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Mettiamo questa strada, a
complemento di quelle descritte in questo capitolo perchè, essa, in
certo qual modo, integra la zona che dal Pian d' Erba ha sbocco sulla
riva destra del nostro lago, per terminare alla punta Spartivento dove
Bellagio si asside, dominante l'ampio bacino bipartito nei due rami di
Como e di Lecco.
Da Lecco a Malgrate (vedere dintorni di Lecco). Da Malgrate,
oltrepassato il suo molo, fiancheggiante l'Opificio Serico Ghezzi,
incomincia la nuova arteria lacuale che si svolge su un percorso di
circa 20 chilometri. Scavata nella Rocca di Malgrate nella prima
parte, essa traccia un arco ardito che si raddrizza poi e si innesta
nel tratto dove il lago, addentrandosi nel seno di Parè, stagna nella
bassura. Dalla Rocca a Parè, il tronco è stato costruito in pieno, a
frequenti arcate, per dar sfogo alle acque del displuvio scendente dal
colle di S. Dionigi.
Parè al Lago (ab. 346)
Vedere dintorni di Lecco. Parè è frazione di Valmadrera, da cui dista
poco più di un chilometro. Su una casa, prospiciente il lago, è murata
una lapide ad Angelo Butti, ideatore e costruttore del piazzale e del
seno del ridente villaggetto che si stende tutto lungo la riva, sotto
i dirupi scoscesi del Moregallo. — Ristorante Parè.
Il tracciato della nuova
carrozzabile, che attraversa l'abitato, segue quello della vecchia che
conduceva al Sassello e si snoda continuamente ai piedi del citato
Moregallo, dai fianchi dirupati e squarciati dalla mano dell'uomo per
trarne pietra calcarea. L'aspetto è selvaggio, ma altamente
suggestivo. Sulla sponda opposta, sono visibili le arcate delle
gallerie della linea Lecco-Sondrio. Al Sassello poche case, con una
trattoria. Dove prima era il sentiero che conduceva all' Osteria della
Fame, ora passa la nuova ruotabile, fra le balze delle Moreggie,
difesa, a monte, da robusti muraglioni, inframmezzata da ponti in
muratura, per incanalare le acque del dosso montano.
La strada, ora, è solitaria e
cade quasi a picco sul lago. Essa sale sensibilmente ed incontra tre
piccole gallerie, a cui, subito dopo, fa seguito quella del Melgone,
lunga m. 450, rischiarata da frequenti finestre laterali. All'uscita
da questa, si presenta lo specchio lacuale nella sua incomparabile
bellezza, nella sua imponente attrattiva, mentre sull'opposta riva
biancheggiano ville e paesi. Il percorso si fa più pianeggiante e,
lasciata a sinistra la piccola frazione di S. Anna, la ruotabile si
congiunge con quella di Onno, nel punto in cui sbocca la strada di
Valbrona. Da Lecco km. 10.
Onno (ab. 416 - alt.
205)
Ai piedi del precipite Sasso di Onno che gli incombe alle spalle.
Ampia la visuale che permette di distinguere nettamente anche molti
paesi del centro lago, fino a Rezzonico. Alle prime case del paese,
s'apre la bella Parrocchiale di S. Pietro, costrutta nel 1797, di
linee severe ed armoniche, ricca di stucchi e ben affrescata dal
Rivetta. Nel piazzale della Chiesa, nella casa che lo fiancheggia,
vedesi una lapide dedicata ai 6 Caduti del luogo, con artistico
bassorilievo del Confalonieri. Un'altra lapide ricorda il concittadino
Polti Alessandro, morto in Libia nel 1913.
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| Onno. |

Lungo la strada lacuale,
sulla facciata della Villa Rosa, il 4 novembre 1927, fu inaugurata una
lapide-ricordo ai fratelli Torri-Tarelli, eroi della guerra del
Risorgimeento, con questa epigrafe:
FU QUESTA CASA DEI
TORRI - TARELLI
NELLA STORIA DEL RISORGIMENTO
NOBILISSIMI EROI
NELLE FALANGI GARIBALDINE
SECONDI CAIROLI
NB, — Erano cinque i fratelli
Torri-Tarelli di Onno. Giovanni, il maggiore, peri nelle acque del
nostro lago, nel marzo 1848, mentre attendeva al trasporto i di
cartucce dal porto di Malgrate. Nel 1859, gli altri quattro, Tomaso,
Carlo, Giuseppe e Battista si arrolarono nell'esercito piemontese.
Carlo e Giuseppe furono dei Mille e rimasero feriti nella presa di
Palermo. (Giuseppe soccombeva. Battista partì colla seconda spedizione
Medici.
Nel 1866, Carlo e Battista si battevano nel Trentino, a Monte Suello,
a Bezzecca e, nel 1867, a Monte Rotondo ed a Mentana. Battista cadeva
prigioniero dei Francesi. Degni emuli dei fratelli Cairoli, come ben
dice l'epigrafe.
In località Moliina, venne alla luce una tomba romana a cremazione.
Stabilimento di tessuti
metallici ed opifici serici — Fornaci per calce idraulica — Sbarcatoio
al lago — Automobile per Asso e Bellagio — Posta e Telegrafo —
Alberghi Italia, Volta, al Porto — Servizio barche.
Mandello mostrasi di fronte.
Da Onno a Vassena km. 2.
Da Onno, per un sentiero lungo la antica mulattiera Onno-Valbrona, in
un'ora, si raggiunge il laghetto di Crezzo, di cui è cenno nella
strada Asso-Civenna-Bellagio.
Sulla facciata dell’ Albergo Volta, di fronte all'imponente mole della
Grigna, è murato un artistico gruppo di bronzo dello scultore A.
Sassi, fattovi apporre dall’Auto Moto Club di Monza, in ricordo del
campione di motocicletta Isacco Mariani, che, in quella località, vi
trovò la morte, in un tragico incidente, l'11 luglio 1925.
Elegante, coi suoi slanciati colonnati, la Villa Donadelli, Podestà
dei comuni di Onno, Vassena e Limonta, formanti, col R. Decreto 24
novembre 1927, il muovo comune di Oliveto Lario, con sede a Vassena.
Bello e ben tenuto è il
tratto che unisce Onno a Vassena. Gli ulivi verdeggiano sui poggi e
lungo la riva vicinissima al lago. La montagna, di Fianco, è meno
scoscesa ed il quadro ha tinte più molli e ridenti. Le Grigne mostrano
le loro vette. Lasciato a sinistra l'Oratorio dedicato ai SS. Carlo e
Rocco, eretto alla memoria degli estinti di peste nel 1836, la strada,
leggermente in salita, taglia la parte alta di Vassena, mentre il
grosso dell'abitato digrada al lago.
Vassena (ab. 367 -
alt. 200)
Sede del nuovo comune di "Oliveto Lario". Il paese è formato dalle tre
ex frazioni di Castolo, Cesura e Sala. Nell'ampio piazzale della
Parrocchiale dei SS: Nazario e Celso, vicinissimo al pontile d'approdo
del battello, ergesi un tronco di colonna, sormontato da un'aquila di
bronzo, alzato alla memoria degli 8 Caduti di guerra, completato dal
Viale della Rimembranza. Di fronte, vedesi Olcio.

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Vassena,
Parrocchia dei SS. Nazario e Celso con il monumento ai Caduti. |
Industria serica e cave di
pietra calcarea — Automobile come sopra — Alberghi Belvedere, del
Sole, al Porto — Posta e Telegrafo — Stazione lacuale.
Da Vassena a Lìmonìa, km.
3,5. Per mulattiera, da Vassena, si può andare a Civenna, in un'ora.
Comincia, dopo Vassena, la parte più severa della strada, che sale
gradatamente, sempre in mezzo a piantagioni di ulivi, in un
susseguirsi di nuovi incanti. Dopo il grandioso Albergo Cervieri ora "Limonta"
e alcune ville di maestose linee architettoniche, la strada,
serpeggiando, giunge a Limonta, col grosso dell'abitato a sinistra, su
un poggio, a cui si accede per una viottola acciottolata che, in
cinque minuti, porta sul piazzale della chiesa, nel centro del paese.
Limonta (ab. 360 -
alt. 269)
Ci varremo delle parole di T. Grossi: "Limonta è una terricciola
pressoché ascosa fra i castagni al guardo di chi, spiccatosi dalla
punta di Bellagio per navigare verso Lecco, la cerca a mezza costa, in
faccia a Lierna".
La Parrocchiale di S. Bernardo, ha un bell'atrio su cui è murata una
lapide agli 11 Caduti di guerra. L'interno, ad una navata, è adorno di
stucchi ed ha bei quadri ai lati dell'altar maggiore. Ha pure un
artistico ambone, con pregiate scene scolpite in legno. Fronteggia la
Chiesa, il Palazzo Municipale, con lapide ricordante lo scrittore
Tomaso Grossi, che illustrò Limonta nel suo Marco Visconti, da cui si
apprende come in luogo, anticamente, esistesse il Castello del Balzo
del quale, ora, non rimane segno alcuno. Dietro al Municipio,
scor-gesi il ben tenuto Viale della Rimembranza.
Posta e Telegrafo — À
Bellagio km. 4,5 — Stazione lacuale — Automobile Asso-Bellagio —
Albergo « Limonta » già Cervieri.
Splendida la Villa Belloni, in riva al lago. Villa Silvio e Marco
Resnati, della Cassa di Soccorso Azienda Tranviaria Municipale di
Milano, con annesso magnifico padiglione.

Limonta è rinomato pei suoi
saporiti marroni. Dal paese, si può salire al Monte Garnasca (m. 698),
al Piano di Guelfo (m. 636), a Civenna (m. 623). Sopra l'abitato
notasi un grosso masso erratico, conosciuto col nome di Pietra Luna.
Limonta, nel medioevo, era feudo del monastero di S. Ambrogio.
In una località vicina, si rinvenne una tomba-avello, scavata in un
masso di sarizzo.
Dopo Limonta, la strada si fa ancora più aspra, salendo sempre e
presentando frequenti svolte, fino a che, a circa km. 2,50 da Bellagio,
incomincia la discesa, poco prima dello sbocco dell'altra ruotabile
che proviene da Civenna. Raggiunta Regatola, frazione di Bellagio, e
percorsi altri due chilometri, attraversando l'altra frazione di
Borgo, la carrozzabile scende all' Imbarcadero, in piazza Vittorio
Emanuele.
Bellagio (ab. 3252 -
alt. 216)
Frazioni: Aureggio, Borgo, Casate, Guello, Guggiate, Loppia, Pescallo,
Regatola, San Giovanni, San Vito, Suira, Taronico, Visgnola. E' uno
dei più bei paesi del lago, sul promontorio che divide il bacino del
Lario nei due rami di Como a sud-ovest e di Lecco a sud-est. Lungo la
strada che da Regatola conduce ali Imbarcadero, la via Domenico
Vitali, porta al bellissimo e moderno Palazzo scolastico, davanti a
cui è stato eretto il bronzo agli 87 Caduti di guerra, non ancora
inaugurato. E' lavoro dello scultore C. Peduzzi. Ai lati, l'ordinato
Parco della Rimembranza. Procedendo verso il paese, sulla sinistra,
mostra le sue severe linee una chiesa anglicana. Più avanti il
Municipio, con lapide a Garibaldi e la Biblioteca Popolare. Poi il
bell’Asilo Infantile, e stradette cordonate che scendono verso la
parte bassa del paese.
All'ultimo svolto della strada, si presenta l'antica basilica di S.
Giacomo, risalente al XII secolo, rispecchiante i principali caratteri
dell'arte comacina. I restauri successivi hanno fatto sparire le
antiche decorazioni, ma il monumento rimane integro nelle sue linee,
colla sua bella torre campanaria che lo completa. Ed eccoci, in Piazza
Vittorio Emanuele, all' Imbarcadero, con Cadenabbia di fronte, sulla
sponda opposta. Belle case con porticati, signorili ed eleganti
alberghi danno alla riva un aspetto singolare ed attraente. Ville e
parchi ombrosi sorgono nelle adiacenze. Siamo in un lembo di paradiso,
nel "giardino della Lombardia". Dopo la piazza, incomincia la bella
strada che congiunge Bellagio con Como (km. 30).
Degna di nota e di visita la
Villa Serbelloni che sorge sul colle del promontorio, su cui alzava le
sue mura il castello che fu di Ercole Sfondrati, nipote di papa
Gregorio XIV (1580-1591), che passò ai conti Serbelloni, presso cui fu
ospite il Parini. Il castello fu poi ceduto ad Antonio Mella e
trasformato in albergo, circondato da ombroso parco, con viali e
grotte artificiali, con splendido panorama sui tre rami del Lario. Né
vanno dimenticate la Villa Melzi, di stile impero, con parco e
giardino meravigliosi, lungo il lago, in direzione di Loppia, sulla
strada di Como ; la Villa Trotti e la Trivulzio, poco prima di S.
Giovanni, civettuola frazione di Bellagio, che fronteggia Tremezzo ;
la Villa Giulia, che appare a destra di chi scende per la carrozzabile
della Vallassina, a km. 1,50 dal centro del villaggio, sullo
spartiacque del promontorio, dominante i rami di Como e di Lecco, con
lungo viale rettilineo che scende alla Loppia, lungo m. 600, iniziato
nel 1774 dal nobile Pietro Venino, e compiuto nel 1804 dal figlio nob.
Carlo.
Una lapide, all'entrata di
Villa Melzi, dove terminano i Giardini Pubblici, ricorda il
Vice-Presidente della Repubblica Italiana (febbraio 1802 - marzo
1805), Francesco Melzi, che fece aprire la vicina strada.
Negli stessi Giardini Pubblici, un bronzeo busto, opera del
Confalonieri, è dedicato ad Antonio Mella, grandemente benemerito del
paese.
Sontuosi gli alberghi : Hotel
Bretagne, Grand Hotel Bellagio coll'annessa Villa Serbelloni, Hotel
Genazzini e Métropole, Hotel des Etrangers, Grand Hotel De Florence,
Hotel Suisse, Hótel au Lac — Albergo Belvedere — Trattoria Centrale,
ecc.
Posta, Telegrafo e Telefono — Bagni presso la Villa Melzi — Banca
Popolare — Banco Lariano — Automobile per Onno-Asso e Civenna-Asso.
Importante stazione lacuale — Servizi di barche e motoscafi — Cassa di
Risparmio — Asili Infantili : Vittorio Emanuele, Cavour, Garibaldi —
Tiro a Segno — Fabbriche coperte di seta — Lavorazione legno d'ulivo.

Da Bellagio, percorrendo la
carrozzabile della Vallassina, si possono fare escursioni al Monte
Garnasca (m. 623), al Monte Nuvolone (m. 1079), all'À/pe Pietra Luna
(m. 975), al Parco Monte S. Primo, con moderno albergo di nuova
costruzione, e da qui al Monte S. Primo (m. 1686).
La chiesetta di S. Maria di
Loppia, dove s'inizia il viale cipressato che sale alla Villa Giulia,
risale a tempi remoti. E' a una sola navata, a pianta trapezoidale,
con abside semicircolare con volta a mezza tazza, e tre finestrelle.
Il campanile di pietra squadrata e lavorata, più recente, risale al
XII secolo. Vi era annesso un fiorente monastero le cui notizie
risalgono al XIII secolo. Del convento non rimane che qualche rudero.
Sul percorso Bellagio-Lecco-Milano, funziona un servizio
automobilistico di grande turismo, iniziato il 17 aprile 1928 dalla
Società Autovetture di Bellagio. Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro
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