Guida illustrata di Lecco e paesi finitimi

Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2008-2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

Ferrovia Lecco - Colico

 

Da Lecco a Colico Km. 39. Sono numerose le corse su questa linea, fatte in proseguimento di quelle in partenza da Milano.
Itinerario: Lecco-Abbadia (Km. 7) - Mandello-Tonzanico (Km. 9) - Olcio (Km. 12) - Lierna (Km. 15) - Fiumelatte (Km. 19) - Perledo-Varenna (Km. 21) - Regoledo (Km. 22) - Bellano (Km. 24) - Dervio (Km. 29) - Dorio (Km. 32) - Piona (Km. 36) - Colico (Km. 39).

La linea Lecco-Sondrio, pur attraversando numerose gallerie, offre punti di vista meravigliosi a chi s'affaccia ai finestrini di sinistra. Il lago appare come in splendida visione, mentre sulla riva opposta si disegnano i vaghi paeselli che in esso si specchiano, ed altri bianchi villaggi si intravedono lungo la china dei monti, che formano una catena fino a Bellagio. La strada nazionale dello Stelvio, a volte tagliata dalla ferrovia, corre quasi sempre ad essa parallela e a poca distanza dalla riva lacuale che, in certi punti, presenta degli sfondi veramente pittorici.

Sottopassata la provinciale della Valsassina e una prima galleria che, rasentando il Cimitero Monumentale di Lecco, attraversa il Colle Santo Stefano, la linea s'appoggia al piede del S. Martino, che quasi strapiomba sui binari. A sinistra, si snoda la strada dello Stelvio, piuttosto deserta fino alla Torraccia, località dove scorgesi l'avanzo di un castello medioevale, di cui restano ancora le mura annerite dal tempo. L'aspetto, dopo, si fa più ridente, in vicinanza della stazione di Abbadia, dove il treno si ferma. Il paese è più avanti, a mezzo chilometro, e, per raggiungerlo, bisogna percorrere un tratto dello stradone provinciale. E' da qui, che la natura svela le sue bellezze.

Abbadia (ab. 758 - alt. 202)
E' posto in una insenatura del lago ed è formato dalle frazioni di Barbino, Cassino, Castello, Novegno e Robbianico. Gode di una posizione veramente bella che lo fa ricercato.
Scende dalla Grignetta il torrente Zerbo, che bisogna valicare per entrare in paese. Appare subito nel piazzale della Chiesa, il Monumento ai 18 Caduti di guerra, nella figura di un soldato di bronzo che agita una fiaccola. Il Parco della Ri¬membranza, completa il ricordo dedicato ai Morti di guerra.Di belle linee la Parrocchiale di S. Lorenzo, l'antica chiesetta dei frati, a tre navate, ampliata circa quarant’ anni or sono e artisticamente decorata, nel 1915, dal pittore G, Tagliaferri.

Ristoranti Unione, Isola Bella; Crotto del Sole — Osterie della Grignetta e dei Passeggieri — Asilo Infantile — Posta, Telegrafo e Telefono pubblico — Punto d'approdo del battello.

Il nome al paese venne dato da un'antica Abbazia che vi sorgeva un tempo. Punto di partenza per il Coltignone, passando per S. Bartolomeo e valicando il torrente Zerbo in val Monastero; per il Rifugio E. M. raggiungendo Linzanico e Crebbio ; per il zucco del Pertusio (m. 1671), toccando Linzanico, Alpi Corte e Colonghei.
Buoni opifici serici. Fabbrica attrezzi rurali. Sui monti di Abbadia, a 950 metri, vi è l'antichissimo Oratorio di Campelli, dedicato alla Beata Vergine Addolorata, quasi interamente ricostruito, ampliato e decorato nel 1913.
Nel 1629, il paese fu saccheggiato dai lanzichenecchi del generale Rambaldo di Collalto.

Abbadia ed il vicino Linzanico, con Decreto 26 gennaio 1928, vennero uniti nel comune di Abbadia Lariana.

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Linzanico (ab. 484 - alt. 267)
Appena fuori dell'abitato di Abbadia, per un viottolo acciottolato, in una ventina di minuti si può raggiungere Linzanico, un agglomerato di povere case, con viuzze strette e disagevoli. Sul fronte dell'ex Municipio, nel piazzaletto da cui si inizia il sentiero per la Capanna Rosalba (m. 1750), è murata una lapide, con piccolo bassorilievo di bronzo, dedicata ai 18 Caduti di guerra.

Sotto il porticato dello stesso ex Municipio, sgorga un'acqua freschissima, e vi appare un'altra lapide, offerta dall'ex Podestà del luogo, inaugurata il 4 dicembre 1924, in occasione del 7° anniversario della nascita di S. Francesco, colla laude a "sora acqua". Di fianco, il Parco della Rimembranza. Più in giù, la Chiesetta della Madonna Annunciata.
Linzanico, colle frazioni di Novegolo, Crebbio, Lambrino, Zana e Maggiana (Mandello), fa parte della Parrocchia di Abbadia.

Da Linzanico, lasciando a destra ed in alto Crebbio, da cui spicca il campanile dell' Oratorio di S. Antonio, per una solinga stradetta, fra piantagioni di ulivi e di castani, si raggiungono Gaggio ed il vecchio Oratorio di S. Giorgio, e si sbocca di nuovo sulla provinciale, in vicinanza della stazione Mandello-Tonzanico. Nel territorio, vi sono alcuni stabilimenti serici. — Trattoria del Sole — Posta, Telegrafo e Telefono a Tonzanico, a km. 2.
Il tratto ferroviario Abbadia-Mandello viene percorso in pochi minuti, dopo aver attraversato la galleria S. Giorgio. La strada nazionale sottopassa un ponte viadotto e, lasciando a destra il fiorente stabilimento della Moto Guzzi, sale a Tonzanico, vecchia frazione di Rongio.
Mandello resta a sinistra della ferrovia, verso il lago, quasi contro ad Onno, che s'affaccia sulla riva opposta.

Con Decreto 23 giugno 1927, Rongio veniva unito a Mandello ed a questo, col successivo Decreto 22 dicembre 1927, furono pure aggregati i comuni di Olcio e di Somana (Mandello Lario).

Mandello Lario (ab. 1435 - alt. 203)
Villaggio che va sempre più estendendosi, costellato di eleganti villette, ricco di fiorenti industrie meccaniche e di opifici serici. Sorge lungo il piano alluvionale formato dal torrente Mena, che sfocia nel lago, poco discosto dal paese.
Mandello ebbe una parte importante nelle vicende medioevali e lo troviamo in sul principio del secolo XII, libero comune, con propri magistrati. Nel 1167 è costretto a giurare obbedienza ed a pagare tributo ai Comaschi, ai quali veniva assegnato nel 1170, dopo aspre e sanguinose contese coi Milanesi.

Nel 1532, nelle acque di Mandello, avvenne un furiosissimo scontro navale fra le forze di Francesco II Sforza, duca di Milano, capitanate dal Vistarino, e quelle dell'avventuriero Gian Giacomo De' Medici, fratello di Pio IV e signore di Musso, aiutato dalla flottiglia lecchese. Nell'aspro combattimento che ne seguì, il Medici vi perdette il fratello Gabrio, che vuolsi fosse sepolto, durante una tregua d'armi, nella Chiesa di S. Giacomo, a Castello.
Nel 1635, il paese venne ferocemente saccheggiato ed arso dalle soldatesche del cardinale Rohan.
Delle antiche fortificazioni non rimangono che un avanzo di torre ridotto ad abitazione ed un rudere di porta medioevale. Nella frazione di Maggiana, si nota pure un'antica torre completamente restaurata.

Mandello possiede la bellissima Parrocchiale di S. Lorenzo, con ampia navata ed un artistico altare, arricchito da un'ancóna in legno dorato, finemente istoriato. Nella Chiesa i quadri in tela di S. Pietro martire, della decapitazione di S. Giovanni Battista del Luini ed una Croce artile, dono della comunità di Mandello del 1421, la rendono interessante. Da ammirare il Coro, ornato di stucchi e di statuette, il Battistero con pregevoli lavori d'intaglio ed il grandioso organo della Ditta Serassi di Bergamo. Nella piazzetta attigua, vedesi una lapide ai Caduti del '59 e del '60. Da piazza Vittorio Emanuele, allo sbarcatoio, distinguesi nettamente, sulla riva opposta, Onno colla strada che conduce a Valbrona. Caratteristici i portici, lungo la riva. Merita di essere visitata la Chiesetta della B. V. del Fiume, aprentesi in un silenzioso piazzale, con numerose cappellette. L'atrio è sostenuto da otto colonne e l'interno abbonda di stucchi e di buoni dipinti.
Veramente artistico è il Monumento ai 58 Caduti di Mandello, che sorge sul piazzale che fronteggia la stazione ferroviaria, inaugurato contemporaneamente a quello di Rongio, e comprendente anche i Morti d guerra dì quest'ultimo comune, ora aggregato al primo. Sul davanti di uno stele di granito, con un bassorilievo di bronzo nella figura di un angelo che tiene una corona di alloro, sfa un soldato morente, pure di bronzo, avvolto nel tricolore. E' opera lodata dello scultore Giannino Castiglioni, e porta la scritta latina:

PROCUBUIT
HEROS
VICTORIA
REFULSIT
PAX LUCEAT

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Innumerevoli le ville, di cui diamo il nome delle principali: Ville Falck, Guzzi, Fiocchi, Biffi, Confalonieri, Levi, Riva, Folcia, Mazza, Carcano; Secchi ed altre.
Pittoresca la passeggiata di Bressina o Dinamite.
Marcellino Airoldi, da Robbiate, divenuto signore, nel 1647, di Lecco e della Riviera, si fece costruire in Mandello un rinomato palazzo che fu poi demolito.

Posta e Telegrafo in luogo — Telefono a Rongio — Banca Popolare — Asilo Infantile -— Ristoranti Ippogrifo, con pattinaggio, del Porto, della Torre, Lozza — Caffè Imbarcadero — Caffè Trattoria Unione, ecc. — Unione Bancaria Nazionale — Industria serica — Fabbrica mobili —Buone Tintorie.

In territorio di Mandello, esistevano, un tempo, cave di marmo persichino, da' cui venne estratto il materiale per le colonne del Crocifìsso in Como.

Tonzanico (ab. 410 - alt. 222)
Questa antica frazione di Rongio, ora incorporata a Mandello, si allinea lungo lo stradone dello Stelvio.
Dopo lo stabilimento meccanico della Moto Guzzi, svoltando a destra, si giunge in piazza S. Zenone. Centrale è il Monumento di bronzo innalzato ai Caduti di Rongio, che accomuna anche quelli di Mandello (N. 28 per il primo e N. 25 per il secondo): un soldato, con fucile a tracolla, che stringe il tricolore. Attorno al basamento di granito, stanno piastre di bronzo, col nome dei gloriosi Morti di guerra, autore del monumento, lo scultore G. Goldani, ora defunto,fonderia Brambilla di Milano. Il magnifico Viale della Rimembranza, a destra di chi guarda il Monumento, serve di accesso al vicino camposanto.

La Chiesa di S. Zenone, che dà il nome alla piazza,è un bel edificio fabbricato ex-voto dai maestri della scuola comacina arieggiante il S.Zenone di Verona, costrutto dagli stessi.In essa si ammirano notevoli affreschi posti sotto l’alta protezione delle belle arti. Di molto pregio il simulacro del S. Crocifisso, in apposita cappella, oggetto di speciale venerazione.(1)

Posta, Telegrafo e Telefono — Officina meccanica per riscaldatori a nafta — Trattorie Alippi, della Fenice, ed altre — Bar Trieste.

(1) Molte delle informazioni interessanti le chiese di S. Lorenzo e di S. Zenone furono ricavate dal numero unico “Pro Mandello” che si pubblicava nel 1902.

Rongio (ab. 1647 - alt. 394)
Vecchie, frazioni,; Luzzeno, Molina, Tonzanico. Per giungervi, dalla provinciale, basta seguire la strada a destra, dove sono visibili le segnalazioni, per la CapannaMonza (ore4), il Rifugi oalpino di Releccio (m.1715 – ore 4,30), la Capanna Rosalba (m. 1750 – ore 4,30). È un paese industriale con opifici serici e numerosi stabilimenti meccanici. Concerie pellami e torcitura cotone. Rinomato il liquore “Amaro Grigna”.

L’abitato si estende a destra della val Meria; percorrendo la quale si può visitare la centrale elettrica della società anonima valle Meria, e godere una passeggiata veramente dilettevole, per chi vuole spingersi alla fontana Acqua Bianca (m. 750), fresca e purissima sorgente, nella valle detta Chignoli. Nel luglio 1927 è stata inaugurata la Capanna Elisa (m. 1500), della fiorente sezione di Mandello, del C.A.I.
Sono di Rongio le guide patentate Luigi e Pietro Rompani del Club Alpino, custodi della Capanna Rosalba.

Posta, Telegrafo e Telefono in frazione Tonzanico — asilo infantile — Buone trattorie.

Antica torre dei Lanfranconi. Nel territorio esisteva un filone di piombo, ora esaurito. Nell’atrio delle Scuole di Rongio, una lapide ricorda i suoi caduti di guerra.

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Somana (ab. 422 – alt. 350)
Vecchie frazioni: Bornico, Sonvico, e Zeno.
A Tonzanico km. 2. Dopo Molina, dove trovasi l’edificio scolastico dell'ex comune di Rongio, passando su un ponticello sul torrente Meria, a sinistra, staccasi una buona ruotabile da cui, a mano a mano che si sale, si può ammirare un pittoresco e variato panorama. Un sentiero mulattiere accorcia il percorso. Sotto, il lago, presenta il suo specchio incantevole. S'adagia, Somana, sui fianchi del Sasso Sileggio (m. 1162) su una sporgenza del quale, si scorge l'antichissima chiesa di S. Maria (m. 681) con campaniletto lombardo. All'entrata in paese, si presenta il nuovo e bel fabbricato scolastico, davanti a cui s'alza una colonna sormontata da un'aquila di bronzo, a perpetuo ricordo dei 4 Caduti del luogo. Di fianco, le pianticelle della Rimembranza. A pochi passi dal palazzo comunale, nella sua bianca veste, la Parrocchiale di S. Abbondio, consacrata nel 1874. Dalla frazione di Sonvico, s'inizia un sentiero che sale alla Capanna Releccio, con segnalazioni del C. A. I. Custodi i Fratelli Poletti.

Posta, Telegrafo e Telefono a Somana — Albergo Somana — Stabilimento di seta artificiale — Asilo Infantile.

Da Mandello ad Olcio Km. 3. La linea taglia il delta formato dal torrente Meria ed attraversa una plaga ridente ove fioriscono gli ulivi, dopo aver sorpassato lo stradone provinciale, portandosi sotto il monte. Visibili, a destra, la Grigna e a sinistra le montagne della Vallassina e Civenna, su in alto, sulla carrozzabile che da Asso conduce a Bellagio, disteso dietro il promontorio. Oltre il lago, Vassena e, sullo sfondo, la catena della Tremezzina. Sottopassata una breve galleria, siamo alla stazione di Olcio. Vicinissimo al lago, la provinciale, segue, quasi pianeggiante, la ferrovia.

Olcio (ab. 365 - alt. 204). — Dalla provinciale su cui s'affaccia, il villaggio s'inerpica sul pendio del monte fino alla piccola stazione, vicinissima all'Oratorio di S. Giuliano ed all'Asilo Infantile, ombreggiato dal Parco della Rimembranza. Discendendo dalla stazione, si passa davanti all'ex Municipio, sede pure delle Scuole Elementari, su cui è murata una lapide ai 70 Combattenti del paese, fra i quali 10 Caduti.

Sulla nazionale, s'apre la bella Parrocchiale di S. Eufemia, a croce latina, con affreschi del Morgari e stucchi nell'abside. Di fronte torreggiano il S. Primo e il Poncive. Di gran pregio il marmo nero che si estrae dalle sue cave ed una fonte di acqua magnesiaca ferruginosa nei suoi dintorni.

Telefono, Posta e Telegrafo a Tonzanico. Da Olcio a Lierna sono, quasi 3 Km. La linea s'addentra nella galleria di Olcio, lunga circa un chilometro, mentre la carrozzabile ne sorpassa tre di minor lunghezza, scavate nella stessa roccia, dopo le quali si sbocca alle cave di marmo nero, dove la montagna è quasi a picco sulla strada, con sporgenze paurose.

Lierna (ab. 971 - alt. 205)
Frazioni: Villa, Bancola, Castello, Giuzana, Cesarino, Genico, Grumo, Casate, Mugiasco, Olcianico e Sornico. Vagamente ubicato ai piedi del Monte Palagia, luogo preferito dai villeggianti che vi affluiscono numerosi. Ulivi e viti ammantano il declivio su cui sorge l'abitato, che si stende pure oltre la provinciale che l'attraversa, fino al lago, in riva al quale un antico castello mostra i suoi ruderi. Sul frontone della Casa Dopolavoro, è stata inaugurata una lapide ai 13 Caduti di guerra. I fregi artistici ed i bassorilievi del ricordo, sono opera dello scultore Giannino Castiglioni di Milano, .
Salendo in frazione Casate, dopo aver valicato un ponte sulla linea ferroviaria, si giunge alla Parrocchiale di S. Ambrogio, che lancia al cielo il suo bianco campanile. La chiesa, di stile barocco, ha qualche quadro discreto e buoni affreschi. in questa località vi ha pure il Municipio, col Viale della Rimembranza.
Splendide ville abbelliscono il paese. Villa Mapelli, grandiosa, Ville Annovazzi, Simonetta, Ferraresi, Magnoni, Spada e, quasi allo sbocco del paese, in direzione di Varenna, la magnifica Villa Pini, in cui trovasi una freschissima sorgente di acqua ferruginosa. Sulla riva opposta, dirimpetto, vedesi Limonta.

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Buona industria serica, cave e lavorazione di marmo nero, commercio di pesce — Banca Popolare — Caffè Ristorante Plinius, Alberghi Vittoria, Davide, Posta — telegrafo, Telefono, Posta — Stazione lacuale — Asilo Infantile.

Da Lierna, si può salire alla Capanna Monza, in ore 4. Ascensioni al Zucco di S. Stefano (1.091), all'Ortanella (m. 994), al Monte Parel (m. 1203), al Moncucco (m. 1486), alla cima di Palagia (m. 1486). Un sentiero, da Lierna, porta ad Esino.
Nel territorio del paese vennero scoperti avanzi di costruzioni romane, che dovevano far parte delle numerose ville che s'ergevano in riva al Lario incantevole. Prosperosi i vitigni.
Lasciata la stazione di Lierna, la natura si fa più aspra e selvaggia. Sono quattro chilometri di percorso per arrivare a Fiumelatte, fra monti dirupati, mentre nettamente si distingue il promontorio di Bellagio, dietro cui si distende la gemma del centro lago. Sotto, lo stradone nazionale descrive come un grande arco, dove incombe il più allo silenzio. Sorpassati alcuni viadotti e tre altre gallerie, la linea giunge alla stazione di Fiumelatte, grossa ed importante frazione di Varenna.

Fiumelatte (ab. 424 - alt. 239)
Il villaggetto deve la sua rinomanza alla bianca cascata che, precipitando da un'altezza di 100 metri, per la Valle dei Molini, si getta nel lago. Chi percorre il lago in battello, la distingue chiaramente. Il torrente che la origina, secondo quanto afferma il geologo prof. Mario Cermenati, scaturisce da ampie caverne dei monti sovrastanti che, nelle stagioni piovose, si riempiono d'acqua, la quale viene poi versata al di fuori quando le stesse caverne sono ricolme. Resta perciò scartata l'ipotesi che l'acqua stessa provenga dalla ghiacciaia di Moncodeno. Il periodo di maggiore intensità della cascata, è in primavera ed in autunno. Nelle vicinanze trovasi una sorgente perenne di acqua freschissima, denominala Fonte Uga, che forma graziose cascatelle e riempie il monte di freschi sussurri. In questa località sorge la storica Villa Capoana, fatta costruire nel 1605 da Ercole Sfrondati, duca di Monte Marciano.

A Fiumelatte, il lago ha la sua massima larghezza (km. 4,3) e Io spettacolo che da esso si gode è veramente imponente.
Rinomata Società Lombarda per la Pesca e 1’ Acquicoltura, con grandioso Incubatoio, il maggiore d'Italia, dono munifico del comm. De Marchi, Presidente della Società Italiana di Scienze Naturali al Civico Museo di Milano. Poco discosto, grande Stabilimento Serico, all'entrata in paese.
Belle e signorili le Ville Romagnoli e Bossi.

Ristoranti del Porto Vecchio, della Sirena — Posta, Telegrafo e Telefono a Varenna a km. 1,6.

Partendo da Fiumelatte, la linea s'interna in una breve galleria, attraversa lo spumeggiante torrente su un ponte viadotto, sorpassa altre due gallerie che si susseguono a breve distanza e valicato, su altro ponte, il torrente Esino, giunge alla stazione di Perledo Varenna, a un chilometro da quest'ultimo paese, in frazione Olivedo.
Lo stradone nazionale nel tratto Fiumelatte – Varenna è quanto mai poetico. Lievemente salendo, ombreggiato da secolari cipressi, passa di fianco alla villa Monastero, mentre quasi di fronte, si presenta il turrito castello di Vezio, in vetta ad un amenissimo colle che su Varenna incombe.
Al di sopra della ferrovia, s'intravvede l'alpestre Cimitero di quest'ultimo villaggio, con Viale della Rimembranza, a cui si accede per una larga e comoda mulattiera. Altri cipressi ondeggiano tutto in giro e più oltre, su verso i dirupi del monte, dando al quadro un aspetto fantastico.

Varenna (ab. 1003 - alt. 220)
Frazione: Fiumelatte. In clima mitissimo, di fronte a Menaggio, in un punto meraviglioso del centro lago, è una residenza estiva ricercatissima e piena di attrattive. Il paese è disposto a scaglioni lungo il fianco del monte che su esso si eleva, e si distende fino allo sbarcatoio. Lo stradone dello Stelvio attraversa l'abitato.
La Parrocchiale di S. Giorgio, apre la sua facciata proprio di fronte all'ampia piazza, mostrando le forme note della architettura lombarda. Risalente al XIV secolo, sebbene più volte rimodernata, conserva ancora la sua caratteristica ossatura, divisa in tre navate, con armoniche volte a crociera. Internamente ha un bell'altare di marmo, un artistico pulpito ed un confessionale con bei lavori d'intaglio.
Nella parte anteriore del campanile che la completa, due lapidi di marmo, con figura simbolica centrale, ricordano i 22 Caduti di guerra. Autore, Carlo Scannagatta di Varenna.

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L'antico Oratorio di S. Giovanni ha un ben conservato dipinto del 1400, raffigurante il Redentore. In esso notasi pure una pregiata pala d'altare del pittore comasco Sigismondo De Magistris, rappresentante il Battesimo di Cristo, del 1553.
Di fianco alla Parrocchiale, trovasi la Casa Comunale, con lapide, sul fronte, ad Andrea Brenta, fatto fucilare dagli Austriaci in seguito ai moti di Val d'Intelvi, il 14 aprile 1849 nella piana della Camerlata. Nell'atrio dello stesso Municipio, un'altra lapide, posta nel 1878, ricorda Vittorio Emanuele II "reatore dell'unità e indipendenza italiana". Accanto, l'Asilo Infantile, con piastra marmorea alla fondatrice Carolina Monmary ved. Seufferheld.

Nel 1124, quei di Varenna, insieme a quei di Perledo, accorsero in aiuto dell'isola Comacina, assediata dai Comaschi, e ne accolsero i profughi, dopo che questa dovette soccombere nella lotta cruenta.
Nel 1244, Varenna, sorta in armi contro i Comaschi, veniva dagli stessi distrutta. Risorta, dopo quattro anni subiva la stessa sorte.

Industria principale del paese, oltre a quella del forestiero, è la lavorazione del marmo nero e del marmo verde lumachello, che vengono estratti da cave vicine, talune in comune di Perledo, e coi quali la Parrocchiale è riccamente decorata. Molti frammenti di lapidi romane, conservate nel Museo di Como, sono di marmo nero di Varenna. Nelle Chiese di S. Fedele e di S. Abbondio in Como, coi marmi di Musso, appare quello di Varenna.

In frazione Fiumelatte, funzionava un importante vetreria che cessò nel 1844. Il paese ha un importante scalo lacuale, in frazione Olivedo, l'antico porto che accoglieva le barche dei Valsassinesi, poco distante dalla stazione ferroviaria, allo sbocco della Val dell'Esino. In co¬spetto del lago, mostra i suoi vitigni ed i suoi ulivi lungo la costiera e su pel declivio dei monti da cui è protetto, richiamando nella stagione estiva gli amanti del nostro ceruleo lago e delle belle passeggiate che si presentano variate ed attraenti, in ogni lembo dei dintorni. Ville signorili, floridi giardini, esuberanza di toni e di colori, rendono il soggiorno desiderato ed incantevole.

Varenna vanta pure una fiorente Società di Mutuo Soccorso ed una buona Biblioteca Popolare. Risalendo la Val del’l Esino, in ore 4 e mezzo, si può arrivare alla Capanna Monza. Per la stessa valle, si possono salire i monti che recingono il territorio bagnato dai torrente. Alla Stazione ferroviaria, con buon Ristorante, servizio automobili per l'imbarcadero e la ferrovia stessa.
In uno dei suoi migliori alberghi, nel 1838, Varenna ospitò la famiglia dell' Imperatore d'Austria, Ferdinando I. Varie volte nel paese si soffermò Massimo d'Azeglio.

Rinomato l'Hotel Royal Vittoria, che ebbe fra gli ospiti il generale Radetzchi e la Regina Vittoria,- Hofel Villa Inglese ; Alberghi Milano ed Olivedo ; Ristoranti Centrale, del Sole; Trattorie della Grigna, Monte Codeno, ecc. — Posta, Telegrafo e Telefono.

Fra le ville antiche notiamo: la Villa Monastero (l'antico convento di S. Maria Maddalena, soppresso nel 1567 da Papa Pio V), con magnifico giardino adorno di statue, fra le quali un gruppo dello scultore Comolli; la Villa Cipressi, guardante il lago, su cui si specchiano i frondosi fusti che le danno il nome; le Ville Mapelli e Venini.
Fra le moderne, le Ville Miss Duncan, Borelli, Greppi, Holland, Bianconi, Lazzaroni ed un'infinità di altre che formano, coi loro giardini digradanti, un quadro veramente pittorico.

Con R. Decreto 31 luglio 1928, a Varenna è sfato aggregato il comune di Perledo.

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Su "Varenna e monte di Varenna" vi è un' interessante pubblicazione di Vittorio Adami — Tip. S. Giuseppe — Via S. Calogero 9, Milano.
Il tratto ferroviario dalla stazione di Perledo-Varenna a Bellano, è interrotto da altre gallerie che impediscono di ammirare la maestosità del lago. Quella di Morcate è lunga m. 1263.
Prima di Bellano, la linea tocca la piccola stazione di Regoledo (vedere Valle dell'Esino). Una carrozzabile, dalla riva di Gittana, sale al lindo villaggetto, allietato da un largo panorama del centro lago.

Lungo lo stradone nazionale, il percorso è alternato da cinque grandiose gallerie, dalle cui finestre lo sguardo abbraccia una vasta zona della riva occidentale, bagnata dal ramo superiore del bacino del Lario. Una lapide, di fianco alla strada, ricorda che questa fu costrutta per ordine del governo austro-ungarico, durante il periodo della sua dominazione in Lombardia.
La stazione ferroviaria è alle prime case di Bellano. e lo stradone nazionale vi conduce, valicando la Pioverna e lasciando a destra il grandioso Cotonificio Cantoni, azionato dalla forza motrice del torrente che forma il piano alluvionale di Coltogno.

Bellano (ab. 3418 - alt. 204)
Frazioni: Bonzeno, Lezzeno, Ombriaco, Oro e Verginate. Grosso borgo, allo sbocco della Valsassine, e capoluogo di mandamento, in circondario di Como, quasi dirimpetto ad Acquaseria, sulla riva opposta. E' uno dei più importanti centri del lago, dove pulsa la vita industriale e le opere di elevazione culturale trovano terreno adatto.
Il lago lambe la bella piazza Vittorio Emanuele ed il corso Umberto I, luoghi animatissimi nella stagione estiva, per il concorso di turisti e di forestieri. Poco lungi si trova lo sbarcatoio, vicino al quale si profila il monumento a Tomaso Grossi (1790- 1853), bellanese, popolarissimo scrittore, autore di quel Marco Visconti, in cui le descrizioni del nostro lago si alternano cogli episodi che hanno Limonta per teatro d'azione. Il monumento è dovuto allo scultore valsassinese Tantardini e l'epigrafe, che riportiamo, è stata dettata dal Manzoni, amicissimo dello scrittore:

IL TUO NOME
È GLORIA DELL' ITALIA
O TENERO E PODEROSO POETA
CUI SEMPRE ISPIRÒ
IL CUORE
il tuo A. MANZONI

In corso Umberto I , sempre presso al lago, un artistico busto dello scultore Branca, è stato innalzato al medico e poeta bellanese Sigismondo Boldoni (1597 – 1630). Il busto poggia sulla fontana pubblica del paese, la cui acqua, che perenne sgorga, è stata donata al comune dai benemeriti fratelli Vitali. Il borgo, a monte, ha vie strettissime e caratteristiche : ha, in compenso, un'altra bella piazza, sulla quale si delinea l'armonica sagoma della prepositurale di S. Giorgio, monumento nazionale, ricostruita fra il 1342 e il 1350 dai maestri campionasi, in istile gotico-lombardo, essendo stata quasi distrutta, alcuni anni prima, da una disastrosa piena del torrente Pioverna, che poco discosto rumoreggia. La chiesa presenta la sua magnifica facciata, con fascie alternate in marmo bianco e nero ed un rosone centrale con fregi in cotto. A sinistra dell'entrata, su una lastra di marmo, appaiono le iniziali di Napo Torriani, lo sconfitto di Desio; nella lesena di destra serpeggia il biscione visconteo. Buoni affreschi nell' interno ed una pala d'altare del Luini. Tra la piazza della Chiesa ed il nuovo ed elegante Palazzo Scolastico che guarda la provinciale, s'apre il bel Parco della Rimembranza,uno dei migliori della Provincia, a cui si accede anche da via Roma, fìancheggiante lo stabilimento Cantoni. Nella sala maggiore del Municipio, vi è l'ingrandimento fotografico dei 55 Caduti, alla cui memoria è stata istituita una casa di ricovero per i vecchi poveri.

Una strada cordonata, dalla Chiesa, sale all'antico Oratorio di S.Rocco consacrato nel 1485, presso cui, in successivi ripiani, si stende il ben tenuto Cimitero. Una larga scalea serve d'entrata, nel mentre appare di fronte, il bronzeo monumento a mons. Luigi Vitali, apostolo di redenzione infantile (1856-1914).

Congregazione di Carità — Ospedale Umberto I — Comitato protezione Maternità ed Infanzia — Biblioteca popolare — Scuola di Apicultura—° Associazione Sportiva Dopolavoro Pro Bellano — Escursionisti Bellanesi — Asilo Infantile — R. Pretura. Cassa di Risparmio, Banca Popolare, Banco Lariano, Banca di Cambio Vitali — Albergo T. Grossi — Ristoranti Caval Bianco, della Peppa — Trattoria dell'Angelo — Caffè Arrigoni, Bellano, Vitali ; Crotto della Calchera, ed altri.
Stupenda la Villa Nogara. Belle le Ville Panzera, Pensa, Bariffi.
Posta, Telegrafo e Telefono. Autocorriera per Premana e per Lecco, attraverso la Valsassina. Oltre al grandioso Cotonificio Cantoni, si trova pure l’ importante Setificio Gavazzi.

A Bellano, nel 1653, moriva Emilio Paolo Busi, detto Parlaschino, buon letterato e poeta.

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All'Orrido. — Degno di visita è il famoso Orrido, formante una strettissima gola che si prolunga fin quasi a Taceno e dove si gettano le acque del torrente Pioverna, proveniente dalla Valsassina. La grotta interessantissima, e largamente descritta nella Guida Brusoni, ha altissime cascate che producono quasi un senso di smarrimento che si accentua, quando si transita su un corridoio di legno sospeso nel baratro profondo. Su una parete della roccia è murata una lapide a T. Grossi. Per una scaletta poi, si può salire sulla sommità del poggio, da cui si può osservare benissimo la continuazione della angusta gola del torrente.
Tassa d'entrata: feriale L. 2, festiva L. 1 a favore dell' Ospedale.

Da Bellano a Dervio, sono altri cinque chilometri interrotti da lunghe gallerie. Valicato un ponte sulla Pioverna, la linea si mantiene sul versante occidentale del Monte Maggio, per inoltrarsi, in ultimo, nella lunga galleria di Dervio (m. 1296), all'uscita della quale sorpassa un ponte sulla strada nazionale, si spinge sul piano alluvionale del Varrone e, dopo aver valicato un altro ponte, giunge alla stazione di Dervio, posta tra le due frazioni di Borgo, lungo il lago, e di Villa, tagliata dalla carrozzabile. Questa si svolge in un magnifico scenario, appoggiata, a destra, e spesso scavata sulla roccia, col lago vicinissimo, a sinistra, e sull'altra sponda la massa della Grona e la lunga schiena del Bregagno, mostranti le loro vette eccelse.
Percorrendo una larga insenatura e attraversata una lunga galleria con finestre a lago, la strada nazionale sottopassa il ponte a tre arcate, su cui corre la linea ferroviaria ed entra in Dervio, valicando il Varrone, guardato da un castello medioevale che, alto nereggia, quasi a guardia della valle che dal torrente prende nome.

Dervio (ab. 1445 - alt. 211). — Frazioni: Castello, Ronchi. Villa e Borgo. Antichissimo villaggio, allo sbocco della Val Varrone, Molte case conservano i segni della loro origine remota, con archi e stemmi caratteristici.
Dalla stazione, per un lungo viale, si può andare alla frazione Borgo, che sì spinge sul promontorio. In un ampio piazzale, sorge la Prepositurale dei SS. Pietro e Paolo, a tre navate, antichissima pur essa, con pregevole ambone dorato e artistici lavori d'intaglio. Bello l'altar maggiore, rilucente di marmi diversi.
Lungo il viale che conduce a Borgo, a sinistra, s'allunga, verso il Cimitero, il cipressato Viale della Rimembranza. Al passaggio a livello della ferrovia, il viale sbocca nella strada nazionale, lasciando a destra il Municipio, davanti a cui, su blocchi di marmo, s'aderge il bel Monumento ai 24 Caduti di guerra, opera dello scultore Ezio Peduzzi di Milano. Lungo la nazionale, in frazione Ville, si profila la vetusta chiesetta dei SS. Chirico e Giovita, col suo bel campaniletto comacino, monumento nazionale.

Rinomato lo stabilimento metallurgico della Ditta Redaelli. Si nota pure una fabbrica di carta fibrosa e da imballaggio.
Dervio possiede un cantiere dove vennero recentemente varati i moderni battelli "Savoia" e "28 Ottobre" della Società Lariana. Splendide le Ville Brocca e Vergottini in riva al lago. Borghi e Vianini vicine alla stazione, Ripamonti e Trincavelli lungo la strada per Bellano.

Asilo Infantile — Società sportiva foot-ball — Alberghi Legnone, Sollievo, Ristorante al Porto, Trattorie Stazione ed Americano — Posta, Telegrafo e Telefono — Banca Popolare — Scalo lacuale — Nel territorio, cave di marmo bindellino ed occhialino.

Da Dervio parte la strada militare, costruita nel 1916-18, che unisce i paesi della Val Varrone, Vestreno, Sueglio, Introzzo, Tremenico, Aveno, Pagnona e Premana e sale alla Forcella di Trona. Seguendo la strada militare, si può salire ai Roccoli Lorla (m. 1463), al Legnoncino (m. 1714) ed al Legnone (m. 2610).
Fu di Dervio, Francesco Buzzi, celebre medico, morto a Milano nel 1805.

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Passeggiate ed escursioni:
Per Premana (vedere « Attraverso la Valsassina » ).
A Corenno Plinio (ab. 224 - alt. 228), ora unito a Dervio.
Corenno dista da Dervio km. 1,7 e si trova fra questa stazione e quella di Dorio. Non vi è fermata ferroviaria: occorre seguire la strada nazionale, che ci permetterà di ammirare i paeselli di Rezzonico e di Cremia, adagiati sull'opposta riva e, appena fuori di Dervio, il massiccio e ben costrutto edificio di una Centrale Idro-Elettrica della Società Orobia, che trae l'energia da un grande serbatoio artificiale alimentato dalle acque del Varrone, presso Pagnona, protetto da una diga alta 18 metri.
All'entrata in paese, una lapide è dedicata alla benefattrice Caterina Biffi. Più avanti, passando fra gli Alberelli della Rimembranza, s'alza il Monumento ai 4 Caduti di guerra : un bianco angelo che scioglie fiori alla memoria dei Morti per la Patria. Un po' prima, a sinistra, una via sale alla bella Parrocchiale di S. Tomaso di Cantorbery, addossata al castello merlato dei conti Sormani - Andreani, munito di due torri ancora ben conservate, elevato su un scoglio che cade precipite sul lago. Il castello risale alla metà del secolo XVI. Da un belvedere, di fianco, si gode uno spettacolo grandioso.
Tre monumenti sepolcrali trecenteschi, di stile gotico-lombardo, uno addossato al muraglione del castello e gli altri due ornanti la facciata della chiesa, provengono dalla demolizione di una casa dei conti Andreani che sorgeva di fronte e che una lapide ricorda.

Corenno Plinio, panorama e castello medioevale.

Sullo stesso scoglio, si raggruppa il ridente villaggio, le cui strade scendono fino alla riva.
Posta, Telegrafo, Telefono a Dervio — Trattoria del Genovese.
La linea ferroviaria passa sotto il paese per una galleria lunga m. 588.
Ripartendo da Dervio, la linea ferroviaria, passando sotto ai villaggetto di Corenno Plinio, costeggia il lago, attraversa un viadotto lungo la costiera ed arriva alla stazione di Dorio.
Dopo Corenno, la strada nazionale, si mantiene alta sulla ferrovia, lascia a destra un viottolo che conduce al Cimitero di questo paesello ed alla frazione di Piazzo, passa davanti ad uno stabilimento serico e taglia la parte bassa di Dorio.

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Dorio (ab. 422 - alt. 225)
Vecchie frazioni: Panico, Torchiedo e Signorello. Altro ridente paesello, a km. 1,7 da Corenno, che s'arrampica sul pendio del monte. Lungo la provinciale, davanti al Municipio, si scorge una piramide dedicata ai 9 Caduti di guerra. Come Dervio, il paese sembra di origine greca.
Una via laterale, sale a Mondonico, alla Parrocchiale di S. Giorgio. con affreschi del Tagliaferri ed un buon dipinto del santo, del 1422. Sul piazzale, all'entrata della chiesa, trovasi il Viale della Rimembranza. Nel territorio, si rinvennero tombe antichissime. Di fronte, abbiamo Pianello Lario. Più in alto, su uno sperone del monte, biancheggia l'antica Parrocchiale, ora ridotta ad Oratorio. L'altro Oratorio di S. Rocco, s'alza, civettuolo, dominante il lago.
Buone cave di marmo ed industria serica. Posta, Telegrafo e Telefono a Dervio.

Dorio e Corenno sono uniti, ora, al comune di Dervio (R. Decreto 3 novembre 1927).

Da Dorio alla successiva stazione di Piona, sono altri quattro chilometri, che si devono percorrere in massima parte in gallerie. La prima di queste ci porta al laghetto di Piona, abbastanza vasta insenatura del Lario, racchiuso da una penisoletta che si dirama dal Capo Malpensata, subito dopo Olgiasca. Una più lunga galleria impedisce di ammirare il solitario bacino e porta alla piccola, ma ben tenuta stazione di Piona. Questo villaggetto, frazione di Colico, resta sul promontorio e, per andarvi, sarà bene tragittare il laghetto in barca.
Seguendo invece la nazionale, a 1 km. e mezzo da Dorio, si raggiunge la massima salita della strada, quindi si discende verso il laghetto di Piona. A sinistra diramasi una ruotabile che ména ad Olgiasca (m. 305), altra frazione di Colico, con rinomata cava di marmo bianco, quasi di fronte a Musso, che ricorda le gesta del Meneghino.
Da Olgiasca, in 25 minuti per una mulattiera, con Dongo, Gravedona e Domaso visibili sulla sponda opposta, si tocca Piona, mèta della nostra passeggiata.

Piona (m. 218)
Fa parte della comunità di Colico ed è luogo visitato per la celebre ed antica Abbazia di S. Nicolò, dichiarata monumento nazionale.
Riportiamo integralmente da "l Lago di Como" edito dalla Tipografia Editrice Ostinelli di Cesare Nani e C. di Como:

"La Chiesa dedicata a S. Nicolò venne eretta nel 1138 sulle rovine di una preesistente Chiesa di S. Giustina, eretta nel 607 dal vescovo S. Agrippino, come appare da una iscrizione che era scolpita sull'architrave del campanile ottagonale, ora distrutto, e riportato negli annali del Tatti.
...
Il fianco sinistro della Chiesa, fino a un terzo, è un avanzo dell'edificio primitivo ; il presbiterio invece è opera posteriore e contemporanea al chiostro, addossato al fianco destro della basilica. Ai lati dell'ingresso principale vi sono due leoni che reggono le pile dell'acqua santa e che in un primo tempo servivano da piedestallo a due colonne che sostenevano l'ambone ; sul dorso di uno di essi si scorge ancora il segno della colonna spezzata.
...
L'interno è ad una sola navata con soffitto in legno; nell'abside si ammira un fregio coi dodici apostoli di fattura bizantina. Dalla casa priorale, attigua alla chiesa, si può accedere al chiostro. E' esso una graziosa creazione medioevale, eretta nel 1252, e che può per armonia, per buon gusto e per finezza di lavoro, competere con quanto di meglio venne prodotto in architettura e scultura. Sì compone di un cortile quadrangolare, chiuso da portici a diversi colori e sostenuti da colonne con basi e, capitelli di uguale proporzione, ma vari per la forma e per le decorazioni, consistenti in teste umane e di animali, aquile, foglie di quercia, ecc. Ammirabile è l'edificio per la precisione e la nettezza del taglio delle pietre impiegate negli archi e nella soprastante muratura, nella quale poi sono inserite due lapidi, la cui iscrizione, ci fa conoscere l'epoca dell'erezione del chiostro e il nome del suo fondatore (priore Bonaccorso de' Canova, anno 1252)".

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A due chilometri da Piona, rasentando il colle Montecchio sud e dopo aver valicato il torrente Perlino ed un susseguente ponte viadotto, si arriva alla stazione di Colico, importante centro di transito per i valichi dello Spluga, del Maloia, del Bernina e dello Stelvio.

Colico (ab. 3900 - alt. 209)
E' un grosso borgo, ai piedi del Legnone, con numerose frazioni, fra cui le più importanti sono: Olgiasca, Piona, La Cà, Corte, Borgonoso, Fumiarga, Villatico, Fontanedo, Chiaro, Curcio, S. Agata.
Sorge, il paese, fra i colli di Montecchio sud (m. 333) e di Montecchio nord (m. 281) ed è attraversato dalla strada nazionale che, dopo il torrente Inganna, si prolunga verso settentrione, lasciando a destra il nuovo Cimitero, davanti a cui si stende il bel Parco della Rimembranza, dedicato ai 63 Caduti di guerra di tutto il Comune. Più avanti, a sinistra, sulla roccia ferrigna, mostra i suoi ruderi il forte di Fuentes, che ci ripiomba ai tempi della dominazione spagnuola, costrutto da don Pedro Enrico Azevedo, conte di Fuentes, a difesa dalle incursioni dei Grigioni, minaccianti dalla Valtellina. Nella costruzione di alcune strade sul colle, si rinvenne uno stemma di marmo dello stesso conte di Fuentes.
Verso la fine del secolo XVII, in seguito alle devastazioni dei lanzichenecchi, di cui fa cenno il Manzoni ne' suoi Promessi Sposi, Colico era rimasto quasi disabitato e le braccia non eran sufficienti a coltivare il terreno circostante che, in seguito anche alle alluvioni dell'Adda, divenne incolto e paludoso. Coll'apertura delle strade dello Stelvio e dello Spluga, si pose mano al dissodamento ed al risanamento della plaga che diventò feconda e produttiva.

La vecchia Parrocchiale di S. Giorgio, quasi sulla strada che divide il paese, è stata demolita ed al suo posto è sorto un moderno palazzo. Più avanti, per una via laterale, si accede alla nuova Chiesa, recentemente ultimata.
In riva al lago, una lapide ricorda iì passaggio di Garibaldi, quando, il 27 giugno 1859, moveva a snidare lo straniero. In un'altra casa vicina, altra lapide, con busto di bronzo, incide il nome del concittadino patriotta Achille Polti, che fu Deputato, poi Senatore, nato il 23 settembre 1825 e morto l'11 novembre 1899. Prese parte alle Cinque Giornate di Milano, fece la campagna del '48-49 e, arruolatosi nei Cacciatori delle Alpi, si distinse nella guerra del '59, meritandosi una medaglia d'argento.
In frazione Fontanedo, esiste una vecchia torre del 1600: nelle frazioni di Curcio e di Laghetto, sulla facciata della Chiesa, una lapide ricorda i Morti di guerra ; sul piazzale della Chiesa di Olgiasca, una piramide con piccola aquila, è dedicata ai Caduti gloriosi della frazione, coi rispettivi medaglioni.
Dove termina il colle di Montecchio nord, la ferrovia si divide : un ramo, girando il colle, passa sul ponte dell'Adda, dove si ritrovarono necropoli etrusche e il lastricato di una strada romana, attraversa il Piano di Spagna e si dirige a Chiavenna (km. 24,4) ; l'altro ramo, a destra, entra nella vallata della Valtellina, in vista del campaniletto di Pozza, sul fianco del Legnone, e prosegue per Sondrio (km. 38).
Dove la ferrovia si biforca, la strada nazionale pure si biparte : seguendo la linea per Chiavenna, si va al passo dello Spluga e del Maloia, prendendo a destra si va al passo del Bernina ed al giogo dello Stelvio.

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Magnifica la Villa Giunone, in un'insenatura di Montecchio sud. Buoni alberghi e trattorie si trovano a Colico : Alberghi Risi, al Lago, Isola Bella, Croce d'Oro ; Trattorie degli Amici, Svizzera, Bettega ; Ristorante Stazione ; Osterie dell'Angelo, del Ponte. — Posta, Telegrafo e Telefono. Banca Popolare — Società Operaia — Asilo Infantile — Auto per Gravedona, Menaggio e Como — A Bellano km. 14,8, a Lecco km. 40.
Colico è un buon punto di partenza per salire ai Roccoli Lorla, quindi al Legnoncino ed al Legnone (vedere strada Dervio-Premana).
Presso Colico, sorgeva Volturnia, città fondata dagli Etruschi, che lungamente resistette ai Longobardi invasori, ma che fu poi presa e completamente distrutta.

Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2008-2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

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