra dell'Adda, importante villaggio, capoluogo di Mandamento, colle principali frazioni di Beverate, Canosse, Foppaluera, ecc.

Brivio (ab. 2242 - alt. 208)
Subito dopo le ultime case di Airuno, una carrozzabile, per le frazioni di Canosse e di Roncaccio, giunge al nuovo Cimitero di Brivio, con bellissimo viale d'accesso, fiancheggiato da alti cipressi. È visibilissimo, di fronte al cancello d'entrata, il sarcofago di Cesare Cantù, sostenuto da colonnette di marmo, su un piedestallo, colla leggenda: "Perseverando", che fu il motto del grande storico. Dopo, la strada discende e va rapidamente al paese, in vicinanza dell'antico Oratorio di S. Leonardo.

Volendo invece, dopo Airuno, proseguire per la provinciale, dopo un chilometro circa, lasciato a sinistra il grandioso Stabilimento di Tessitura "Testor", si raggiunge Beverate, grossa e linda frazione di Brivio. Svoltando a sinistra, una comoda ruotabile, per questa trazione, tocca Vaccarezza, appollaiata su un'altura, e scende sempre fino ad incontrarsi, ad un quadrivio, colla prima accennata. Volgendo a sud, s'apre il Viale della Rimembranza e, su uno spiazzo dove eravi il vecchio Cimitero, sorge il Monumento ai 39 Caduti del paese: un soldato in atto di lanciare una bomba a mano. E opera dello scultore Confalonieri. Il viale, nella parte superiore, si biparte: un ramo corre al bel ponte sull'Adda, in cemento armato, d'onde si può andare a Cisano, sulla sponda bergamasca; l'altro prosegue per Imbersago, passando sotto la Madonna del Bosco.

Dove il viale si divide, su un largo piazzale, si presenta la Prepositurale dei SS. Sisinio, Martirio ed Alessandro, con bel campanile e pronao a quattro colonnati. Fiancheggiando il lato destro della chiesa, si può sboccare in via C. Cantù dove, sulla facciata di una modesta casa, è visibile un medaglione al grande scrittore omonimo, autore di quella Storia Universale che, in trentacinque volumi, vide la luce dal 1838 al 1846, e del popolarissimo romanzo "Margherita Pusterla", senza contare le altre produzioni minori, che ne attestano la grande attività ed il vivissimo ingegno. Ecco la iscrizione:

L'EFFIGE DI CESARE CANTÙ
NELLA CASA OVE NACQUE
I COMPATRIOTI LUI VIVO
POSERO
IL 17 SETTEMBRE 1883

Cesare Cantù nacque nel 1804 e morì nel 1895. Nacque pure a Brivio, Ignazio Cantù, fratello al primo, scrittore non comune, morto nel 1877.

Brivio ricorre spesso nelle lotte medioevali fra Guelfi e Ghibellini e possedeva un castello che sostenne furiosi assalti. Nel 1261, si rifugiarono nel castello una parte dei fuorusciti milanesi che si erano mossi in arme contro i Torriani, capi dei popolari di Milano, e costretti, da questi, alla resa.

Brivio, ponte sull'Adda.

Sul ponte di Brivio, nel 1278, l'arcivescovo Ottone Visconti, subì una grave sconfitta da parte di Cassone Torriani che, dall'esilio, era tornato a sostenere i diritti della sua Famiglia e della parte popolare.
La trazione di Beverate, diede in S. Simpliciano, il successore di S. Ambrogio nella Metropoli lombarda (397-400). — In Beverate, Asilo Infantile.

Posta, Telegrafo e Telefono — Auto per Lecco e per Bergamo — Buoni alberghi — A Olgiate Molgora, alla ferrovia, km. 5, con servizio automobilistico — Asilo Infantile "C. Cantù" — Cassa di Risparmio — Tiro a Segno — Scuola femminile di lavoro — Sull'Adda, l'antica Trattoria Sosta.

Nel castello si rinvennero capselle argentee.
Escursioni alla Madonna del Bosco ed a Imbersago:
Bellissima escursione, a destra dell'Adda, che scorre nella sottostante valle. Dal Viale della Rimembranza di Brivio, lasciato a sinistra il tronco stradale per il ponte sul fiume, la carrozzabile, in salita, si dirige a mezzogiorno, passa per Arlate (alt. 251), frazione di Calco, a km. 2,7 da Brivio e a km. 2,2 da Imbersago. Da Ariate, in pochi minuti, si perviene alla Madonna del Bosco, mèta di continui pellegrinaggi di devoti, chiamata una volta del Riccio. Il Santuario, che sorge su una collinetta, costruito su disegno dell' ing. Carlo Buzzo, in stile romano, con tendenza al barocco, venne inaugurato e benedetto il 9 maggio 1646, ed ora è officiato dai RR. PP. Oblati dell' Istituto di S. Ambrogio di Milano.

Ai piedi dell'edificio, sgorga un perenne zampillo. Un doppio viale di 200 gradini, alternati da alcuni ripiani cordonati, fatto costruire dal conte Cesare Castelbarco, sale ad una cappella con un dipinto del Bambino, assai ben conservato, rappresentante la Vergine col Bambino, fra i castani, al momento dell'apparizione. Da questa, per rampe laterali, si raggiunge il Santuario, con porticato a balaustre, fiancheggiato da uno slanciato campanile, sul cui vertice s'estolle la statua della Madonna miracolosa. Buoni quadri vi sono nell'interno, fra i quali una "Deposizione dalla Croce" del Campi. Un ampio stradone, dalla chiesa, riporta alla carrozzabile, in direzione di Imbersago, che si può raggiungere in mezz'ora. Il Santuario, è in questo Comune. Più in alto, la "Bellavista", splendida villa dominante Villa d'Adda a Calusco.

Imbersago (ab. 1379 - alt. 247)
Vecchie frazioni: Porto, Carzolino, Sabbione e Precasate. Questo ameno paesello, ha il vanto di possedere un grazioso Monumento ai 19 Caduti di guerra. Su un basamento di marmo, quattro snelle colonnette sostengono un sarcofago pure di marmo, con una bandiera di bronzo, nella parte superiore. Siamo in piazza Savoia, coll'antico castello ed il palazzo dei conti di Castelbarco, coll'antico Oratorio di S. Paolo, dotato di bei dipinti, fra i quali una Natività, e un Gesù che predica alla folla. Nella stessa piazza, sorge il bell'edificio del Comune. Lindo e ben tenuto, l'Asilo Castelbarco. Graziosa la Villa Albini, già podestà, quest'ultimo, del paese. Il Viale della Rimembranza s'allunga verso il Porto sull'Adda, rifatto a spese dei sopra citati conti, da cui, con altra magnifica passeggiata, si può andare al paesello di Villa d' Adda (km. 2), sulla sponda bergamasca. La Parrocchiale di S. Marcellino, eretta alcun tempo prima della Madonna del Bosco, resta più in alto.

Posta, Telegrafo e Telefono — Albergo dei Cacciatori — Ferrovia Seregno-Bergamo, a Paderno (km. 3,7) — Ferrovia elettrica Cernusco-Merate, a km. 5.

Da Imbersago, l'Adda incomincia a formare le rapide.
La carrozzabile, dopo Imbersago, si fa più aspra e sale continuamente, per ridiscendere in prossimità del Cimitero di Robbiate, a km. 2,5. Il fiume, a sinistra, serpeggia profondamente incassato fra alte rive di puddinga.

Per Sabbione, frazione di Imbersago, percorsa una lunga scalinata nel bosco, passando vicino ad una bella villa che sembra un castello, da cui meravigliosamente si presenta la valle dell'Adda coi monti Orobio, Giglio, Canto Piccolo, ecc., si può raggiungere la provinciale Lecco-Milano.

Con recente Decreto, Imbersago è sfato unito al comune di Robbiate.

Riportiamoci, di nuovo, alla stazione di Airuno. Il treno procede lento, sul fianco del Monte Crosaccia (m. 722), vetta meridionale del Monte S. Genesio, fino alla vicina stazione di Olgiate Molgora, che segna il punto culminante della linea. Il viaggiatore, affacciato agli sportelli di sinistra, avrà così il tempo di spingere lo sguardo nell'incantevole valle dell'Adda e più oltre, sulla sua riva opposta, sparsa di villaggi che salgono lungo i verdeggianti pendii dei colli bergamaschi. Si profila, imponente, il dorso dell'Albenza (m. 1432), che si congiunge col maestoso Resegone (m. 1876). Ed eccoci ad Olgiate Molgora.

Olgiate Molgora (ab. 1483 - alt. 311)
Vecchie frazioni: Monticello, Pianezzo Canoise, Pilata, Stalli, Beolco e Contrasa. Discreto villaggio, a cui, in data 2 giugno 1927, con Decreto Reale, furono aggregati i comuni di Mondonico e di Calco. Scendendo alla stazione, ecco il Monumento ai 30 Caduti di guerra : una colonna di granito rosso, con urne funerarie di bronzo, sormontata dalla Vittoria alata, copia del Bistolfì. Vi è vicino il Viale della Rimembranza. La Parrocchiale di S. Zenone, è verso la provinciale Lecco-Milano e, per giungervi, bisogna oltrepassare il casello ferroviario, che resta in alto. Lasciate a sinistra le frazioni di Valmara e di Porchera la strada, con larga curva, sbocca in vicinanza della Chiesa. Un'accorciatoia, evita la curva e, scendendo all'Oratorio di S. Giuseppe, abbrevia il cammino. Lungo il percorso, si prospetta il Monumento ai 21 Caduti di Mondonico : un tempietto, a cupola, sostenuto da otto colonne poggianti su un basamento, con tre piccole scalee. Pende, dalla volta, una lampada votiva. Nel mezzo, un cippo marmoreo, porta il nome dei Morti eroici. E' stato eseguito dallo scultore Paolo Besana di Milano. Sullo spiazzo, il Parco della Rimembranza. La Chiesa di S. Zenone, più in basso, sulla strada che immette nella provinciale, è posta su un ampio sagrato e, sulla facciata, è il nome dei Caduti. Nell'interno si possono ammirare un magnifico organo e, in due nicchie laterali, vicine all'altare maggiore, le statue del Santo e di una Madonna, veramente artistiche.
Ad Olgiate passò la maggior parte della sua vita Emilio Gola, pittore di buona fama.

Posta, Telegrafo e Telefono — auto per Brivio e Caprino Bergamasco, dai quali dista rispettivamente km. 5 e km. 10 — Bella la Villa Sala, con esteso panorama.

Mondonico (ab. 1413 - alt. 345)
Vecchie frazioni: Valmara, Olcellera e Porchera. Questo paese, nuova frazione di Olgiate, resta più su e per andarvi, dalla stazione, basta infilare il magnifico viale che vi sfa di fronte, o passare a tergo dello stabilimento di calce, dopo il citato casello ferroviario (m. 345). Venendo da S. Zenone, si rasentano alcuni vasti e ricchi parchi di ville signorili e, giunti al bivio per Rovagnate, si volge a destra e, quasi subito, ci si presenta il villaggio, in posizione quanto mai incantevole, a cui si può giungere in una ventina di minuti. In alto vigila il S. Genesio. Mondonico domina una conca bellissima. Dall'ampia terrazza del Municipio, si gode un colpo d'occhio stupendo. Poco discosto, la magnifica villa del dott. Avoledo, col suo caratteristico giardino.

Mondonico fu patria in un tal Martino, anima dannata di Gian Giacomo De Medici, finito poi impiccato, in fama di traditore.
Dalla frazione di S. Biagio (m. 347), in un'ora, si raggiunge il Monte Crosaccia (m. 722), la vetta più meridionale del S. Genesio, con discesa per Aizurro (m. 514) ed Airuno. Una mulattiera malagevole ed impervia, per Cagliano e Giovenzana, porta a Nava.

Posta, Telegrafo e Telefono — Asilo Infantile — Capitelli antichi si trovano in paese — Parrocchia di S. Zenone.

Calco (ab. 1726 - alt. 300)
Vecchie frazioni: Arlate, Navello, Pomeo ed altre. Sede del vecchio comune. Calco Inferiore, Il villaggio è pur esso unito ad Olgiate Molgora e, da questa stazione, per una comoda stradetta di poco più di un chilometro, vi si giunge in breve. Dalla provinciale invece, dopo il bivio per Olgiate, si sale bruscamente e si raggiunge Navello, frazione di Calco (alt. 252), con alcuni buoni ristoranti ed una fontana d'acqua freschissima. A sinistra, alcune ruotabili conducono ad Arlate (km. 2.27), ad Imbersago (km. 4,25), a Buffalora (km. 0,12). Si sale sempre sensibilmente fino alla frazione di Pomeo (ab. 431). A destra di questa, una strada mena alla Parrocchiale di S. Virgilio, a cui fa capo un'ampia gradinata. Di contro, su uno spazioso piazzale, s'erge una piramide dedicata ai 36 Caduti del luogo, dovuta allo scultore Paolo Besana. Come sfondo, verdeggianti colline, con Montevecchia sul sommo di una di esse. Più oltre, lungo la ruotabile che porta alla stazione di Olgiate, sono allineati gli Alberelli della Rimembranza.

Posta. Telegrafo — Albergo Stella — Trattorie Mandelli, Tripoli, Sport — Asilo Infantile Origo.

A sinistra di Pomeo, un'altra strada giunge, oltrepassato il bel fabbricato scolastico, a Calco Inferiore (ab. 515), e da qui, per un acciottolato di un chilometro circa, a Calco Superiore (ab. 290), adagiato su uno dei soprastanti poggi. — Asilo Infantile.
La provinciale poi, con salita più dolce fino all' Oratorio di S. Giuseppe, arriva al suo punto culminante a Cicognola, lasciando a destra una ruotabile per Rovagnate.

In frazione Beolco, vedesi un'antichissima chiesetta che, sebbene rimpicciolita e rimodernata, conserva ancora le caratteristiche dei primi templi del cristianesimo. Da Calco, nel 1449, un pugno d'uomini dell'esercito di Francesco Sforza, a notte alta, assali i Veneziani asserragliati intorno alla chiesa di S. Genesio e li obbligarono a ritornare sul territorio della Repubblica, ripassando il ponte di Olginate.

Abbiamo detto che la provinciale, partendo dal bivio di Olgiate, e attraversando alcune frazioni di Calco, ha una lunga salita di più di tre chilometri, che raggiunge il suo più alto punto a Cicognola. Da qui si scenderà sempre, in maniera più o meno sensibile, fino a Monza.
Da Cicognola, volgendo a sinistra, si può dare una capatina a Sartirana Briantea, in aprica posizione.

Sartirana Briantea (ab. 1020 - alt. 524)
Vecchia frazione: Cascina Fra' Martino. La ruotabile che porta all'abitato, sale leggermente. In un quarto d'ora, per Valle Superiore, frazione di Sabbioncello, in vista della Villa Perego, con ampio e ricco parco, si sbocca in paese. Nulla di notevole. Sul campanile della Parrocchiale di S. Pietro, è murata una lapide ai 13 Caduti del villaggetto.

Posta, Telegrafo e Telefono a Merate (km. 2,5).

Per Valle Inferiore, si può ritornare sulla provinciale, poco prima di Merate.
Per Cascina Fra' Martino, che ricorda il cavaliere gerosolimitano De Capitani da Vimercate, che, nel secolo XVII, ne era proprietario, una ruotabile arriva al Laghetto di Sartirana, piuttosto basso, con acquitrini lungo le rive, ove crescono canneti che vengono utilizzati dai contadini nell'allevamento dei bachi. Il breve specchio d'acqua, è alimentato dagli scoli delle collinette da cui è circondato, e si scarica nella vicina Adda.

Dei Calchi, fu il vasto palazzo vicino. — Asilo Infantile.

Un po' più avanti della ruotabile per Sartirana, la provinciale divide il villaggio di Sabbioncello in Superiore ed Inferiore.
Con Regio Decreto 19 gennaio 1928, Sartirana e Sabbioncello vennero uniti al Comune di Merate.

Sabbioncello (ab. 1525 - alt. 500)
Sede dell'ex comune in frazione Pagnano, a cui si giunge passando da Sabbioncello Inferiore, a destra della provinciale. Sul Municipio, è una lapide ai 25 Caduti di guerra. Capolista è il valoroso maestro del luogo, sottotenente Jossa Alberto, disperso in combattimento. Vicino è l'Asilo Infantile. Nella frazione, sorge la bella Parrocchiale di S. Giorgio, con ornata facciata ed uno snello campanile, costrutto nel 1791. La chiesa di S. Maria in Sabbioncello Superiore, è un bell'edificio eretto nel 1540 dai Padri Amadeisti e mostra, levato l'intonaco di calce che lo ricopriva, pregiati dipinti. Chiesa ed Oratorio annesso, sono dichiarati Monumenti nazionali. Ad officiare, vengono i Frati Minori.Da Pagnano, per una ruotabile interna e talvolta romantica, si può andare a Bagaggera, in una valle solitaria, di cui è cenno nella strada Oggiono-Rovagnate. Invece di scendere a Bagaggera (ab. 580 - alt. 297), si può proseguire in direzione sud e sboccare a Cazzaniga, dopo Merate, ancora sulla provinciale.

Dopo Olgiate Molgora, la linea sensibilmente discende, mentre le colline vanno a poco a poco abbassandosi, diminuendo la loro asperità. Alcune ridenti frazioni, saluta il treno, nel suo passaggio: Beolco, a destra; Pagnano, a sinistra, col suo bel campanile svettante nel cielo. Dopo aver valicato in parecchi punti il Molgora. il treno arriva alla stazione di Cernusco-Merate (m. 255).

Cernusco Lombardone (ab. 2006 - alt. 267)
Ora Cernusco - Montevecchia, con l'unione di quest'ultimo Comune in seguito al Regio Decreto 9 aprile 1928.

Il paese resta a sinistra del Molgora e, nella sua parte superiore, è attraversato dalla provinciale Lecco-Monza-Milano. Per salirvi, appena usciti dalla stazione, infilare il viale di destra, poi svoltare a sinistra. Passato un ponte sul torrente Molgora, la via si prolunga fino sullo stradone. Cernusco è un importante centro agricolo e commerciale, con opifici serici e stabilimenti di tessitura, ed ha il conforto dell' Ospedale Borgazzi, sulla provinciale, passato il quale, su un ordinato piazzaletto, s'alza il Monumento ai 37 Caduti del villaggio: un magnifico soldato di bronzo che stringe la vittoria alata, dello scultore Giuseppe Mozzanica. Lo circonda il Parco della Rimembranza, formato da pini marittimi. Poco distante, s'apre la Parrocchiale di S. Giovanni Battista, con ampio pronao a quattro colonne, di belle e spigliate linee architettoniche. L'elegante campanile è opera dell'architetto Moraglia.
Alla stazione, sulla carrozzabile per Missaglia (km. 6,5), si conservano ancora gli avanzi di un castello medioevale, di proprietà Cernuschi.

Posta, Telegrafo e Telefono privato — Albergo Stazione, Valagresso e discrete osterie — Asilo Infantile A. Morchio.
Cernusco, nei medioevo, fu sede di molte famiglie longobardiche.

Merate (ab. 3835 - alt. 288)
Frazione: Brugarolo. Il paese dista dalla stazione più di un chilometro e mezzo. Si infila il bel viale dedicato a Vittorio Emanuele II, di cui, ad uno svolto, appare un medaglione. Attraversata Cazzaniga, ex frazione di Sabbioncello, sulla provinciale, si svolta, a destra, per via Garibaldi, fiancheggiata da ville signorili e da parchi ombrosi, e si sbocca in piazza Giulio Prinetti, centro di questo importante borgo, che ha tutto l'aspetto di una florida cittadina.

Merate, l'antica "Melatum" risalente all'epoca gallo-romana, trovasi nella Brianza orientale e il suo abitato s'estende sulle piccole elevazioni che servono di spartiacque tra l'Adda e il Molgora, alle falde del Monte Robbio. Nel medioevo, fu feudo dei Frati S. Dionigi di Milano, che l'ebbero in dono dall'arcivescovo Ariberto.

In piazza Prinetti, si ammira l'antico convento e già castello forte, munito di una torre cilindrica, bellissima. E' monumento nazionale. Il viale che lo fronteggia, mena dritto al Municipio, davanti al quale si profila l'artistico Monumento ai 92 Caduti di guerra, nella piazza Umberto I, abbellita nell'anno 1904 per la liberalità del nob. cav. G. Confalonieri : una piramide, chiusa da una cancellata, sormontata da un bronzo che riunisce una bandiera, un fucile, un elmetto ed un cannone. Sul piedestallo una lampada votiva, pure di bronzo. Il Monumento è opera dell'architetto Ulderico Tonani di Merate, che si prestò gratuitamente. Ispirata l'epigrafe del Bertacchi, che trascriviamo integralmente:

PARTECIPE DEL TUO BEL SUOLO
DE' SACRI FATI D'ITALIA
MERATE
AGGIUNGENDO I SUOI PRODI
ALLE FALANGI DEI CADUTI
PER IL DIRITTO DELLE GENTI
LI MANDA PIONIERI DI FEDE
AL LONTANO AVVENIRE

Caratteristico, l'attiguo Parco della Rimembranza, in mezzo al quale, su un'apposita piattaforma, giganteggia, trofeo di guerra, un cannone austriaco da cm. 8, catturato sul Montello, nel giugno del 1918. Nella parte anteriore, su una piccola targa, sfa scritto:

QUESTI PRODI
CHE TI CIRCONDANO
A TE E AI TUOI IMPOSERO
SILENZIO ETERNO

Per il viale Principe di Napoli, avente a destra l'Asilo Infantile F. Colombo e, più avanti, il rinomato collegio delle Dame Inglesi, si ritorna sulla provinciale.

Da piazza Prinetti attraversata piazza Vittoria, per via S. Ambrogio, eccoci all'atrio Belgioioso, con relativo palazzo, ora Trivulzio, e bel viale di cipressi, e sullo sfondo, la Villa Prinetti - Castelletti, sul colle Subaglio.

Nella Villa Belgioioso, nel 1848, dopo l'armistizio di Salasco fra il Piemonte e l'Austria, vi fu un convegno fra il generale Durando ed il maresciallo d'Aspre.

Poco su, mostra le sue belle linee architettoniche, la Prepositurale di S. Ambrogio, antichissima, allungata nel 1648 e restaurata nel 1758. Il campanile venne rifatto. Quando la chiesa venne allungata, dalla sua facciata fu tolta una lapide colla data 11 aprile 1464 e posta sulla casa parrocchiale. Nella piazza che alla chiesa si intitola, nel 1717, venne eretto un oratorio, che serviva da sepolcreto di famiglia. Di fronte, la Villa Baslini, con magnifico scalone.

Ancora da piazza Prinetti rifacendo la via Manzoni, percorsa entrando in paese, si lascia a sinistra il rinomato Collegio che ospitò, giovanetto, il celebre scrittore dei Promessi Sposi. Una lapide, con medaglione, sta sulla facciata:

AD
ALESSANDRO MANZONI
ALUNNO DEL COLLEGIO DI MERATE
DALL'ANNO 1791 ALL'ANNO 1796
I MERATESI
DAL SUO NOME
INTITOLANDO IL PATRIO ISTITUTO
POSERO (1873)

Altre ville arricchiscono il paese. Villa Confalonieri, costruita su disegno dell'architetto Bagatti-Valsecchi, con spazioso atrio, e sale e gallerie ornate di quadri antichi e moderni ; Villa Cornaggia, in frazione Vedù con Oratorio di S. Antonio; Villa Mantegazza, ora Scotti, in frazione Brugarolo, pure con Oratorio.

Istituti di beneficenza, di credito, associazioni sportive, prosperano in questa terra fortunata, mentre le industrie vanno sviluppandosi. Sono da ricordare: l' Ospedale civico, sul Colle Turba, col pio Istituto Terzaghi per fanciulli scrofolosi e rachitici; la Banca Briantea, la Banca Popolare, la Banca Agricola Italiana e la Cassa di Risparmio; la Società Operaia; la sportiva Società "Certantes" e alpinistica "Stoppani". Florida la tessitura serica. Alla vicinanza della ferrovia elettrica Lecco-Monza-Milano e della trasversale Usmate-S. Pietro, Merate deve il suo incremento ascensionale.

A mezzo chilometro, a nord est di Merate, s'alza il Colle S. Rocco (m. 450), dove sorgeva il lazzaretto durante l'infierire della peste negli anni 1524 e 1576. Su esso, il 30 maggio 1927, è stata inaugurata una modernissima specola diretta dal prof. Emilio Bianchi a 45° e 42' di lat. nord e 37° e 42 di long, est Greenvick.
Stralciamo queste notizie dal Corriere della Sera di quei giorni:"La specola è munita di un riflettore Zeiss, lungo quasi 6 metri e del diametro di m. 1,02, con specchio parabolico sul fondo. Coll'applicazione di uno specchio parabolico presso la bocca, la potenza ottica uguaglia un refrattore di m. 17-18 di lunghezza, e si può ottenere un ingrandimento medio di 2000 volte, permettendo di osservare la luna come se fosse a 190 km., e Marte a 30.000 km.
Con tale riflettore, di cui ne esiste uno simile ad Amburgo ed uno solo superiore a Berlino, restano facilitate le ricerche stellari, anche spettroscopiche, permettendo le fotografie celesti."

Posta, Telegrafo e Telefono — Albergo del Sole, della Torre; Ristorante Valsecchi, Trattoria del Latte ed altre — Maglificio e calzifìcio.

Per maggiori notizie su Merate, leggere « Merate e il Collegio A. Manzoni » del Prof. D. Federico Colombo - Tip. Briantea, Ditta Fratelli Airoldi, Merate. Da Merate a Novate, Robbiate, Paderno d'Adda, Verderio Superiore ed Inferiore:
La escursione si compie in una magnifica plaga, ricca di gelsi e di biade, alternata da elevazioni e da poggi, che ne rendono vario il panorama. Questo lembo della Brianza orientale, si stende dalla ferrovia Lecco-Milano fino all'Adda, ed è arricchito dalla linea Seregno-Bergamo che l'attraversa nella parte inferiore.

Dalla Prepositurale di S. Ambrogio, si prosegue per un'ampia carrozzabile, che divalla verso Novate Brianza, villaggetto ora unito a Merate, con Regio Decreto 8 maggio 1927, e da cui dista km. 1.

Novate Brianza (ab. 590 - alt. 295)
E' a destra della ruotabile. Su un dosso, spicca la Parrocchiale di S. Stefano. Nella piazzetta dell'ex comune, fra gli alberelli del Parco della Rimembranza, sorge il modesto Monumento ai 17 Caduti della frazione.

Posta, Telegrafo e Telefono a Merate. — Novale fu feudo dei Pietrasanta e la sua popolazione fu crudamente colpita all'epoca della peste.

La strada prosegue in mezzo a campagne ubertose, sempre in direzione dell'Adda. Ed eccoci a Robbiate, a quasi 4 km. da Merate.

Robbiate (ab. 1796 - alt. 273)
Frazione: Terzuolo. E' un villaggio di antichissima origine e si vuol far risalire la sua fondazione agli Orobi, quando dall' Eubea si trasferirono in Brianza. Il nome stesso avvalora tale opinione, confermata anche da Plinio. L'abitato si stende alle falde del Monte Robbio e, nel medioevo, fu una fortezza milanese. All'entrata in paese, una ruotabile, a destra, per Terzuolo, porta alla stazione di Paderno d'Adda, con percorso di un chilometro. Belle alcune ville patrizie, tra le quali, importante, quella del barone Airoldi.

Sulla strada che, lungo la riva destra dell'Adda, si congiunge con Imbersago, in prossimità del Cimitero, elevasi un tronco di piramide ricordante i 48 Caduti del luogo. Il viale d'accesso, è dedicato alla Rimembranza.

Dopo la Parrocchiale di S. Alessandro, la strada prosegue per Paderno d'Adda, a km. 1,07.

Posta, Telegrafo e Telefono privato — Albergo Belvedere, Rovasi — Asilo Infantile Fumagalli.

Nacque a Robbiate Marcellino Airoldi che, nel 1647, acquistò dal Governo spagnolo il territorio di Lecco.
Scuola industriale, istituita dal Fascio locale, presieduta dal barone Paolo Airoldi.

Paderno d'Adda (ab. 1738 - alt 266)
Questo villaggio, ora aggregato a Robbiate, deve la sua notorietà al famoso ponte di ferro, che ha il duplice scopo di servire alla ferrovia S. Pietro-Seregno ed alla strada interprovinciale fra il territorio di Como e quello di Bergamo. Il piano inferiore serve alla ferrovia ed il superiore alla strada carrozzabile.

Il viadotto attraversa l'Adda un po' a monte della località ove ha origine il "Naviglio di Paderno" ideato da Leonardo da Vinci. Esso consta di una grande arcata, avente la luce di m. 150 e la freccia di m. 37,50 e di una travata rettilinea lunga m. 266 e sostenuta, in 9 punti, da pile metalliche, dall'arco e da due spalloni in muratura. La costruzione del viadotto cominciò nel maggio 1887 e finì nel febbraio del 1889. La lunghezza totale del ponte, da una sponda all'altra, è di m. 315, l’altezza dalla magra dell'Adda è di m. 82, il materiale metallico impiegato è di tonnellate 2650. Ideatore, l'ingegnere Gubser, costruttrice la Società Nazionale delle Officine di Savigliano.

Paderno, ponte sull'Adda.

La ruotabile che vi giunge dall' Albergo del Ponte, in parte è adibita a Viale della Rimembranza, mentre nel Cimitero un'urna di marmo ricorda i 52 Caduti di guerra. Una ruotabile, prima del ponte, a sinistra, porta al Ristorante Belvedere, guardante l'Adda.

Posta, Telegrafo, Telefono privato — Asilo Infantile V. Avignone.

All'entrata in paese, si trova la Parrocchiale di Maria Assunta, con buoni affreschi ed un elegante pronao, eseguito dall'Amati, sul principio del 1800. Nell'ex Casa Comunale, una lapide inaugurata nel 1918, subito dopo l'armistizio, ricorda i Morti di guerra del paese.

Con R. Decreto, Paderno, insieme ad Imbersago, è stato unito a Robbiate, sede del nuovo Comune.

Impianti idro-elettrici di Paderno. — Nell'ex comune esistono due canali idro-elettrici, che fanno funzionare due centrali che sorgono in Cornate (prov. di Milano). Questi due canali hanno inizio ciascuno con una diga, con cavalettoni di ferro, una in senso longitudinale dell'Adda, che sostiene l'acqua, la quale s'immette nel canale che la funzionare l'officina Bertini in Porto d'Adda, frazione di Cornate ; l'altra in senso trasversale che sostiene tutta l'acqua del fiume, una parte della quale si getta nel secondo canale che va ad azionare l'officina Esterle, alla Resega, frazione di Cornate. Questi due canali attraversano il territorio di Paderno, in parte allo scoperto e in gran parte in galleria. Dalle due officine vengono prodotti oltre 10 mila HP di forza, che viene utilizzata per illuminazione, per stabilimenti, tranvie e per la ferrovia da Monza a Colico.

Il "Naviglio" di Paderno. — Con questo nome viene indicato il canale navigabile ideato da Leonardo da Vinci e costrutto nel 1799, colle conche. L'Adda, dove è stato costrutto il canale, non era navigabile, per la velocità della corrente, dovuta al forte dislivello e per la presenza, nell'alveo, di enormi macigni. Qui, il fiume assume carattere torrentizio e presenta aspetti vari e pittoreschi, messi in rilievo da C. Cantù e dallo Stoppani.

Lungo l'Adda vi sono degli scogli e precisamente nella località detta "Tre Corni" da cui, Leonardo, trasse l'ispirazione per "La Gioconda".

A circa 150 metri a valle del Ponte, lungo il Naviglio, si vede il caratteristico Ceppo di S. Michele che s'insinua nel letto dell'Adda (1).

(l) Le notizie intorno al Ponte, agli Impianti idroelettrici ed al "Naviglio di Paderno". vennero gentilmente favorite dal cav. Adolfo Piciotti, Segretario del luogo.

In Paderno trovasi un'ara di sarizzo con iscrizione romana dedicata ad Apollo.
Dopo Paderno, la ruotabile, tutta pianeggiante, attraversa il villaggio di

Verderio Superiore (ab. 1206 - alt. 250).
Il villaggio, vanta la ricchissima villa già Confalonieri, che si riallaccia a ricordi storici e patriottici. Ai Confalonieri apparteneva Federico, condannato al carcere perpetuo dello Spielberg nel 1823. Nel 1799, nella Villa Confalonieri, si asserragliarono i Francesi col Serrurier, assaliti dagli Austro-Russi del generale Wukassovich. Nella battaglia di Verderio, i Francesi furono sopraffatti dalle forze coalizzate degli alleati. La villa, con ricco giardino adorno di statue e di fontane zampillanti, è ora passata alla Famiglia Gnecchi.

Verderio Superiore possiede un vero gioiello di architettura lombarda, nella Parrocchiale di S. Giuseppe, sulla ruotabile che s'unisce a Verderio Inferiore.
La chiesa di Verderio Superiore:
La nuova chiesa, sorge su un ampio piazzale che domina la pianura leggermente ondulata, col pittorico sfondo delle Prealpi. Essa venne inaugurata nel 1902 e deve la sua costruzione all'atto munìfico di Giuseppina Gnecchi Ruscone Turati, che volle dotare il Comune del nuovo tempio della fede, in sostituzione della vecchia Parrocchiale, su disegno del nobile Fausto Bagatti - Valsecchi, coadiuvato dall'architetto Enrico Combi.
Togliamo da' "La nuova Chiesa di Verderio Superiore" di Luca Beltrami:
"La nuova chiesa di Verderio si presenta a tre navi, intersecate dalla nave traversa, chiusa agli estremi da absidi poligonali : mentre la nave mediana termina con un'abside maggiore, destinata ad accogliere l'organo ed il coro. Le tre navi si svolgono col tipico riparto a campate quadrate, coperte da volte a crociera, per modo che ad ogni campata della nave maggiore corrispondono due campate, pure a crociera regolare, delle navi laterali."

E più avanti: "Da uno zoccolo in sarizzo si eleva, in tutta la semplicità del laterizio, la costruzione, di cui le delicate profilature delle finestre e delle cornici ricorrenti alla sommità delle pareti, mettono in rilievo la tranquilla armonia delle linee e delle masse."

Sopra il portale d'entrata, di pretto stile lombardo, s'apre una marmorea finestra a ruota che versa la sua luce nell'interno, mentre la cupola centrale è munita di una loggetta, con snelle colonnette pure di marmo. Il campanile, quadrato, termina a cuspide, colle sue finestre bifore e s'alza, imponente, su tutta la massa del tempio.

Le decorazioni nell'interno, opera dell'artista Ernesto Rusca, che si osservano lungo le arcate, i costoloni e le serraglie delle volte, completano l'edificio e "si adattano all'ambiente mediante quelle ornamentazioni che, coll'alternare degli elementi geometrici e delle forme inspirate alla natura opportunamente stilizzate, raggiungono il risultato di dar rilievo e nobiltà all'organismo costruttivo" (vedi Luca Beltrami, nella citata monografia).

Un grandioso polittico, del piemontese Canavesio, dipinto nel 1491 e che s'intona felicemente colle decorazioni delle pareti e delle volte della chiesa, completa l'altar maggiore. Sono in tutto 31 gli scompartì che formano quest'opera d'arte degna dell'ammirazione del visitatore e della devozione dei fedeli. In paese, si può ammirare un'antica torre medioevale.
Verderio Superiore ha pure una rinomata officina di lavori artistici in ferro battuto della Ditta Cattaneo, che ne fornì pure alla chiesa e ne espose begli esemplari alla IIa Mostra Quinquennale dei Prodotti Locali, tenutasi in Lecco nel 1927.

Incannatoio — Tram a Bellusco, a km. 6,2.

Il piazzale della chiesa è completato dal Monumento ai 35 Caduti di guerra, munito di quattro lampade votive e di medaglioni coll'effige degli eroici Morti.

Posta e Telegrafo privato — Trattorie Villa e Sala — Asilo Infantile.

Verderio Inferiore (ab. 1286 - alt. 249)
È un villaggio unito a Verderio Superiore da un viale formato da due lunghi filari di pianticelle dedicate ai Caduti dei due paesi. Quest' ultimo, ha la bella e vasta Parrocchiale dei SS. Nazzaro e Celso, inaugurata e benedetta nel 1906, ed un'artistica lapide ai 23 Caduti, nel Cimitero, sulla ruotabile che, uscendo dal territorio comasco, porta ad Aicurzio e a Sulbiate, nel milanese.

Posta a Verderio Superiore; Telegrafo e Telefono a Paderno d'Adda — Tram a Bellusco km. 5,7 — Industria serica — Incannatoio.

Verderio Inferiore è molto più antico di Verderio Superiore e, latinamente, si chiamava Verdezum.

Prendendo come punto di partenza la stazione di Cernusco-Merate, possiamo intraprendere una divertente escursione fino a Montevecchia, che si può ammirare in treno dagli sportelli di destra, e spingerci fino a Missaglia.

Al passaggio a livello, subito dopo la suddetta stazione per chi va a Milano, s'apre, in salita, una carrozzabile che, lasciato a sinistra l'Oratorio di S. Giacomo e i ruderi di un castello medioevale (vedere Cernusco Lom-bardone), ridiscende poi, oltrepassa alcuni mulini, e giunge alla Latteria Sociale di Montevecchia.

Montevecchia (ab. 1460 - alt. 445)
Il paesello sorge su un'altura di forma conica, dove, un tempo, venivano poste vedette per sorvegliare i passi dell'adda. Dalla Latteria Sociale, volgendo a sinistra, si va ad Usmate (km. 6) ed a Monza (km. 16); volgendo a destra ci porteremo all'ameno villaggio che dista km. 1. Avremo percorso 3 km. da Cernusco.

La strada carrozzabile s'inerpica a larghe spire, in mezzo a rigogliosi vitigni, da cui si ottengono vini prelibati. A mano a mano che si sale, l'orizzonte si allarga e l'occhio gode di una vista magica. Oltrepassate cascina Umberto e le frazioni di Pilastrello e di Mirasole, si giunge alla frazione Casanova, sede dell'ex Municipio.

Qui appare l'immensa mole della costruenda chiesa, disegnata dall'architetto Cabiati. Di fronte, l'Albenza.
Per raggiungere la cima, dove s'estolle la vecchia chiesa di S. Giovanni, visibilissima per un largo raggio, occorrono altri dieci minuti di non faticosa salita. Dopo la frazione di Montanè, ecco il Cimitero, col Monumento ai 23 Caduti del paese : una artistica piastra di granito, con corona d'alloro di bronzo.

Raggiunto l'Albergo Pineta, in frazione Madonnina, si sbocca in un ampio piazzale, a pochi minuti dalla chiesa, con lunga gradinata che vi porta, adibita anche a Viale della Rimembranza. Siamo sulla vetta (m. 479). Il grazioso tempio che, colla costruzione della nuova chiesa, diventerà Oratorio, è in istile barocco e risale al 1570. Ha buoni affreschi ed un pregiato quadro del Campi.

Ritornando sul piazzale, ci sarà dato leggere un'epigrafe sul Palazzo Albertoni, che fu degli Agnesi, feudatari di Montevecchia nel secolo XVIII. L'iscrizione ricorda una delle più chiare scienziate del tempo, Gaetana Agnesi, che Papa Benedetto XIV chiamò alla cattedra di analisi nella Università di Bologna (n. 1718 - m. 1799) :

MARIA GAETANA AGNESI
DI MATEMATICA E DELLA CARITÀ SAPIENTISSIMA
QUI
GIOVANETTA ED OTTUAGENARIA
ALLIETÒ NELLA PACE
LA SUA VITA UMILE E GRANDE

Signorili, il nuovo Albergo Montevecchia con Telefono pubblico, ed il vetusto Palazzo Oltolina. — Posta e Telegrafo a Cernusco — Albergo Maggioni — Cave di calcare marnoso.

Dal suddetto piazzale, dopo il Palazzo Oltolina, volgendo a destra, si va a S. Bernardo (alt. 487 - km. 0,99) ed a Spiazzolo (alt. 507 - km. 1,64); volgendo a sinistra, ad Ostizza (km. 1,42) ed a Lomaniga (km. 2,20).
Montevecchia vanta le sue pregiate "robiole", saporitissime e ricercate.

Per raggiungere il paese, dalla stazione di Cernusco, si può anche, a pochi passi dal passaggio a livello, piegare a destra e seguire la carrozzabile per Paravino, parallela alla ferrovia, e che rasenta il piede della collina.
Il Campanile di Montevecchia, è un vetusto avanzo di torre medievale che, nei momenti gravi, univa la sua voce a quella possente del Campanone della Brianza, chiamante all'arme gli abitanti delle terre circonvicine.

Con Regio Decreto 9 aprile 1928, l'alpestre paesello venne unito a Cernusco Lombardone.

Lomaniga (ab. 902 - alt. 286)
Questo paese lo si può attraversare, ritornando alla Latteria di Montevecchia e proseguendo per la carrozzabile poco prima lasciata. Resta a destra del torrente Molgora, e non ha nulla di notevole, se non si toglie la chiesa dei SS. Fermo e Rustico, quasi nuova, col suo elegante e slanciato campanile.
Sul Palazzo Comunale è murata una lapide ai 17 Caduti di guerra.

In frazione Oliva nacque il filologo Francesco Cherubini (1789 -1851), ed una lapide lo ricorda.
Nelle vicinanze, si rinvennero avanzi di monumenti romani. Sul poggio dove si raggruppa la frazione, un tempo crescevano rigogliosi gli ulivi.

Fabbrica cemento e laterizi — Piccola filanda — Lavori in vimini — Posta, Telegrafo e telefono — Albergo S. Vittore.

Con Regio Decreto 29 marzo 1928, Lomaniga venne unito al Comune di Missaglia.

Proseguendo in ferrovia dopo la stazione di Cernusco-Merate, la linea rasenta la riva sinistra del torrente Molgora, in verdeggiante piano leggermente in discesa, coltivato a gelsi ed a biade, cosparso di ville e di casolari. Dopo due chilometri, siamo alla stazione di Osnago. Il paese può essere raggiunto anche seguendo la provinciale, per un ampio rettifilo che, attraversando la frazione di Villa, procede parallelamente, a sinistra della linea ferroviaria.

Osnago (ab. 2803 - ali. 240)
Subito a sinistra della piccola stazione. Simpatica residenza, ai confini della provincia di Como. Antichissimo è il Palazzo Arese, con parco meraviglioso, un tempo dei Lucini, che l'ebbero in proprietà nel 1652. In esso convenivano artisti, letterati e patrioti. Vi fu ospite il poeta Passeroni (1713-1803). Nell'archivio della Chiesa vi è memoria di lui e di alcuni suoi versi d'occasione:

Che per altrui bontà, non per mio merito
Vado ogni anno ad un luogo alquanto alpestre
Sul monte di Brianza, ameno e vago
Comodo, allegro e che si chiama Osnago.

Anche Manzoni, allievo del collegio di Merate, si recava spesso a pranzo in casa Arese, come scriveva C. Cantù nell'"Illustrazione del Lombardo Veneto".

Patrioti, gli Arese. Un Arese, nel 1825, fu condannato per tre anni al carcere dello Spielberg e il conte Francesco Arese (n. 1805, m. 1882), durante le barricate di Milano, riuscì ad uscire dalla città per recarsi da Carlo Alberto ad invocarne l'aiuto, a nome del Municipio.

La Parrocchiale di S. Stefano, sulla provinciale, è di belle linee ed in essa si trovano buoni quadri d'autore, parecchi dei quali notificati in Brera. Una S. Eufemia di Donato Creti, una Deposizione di Giulio Cromer, un S. Francesco ed una Madonna col Bambino, di autori ignoti.
Su una parete esterna della sacrestia, verso il giardino annesso alla Chiesa, è murata una lapide dedicata a Ferdinando I, in ricordanza della sua incoronazione a Re del Regno Lombardo-Veneto. In tale occasione, venne alberato lo stradone che si prolunga, a mezzogiorno, fino al Santuario della Madonna di Loreto, eretta nel 1714, al bivio per Ronco Briantino. Il Santuario citato, internamente, ha forma ottagonale, con loggia interna, dalle cui ampie finestre si scorgono Montevecchia e, più lontano, il maestoso Resegone e l'imponente Grigna. Servì anche da Lazzaretto, ed una lapide, sul portale, lo ricorda.
In piazza Maria De Capitani, buoni caffè ed alcuni alberghi. Per via Trento, un po' più avanti, a destra, s'apre via IV Novembre, che mena in piazza della Vittoria, dove sorge il bel Monumento ai 54 Caduti del paese : un bronzeo busto di soldato che bacia il tricolore, su un piedestallo di granito. E' dovuto allo scultore A. Sassi. Davanti, s'allunga il Viale della Rimembranza, percorrendo il quale si può andare al palazzo del Comune, sulla cui facciata un medaglione eterna G. B. Galimberti, fondatore della prosperosa industria del lino in Osnago e benefattore munifico del paese.
Oltre a quella degli Arese, altre ville abbelliscono Osnago : Ville dei nobili De Capitani, Ambrosini, Spinelli, geometra Rossi ed altre.

Posta, Telegrafo, Telefono privato — Società sportiva « Audacia » — Asilo Infantile.

Lomagna (ab. 1463 - alt. 261)
Dalla stazione ferroviaria di Osnago, attraversato il passaggio a livello, lasciando a sinistra ville signorili, dopo km. 1,98, si entra in Lomagna. Prima dell'entrata in paese, Il Viale della Rimembranza ai 38 Caduti, mena dritto al Camposanto, dove due lapidi li ricordano. Bella la Chiesa Parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, con ampia navata centrale e due laterali, con buoni affreschi. Nelle navate laterali, due bei quadri di santi del Lavezzari. Per via Colombo, col palazzo omonimo, si giunge al Municipio. Lomagna fu feudo dei conti Busca e, nel medioevo, si governava a repubblica indipendente.

Tessitura di cotone e lana, Industria serica — Posta, Telefono a Usmate — Asilo Infantile C. Colombo — Via per Maresso, Casatenovo, Missaglia — Servizio automobile.
 

Sulla casa parrocchiale è visibile un'iscrizione romana.

Dopo Osnago, la linea ferroviaria, valicato il Molgora, s'addentra nella pianura milanese, rotta appena appena da lievi ondulazioni, che rendono vario il paesaggio. Prima della fermata di Usmate-carnate, si distacca a sinistra la linea Ponte S. Pietro-Bergamo, che attraversa l'Adda sul ponte di Paderno, già descritto precedentemente.
E siamo alla stazione di Usmate-Cornate.

Usmate (ab. 1923), resta a destra della linea, sulla provinciale, seguendo la quale, dopo aver attraversato il Molgora, si giunge, a un bivio, alla Parrocchiale di S. Margherita: a sinistra per Vimercate, a destra per Monza e Milano. Usmate è frazione importante di Velate milanese.

Usmate.

Velate (ab. 4305 - alt. 231)
Sulla strada che conduce a Velate, una lapide, sulla facciata del fabbricato scolastico di Usmate, ricorda un valente educatore: il maestro Federico Fracaro. Proseguendo, dopo due chilometri, si arriva al capoluogo per una ruotabile tutta acciottolata. Prima di Velate, ecco la magnifica Villa Scaccabarozzi, già Casati, con ricchissimo parco. Più in alto, s'adagia il paese, colla bella Parrocchiale di S. Maria Assunta, rinnovata ed ampliata nel 1855, con finestra a ruota sul portele d'entrata. Grazioso l'altare in marmo bianco, con fascie rosa. Sull'ampio piazzale, essa domina la pianura milanese.

Tutte le vie che s'irradiano dal paese sono selciate e ciò devesi alla munificenza dei conti Belgioioso che, in tempi di carestia e di crisi, vollero dare lavoro agli abitanti.

All'altezza della Villa Scaccabarozzi, un'altra ruotabile, lunga quasi un chilometro, pur essa acciottolata, mena al Cimitero, che ha la sua entrata rivolta verso la provinciale Lecco-Milano. Di fianco, fuori del sacro recinto, solitario, s'alza il bel Monumento ai 31 Caduti del villaggio, opera dello scultore Sassi: due colonne marmoree su un piedestallo e, fra esse, sostenute da colonnette di ferro, due piastre di marmo, col nome dei Morti di guerra. Davanti e intorno, le pianticelle della Rimembranza.
Sede del comune Usmate, con Posta e Telegrafo alla Stazione, munita di buon Ristorante. Usmate diede i natali al console Guidotto, bandito da Milano nel 1110.

Sulla provinciale, nel fratto fra Osnago ed Usmate, si può ammirare la magnifica Villa Dal Verme, su una collinetta rivestita di un parco ombroso.

Carnate (ab. 1828 - alt. 237)
Il ridente paesello di Carnate, diviso in Inferiore e Superiore, si sfende in massima parte, a sinistra della ferrovia, mentre la parte nuova s'allunga verso la provinciale, in direzione di Usmate.

Il grosso dell'abitato, resta più in su, sulla strada che va a Bernareggio. Sulla ruotabile che porta alla Parrocchiale dei SS. Cornelio e Cipriano, vedesi, a sinistra, il Monumento ai 34 Caduti del villaggio: una colonna granitica, sormontata da un'aquila, col nome dei Morti in lettere di bronzo con rispettivi medaglioni. Vi conduce il Viale della Rimembranza. Vasto l'Asilo Pier Luigi, Deliziosa la Villa Banfi, con annesso oratorio e ricco ed esteso giardino, in posizione ammirevole.

Carnate.

Buoni alberghi in vicinanza della Stazione: Trattoria Brianza, della Ferrovia, della Stazione — Posta e Telefono, Telegrafo alla Stazione — Auto per Bernareggio, Aicurzio, Sulbiate e per Besana.

Bernareggio (ab. 3667 - alt. 234)
Chi è a Carnate, non manchi di spingersi fino a Bernareggio, che dista dal primo km. 2,5. E' un grosso paese che sfa rinnovandosi completamente. Sviluppatissima la industria tessile e, ancor più, quella dei serramenti di legno, porte, finestre, ecc., con larga esportazione. Trovansi pure alcune filande. Banca Agricola Milanese. Bella la Chiesa di S. Maria Nascente, con cupoletta centrale, e quattro magnifiche colonne, che dividono la navata media dalle laterali.

Bernareggio, chiesa parrocchiale con sfondo del Monte di Brianza (quota S. Genesio).

Sotto il porticato della Casa Comunale, al largo Dante, sono murate due artistiche lapidi: una riportante il comunicato Diaz, l'altra portante inciso il nome dei 46 Caduti di guerra.

Posta, Telegrafo e Telefono — Auto per stazione Usmate-carnate — Albergo del Moro — A Bellusco (km. 4), tram per Monza e per Bergamo.

Dopo la stazione di Usmate-Carnate, valicato di nuovo il Molgora, abbiamo l'incontro colla linea di Seregno, che la provinciale attraversa. La Brianza va perdendo le sue caratteristiche alture, che muoiono nel piano, ormai uniforme. Dopo cinque chilometri, siamo ad Arcore.

Arcore (ab. 4020 - alt. 193)
Il paese si trova a destra della linea. La provinciale la, percorre in tutta la sua lunghezza e passa davanti al gruppo scultoreo dedicato ai 76 Caduti di guerra, chiuso da una cancellata di ferro, il significativo Monumento di bronzo rappresenta la Patria, che stringe la Vittoria alata, nel mentre sostiene un soldato morente. Fu inaugurato nel 1922, e l'opera artistica è dovuta allo scultore Cirillo Bagozzi e all'architetto Nazareno Moretti, entrambi di Milano. Più avanti, a sinistra della provinciale, trovasi la stazione ferroviaria. Maestosa la Villa Adda, con Cappella sepolcrale, che racchiude un grandioso lavoro del Vela. Ad Arcore, villeggiava il celebre annualista milanese Giulini.

Arcore, Villa Adda.

La Parrocchiale di S. Eustorgio, ad ampia navata, è ancora disadorna, ma ha buoni quadri di fianco all'altare. La facciata sta rinnovandosi.

Arcore, colonna dei morti della peste e parrocchia di S. Eustorgio.

Auto per Vimercate ed Osnago, per Monza, Casatenovo, Barzanò. Fuori del paese, a destra, una carrozzabile conduce a Lesmo, il cui nome ricorre, spesso, nelle corse automobilistiche.

Posta, Telegrafo e Telefono. — Albergo S. Eustorgio e buone Trattorie — Aereodromo privato — Banca Piccolo Credito Arconese — Asilo infantile — Da Lecco Km. 31.45 — Stabilimenti di tessitura.

La linea ferroviaria si inoltra in una plaga sempre ubertosa, rasenta la cascina S. Alessandro, seguita da presso dalla provinciale e, prima della stazione di San Fiorano-La Santa, viene tagliata dai binari della ferrovia Oggiono-Monza.

Villa S. Fiorano (ab. 2415 - alt. 175)
Grossa borgata, percorsa anch'essa dalla provinciale e congiunta colla trazione La Santa (Monza), da cui viene delimitata dalla ruotabile che conduce ad Oreno (Km. 5) ed a Vimercate (Km. 7).
Il Monumento ai 78 Caduti, comune ai due villaggi, sorge di fianco alla provinciale, in via Vittorio Emanuele ed è dovuto allo scultore Eugenio Baroni. In una casa della frazione La Santa si vedono due lapidi : la prima ricorda che nella stessa casa, per ordine del Governo austriaco fu relegato Federico Confalonieri, la seconda scolpisce il nome di Manfredo Camperio, cospiratore e soldato dell'unità della Patria.

In piazza Belfiore, s'affaccia la bella Chiesa di S. Anastasia, eretta nel secolo XVIII, a una sol nave e fatta trinave nel 1884, che serve anche per Villa S. Fiorano.
Posta, Telegrafo e Telefono. — Alberghi del Pollino, della Torre, del Castello.

Siamo a quasi quattro chilometri da Monza. La ferrovia, attraversato il Lambro, giunge alla stazione di questo importantissimo centro commerciale ed industriale, capoluogo di mandamento, dopo aver percorso chilometri 38.3.

Monza (ab. 57060 - alt. 162)
Dalla stazione, per il largo Mazzini, percorso dalla linea tranviaria che, toccando S. Giovanni, mena a Milano (Km. 12.7), in un momento si sbocca in piazza Roma, dove, centrale, si nota l' Arengario, o palazzo comunale di Monza, eretto nel 1293. Poco lungi, si trova la piazza Trento e Trieste, su cui si sta erigendo l'imponente Monumento ai 640 Caduti nella grande guerra, dello scultore Enrico Pancera.

Degno di visita, il Duomo, dedicato a S. C. Battista, fondato dalla regina Teodolinda e compiuto nel 595, ricostruito nel XIII secolo, più volte ampliato e completato nella facciata da Matteo da Campione. Il meraviglioso tempio conserva, fra i suoi tesori, la Corona Ferrea. Magnifico il campanile del Pellegrino.
 

eguendo la strada provinciale Lecco-Monza, dopo La Santa rasentando il muro di cinta dell' immenso Parco Reale, risalente ai tempi del vicerè Beauharnais, si entra in città per il viale Lecco, s' infila via Vittorio Emanuele, si passa il ponte dei Leoni, sul Lambro, e si sfocia ancora in piazza Roma. Da La Santa, si può anche attraversare il secolare Parco per un lungo viale che passa su un ponte gettato sul Lambro e che sbocca quasi dirimpetto a via Regina Margherita, d'onde, in pochi minuti, si può arrivare alla Cappella Espiatoria, inalzata nel punto dove venne barbaramente ucciso il compianto Re Umberto I, nel 1900, Autore del progetto fu l'architetto Giuseppe Sacconi e, lui morto, l'opera fu portata a compimento dall'architetto Cirillo. Entrata libera.

Per viale Brianza, lasciato a destra lo stradone alberato che conduce a Milano, per piazza Vittorio Emanuele e via Carlo Alberto si raggiunge la sunnominata piazza Roma.

Dal 1323 al 1324, Monza venne assediata da Galeazzo Visconti, il quale obbligò ad arrendersi gli ultimi Torriani, che vi si erano rinchiusi, segnando, in tal modo, il definitivo tramonto della potente famiglia avversaria.

Monza.è città di grande attività industriale e conta numerose fabbriche di cappelli di feltro. — Ha pure l'autostrada Monza-Milano — Tram elettrico per Sesto e per Milano, per Meda e Cantù, tram a vapore per Carate Brianza, per Trezzo e Bergamo.

Dato il carattere della presente guida, ci limitiamo a queste succinte notizie.
Da Monza a Milano la linea percorre altri 13 chilometri, avente a destra la linea tranviaria che unisce le due città. La pianura si stende a perdita d'occhio. A 7 chilometri da Monza, siamo a Sesto S. Giovanni.

Sesto S. Giovanni (ab. 18864 - alt. 137)
E' una cittadina di grande sviluppò che risente della vicinanza della Metropoli. La vita industriale accelera il suo ritmo. Opifici e stabilimenti sorgono in ogni dove. La tranvia ne accresce l'importanza. Corse per Gorla e Milano, per Bicocca e Milano, per Monza, per Cinisello, per Balsamo. Aeroporto in località la Torretta, a Km. 1. Belle ville lungo lo stradone di Monza su cui si delinea il Monumento ricordo ai Caduti di guerra: un tronco di piramide, di granito, su alto basamento. Sul davanti, un soldato di bronzo alza trionfante il fucile, tenendo un piede sull'aquila bicipede. Altri due bronzi più bassi, completano il grandioso monumento. Ai lati, il nome dei 112 morti e dispersi durante il conflitto mondiale. L'opera è dovuta alio scultore Anelli Gualtiero, che ha studio in luogo.

Sesto S. Giovanni.

Una passerella, dal viale Monza, porta al centro del paese, dove, in piazza Luigi Petrazzi, magnificamente si presenta la Parrocchiale di S. Stefano, molto antica, con navata centrale, divisa dalle laterali da due ordini di colonne. Slanciasi al disopra del presbiterio, la bella cupola che si scorge anche dal treno,
Sulla strada di Crescenzago, verso il Cimitero, s'apre il Viale della Rimembranza.

Posta, Telegrafo e Telefono — Albergo Commercio — Ristoranti Italia, Stazione, Rondò, Grotta Azzurra, Zoppa, Corona, Centrale — Trattorie del Ponte, Ravizza, Marconi — Caffè Unione.

Attraversato il magnifico vialone di Monza e tagliata la tranvia elettrica Monza-Milano, la linea lascia a destra la pulita stazione di Greco Milanese, altro centro, questo ultimo, di grande importanza industriale, ma incorporato alla capitale lombarda, rasenta stabilimenti grandiosi ed opifici di costruzioni meccaniche e nuove ed eleganti villette sorte, come per incanto, in poco volgere di anni e, dopo altri quattro chilometri, raggiunge la stazione centrale di Milano (m. 127).

Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2008-2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

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