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Percorso: Canzo-Asso
(capolinea) - Canzo (Km. l) - Caslino d'Erba (Km. 4) - Pontelambro
Castelmarte (Km. 6) - Lezzo Carperino (Km. 7) - Erba-Incino (Km. 8) -
Merone (Km. 13) - Lambrugo-Carugo (Km. 15) - Inverigo (Km. 16) -Arosio
(Km. 21) - Carugo-Giussano (Km. 22) - Mariano Comense (Km. 24) -
Cabiate (Km. 27) - Meda (Km. 29) - Seveso S. Pietro (Km. 31) - Cesano
Maderno (Km. 33) - Bovisio-Mombello (Km. 35) - Varedo (Km. 36) -
Palazzolo Milanese (Km. 38) - Paderno Dugnano (Km. 40) - Cusano
Milanino (Km. 42) - Cormano-Brusuglio (Km. 43) - Bruzzano (Km. 44) -
Affori (Km. 46) - Bovisa (Km. 48) - Milano Bullona (Km. 49) - Milano
(Km. 52).
Itinerari diversi: Dalla
stazione di Pontelambro a Proserpio e a Longone al Segrino — Dalla
stazione di Lezza a Crevenna e al Buco dei Piombo — Dalla stazione di
Lezza ad Arcellasco.
Percorso vario sulla ferrovia
economica Asso-Milano. Pittoresco il tratto dalla stazione di Asso,
affacciata sullo stradone della Vallassina, ad Erba-Incino. Sono otto
chilometri lungo la valle del Lambro, alle falde dei contrafforti del
monte Barzaghino (m. 1068), che s'eleva a destra della linea, del
Monte Croce (m. 1155) e del Panigal (m. 904), dai fianchi boscosi.
Asso (ab. 2082 - alt.
425)
La stazione capolinea resta a km. 1,½ da Asso, a cui si può giungere
per lo stradone che sale lentamente sulla sinistra del Lambro,
distribuente le sue acque ai molti stabilimenti che popolano il
territorio. Interessante la cascata Vallategna che si getta da uno
spalto roccioso, poco lungi dalla stazione.
Asso è capoluogo di
mandamento e dà il nome alla valle. Di origine antichissima, era un
tempo, cinto di mura e munito di torri a difesa dalle invasioni
nemiche. Vanta la bella Prepositurale di S. Giovanni Battista, con due
lapidi sulla facciata: una al Papa Pio IX, l'altra a Damiano Ratti,
già preposto di Asso. Nell'interno, ha buoni affreschi del Casnedi ed
una pala d'altare del Campi. Artistico l'altar maggiore, in legno
dorato, accurata opera d'intaglio. Nella piazza della chiesa, sorge
pure l'Oratorio del Crocifìsso, degno d'essere visitato. Oltre questo,
un ombroso viale, adduce al Cimitero, ove vedesi il Monumento ai 31
Caduti del borgo.
A lato del Cimitero, il Parco della Rimembranza, quasi dominato dalla
torre medioevale che s'alza di contro, con resti di lapidi romane.
Dalla parte superiore del
paese, per via maestri Comacini, la carrozzabile porta a Bellagio, su
un percorso di 20 km., toccando Barni, Magreglio, Civenna. Dalla parte
inferiore invece, di contro al fabbricato scolastico, s'inizia la
carrozzabile per la Valbrona che per Visino, Valbrona, Onno, Vassena,
Limonta porta pure a Bellagio (km. 19).
Posta, Telegrafo, Telefono — Banca Popolare — Banca Vallassinese —
Associazione di Mutuo Soccorso — Alberghi Leon d'Oro, Asso, Stella,
Crotto S. Marta — Servizii automobilistici per Bellagio, Canzo, Erba —
Società "Pro Montibus" — Cassa di Risparmio.
Sparse in giro, in bella
posizione, sono le trazioni di Scarenna, Pagnano, Megna, Fraina, Gesnù,
Brazzova e Mudrone.
Escursioni al piano del Tivano (m. 957), al Palanzone (m. 1436). al
Monte S. Primo (m. 1686). Per Pagnano e Megna si può ascendere al
Monte Menia (1053). Altre escursioni al Barzaghino (m. 1068), al Monte
Croce (1155), ecc.
Lo stradone che unisce Asso a Canzo, lungo la sinistra del Lambro, è
veramente interessante (km. 1,5).
Fiorente industria della seta
e rinomato Cotonificio Oltolina — Fabbriche di ferri da taglio — Asilo
Infantile — Ospedale civico — Scuola di Disegno.

Canzo (ab. 1943 - alt.
387)
Simpatico luogo di residenza, uno dei migliori della valle, mèta
estiva di ricercata villeggiatura. Dalla stazione capolinea al centro,
si percorre lo stradone Asso-Canzo, lasciando a sinistra la Villa
Verza, grandioso stabilimento serico, ed a destra la magnifica Villa
Magni, con vasto parco, intersecato da ombrosi viali nei quali è caro
sostare. Dappertutto, lungo i pendii e sui poggi, ville civettuole e
bianche casine. All' inizio dell'ultimo tratto che sale al piazzale
della Chiesa, a sinistra, trovasi il Parco della Rimembranza.
La Parrocchiale di S.
Stefano, su ampia piazza con mercato coperto, è una delle migliori
della zona. La vasta navata, è fiancheggiata da artistiche cappelle
laterali, affrescate dall'Albertella e dal Beghè. Bello il Nazareno in
croce, nella prima cappella a destra. La decorazione pittorica della
volta è pure dell'Albertella. Le lesene, le balaustre, gli altari
mostrano una esuberante ricchezza di marmi. Di non comune valore, l'
organo del Serassi di Bergamo.
Fronteggia la Chiesa, l'Asilo
Vittorio Emanuele III. Lungo la via omonima vi è il Municipio con
lapidi a Vittorio Emanuele II ed a Garibaldi. In piazza Garibaldi ecco
un bel gruppo in marmo, con due bronzi laterali, opera dello scultore
Avogadri : è il Monumento ai 30 Caduti del villaggio.
Da un lato, la piazza è chiusa dal Teatrino. Canzo annovera pure il
suo Ospedale civico. Asilo Infantile. Biblioteca popolare "Verza".
Buoni alberghi, caffè,
pasticcerie, dove si può assaggiare il Vespetrò Scannagatta,
specialità del luogo — Albergo Croce di Malta, Canzo ed altri minori —
Posta, Telegrafo, Telefono — Auto per Asso e per Bellagio.
Da via Umberto I, di fronte
alla piazza Garibaldi, si può fare una divertente escursione alla
Fonte di Gajumo, (m. 481) in poco meno di mezz’ora, risalendo la Valle
Ravella, percorsa dal torrente dello stesso nome, allo sbocco della
quale si stende l'abitato. Proseguendo a sinistra, si ascendono i
Corni di Canzo (m. 1373), mentre, tenendo a destra, in quasi un'ora
dal paese, si raggiunge l'eremo di S. Miro (m. 600), di contro al
quale apresi la grotta che vuolsi servisse al santo, morto nel 1436,
come luogo di ritiro e di penitenza. Sotto, zampilla una fresca vena
d'acqua.
Anche a Canzo vi è buona l'industria serica.
Escursioni al Cornizzolo (m.
1241) e al Monte Pesura (m. 1198).
Attraversata la galleria
scavata nell'altura dove sorge la Villa Magni, la linea, toccata la
stazione di Canzo paese, in certi punti, si mantiene quasi a livello
del Lambro, dirigendosi, con larga curva, verso sud-ovest.
Prima della stazione di Caslino d'Erba, a destra del fiume, sono da
osservarsi le apprezzate "Coltellerie riunite di Caslino e Maniago".
Dalla stessa stazione, un'abbastanza faticosa scalinata, mena
sull'altura su cui Castelmarte si stende, su un verdeggiante
altipiano.
Caslino d'Erba (ab.
1220 - ali 427)
Ameno paesello, sui fianchi del Barzaghino, Dalla piccola stazione,
valicato su un ponte il Lambro, una ruotabile sale in modo sensibile
ed in venti minuti raggiunge l'abitato, all' imbocco del quale, in
piazza della Vittoria, si vede il Monumento di bronzo ai 17 Caduti di
guerra, rappresentante la Patria, appoggiata su un masso di granito,
che tiene una corona di alloro. In giro, gli alberi del Parco della
Rimembranza. Di fronte, l'Asilo Infantile. Il bronzo si deve allo
scultore Rescaldani di Milano.
La Chiesa di S, Ambrogio,
nella parte più alta del paese, ha una estesa vista sul Pian d'Erba,
giù fino a Inverigo. Eretta nel 1762, ha una bella cupola sovrastante
l'altar maggiore. Affreschi del Tagliaferri. Gli scavi eseguiti nei
dintorni, con scoperte archeologiche, denotano l'antichissima origine
del paese. Vennero alla luce tombe romane, con monete di Tiberio,
Augusto e Vespasiano e, nel 1914, si esumò un sepolcreto di famiglia
con braccialetti, anfore e lame di coltello.
Buoni ristoranti — Caffè
Pasticceria — Posta, Telegrafo, Telefono a Ponte Lambro.
Dal bivio di Caslino, di
fianco della stazione, una ruotabile di km. 3,6 conduce a Canzo.
Escursioni alla Bocchetta di Caslino (m. 920) e da qui, per Colma
Piana (m. 1182) al Palanzone; al Barzaghino (m. 1068), al Monte Croce
o Montiraca (m. 1155). (Vedere Asso).
La linea, dopo Caslino,
girata l'altura di Castelmarte, fa una più stretta curva, sottopassa
una breve galleria ed un'arcata sotto la gradinata della Parrocchiale
di Ponte Lambro e giunge alla stazione di Ponte Lambro- Castelmarte.
Il primo paese resta a destra, il secondo a sinistra. Selvaggia la
gola fra Caslino e quest'ultima stazione.

Ponte Lambro (ab. 1064
- alt. 305)
E' un discreto villaggio lambito dal Lambro, a km. 3 da Erba. Il fiume
alimenta parecchi importanti stabilimenti, fra i quali un grandioso
cotonificio. Sulla strada che dal paese va alla Chiesa, trovasi
l'ordinato Parco della Rimembranza. Più avanti, alza la sua mole
imponente la Parrocchiale dedicata all'Annunciazione, con
attraentissimo punto di vista dall'elevato piazzale. Di fronte alla
gradinata d'accesso, sta una cappella, con altare, fregiata di buoni
dipinti. Ai lati della gradinata, due lapidi ricordano i 28 Caduti di
guerra.
La Chiesa, consacrata il 17
agosto 1907, ha un'ampia navata, con magnifico altar maggiore e
cappelle laterali che la completano e l'armonizzano. Belle ville, su
d'un poggio, oltre il Lambro, di faccia al ponte gettato sul fiume.
Con R. Decreto 15 aprile
1928, i comuni di Ponte Lambro e Lezza sono riuniti in un unico comune
denominato Pontelezza e capoluogo Ponte Lambro.
Le frazioni di Busnigallo,
Mazonio e Fusine, vagamente sparse, fanno corona al simpatico
paesello.
Posta e Telegrafo — Albergo degli Angioli, del Giardino — Caffè
Stazione — Trattoria del Ristoro — Rinomato Cotonificio Ponte Lambro —
Mulini — Filatoi — Macchine per filande — Fabbriche oli di semi.
Castelmarte (ab. 579 -
alt. 463)
Frazione: Ravella. A sinistra della linea ferroviaria, a km. 2,185 da
Ponte Lambro. Una ruotabile che s'inizia dalla Parrocchiale di
quest'ultimo paese, porta a Castelmarte, su un'altura a sinistra del
Lambro, con splendido panorama sulla Vallassina e sul Pian d' Erba. La
Parrocchiale di S. Giovanni, con bell'altare e buoni dipinti, porta
sulla torre campanaria resti di sculture e di ornati del periodo
romano. Nel piazzaletto della Chiesa, a sinistra, vedesi la lapide ai
12 Caduti di guerra, con Parco della Rimembranza.
Sulla facciata della vicina
Villa Parravicini, appare la significantissima scritta latina: O beata
solitudo o sola beatitudo. Una lapide ricorda il veronese Bernardino
Biondelli, linguista, archeologo, numismatico che nella quiete della
villa trascorse 30 anni (1804-1834 ) di villeggiatura.
Posta, Telegrafo, Telefono a
Ponte Lambro — Ristorante Milano, del Crotto, degli Amici, alla Bella
Vista: da quest'ultimo, dal terrazzo che s'apre sulla rupe che
strapiomba sulla valle verso Erba, sono visibilissimi i laghetti di
Alserio e di Montorfano. — Asilo Infantile.
Rifacendo un fratto della
strada percorsa prima, si stacca una ruotabile che conduce a Proserpio,
d'onde poi si scende a Longone al Segrino. Altra ruotabile, porta a
Canzo, in vista del Lambro, scorrente sotto.
Passeggiate diverse : A Proserpio ed a Longone al Segrino.
Dalla stazione di Ponte
Lambro, seguire la stessa carrozzabile di Castelmarte. Dieci minuti
prima di questo paese, a destra, un'altra diramazione porta a ...
Proserpio (ab. 519 -
alt. 460)
con frazione Inarca. Magnifica passeggiata, nell'alto silenzio della
natura, che permette d'ammirare il panorama che si stende sotto,
abbracciante quasi tutto il Pian d'Erba.
Il villaggio è pulito, ha
ville signorili e sorge sul fianco del Dosso Gualdrea (m. 586). Ha
l'Asilo-Monumento dedicato ai suoi 16 Caduti di guerra, nelle
vicinanze della Parrocchiale di S. Donnino, con Parco della
Rimembranza. Un bel viale di alti cipressi, dalla Chiesa, mena al
Cimitero, dove è murata una lapide ai Caduti stessi.
Luogo antichissimo, Proserpio,
conserva gli avanzi di una rocca medioevale nel giardino della Villa
Mainoni e, nel suo territorio, si dissotterrarono monete del periodo
romano. Splendida la Villa Cervieri, con delizioso parco.
Posta e Telefono ad
Erba-Incino, Telegrafo a Longone — Trattoria del Moro.
Una ruotabile interna, in
poco più di mezz'ora, va a Canzo.

Longone al Segrino
(ab. 438 - alt. 374)
Una bella ruotabile discendente, congiunge Proserpio con Longone,
attraversato, questo, dalla carrozzabile Erba-Canzo. Quasi al termine
della discesa, per via Garibaldi, si giunge alla Casa Comunale, colle
Scuole Elementari annesse. Sulla facciata è murata una lapide ai 5
Caduti del paese. Poco discosto, in bella ubicazione, s'alza la
Parrocchiale di S. Giorgio, con qualche buon quadro nell' inferno. Le
decorazioni della Parrocchiale sono del pittore prof. Tito Polloni di
Martinengo. All'uscita dell'abitato, in direzione del Segrino, si
vede, a destra, l'Oratorio di S. Maria, col piccolo Parco della
Rimembranza.
A Longone, nel 1910, in un
prato di proprietà di donna Santina Miglio Spagliardi venne dissepolto
un masso-avello, scavato in un trovante di serpentino. — Buone
filande.
Da Ponte Lambro, la linea ferroviaria, attraversato il fiume, con a
sinistra le propaggini del Monte Panigal, ha un brevissimo percorso di
un chilometro e s'arresta alla stazione di Lezza - Carpesino.
Lezza, ora unito a Ponte Lambro, resta a destra e, Carpesino, frazione
di Arcellasco, a sinistra.
Lezza (ab. 512 - alt.
300)
E' un grazioso paesino, in amena posizione. Fa parte della Parrocchia
di Ponte Lambro. Ha una bella Chiesetta, la Madonna Addolorata, con
soffitto di legno, ben lavorato. Sorge nella piazzetta IV Novembre,
adorna del Parco della Rimembranza. A un lato, s'apre una grotta
dedicata agli 8 Caduti di guerra, con gruppo rappresentato da un
Nazareno che addita il Cielo agli eroi della Patria, per essa
immolatisi.
Trattorie Nava e Sala —
Posta, Telegrafo e Telefono a Ponte Lambro.
Passeggiate ed escursioni: A Crevenna e al Buco del Piombo.
A poco più di un chilometro
da Lezza, valicato il torrente Bova, scendente dalla valle vicina, con
severa salita, si può raggiungere il villaggio di...
Crevenna (ab. 456 -
alt. 355),
dominato dal Panigale o Pusc (m. 904). Vecchie frazioni: Mornigo e
Villa Clerici.
Il paese resta a km. 1,2 da Erba, a cui si può arrivare comodamente
percorrendo la ruotabile che passa davanti alla Villa Amalia. Crevenna
ha una ben affrescata Chiesa, S. Maria Maddalena, sul cui frontone una
lapide porta il nome dei 13 Caduti di guerra. Sul davanti, il Parco
della Rimembranza. Vista incantevole dei laghi. Romantica passeggiata
alla frazione S. Salvatore (m. 565), a mezz'ora dal paese. Risalendo
la valle del Bova, si va al rinomato Buco del Piombo (m. 695). Per S.
Salvatore, si può andare all'Alpe Turati e alla Capanna Mara, d'onde
al Bolettone (m. 1317).
Posta e Telegrafo ad Erba. —
In vetta al Monte Panigal trovasi la torre del Broncino, avanzo di un
fortilizio che ricorda le lotte medioevali.
Buco del Piombo (m.
695)
Cosi denominato dal colore della roccia, nella quale s'apre la grotta
che stiamo brevemente descrivendo. Vi si può giungere da Erba, con
un'ora o poco più di cammino, o da Crevenna direttamente, risalendo la
pittoresca Val Bova. Dopo le Cascine dì Zoccolo (m. 640), una ripida
scalinata, fatta riattare dal conte Padulli, porta all' imbocco dell'
immane caverna naturale, larga m. 38 e lunga, nel suo atrio, m. 55.
Passato l'atrio, si può percorrere l'antro per ben m. 322, ma
l'altezza gradatamente diminuisce da m. 8 a m. 2,50. A 200 metri circa
dall'apertura, si apre, a destra, un altro braccio di galleria che si
riunisce, dopo una ventina di metri, al principale.
La caverna corre orizzontale
nella sua massima parte e verticale nell'ultimo tratto, che è
inaccessibile. La sua origine è dovuta all'opera incessante delle
acque infiltrantisi nelle fenditure delle rocce di diversa natura ed a
quella del disgelo, sì da produrre un varco che andò sempre più
allargandosi, attraverso i tempi. Il ruscello che vi scorre, non
impedisce di visitare la grotta, se non nei momenti delle piogge
temporalesche e dei disgeli, durante i quali il ruscello diventa
torrente e invade tutta la galleria, da cui le acque si gettano nel
burrone sottostante e da qui nel torrente Bova, che le porta al Lambro.

All' ingresso della grotta, si notano i resti d'un fortilizio
medioevale che serviva di protezione per chi vi era rifugiato. Le
acque gocciolanti, colle loro soluzioni calcaree, hanno formato delle
graziose stalattiti e stalagmiti, incastonate nella roccia.
Ritrovamenti di oggetti e di monete antiche, fanno pensare che la
caverna fosse frequentata anche dai romani, come non è del tutto
improbabile che servisse di ricovero anche all'uomo preistorico.
Fra i resti trovati nell'antro, vennero alla luce ossa dello scomparso
orso delle caverne ed una cuspide di freccia dell'età della pietra.
Una derivazione di acqua potabile ostacola, ora, il libero ingresso
alla spelonca.
Di lassù si gode l'impagabile panorama del Pian d'Erba, dei laghi di
Pusiano e di Annone e dei monti bergamaschi.
Con R. Decreto 15 dicembre
1927, Crevenna fu unito al Comune di Erba.
Carpesino-Arcellasco
Dalla stazione di Lezza, a sinistra, una via attraversa Carpesino,
frazione di Arcellasco che resta a sud est, a un chilometro, a pochi
minuti dallo stradone Erba-Canzo. Parecchie ruotabili vi conducono.
Arcellasco, colle altre frazioni di S. Bernardino, Torricella, Brugora,
forma un comune di 1054 abitanti, all'altitudine di m. 302, su un
dolce declivio. E' un piacevole soggiorno, a pochi minuti da Erba, a
cui si può arrivare anche colla ruotabile che, lungo la sinistra del
Lambro, sbocca alla Malpensata (km. 1,4). — Cotonificio e cartiera.
Artistico il Monumento di
bronzo ai 17 Caduti di guerra, raffigurante un soldato che stringe una
daga spezzata, recinto da una balaustra ad esedra, nell'ampio piazzale
della Parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, con Parco della
Rimembranza. Il bronzo è dello scultore dilettante Camagni Ferruccio
di Arcellasco. Fonderia G. Pontiggia di Erba.
Posta, Telegrafo e Telefono a
Longone — Trattoria del Merican — Antico Albergo — Buone Osterie —
Asilo Infantile.
Dalla stazione di Lezza -
Carpesino ad Erba Incino (vedere provinciale Lecco-Como) è breve il
percorso che, in treno si compie in pochi minuti. Un bel viale viale
alberato, da quest'ultima stazione, mena dritto sulla provinciale di
Como, che, salendo, attraversa tutto il paese.
La linea ferroviaria, taglia
la prima parte del Piano d'Erba, dai confini indefiniti, mantenendosi
vicina alla carrozzabile Erba-Milano, fiancheggiata dal Lambro e
giunge a Merone-Pontenuovo (vedere ferrovia Lecco-Como). A due
chilometri da questa stazione, sulla carrozzabile che conduce a Lurago,
trovasi il grosso villaggio di Monguzzo (ab. 1039 - alt. 366), con un
poderoso castello medioevale, che fu, dal famigerato Gian Giacomo De
Medici, assalito e preso nel 1528, invano difeso da Alessandro
Bentivoglio.
Questa parte della Brianza,
che forma quasi un tutto col Pian d'Erba, era un tempo un vastissimo
lago chiamato da Plinio l'Eupili. Di questo lago scomparso per qualche
sconvolgimento della natura, rimasero i tre ridenti bacini di Annone,
di Pusiano, d'Alserio e fors'anche quello di Montorfano, che si trova
poco lontano. In queste località furono scoperte vaste torbiere.
Prima della stazione
Merone-Pontenuovo, si stacca a sinistra la linea per Lecco, mentre
quella per Milano prosegue, poi, scendendo rapidamente, porta alla
successiva stazione di Lambrugo-Lurago, a tre chilometri dalla prima.

Lambrugo (ab. 831 -
alt. 280)
Frazioni : Monberto, Bovia, Cascina Giulia, Cascina Maria. Lambrugo è
a sinistra della linea, in una posizione incantevole. Su un ampio
terrazzo, da cui si domina nettamente il Resegone, s'eleva un tronco
di piramide dedicato ai 21 Caduti del villaggio. Parole del Guerrazzi
sono incise come epigrafe. Dal Monumento, una ruotabile a frequenti
risvolte, porta alla parte bassa del paese, cinto da deliziose
collinette che salgono fino a Costa-Masnaga. Al Cimitero vecchio,
vedesi il Viale della Rimembranza. Bella la Chiesa di S. Carlo, con
navata centrale, divisa dalle laterali da doppi colonnati. Fu
costrutta nel 1910, in istile bizantino, ed ha buoni affreschi del
Volonterio.
Albergo Corona — Osteria S.
Carlo ed altre — Forte industria serica e rinomata tessitura meccanica
per tovaglie e damaschi — Posta, Telegrafo e Telefono ad Erba —
Istituto di educazione femminile — Asilo Infantile.
Lurago d'Erba (ab.
2180 - alt. 351)
E' così chiamato per distinguerlo da Lurago Marinone, pure in
provincia di Como. Si trova sulla carrozzabile Erba-Milano e dista da
Lambrugo km. 1,6. Sorge su un'altura, d'onde si ha una stupenda
visione delle Alpi, col massiccio del Rosa, incorniciato di neve. Vi
si può salire, dall' Osteria S. Rocco, dove s' apre la ruotabile per
Lambrugo.
All'entrata in paese, a
sinistra, si presenta la magnifica villa del conte Sormani, con folto
viale di cipressi. Più avanti, si apre la piazza colla Parrocchiale di
S. Giovanni, del 1913, con navata a colonnati, munita di un'artistica
facciata. In costruzione è la nuova torre campanaria e, nel posto del
vecchio campanile, ora demolito, sorgerà il Monumento ai Caduti. Quasi
di fronte, il Parco della Rimembranza. Ai piedi del colle, sulla
provinciale, s'affaccia il Municipio, costruito su area donata dal
conte Lorenzo Sormani Andreani Verri, con Scuole, Asilo, Posta e
Telegrafo. Una lapide, in marmo nero, scolpisce il nome dei 36 Caduti
di guerra.
Albergo Molteni e buone
Osterie.
Il paese fu feudo dei Luraghi
e passò, di poi, ai Giussani. Da Lurago un'altra ruotabile mena a Como
(km. 15).
Le frazioni di Cabassa, Caalta, Cadea, Calpuno, Carreggia, Colciago,
Monticello, S. Andrea ed altre formano la comunità di Lurago.
Il viaggiatore, dopo la
stazione di Lambrugo-Lurago, avrà campo di ammirare uno dei panorami
più attraenti e suggestivi. L' occhio spazia per l'incantevole
Brianza, che si rompe in poggi ameni ed in collinette verdeggianti
che, a mano a mano la linea s'inoltra, vanno morendo verso la pianura
milanese. Ville eleganti, ridenti giardini, bellezze di una natura
esuberante, fanno di questa plaga un vero paradiso, ricercato da
quanti amano ricreare lo spirito nella contemplazione di un paesaggio
pieno di viva poesia. A sinistra si profilano le belle montagne di
Lecco, dal Resegone alla più lontana Grigna, mentre si mostra tutt'in
giro il vaghissimo Pian d'Erba, al cui limite nord s'estendono i Corni
di Canzo, il Cornizzolo, il Rai ed altre cime ben note agli
appassionati alpinisti.
Ed eccoci ad Inverigo, a
destra della stazione, su una altura dominante, in una posizione
meravigliosa. La strada Erba-Milano l'attraversa, quindi piega quasi
ad angolo e divalla a fianco dei binari.

Inverigo (ab. 1523 -
alt. 340)
Con una quindicina di frazioni, è uno dei migliori paesi della
Brianza. Nei pressi della stazione si può ammirare il Monumento ai 26
Caduti di guerra. Da qui, un ombroso viale di cipressi, sale alla
Parrocchiale di S. Ambrogio, in posizione elevata. Prima dell'entrata
in paese, sorge la stupenda Villa Crivelli, con viale pur esso
ombreggiato da altissimi cipressi, in fondo al quale scorgesi la
statua d'Ercole, chiamata col nome di Gigante. In seguito si può
giungere all' Orrido, spaccatura formatasi nella roccia, da cui
zampilla un freschissimo rivo, che risveglia gli echi del bosco. Nella
villa, soggiornò più volte Ugo Foscolo.
Altra meraviglia di Inverigo,
è la famosa Rotonda dei marchesi D' Adda Calcaterra, costruita nel
1812 dall'architetto Luigi Cagnola, che ha al suo attivo l'Arco della
Pace a Milano. Dal colle dove sorge, dalla cupola centrale che
completa il singolare edificio, si abbraccia una visione di una
attrattiva incomparabile. Visibilissimo, dalla ferrovia, è pure il
terrazzo sostenuto da arcate e da sei gigantesche cariatidi, dello
scultore Pompeo Marchesi.
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| Inverigo, la
rotonda dei marchesi d'Adda Calcaterra. |
Al vicino Cimitero, stendesi
il Viale delta Rimembranza. L'industria della seta è in pieno
sviluppo. Vi sono pure cave di tufo calcare e di puddinga o ceppo.
Posta, Telegrafo e Telefono
alla Ferrovia — Auto per Montorfano e Como, e per Giussano e Carate
Brianza — Albergo Gigante, Isola Bella, Bosco Marino, ecc.
La linea ora discende, le
colline a poco a poco si attenuano, il terreno ha ancora frequenti
ondulazioni che si perdono all'avvicinarsi della pianura. In pochi
minuti siamo ad Arosio, seguendo quasi parallelamente la provinciale
che attraversa il paese.
Arosio (ab. 1537 -
alt. 300)
Frazione: Bigoncio. E' un frequentato villaggio alle porte della
Brianza. Possiede la bella Parrocchiale dei SS. Nazario e Celso.
Nell'interno, in una cappella laterale, ammirasi un bel Cristo coll'
Addolorala. Di fianco della Chiesa, un antico Oratorio di stile
lombardo. Nel vicino Cimitero, a cui s'accede percorrendo il Viale
della Rimembranza, è stata eretta una cappella, con altare, dedicata
ai 33 Caduti del paese. Arosio vanta una Scuola professionale e un
Asilo, sorti mercè "l'Opera Casati-Sangiorgio" e un ricco Ospedale per
Grandi Invalidi di Guerra, donato dai conti Venino. Notevole il
palazzo fatto erigere da monsignor Olgiati, vescovo di Como.
Buona lavorazione del legno —
Posta e Telegrafo alla Ferrovia — Servizio di auto per Como e pei
paesi vicini — Trattoria della Stella — Osteria Alba ed altre — A
Giussano, km. 2.
Oltre Arosio la linea piega verso sud-ovest, scostandosi dalla
ruotabile Erba-Milano e mantenendosi vicino al confine della provincia
di Como.
Dopo un brevissimo percorso siamo alla stazione di Carugo- Giussano.

Carugo (ab. 1751 -
alt. 296)
Bel villaggetto a destra della stazione, da cui dista mezzo
chilometro. Ha le frazioni di Cassina Nuova, Gattedo, Incasate, La
Guardia e si stende ai piedi di una collinetta, su cui sorgono i resti
di un castello medioevale, dichiarato monumento nazionale. Poco
discosto, vi è la bella Parrocchiale di S. Bartolomeo, con pregiato
altare in marmo nero. Un altissimo obelisco, in marmo bianco,
sormontato dalla stella d'Italia, è dedicato ai 44 Caduti. Autore del
progetto, l'ing. G. Battista Casati di Milano. Il Viale della
Rimembranza s'apre sulla strada che mena ad Arosio. Buona coltivazione
della vite e del gelso. Quieto e ridente luogo di villeggiatura.
Posta e Telegrafo — Trattoria
della Madonnina e del Sole — Scuola di Disegno — Asilo Infantile.
Giussano (ab. 7737 -
alt. 266)
Grosso borgo, in provincia di Milano, a sinistra della stazione, per
raggiungere la quale si deve percorrere più di un chilometro. Qui vi
nacque l'erculeo Alberto da Giussano, di cui è noto l'eroismo alla
battaglia di Legnano (29 maggio. 1176), allorché, a capo della
Compagnia della Morte, nell'estrema difesa del sacro Carroccio, in un
impeto travolgente, determinò la disfatta degli imperiali del
Barbarossa. Sulla facciata della Casa Comunale, accanto alla lapide a
Vittorio Emanuele II, un'altra è murata che ricorda l'eroe più
rappresentativo e più puro della Lega Lombarda. A sinistra di chi
entra in Municipio, uno splendido gruppo in bronzo sorge in onore dei
131 Caduti del luogo : col ginocchio piegato, colla mano all'elsa,
Alberto da Giussano s'inchina davanti al soldato della nuova Italia,
che per essa dona la vita. E' un gruppo suggestivo, pieno di
significazione, dello scultore Alfredo Sassi di Milano. Sotto, la
bella epigrafe che amiamo trascrivere:
L'EROE DELLA LEGA LOMBARDA
NEL FANTE DELLA NUOVISSIMA ITALIA
CADUTO PER LA PATRIA E PEL MONDO
ESALTA LA PERENNE VIRTÙ DELLA STIRPE
CHE INNOVA NEI SECOLI
LA SUA LIBERA STORIA
Il Viale della Rimembranza è
dopo il Municipio, lungo la strada che conduce al Cimitero.
Meritevole di visita è la Parrocchiale dei SS. Giacomo e Filippo, a
tre navi, in istile barocco. Pregevole l'altar maggiore, pure in
istile barocco, con sei candelieri di bronzo, a forma di tronco
intorno al quale s'annoda un serpente.
Attivissima l'industria della
seta e del cotone — Posta e Telegrafo — Albergo Brio — Trattoria
Fumagalli, Elli, del Foi, Alberto da Giussano — Tram per Milano — Auto
per Como e per i principali paesi finitimi.
La ferrovia procede, sempre lievemente scendendo, attraversando
l'ubertoso territorio del basso comasco, coltivato a viti, a gelsi, a
biade. Le stazioni si susseguono a breve distanza, mentre la pianura
si delinea in tutta la sua estensione. Ed ecco Mariano Comense.
Mariano Comense
(abitanti 6915 - alt. m. 249)
Frazioni: Besana, Brenna, Casale, Perticato, Collina, Mascellina,
Mordina, Pollirolo, Sant'Alessandro, La Valle, Vignazza, San Martino.
Centro importantissimo, a
chilometri 16,2 da Como, a cui si giunge passando per Cantù, del cui
mandamento Mariano fa parte. Borgo antichissimo, fu campo aperto nelle
lotte fra Milanesi e Comaschi, nel periodo medioevale. In esso
risiedeva il tribunale giudiziario della Brianza. Bella la
Prepositurale di S. Stefano, eretta verso il 1600. Il Battistero ed il
meraviglioso campanile gotico, sono monumenti nazionali. Vetusta è la
Basilica di S. Rocco. Al largo Vittorio Emanuele III, dove s'iniziano
le strade per Seregno e Giussano, si alza il bronzeo Monumento ai 127
Caduti del paese, rappresentante un soldato che, di ritorno dal
fronte, alza sul capo della moglie e del figlioletto, il ramo d'ulivo.
Scultore E. Bazzaro.
Il Viale della Rimembranza è in vicinanza delle Scuole Elementari.
Signorili ed eleganti le ville patrizie dei Belgioioso, del nobile
Porto Spinosa e d'altri.

Mariano ha il suo Politeama,
una Scuola di disegno applicata all'industria, un'altra di canto
corale, Istituti di Beneficenza ed un'Esposizione permanente di mobili
di cui è estesa la fabbricazione. — Numerosi sono gli opifìci serici
ed i laboratori di pizzi e merletti — Banche di credito hanno un
esteso giro d'affari: Cassa di Risparmio, Banca Agricola Italiana,
Unione Bancaria Nazionale — Buoni alberghi e caffè : Albergo del Sole,
Ristoranti Mercato, Risorgimento, Trattoria Corona, Antico Caffè, ecc.
— Tranvia Monza - Cantù — Civico Ospedale — Asilo Infantile — Posta,
Telegrafo e Telefono — Industria dei tappeti di crine animale e di
filetti e bordure per mobili, vagoni, pianoforti, ecc.
A cinque minuti da Mariano,
la linea raggiunge l'estremo limite della provincia di Como, per
entrare in quella di Milano. L'ultima stazione è Cabiate, di cui
daremo una breve descrizione. Per il tratto Cabiate-Milano, faremo un
solo breve cenno dei paesi toccati dalla ferrovia, per non scostarci
dai limiti imposti alla presente guida.
Cabiate (ab. 2714 -
alt. 237)
Lindo paesello pieno di febbrile attività, a cui si arriva, seguendo
la strada maestra e, partendo da Mariano, fiancheggiando la linea
tranviaria Monza-Cantù. Da Mariano km. 3 circa. Cabiate ha la bella
Parrocchiale di Maria Nascente, con navata a colonnati ed una snella
cupola centrale. Su una casa, è apposta una lapide a Pietro Caronni,
caduto fascista. A lato del Municipio, vicino alla stazione, una
piramide con aquila di bronzo, ricorda i 46 Caduti di guerra. Il Viale
della Rimembranza, va al Cimitero.
Da notarsi la splendida Villa
Padulli — Rinomate fabbriche di mobili in legno — Posta e Telegrafo ;
Telefono privato — Scuola d'arte applicata all' industria — Trattorie
: Stazione, Tripoli, Cazzaniga, Stella.
Entrando in provincia di
Milano, la linea attraversa terreni ben coltivati, tocca Meda (ab.
7648 - alt. 225), grosso paese rinomato per le sue fabbriche di
mobili. valica il torrente Terrò, lascia a destra i binari della
ferrovia Chiasso-Como-Monza-Milano e giunge alla stazione di Seveso -
S. Pietro (ab. 6190 - alt. 207), in mezzo ai due villaggi a poca
distanza da Barlassina (ab. 2037 - alt. 227). Seveso e Barlassina
occupano molti operai nella lavorazione del legno.
Valicato il Seveso, la linea
prosegue sempre in direzione di mezzogiorno, sottopassa quella per
Saronno e Seregno e, tagliando la provinciale comacina, arriva alla
stazione di Cesano Maderno (ab. 8395 - alt. 198), borgo importante,
coi ricchi Palazzi Borromeo ed Arese.
A neppure due chilometri,
ecco Bovisio - Mombello (ab. 2653 - alt. 188), di cui è visibile il
grandioso Manicomio della provincia di Milano. Forte industria del
legno, con numerose segherie, fabbrica di mobili, serramenti ed
affini.
Le stazioni si susseguono con regolarità quasi uniforme.
Attraversata di nuovo la strada comacina, ecco Varedo (ab. 3130 - alt.
180) colla linea tranviaria che, da Mombello passando per Crocetta di
Varedo (km. 8), si dirige a Milano.
Passato il canale principale
Villoresi, interessante l'ampio piano limitato ad est dal Brembo e ad
ovest dal Ticino, e il terrazzo boscoso delle "Groane", formato da
terreno alluvionale argilloso e impermeabile, che si stende per una
trentina di chilometri, in breve si avvista la stazione di Palazzolo
Milanese, grossa frazione di Paderno - Dugnano (ab. 7750 - alt. 164),
che segue a quattro minuti.
A Cassina Amata (km. 2), tram
elettrico per Milano e per Varedo. Alla fermata Calderara, tram per
Milano e per Carate Brianza.
Seguendo la sinistra del Seveso, in cinque minuti da Varedo, arrivasi
alla stazione di Cusano Milanino (ab. 3221 - alt. 151). Servizio di
tram, come sopra.
In seguito, stazione di Cormano - Brusuglio (ab. 2426 - alt. 146). In
Brusuglio, frazione di Cormano, sorge la Villa di Alessandro Manzoni,
che vi scrisse il "Cinque Maggio".

Si entra, quindi, nel Comune
di Milano colla stazione di Bruzzano, antica frazione di Affori che
viene subito dopo e che, ora, è incorporata alla Metropoli lombarda,
colla quale divide la sua intensa attività industriale. Lasciati a
destra i binari per Saronno, fermata alla stazione della Bovisa, altra
frazione di Milano, da cui dista km. 4,3.
Avvenuto il sottopassaggio della linea Novara e, dopo Bullona, dove
qualche treno si ferma, quello della ferrovia per Vigevano - Mortara,
siamo alla stazione di Milano (ab. 830.046) al Foro Bonaparte. Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro
(2008-2009).
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