Guida illustrata di Lecco e paesi finitimi

Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2008-2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

Ferrovia Canzo - Asso - Milano

 

Percorso: Canzo-Asso (capolinea) - Canzo (Km. l) - Caslino d'Erba (Km. 4) - Pontelambro Castelmarte (Km. 6) - Lezzo Carperino (Km. 7) - Erba-Incino (Km. 8) - Merone (Km. 13) - Lambrugo-Carugo (Km. 15) - Inverigo (Km. 16) -Arosio (Km. 21) - Carugo-Giussano (Km. 22) - Mariano Comense (Km. 24) - Cabiate (Km. 27) - Meda (Km. 29) - Seveso S. Pietro (Km. 31) - Cesano Maderno (Km. 33) - Bovisio-Mombello (Km. 35) - Varedo (Km. 36) - Palazzolo Milanese (Km. 38) - Paderno Dugnano (Km. 40) - Cusano Milanino (Km. 42) - Cormano-Brusuglio (Km. 43) - Bruzzano (Km. 44) - Affori (Km. 46) - Bovisa (Km. 48) - Milano Bullona (Km. 49) - Milano (Km. 52).

Itinerari diversi: Dalla stazione di Pontelambro a Proserpio e a Longone al Segrino — Dalla stazione di Lezza a Crevenna e al Buco dei Piombo — Dalla stazione di Lezza ad Arcellasco.

Percorso vario sulla ferrovia economica Asso-Milano. Pittoresco il tratto dalla stazione di Asso, affacciata sullo stradone della Vallassina, ad Erba-Incino. Sono otto chilometri lungo la valle del Lambro, alle falde dei contrafforti del monte Barzaghino (m. 1068), che s'eleva a destra della linea, del Monte Croce (m. 1155) e del Panigal (m. 904), dai fianchi boscosi.

Asso (ab. 2082 - alt. 425)
La stazione capolinea resta a km. 1,½ da Asso, a cui si può giungere per lo stradone che sale lentamente sulla sinistra del Lambro, distribuente le sue acque ai molti stabilimenti che popolano il territorio. Interessante la cascata Vallategna che si getta da uno spalto roccioso, poco lungi dalla stazione.

Asso è capoluogo di mandamento e dà il nome alla valle. Di origine antichissima, era un tempo, cinto di mura e munito di torri a difesa dalle invasioni nemiche. Vanta la bella Prepositurale di S. Giovanni Battista, con due lapidi sulla facciata: una al Papa Pio IX, l'altra a Damiano Ratti, già preposto di Asso. Nell'interno, ha buoni affreschi del Casnedi ed una pala d'altare del Campi. Artistico l'altar maggiore, in legno dorato, accurata opera d'intaglio. Nella piazza della chiesa, sorge pure l'Oratorio del Crocifìsso, degno d'essere visitato. Oltre questo, un ombroso viale, adduce al Cimitero, ove vedesi il Monumento ai 31 Caduti del borgo.
A lato del Cimitero, il Parco della Rimembranza, quasi dominato dalla torre medioevale che s'alza di contro, con resti di lapidi romane.

Dalla parte superiore del paese, per via maestri Comacini, la carrozzabile porta a Bellagio, su un percorso di 20 km., toccando Barni, Magreglio, Civenna. Dalla parte inferiore invece, di contro al fabbricato scolastico, s'inizia la carrozzabile per la Valbrona che per Visino, Valbrona, Onno, Vassena, Limonta porta pure a Bellagio (km. 19).
Posta, Telegrafo, Telefono — Banca Popolare — Banca Vallassinese — Associazione di Mutuo Soccorso — Alberghi Leon d'Oro, Asso, Stella, Crotto S. Marta — Servizii automobilistici per Bellagio, Canzo, Erba — Società "Pro Montibus" — Cassa di Risparmio.

Sparse in giro, in bella posizione, sono le trazioni di Scarenna, Pagnano, Megna, Fraina, Gesnù, Brazzova e Mudrone.
Escursioni al piano del Tivano (m. 957), al Palanzone (m. 1436). al Monte S. Primo (m. 1686). Per Pagnano e Megna si può ascendere al Monte Menia (1053). Altre escursioni al Barzaghino (m. 1068), al Monte Croce (1155), ecc.
Lo stradone che unisce Asso a Canzo, lungo la sinistra del Lambro, è veramente interessante (km. 1,5).

Fiorente industria della seta e rinomato Cotonificio Oltolina — Fabbriche di ferri da taglio — Asilo Infantile — Ospedale civico — Scuola di Disegno.

Canzo (ab. 1943 - alt. 387)
Simpatico luogo di residenza, uno dei migliori della valle, mèta estiva di ricercata villeggiatura. Dalla stazione capolinea al centro, si percorre lo stradone Asso-Canzo, lasciando a sinistra la Villa Verza, grandioso stabilimento serico, ed a destra la magnifica Villa Magni, con vasto parco, intersecato da ombrosi viali nei quali è caro sostare. Dappertutto, lungo i pendii e sui poggi, ville civettuole e bianche casine. All' inizio dell'ultimo tratto che sale al piazzale della Chiesa, a sinistra, trovasi il Parco della Rimembranza.

La Parrocchiale di S. Stefano, su ampia piazza con mercato coperto, è una delle migliori della zona. La vasta navata, è fiancheggiata da artistiche cappelle laterali, affrescate dall'Albertella e dal Beghè. Bello il Nazareno in croce, nella prima cappella a destra. La decorazione pittorica della volta è pure dell'Albertella. Le lesene, le balaustre, gli altari mostrano una esuberante ricchezza di marmi. Di non comune valore, l' organo del Serassi di Bergamo.

Fronteggia la Chiesa, l'Asilo Vittorio Emanuele III. Lungo la via omonima vi è il Municipio con lapidi a Vittorio Emanuele II ed a Garibaldi. In piazza Garibaldi ecco un bel gruppo in marmo, con due bronzi laterali, opera dello scultore Avogadri : è il Monumento ai 30 Caduti del villaggio.
Da un lato, la piazza è chiusa dal Teatrino. Canzo annovera pure il suo Ospedale civico. Asilo Infantile. Biblioteca popolare "Verza".

Buoni alberghi, caffè, pasticcerie, dove si può assaggiare il Vespetrò Scannagatta, specialità del luogo — Albergo Croce di Malta, Canzo ed altri minori — Posta, Telegrafo, Telefono — Auto per Asso e per Bellagio.

Da via Umberto I, di fronte alla piazza Garibaldi, si può fare una divertente escursione alla Fonte di Gajumo, (m. 481) in poco meno di mezz’ora, risalendo la Valle Ravella, percorsa dal torrente dello stesso nome, allo sbocco della quale si stende l'abitato. Proseguendo a sinistra, si ascendono i Corni di Canzo (m. 1373), mentre, tenendo a destra, in quasi un'ora dal paese, si raggiunge l'eremo di S. Miro (m. 600), di contro al quale apresi la grotta che vuolsi servisse al santo, morto nel 1436, come luogo di ritiro e di penitenza. Sotto, zampilla una fresca vena d'acqua.
Anche a Canzo vi è buona l'industria serica.

Escursioni al Cornizzolo (m. 1241) e al Monte Pesura (m. 1198).

Attraversata la galleria scavata nell'altura dove sorge la Villa Magni, la linea, toccata la stazione di Canzo paese, in certi punti, si mantiene quasi a livello del Lambro, dirigendosi, con larga curva, verso sud-ovest.
Prima della stazione di Caslino d'Erba, a destra del fiume, sono da osservarsi le apprezzate "Coltellerie riunite di Caslino e Maniago". Dalla stessa stazione, un'abbastanza faticosa scalinata, mena sull'altura su cui Castelmarte si stende, su un verdeggiante altipiano.

Caslino d'Erba (ab. 1220 - ali 427)
Ameno paesello, sui fianchi del Barzaghino, Dalla piccola stazione, valicato su un ponte il Lambro, una ruotabile sale in modo sensibile ed in venti minuti raggiunge l'abitato, all' imbocco del quale, in piazza della Vittoria, si vede il Monumento di bronzo ai 17 Caduti di guerra, rappresentante la Patria, appoggiata su un masso di granito, che tiene una corona di alloro. In giro, gli alberi del Parco della Rimembranza. Di fronte, l'Asilo Infantile. Il bronzo si deve allo scultore Rescaldani di Milano.

La Chiesa di S, Ambrogio, nella parte più alta del paese, ha una estesa vista sul Pian d'Erba, giù fino a Inverigo. Eretta nel 1762, ha una bella cupola sovrastante l'altar maggiore. Affreschi del Tagliaferri. Gli scavi eseguiti nei dintorni, con scoperte archeologiche, denotano l'antichissima origine del paese. Vennero alla luce tombe romane, con monete di Tiberio, Augusto e Vespasiano e, nel 1914, si esumò un sepolcreto di famiglia con braccialetti, anfore e lame di coltello.

Buoni ristoranti — Caffè Pasticceria — Posta, Telegrafo, Telefono a Ponte Lambro.

Dal bivio di Caslino, di fianco della stazione, una ruotabile di km. 3,6 conduce a Canzo.
Escursioni alla Bocchetta di Caslino (m. 920) e da qui, per Colma Piana (m. 1182) al Palanzone; al Barzaghino (m. 1068), al Monte Croce o Montiraca (m. 1155). (Vedere Asso).

La linea, dopo Caslino, girata l'altura di Castelmarte, fa una più stretta curva, sottopassa una breve galleria ed un'arcata sotto la gradinata della Parrocchiale di Ponte Lambro e giunge alla stazione di Ponte Lambro- Castelmarte.
Il primo paese resta a destra, il secondo a sinistra. Selvaggia la gola fra Caslino e quest'ultima stazione.

Ponte Lambro (ab. 1064 - alt. 305)
E' un discreto villaggio lambito dal Lambro, a km. 3 da Erba. Il fiume alimenta parecchi importanti stabilimenti, fra i quali un grandioso cotonificio. Sulla strada che dal paese va alla Chiesa, trovasi l'ordinato Parco della Rimembranza. Più avanti, alza la sua mole imponente la Parrocchiale dedicata all'Annunciazione, con attraentissimo punto di vista dall'elevato piazzale. Di fronte alla gradinata d'accesso, sta una cappella, con altare, fregiata di buoni dipinti. Ai lati della gradinata, due lapidi ricordano i 28 Caduti di guerra.

La Chiesa, consacrata il 17 agosto 1907, ha un'ampia navata, con magnifico altar maggiore e cappelle laterali che la completano e l'armonizzano. Belle ville, su d'un poggio, oltre il Lambro, di faccia al ponte gettato sul fiume.

Con R. Decreto 15 aprile 1928, i comuni di Ponte Lambro e Lezza sono riuniti in un unico comune denominato Pontelezza e capoluogo Ponte Lambro.

Le frazioni di Busnigallo, Mazonio e Fusine, vagamente sparse, fanno corona al simpatico paesello.
Posta e Telegrafo — Albergo degli Angioli, del Giardino — Caffè Stazione — Trattoria del Ristoro — Rinomato Cotonificio Ponte Lambro — Mulini — Filatoi — Macchine per filande — Fabbriche oli di semi.

Castelmarte (ab. 579 - alt. 463)
Frazione: Ravella. A sinistra della linea ferroviaria, a km. 2,185 da Ponte Lambro. Una ruotabile che s'inizia dalla Parrocchiale di quest'ultimo paese, porta a Castelmarte, su un'altura a sinistra del Lambro, con splendido panorama sulla Vallassina e sul Pian d' Erba. La Parrocchiale di S. Giovanni, con bell'altare e buoni dipinti, porta sulla torre campanaria resti di sculture e di ornati del periodo romano. Nel piazzaletto della Chiesa, a sinistra, vedesi la lapide ai 12 Caduti di guerra, con Parco della Rimembranza.

Sulla facciata della vicina Villa Parravicini, appare la significantissima scritta latina: O beata solitudo o sola beatitudo. Una lapide ricorda il veronese Bernardino Biondelli, linguista, archeologo, numismatico che nella quiete della villa trascorse 30 anni (1804-1834 ) di villeggiatura.

Posta, Telegrafo, Telefono a Ponte Lambro — Ristorante Milano, del Crotto, degli Amici, alla Bella Vista: da quest'ultimo, dal terrazzo che s'apre sulla rupe che strapiomba sulla valle verso Erba, sono visibilissimi i laghetti di Alserio e di Montorfano. — Asilo Infantile.

Rifacendo un fratto della strada percorsa prima, si stacca una ruotabile che conduce a Proserpio, d'onde poi si scende a Longone al Segrino. Altra ruotabile, porta a Canzo, in vista del Lambro, scorrente sotto.
Passeggiate diverse : A Proserpio ed a Longone al Segrino.

Dalla stazione di Ponte Lambro, seguire la stessa carrozzabile di Castelmarte. Dieci minuti prima di questo paese, a destra, un'altra diramazione porta a ...

Proserpio (ab. 519 - alt. 460)
con frazione Inarca. Magnifica passeggiata, nell'alto silenzio della natura, che permette d'ammirare il panorama che si stende sotto, abbracciante quasi tutto il Pian d'Erba.

Il villaggio è pulito, ha ville signorili e sorge sul fianco del Dosso Gualdrea (m. 586). Ha l'Asilo-Monumento dedicato ai suoi 16 Caduti di guerra, nelle vicinanze della Parrocchiale di S. Donnino, con Parco della Rimembranza. Un bel viale di alti cipressi, dalla Chiesa, mena al Cimitero, dove è murata una lapide ai Caduti stessi.

Luogo antichissimo, Proserpio, conserva gli avanzi di una rocca medioevale nel giardino della Villa Mainoni e, nel suo territorio, si dissotterrarono monete del periodo romano. Splendida la Villa Cervieri, con delizioso parco.

Posta e Telefono ad Erba-Incino, Telegrafo a Longone — Trattoria del Moro.

Una ruotabile interna, in poco più di mezz'ora, va a Canzo.

Longone al Segrino (ab. 438 - alt. 374)
Una bella ruotabile discendente, congiunge Proserpio con Longone, attraversato, questo, dalla carrozzabile Erba-Canzo. Quasi al termine della discesa, per via Garibaldi, si giunge alla Casa Comunale, colle Scuole Elementari annesse. Sulla facciata è murata una lapide ai 5 Caduti del paese. Poco discosto, in bella ubicazione, s'alza la Parrocchiale di S. Giorgio, con qualche buon quadro nell' inferno. Le decorazioni della Parrocchiale sono del pittore prof. Tito Polloni di Martinengo. All'uscita dell'abitato, in direzione del Segrino, si vede, a destra, l'Oratorio di S. Maria, col piccolo Parco della Rimembranza.

A Longone, nel 1910, in un prato di proprietà di donna Santina Miglio Spagliardi venne dissepolto un masso-avello, scavato in un trovante di serpentino. — Buone filande.
Da Ponte Lambro, la linea ferroviaria, attraversato il fiume, con a sinistra le propaggini del Monte Panigal, ha un brevissimo percorso di un chilometro e s'arresta alla stazione di Lezza - Carpesino.
Lezza, ora unito a Ponte Lambro, resta a destra e, Carpesino, frazione di Arcellasco, a sinistra.

Lezza (ab. 512 - alt. 300)
E' un grazioso paesino, in amena posizione. Fa parte della Parrocchia di Ponte Lambro. Ha una bella Chiesetta, la Madonna Addolorata, con soffitto di legno, ben lavorato. Sorge nella piazzetta IV Novembre, adorna del Parco della Rimembranza. A un lato, s'apre una grotta dedicata agli 8 Caduti di guerra, con gruppo rappresentato da un Nazareno che addita il Cielo agli eroi della Patria, per essa immolatisi.

Trattorie Nava e Sala — Posta, Telegrafo e Telefono a Ponte Lambro.
Passeggiate ed escursioni: A Crevenna e al Buco del Piombo.

A poco più di un chilometro da Lezza, valicato il torrente Bova, scendente dalla valle vicina, con severa salita, si può raggiungere il villaggio di...

Crevenna (ab. 456 - alt. 355),
dominato dal Panigale o Pusc (m. 904). Vecchie frazioni: Mornigo e Villa Clerici.
Il paese resta a km. 1,2 da Erba, a cui si può arrivare comodamente percorrendo la ruotabile che passa davanti alla Villa Amalia. Crevenna ha una ben affrescata Chiesa, S. Maria Maddalena, sul cui frontone una lapide porta il nome dei 13 Caduti di guerra. Sul davanti, il Parco della Rimembranza. Vista incantevole dei laghi. Romantica passeggiata alla frazione S. Salvatore (m. 565), a mezz'ora dal paese. Risalendo la valle del Bova, si va al rinomato Buco del Piombo (m. 695). Per S. Salvatore, si può andare all'Alpe Turati e alla Capanna Mara, d'onde al Bolettone (m. 1317).

Posta e Telegrafo ad Erba. — In vetta al Monte Panigal trovasi la torre del Broncino, avanzo di un fortilizio che ricorda le lotte medioevali.

Buco del Piombo (m. 695)
Cosi denominato dal colore della roccia, nella quale s'apre la grotta che stiamo brevemente descrivendo. Vi si può giungere da Erba, con un'ora o poco più di cammino, o da Crevenna direttamente, risalendo la pittoresca Val Bova. Dopo le Cascine dì Zoccolo (m. 640), una ripida scalinata, fatta riattare dal conte Padulli, porta all' imbocco dell' immane caverna naturale, larga m. 38 e lunga, nel suo atrio, m. 55. Passato l'atrio, si può percorrere l'antro per ben m. 322, ma l'altezza gradatamente diminuisce da m. 8 a m. 2,50. A 200 metri circa dall'apertura, si apre, a destra, un altro braccio di galleria che si riunisce, dopo una ventina di metri, al principale.

La caverna corre orizzontale nella sua massima parte e verticale nell'ultimo tratto, che è inaccessibile. La sua origine è dovuta all'opera incessante delle acque infiltrantisi nelle fenditure delle rocce di diversa natura ed a quella del disgelo, sì da produrre un varco che andò sempre più allargandosi, attraverso i tempi. Il ruscello che vi scorre, non impedisce di visitare la grotta, se non nei momenti delle piogge temporalesche e dei disgeli, durante i quali il ruscello diventa torrente e invade tutta la galleria, da cui le acque si gettano nel burrone sottostante e da qui nel torrente Bova, che le porta al Lambro.

All' ingresso della grotta, si notano i resti d'un fortilizio medioevale che serviva di protezione per chi vi era rifugiato. Le acque gocciolanti, colle loro soluzioni calcaree, hanno formato delle graziose stalattiti e stalagmiti, incastonate nella roccia. Ritrovamenti di oggetti e di monete antiche, fanno pensare che la caverna fosse frequentata anche dai romani, come non è del tutto improbabile che servisse di ricovero anche all'uomo preistorico.
Fra i resti trovati nell'antro, vennero alla luce ossa dello scomparso orso delle caverne ed una cuspide di freccia dell'età della pietra. Una derivazione di acqua potabile ostacola, ora, il libero ingresso alla spelonca.
Di lassù si gode l'impagabile panorama del Pian d'Erba, dei laghi di Pusiano e di Annone e dei monti bergamaschi.

Con R. Decreto 15 dicembre 1927, Crevenna fu unito al Comune di Erba.

Carpesino-Arcellasco
Dalla stazione di Lezza, a sinistra, una via attraversa Carpesino, frazione di Arcellasco che resta a sud est, a un chilometro, a pochi minuti dallo stradone Erba-Canzo. Parecchie ruotabili vi conducono.
Arcellasco, colle altre frazioni di S. Bernardino, Torricella, Brugora, forma un comune di 1054 abitanti, all'altitudine di m. 302, su un dolce declivio. E' un piacevole soggiorno, a pochi minuti da Erba, a cui si può arrivare anche colla ruotabile che, lungo la sinistra del Lambro, sbocca alla Malpensata (km. 1,4). — Cotonificio e cartiera.

Artistico il Monumento di bronzo ai 17 Caduti di guerra, raffigurante un soldato che stringe una daga spezzata, recinto da una balaustra ad esedra, nell'ampio piazzale della Parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, con Parco della Rimembranza. Il bronzo è dello scultore dilettante Camagni Ferruccio di Arcellasco. Fonderia G. Pontiggia di Erba.

Posta, Telegrafo e Telefono a Longone — Trattoria del Merican — Antico Albergo — Buone Osterie — Asilo Infantile.

Dalla stazione di Lezza - Carpesino ad Erba Incino (vedere provinciale Lecco-Como) è breve il percorso che, in treno si compie in pochi minuti. Un bel viale viale alberato, da quest'ultima stazione, mena dritto sulla provinciale di Como, che, salendo, attraversa tutto il paese.

La linea ferroviaria, taglia la prima parte del Piano d'Erba, dai confini indefiniti, mantenendosi vicina alla carrozzabile Erba-Milano, fiancheggiata dal Lambro e giunge a Merone-Pontenuovo (vedere ferrovia Lecco-Como). A due chilometri da questa stazione, sulla carrozzabile che conduce a Lurago, trovasi il grosso villaggio di Monguzzo (ab. 1039 - alt. 366), con un poderoso castello medioevale, che fu, dal famigerato Gian Giacomo De Medici, assalito e preso nel 1528, invano difeso da Alessandro Bentivoglio.

Questa parte della Brianza, che forma quasi un tutto col Pian d'Erba, era un tempo un vastissimo lago chiamato da Plinio l'Eupili. Di questo lago scomparso per qualche sconvolgimento della natura, rimasero i tre ridenti bacini di Annone, di Pusiano, d'Alserio e fors'anche quello di Montorfano, che si trova poco lontano. In queste località furono scoperte vaste torbiere.

Prima della stazione Merone-Pontenuovo, si stacca a sinistra la linea per Lecco, mentre quella per Milano prosegue, poi, scendendo rapidamente, porta alla successiva stazione di Lambrugo-Lurago, a tre chilometri dalla prima.

Lambrugo (ab. 831 - alt. 280)
Frazioni : Monberto, Bovia, Cascina Giulia, Cascina Maria. Lambrugo è a sinistra della linea, in una posizione incantevole. Su un ampio terrazzo, da cui si domina nettamente il Resegone, s'eleva un tronco di piramide dedicato ai 21 Caduti del villaggio. Parole del Guerrazzi sono incise come epigrafe. Dal Monumento, una ruotabile a frequenti risvolte, porta alla parte bassa del paese, cinto da deliziose collinette che salgono fino a Costa-Masnaga. Al Cimitero vecchio, vedesi il Viale della Rimembranza. Bella la Chiesa di S. Carlo, con navata centrale, divisa dalle laterali da doppi colonnati. Fu costrutta nel 1910, in istile bizantino, ed ha buoni affreschi del Volonterio.

Albergo Corona — Osteria S. Carlo ed altre — Forte industria serica e rinomata tessitura meccanica per tovaglie e damaschi — Posta, Telegrafo e Telefono ad Erba — Istituto di educazione femminile — Asilo Infantile.

Lurago d'Erba (ab. 2180 - alt. 351)
E' così chiamato per distinguerlo da Lurago Marinone, pure in provincia di Como. Si trova sulla carrozzabile Erba-Milano e dista da Lambrugo km. 1,6. Sorge su un'altura, d'onde si ha una stupenda visione delle Alpi, col massiccio del Rosa, incorniciato di neve. Vi si può salire, dall' Osteria S. Rocco, dove s' apre la ruotabile per Lambrugo.

All'entrata in paese, a sinistra, si presenta la magnifica villa del conte Sormani, con folto viale di cipressi. Più avanti, si apre la piazza colla Parrocchiale di S. Giovanni, del 1913, con navata a colonnati, munita di un'artistica facciata. In costruzione è la nuova torre campanaria e, nel posto del vecchio campanile, ora demolito, sorgerà il Monumento ai Caduti. Quasi di fronte, il Parco della Rimembranza. Ai piedi del colle, sulla provinciale, s'affaccia il Municipio, costruito su area donata dal conte Lorenzo Sormani Andreani Verri, con Scuole, Asilo, Posta e Telegrafo. Una lapide, in marmo nero, scolpisce il nome dei 36 Caduti di guerra.

Albergo Molteni e buone Osterie.

Il paese fu feudo dei Luraghi e passò, di poi, ai Giussani. Da Lurago un'altra ruotabile mena a Como (km. 15).
Le frazioni di Cabassa, Caalta, Cadea, Calpuno, Carreggia, Colciago, Monticello, S. Andrea ed altre formano la comunità di Lurago.

Il viaggiatore, dopo la stazione di Lambrugo-Lurago, avrà campo di ammirare uno dei panorami più attraenti e suggestivi. L' occhio spazia per l'incantevole Brianza, che si rompe in poggi ameni ed in collinette verdeggianti che, a mano a mano la linea s'inoltra, vanno morendo verso la pianura milanese. Ville eleganti, ridenti giardini, bellezze di una natura esuberante, fanno di questa plaga un vero paradiso, ricercato da quanti amano ricreare lo spirito nella contemplazione di un paesaggio pieno di viva poesia. A sinistra si profilano le belle montagne di Lecco, dal Resegone alla più lontana Grigna, mentre si mostra tutt'in giro il vaghissimo Pian d'Erba, al cui limite nord s'estendono i Corni di Canzo, il Cornizzolo, il Rai ed altre cime ben note agli appassionati alpinisti.

Ed eccoci ad Inverigo, a destra della stazione, su una altura dominante, in una posizione meravigliosa. La strada Erba-Milano l'attraversa, quindi piega quasi ad angolo e divalla a fianco dei binari.

Inverigo (ab. 1523 - alt. 340)
Con una quindicina di frazioni, è uno dei migliori paesi della Brianza. Nei pressi della stazione si può ammirare il Monumento ai 26 Caduti di guerra. Da qui, un ombroso viale di cipressi, sale alla Parrocchiale di S. Ambrogio, in posizione elevata. Prima dell'entrata in paese, sorge la stupenda Villa Crivelli, con viale pur esso ombreggiato da altissimi cipressi, in fondo al quale scorgesi la statua d'Ercole, chiamata col nome di Gigante. In seguito si può giungere all' Orrido, spaccatura formatasi nella roccia, da cui zampilla un freschissimo rivo, che risveglia gli echi del bosco. Nella villa, soggiornò più volte Ugo Foscolo.

Altra meraviglia di Inverigo, è la famosa Rotonda dei marchesi D' Adda Calcaterra, costruita nel 1812 dall'architetto Luigi Cagnola, che ha al suo attivo l'Arco della Pace a Milano. Dal colle dove sorge, dalla cupola centrale che completa il singolare edificio, si abbraccia una visione di una attrattiva incomparabile. Visibilissimo, dalla ferrovia, è pure il terrazzo sostenuto da arcate e da sei gigantesche cariatidi, dello scultore Pompeo Marchesi.

Inverigo, la rotonda dei marchesi d'Adda Calcaterra.

Al vicino Cimitero, stendesi il Viale delta Rimembranza. L'industria della seta è in pieno sviluppo. Vi sono pure cave di tufo calcare e di puddinga o ceppo.

Posta, Telegrafo e Telefono alla Ferrovia — Auto per Montorfano e Como, e per Giussano e Carate Brianza — Albergo Gigante, Isola Bella, Bosco Marino, ecc.

La linea ora discende, le colline a poco a poco si attenuano, il terreno ha ancora frequenti ondulazioni che si perdono all'avvicinarsi della pianura. In pochi minuti siamo ad Arosio, seguendo quasi parallelamente la provinciale che attraversa il paese.

Arosio (ab. 1537 - alt. 300)
Frazione: Bigoncio. E' un frequentato villaggio alle porte della Brianza. Possiede la bella Parrocchiale dei SS. Nazario e Celso. Nell'interno, in una cappella laterale, ammirasi un bel Cristo coll' Addolorala. Di fianco della Chiesa, un antico Oratorio di stile lombardo. Nel vicino Cimitero, a cui s'accede percorrendo il Viale della Rimembranza, è stata eretta una cappella, con altare, dedicata ai 33 Caduti del paese. Arosio vanta una Scuola professionale e un Asilo, sorti mercè "l'Opera Casati-Sangiorgio" e un ricco Ospedale per Grandi Invalidi di Guerra, donato dai conti Venino. Notevole il palazzo fatto erigere da monsignor Olgiati, vescovo di Como.

Buona lavorazione del legno — Posta e Telegrafo alla Ferrovia — Servizio di auto per Como e pei paesi vicini — Trattoria della Stella — Osteria Alba ed altre — A Giussano, km. 2.
Oltre Arosio la linea piega verso sud-ovest, scostandosi dalla ruotabile Erba-Milano e mantenendosi vicino al confine della provincia di Como.
Dopo un brevissimo percorso siamo alla stazione di Carugo- Giussano.

Carugo (ab. 1751 - alt. 296)
Bel villaggetto a destra della stazione, da cui dista mezzo chilometro. Ha le frazioni di Cassina Nuova, Gattedo, Incasate, La Guardia e si stende ai piedi di una collinetta, su cui sorgono i resti di un castello medioevale, dichiarato monumento nazionale. Poco discosto, vi è la bella Parrocchiale di S. Bartolomeo, con pregiato altare in marmo nero. Un altissimo obelisco, in marmo bianco, sormontato dalla stella d'Italia, è dedicato ai 44 Caduti. Autore del progetto, l'ing. G. Battista Casati di Milano. Il Viale della Rimembranza s'apre sulla strada che mena ad Arosio. Buona coltivazione della vite e del gelso. Quieto e ridente luogo di villeggiatura.

Posta e Telegrafo — Trattoria della Madonnina e del Sole — Scuola di Disegno — Asilo Infantile.

Giussano (ab. 7737 - alt. 266)
Grosso borgo, in provincia di Milano, a sinistra della stazione, per raggiungere la quale si deve percorrere più di un chilometro. Qui vi nacque l'erculeo Alberto da Giussano, di cui è noto l'eroismo alla battaglia di Legnano (29 maggio. 1176), allorché, a capo della Compagnia della Morte, nell'estrema difesa del sacro Carroccio, in un impeto travolgente, determinò la disfatta degli imperiali del Barbarossa. Sulla facciata della Casa Comunale, accanto alla lapide a Vittorio Emanuele II, un'altra è murata che ricorda l'eroe più rappresentativo e più puro della Lega Lombarda. A sinistra di chi entra in Municipio, uno splendido gruppo in bronzo sorge in onore dei 131 Caduti del luogo : col ginocchio piegato, colla mano all'elsa, Alberto da Giussano s'inchina davanti al soldato della nuova Italia, che per essa dona la vita. E' un gruppo suggestivo, pieno di significazione, dello scultore Alfredo Sassi di Milano. Sotto, la bella epigrafe che amiamo trascrivere:

L'EROE DELLA LEGA LOMBARDA
NEL FANTE DELLA NUOVISSIMA ITALIA
CADUTO PER LA PATRIA E PEL MONDO
ESALTA LA PERENNE VIRTÙ DELLA STIRPE
CHE INNOVA NEI SECOLI
LA SUA LIBERA STORIA

Il Viale della Rimembranza è dopo il Municipio, lungo la strada che conduce al Cimitero.
Meritevole di visita è la Parrocchiale dei SS. Giacomo e Filippo, a tre navi, in istile barocco. Pregevole l'altar maggiore, pure in istile barocco, con sei candelieri di bronzo, a forma di tronco intorno al quale s'annoda un serpente.

Attivissima l'industria della seta e del cotone — Posta e Telegrafo — Albergo Brio — Trattoria Fumagalli, Elli, del Foi, Alberto da Giussano — Tram per Milano — Auto per Como e per i principali paesi finitimi.
La ferrovia procede, sempre lievemente scendendo, attraversando l'ubertoso territorio del basso comasco, coltivato a viti, a gelsi, a biade. Le stazioni si susseguono a breve distanza, mentre la pianura si delinea in tutta la sua estensione. Ed ecco Mariano Comense.

Mariano Comense (abitanti 6915 - alt. m. 249)
Frazioni: Besana, Brenna, Casale, Perticato, Collina, Mascellina, Mordina, Pollirolo, Sant'Alessandro, La Valle, Vignazza, San Martino.

Centro importantissimo, a chilometri 16,2 da Como, a cui si giunge passando per Cantù, del cui mandamento Mariano fa parte. Borgo antichissimo, fu campo aperto nelle lotte fra Milanesi e Comaschi, nel periodo medioevale. In esso risiedeva il tribunale giudiziario della Brianza. Bella la Prepositurale di S. Stefano, eretta verso il 1600. Il Battistero ed il meraviglioso campanile gotico, sono monumenti nazionali. Vetusta è la Basilica di S. Rocco. Al largo Vittorio Emanuele III, dove s'iniziano le strade per Seregno e Giussano, si alza il bronzeo Monumento ai 127 Caduti del paese, rappresentante un soldato che, di ritorno dal fronte, alza sul capo della moglie e del figlioletto, il ramo d'ulivo. Scultore E. Bazzaro.
Il Viale della Rimembranza è in vicinanza delle Scuole Elementari. Signorili ed eleganti le ville patrizie dei Belgioioso, del nobile Porto Spinosa e d'altri.

Mariano ha il suo Politeama, una Scuola di disegno applicata all'industria, un'altra di canto corale, Istituti di Beneficenza ed un'Esposizione permanente di mobili di cui è estesa la fabbricazione. — Numerosi sono gli opifìci serici ed i laboratori di pizzi e merletti — Banche di credito hanno un esteso giro d'affari: Cassa di Risparmio, Banca Agricola Italiana, Unione Bancaria Nazionale — Buoni alberghi e caffè : Albergo del Sole, Ristoranti Mercato, Risorgimento, Trattoria Corona, Antico Caffè, ecc. — Tranvia Monza - Cantù — Civico Ospedale — Asilo Infantile — Posta, Telegrafo e Telefono — Industria dei tappeti di crine animale e di filetti e bordure per mobili, vagoni, pianoforti, ecc.
 

A cinque minuti da Mariano, la linea raggiunge l'estremo limite della provincia di Como, per entrare in quella di Milano. L'ultima stazione è Cabiate, di cui daremo una breve descrizione. Per il tratto Cabiate-Milano, faremo un solo breve cenno dei paesi toccati dalla ferrovia, per non scostarci dai limiti imposti alla presente guida.

Cabiate (ab. 2714 - alt. 237)
Lindo paesello pieno di febbrile attività, a cui si arriva, seguendo la strada maestra e, partendo da Mariano, fiancheggiando la linea tranviaria Monza-Cantù. Da Mariano km. 3 circa. Cabiate ha la bella Parrocchiale di Maria Nascente, con navata a colonnati ed una snella cupola centrale. Su una casa, è apposta una lapide a Pietro Caronni, caduto fascista. A lato del Municipio, vicino alla stazione, una piramide con aquila di bronzo, ricorda i 46 Caduti di guerra. Il Viale della Rimembranza, va al Cimitero.

Da notarsi la splendida Villa Padulli — Rinomate fabbriche di mobili in legno — Posta e Telegrafo ; Telefono privato — Scuola d'arte applicata all' industria — Trattorie : Stazione, Tripoli, Cazzaniga, Stella.

Entrando in provincia di Milano, la linea attraversa terreni ben coltivati, tocca Meda (ab. 7648 - alt. 225), grosso paese rinomato per le sue fabbriche di mobili. valica il torrente Terrò, lascia a destra i binari della ferrovia Chiasso-Como-Monza-Milano e giunge alla stazione di Seveso - S. Pietro (ab. 6190 - alt. 207), in mezzo ai due villaggi a poca distanza da Barlassina (ab. 2037 - alt. 227). Seveso e Barlassina occupano molti operai nella lavorazione del legno.

Valicato il Seveso, la linea prosegue sempre in direzione di mezzogiorno, sottopassa quella per Saronno e Seregno e, tagliando la provinciale comacina, arriva alla stazione di Cesano Maderno (ab. 8395 - alt. 198), borgo importante, coi ricchi Palazzi Borromeo ed Arese.

A neppure due chilometri, ecco Bovisio - Mombello (ab. 2653 - alt. 188), di cui è visibile il grandioso Manicomio della provincia di Milano. Forte industria del legno, con numerose segherie, fabbrica di mobili, serramenti ed affini.
Le stazioni si susseguono con regolarità quasi uniforme.
Attraversata di nuovo la strada comacina, ecco Varedo (ab. 3130 - alt. 180) colla linea tranviaria che, da Mombello passando per Crocetta di Varedo (km. 8), si dirige a Milano.

Passato il canale principale Villoresi, interessante l'ampio piano limitato ad est dal Brembo e ad ovest dal Ticino, e il terrazzo boscoso delle "Groane", formato da terreno alluvionale argilloso e impermeabile, che si stende per una trentina di chilometri, in breve si avvista la stazione di Palazzolo Milanese, grossa frazione di Paderno - Dugnano (ab. 7750 - alt. 164), che segue a quattro minuti.

A Cassina Amata (km. 2), tram elettrico per Milano e per Varedo. Alla fermata Calderara, tram per Milano e per Carate Brianza.
Seguendo la sinistra del Seveso, in cinque minuti da Varedo, arrivasi alla stazione di Cusano Milanino (ab. 3221 - alt. 151). Servizio di tram, come sopra.
In seguito, stazione di Cormano - Brusuglio (ab. 2426 - alt. 146). In Brusuglio, frazione di Cormano, sorge la Villa di Alessandro Manzoni, che vi scrisse il "Cinque Maggio".

Si entra, quindi, nel Comune di Milano colla stazione di Bruzzano, antica frazione di Affori che viene subito dopo e che, ora, è incorporata alla Metropoli lombarda, colla quale divide la sua intensa attività industriale. Lasciati a destra i binari per Saronno, fermata alla stazione della Bovisa, altra frazione di Milano, da cui dista km. 4,3.
Avvenuto il sottopassaggio della linea Novara e, dopo Bullona, dove qualche treno si ferma, quello della ferrovia per Vigevano - Mortara, siamo alla stazione di Milano (ab. 830.046) al Foro Bonaparte.

Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2008-2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2008-2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

visitatore n.

perché questo sito | mappa del sito | disclaimer | home

madm