Guida illustrata di Lecco e paesi finitimi

Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2008-2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

Per la Provinciale

 

Da Lecco a Balisio

Ballabio Inf. (ab. 434 - alt. 675)
Bel villaggetto, attraversato dal torrente Grigna, quasi tutto disteso lungo la provinciale, con di fronte il Monte Due Mani (m. 1665). Ha verdeggianti praterie e clima salubre ed è luogo ricercato dai villeggianti. Belle villette, a sinistra, fiancheggiano la strada : grandiosa la Villa Locatelli, con annesso deposito dei rinomati latticini che vengono esportati ovunque. Più avanti, sotto gli speroni del Due Mani, si profila l'altra bella Villa dell'ing. Danieli.
Dove il torrente Grigna taglia la provinciale, si prospetta la Parrocchiale di S. Lorenzo, con buoni quadri del '600. Sulla nuova chiesa che sorge poco discosto, è murata una lapide ai Caduti di guerra.
Nel Cimitero del paese trovasi un modesto Monumento agli 8 Morti dell'ultima guerra di redenzione.

Posta, Telegrafo e Telefono — Auto per Lecco e per Taceno — Casere per stagionatura latticini — Albergo Ballabio ; Ristoro Passeggeri; Trattorie Ballabio, della Posta, del Cavallo; Osterie della Marianna, delle Alpi.

Dalla chiesa di S. Lorenzo, per un viottolo lungo il torrente Grigna, si può ascendere alla Grigna ed alle sue diverse Capanne.
Dopo la Trattoria della Posta, di fianco alla Villa Piloni, un nuovo tronco stradale, sale a Ballabio Superiore, rasentando, di questo, il piazzale della chiesa.
Passeggiate diverse:
Dal Ristoro Passeggeri, per un comodo sentiero, in tre quarti d'ora, si raggiunge il Monte Melma (m. 914). Altra ascensione, per vie diverse, si può compiere al Monte Due Mani (m. 1665). Seguendo la strada, segnata da un indicatore, di fronte al Ristoro Passeggeri già accennato si va a Morterone, il paese più elevato del Circondario di Lecco. L'escursione si può compiere in tre ore circa. Valicato su un ponticello il torrente Grigna, con dolce salita, si fiancheggia il Due Mani, si lascia a destra il sentiero che sale da S. Egidio (vedere « Dintorni di Lecco»), quindi, con più forte pendenza, si raggiunge La Forcola (m. 1251). Procedendo oltre sul limite di un profondo burrone entro cui scorre il Caldone, si percorre la romantica Val Boazzo, fino alle Cascine omonime (m. 830), da cui parte una mulattiera per la Chiesa d'Erna (m. 1251). Poi la strada riprende a salire, valicando spesse volte il torrente, finché alla Forcella di Olino (m. 1160), si arriva al punto culminante. Da qui, un sentiero a sinistra, per la Bocchetta di Desio, porta al Due Mani.
Per il versante della Val Taleggio, si scende ad Olino (m. 1118): passando per la frazione di Medalunga (m. 1067), si arriva a Morterone.

Morterone (ab. 144 - alt. 1069)
L'alpestre villaggio è composto di cascinali sparsi in una verde conca, dominata dal Resegone e dalla Colmine di Paglio.
Attigua alla chiesa della B. V. Assunta, si nota una Cappella ai 15 Caduli di guerra.
In frazione Medalunga, in posizione incantevole, si trova l'albergo del Rossino. Morterone è un buon punto di partenza per le salite al Resegone (m. 1876), alla Colmine di Paglio (m. 1425), alla Colmine di S. Pietro (m. 1258) e ad altre cime.

Posta e Telegrafo a Ballabio, Telefono all'Albergo Rossino — Forte preparazione di carbone.

Procedendo per la provinciale, a quasi ad un chilometro da Ballabio Inferiore, alle falde della Grigna Meridionale, a sinistra del torrente dello stesso nome, trovasi Ballabio Superiore, a cui, dalla Osteria della Gera, una carreggiabile serve di accesso.

I due paesi sono, ora, uniti, in un solo Comune denominato Ballabio (R. Decreto 29 luglio 1927).

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Ballabio Sup. (ab. 521 - alt. 732)
Ridente paesello, ai piedi della Grignetta, di fronte al ripido Due Mani. Sorge sui bei prati digradanti tra il torrente Grigna e la provinciale.
La Parrocchiale di S. Maria Assunta, con porticato anteriore, spicca su un delizioso ripiano, fiancheggiato da un piazzale, adorno di cappelle bene affrescate. L'interno, a una navata, ha buone decorazioni del pittore A. Balsamo. Vicino, sorge la Casa Comunale, con Parco della Rimembranza e l’asilo-Monumento ai 6 Caduti di guerra, che una lapide ricorda.

Dalla parte superiore del paese, subito dopo aver valicato il torrente Grigna, due mulattiere portano a diverse località della Grigna, mèta gradita degli amanti della montagna. Infilando quella di sinistra, in ore 1. 30, si sale alla Capanna Escursionisti Lecchesi (m. 1320), costruita nel 1908, poi ampliata nel 1911, rimessa ora a nuovo, a cui è unito un corpo di fabbricato di proprietà di alcuni soci. Poco discosto da essa, si stende il florido Parco della Rimembranza, dedicato ai 29 eroici Caduti di questa forte Società, completato dall'albero che porta il nome di Armando Diaz. La stessa mulattiera, conduce al Rifugio Popolare "Italia" e al Rifugio "Cuera", nelle cui vicinanze mostra la sua sagoma l'alpestre chiesetta del Divin Cuore di Gesù, incominciata nel 1915, su disegno dell' ing. Paolo Mezzanotte di Milano. Intorno sorgono i Roccoli Resinelli e Bertarelli, la Villa Borletti e più su, verso il Coltignone, la Villa Gerosa Crotta. Altre casette, vanno popolando le incantevoli pendici della Grigna Meridionale.

Prendendo invece la mulattiera di destra, si raggiunge, in ore 1. 30, la Capanna Escursionisti Milanesi (m. 1360), eretta nel 1899, da cui, poco distante, spiccano i Corni del Nibbio (m. 1392) e, più in su, il moderno e signorile Rifugio Carlo Porta (m. 1400 circa), costruito nel 1910 dalla Sezione di Milano del Club Alpino. S'alza, su uno spiazzo attiguo, il bronzeo Monumento all'Alpino, dono munifico del dott. Carlo Porta. Dai Rifugi si può salire alla vetta della Grignetta e, percorrendo la Direttissima, si arriva alla Capanna Rosalba (m. 1730), del C. A. I., dove si può ammirare un busto dell'abate Stoppani.
Nel vallone, verso Balisio, un tempo sorgevano fortificazioni di una certa importanza. La montagna che sorge alle spalle di Ballabio Sup., è crivellata di gallerie e di pozzi per la estrazione di piombo e di zinco di cui è ricca e che ne attestano la passata efficienza. I lavori per la ricerca di questi minerali, ripresi ed abbandonati, sono tuttora sospesi.

Posta, Telegrafo e Telefono — Autocorriera per Lecco e Taceno — Trattoria Prassede ; Osterie della Gera, del Leluia ; Caffè Grignetta — Produzione latticini.

Il tratto di provinciale che da Ballabio Superiore porta a Balisio, è formato da un vallone fiancheggiato da spalti dolomitici che si rompono e si frastagliano in una quantità di guglie e di profonde spaccature, che si presentano allo sguardo in un quadro il più fantastico. A mano a mano che ci si inoltra, ai piedi delle roccie strapiombanti che si serrano in un tumulto di pareti scheggiate e di forre paurose, si stendono verdi e morbide praterie, su cui appaiono bianche Casere per la stagionatura dei latticini.

Delineansi intanto la Cima di Cam (m. 2197) e la caratteristica vetta del Pizzo dei Tre Signori (m. 2554). Poco prima di Balisio (m. 723), frazione di Cremeno, a sinistra, s'apre una carreggiabile la quale, cambiandosi poi in sentiero, in un'ora e mezza, sale alla Capanna Pialeral (m. 1460) della S. E. M. d'onde si può raggiungere la Grigna Settentrionale (m. 2410), detta anche Grigna di Moncodeno o Grignone. Sulla vetta è la Capanna "Luigi Brioschi" costruita su disegno dell' ing. Ferrini di Milano e inaugurata il 20 ottobre 1895. Per la stessa via, giunti a un bivio dopo la Valle del Gerone, si può arrivare alla Grigna di Campione (m. 1684).

Siamo a 10 Km. da Lecco, in un ridente pianoro, davanti a cui s'inizia il bacino della Pioverna. Balisio è costituito da poche case, intorno all' Oratorio di S. Anna, con Posta, Telegrafo e Telefono, colla nuova Osteria dei Piani di Balisio e l'antico Ristoro del Leri. Posto di fermata dellautocorriera.

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Da Balisio a Barzio per Cremeno

A destra della frazione di Balisio, sale, serpeggiando, una comoda carrozzabile che, dopo due chilometri, attraversa Maggio (m. 772), altra frazione di Cremeno, che vanta molte Casere per la stagionatura degli stracchini, sparse sull'altipiano morenico che forma un verdeggiante anfiteatro, pieno di ombre e di frescura.
Appunto per questo, Maggio è una stazione climatica veramente ricercata e annovera un grandioso Istituto di Cura e buoni

Alberghi: Maggio, Makallè ed il nuovissimo Motel Milano, con una quarantina di letti, recentemente aperto.

La Parrocchiale della Natività di M. V., con piazzale circondato da cappellette, è un bell'edificio che risale al 1648. Dalla chiesa, una carreggiabile raggiunge la Val Frera e, in un'ora e mezza, porta a la Colmine di S. Pietro, da cui si entra in Val Taleggio, nella bergamasca.

Da Maggio a Cremeno, su un percorso di poco più di un chilometro, la strada si fa pianeggiante e valica l'arditissimo Ponte della Vittoria, magnifica costruzione in cemento armato, gettato sulla Valle di Cremeno che, pochi anni addietro, si doveva passare su un oscillante ponte di corda o risalendo sulla riva opposta per disagevoli sentieri. Il ponte, a un solo arco, costrutto su progetto dell'ingegnere Danusso di Milano, è lungo m. 75, alto m. 96 e largo m. 5. L'ampiezza dell’arco è di m. 75. Alle testate del ponte, si aprono i Parchi della Rimembranza dei Caduti di guerra di Maggio e di Cremeno; nella parte centrale una lapide riporta il "Comunicato Diaz", ed un'altra incide i nomi dei 13 eroici figli delle due terre.

Cremeno (ab. 685 - alt. 797)
Il villaggio ha case rustiche, con vie strette e tortuose. Ora però va abbellendosi di nuove e moderne villette. E' di ironie alla massa dolomitica della Grigna Settentrionale, su terreno ondulato ed in dolce pendìo.
Sulla via che conduce a Cassina, elevasi la elegante Parrocchiale di S. Giorgio, con doppio porticato a balaustre ed un'ampia scalinata d'entrata. In un altare, si ammira un ben conservato dipinto del Borgognone, colla data 1535. Antico è l'Oratorio di S. Rocco.

Posta, Telegrafo e Telefono — Autocorriera per Balisio e per Barzio — Da Lecco km. 13 — Albergo Cremeno ; Trattorie Invernizzi, Frigerio, Locatelli — Asilo Infantile in frazione Maggio.

Da Cremeno, alla fermata dell'auto postale, si inizia con un cartello indice la segnalazione che per Cassina e Moggio guida al Rifugio Nino Castelli (m. 1650), posto nell'altipiano di Artavaggio, campo magnifico per gli sci. Il Rifugio Castelli, costruito dalla S. E. L., è sfato inaugurato nel 1927, e recentemente ampliato; progettista l’architetto Mino Fiocchi. A circa m. 1900 è in costruzione il Rifugio G. Cazzaniga, pure dovuto allo stesso progettista.

Si può pure salire alla Colmine di S. Pietro (m. 1258), per una mulattiera che s'innesta con quella che proviene da Maggio.
La carrozzabile, non troppo ampia, ma comoda e piana, oltre Cremeno, allinea molte villette che rendono il percorso molto piacevole e interessante. Dopo quasi un chilometro e mezzo, eccoci a Barzio, assiso su un vago altipiano, vigilato dallo Zuccone dei Campelli (m. 2170).

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Barzio (ab. 955 - ali. 770)
Circa km. 14 da Lecco. — In felice posizione, guardante le imponenti due Grigne e le praterie che ne rivestono il pendìo, dove Pasturo s'adagia. E' uno dei migliori soggiorni della Valsassina, con clima fresco e salubre ed un panorama incantevole.
In piazza Garibaldi, su un alto piedestallo, un leone di bronzo che fra gli artigli tiene la bandiera della Patria, ricorda i 34 suoi gloriosi Caduti di guerra. L'artistico gruppo è dello scultore Michele Vedani di Milano. Davanti all'elevato Cimitero e di fianco allo stesso, trovasi il Parco della Rimembranza. Poco lontano dalla piazza, s'apre la Parrocchiale, con pronao sostenuto da Quattro snelli colonnati, ed un'ampia navata. La chiesa, dedicata a S. Alessandro, risale al 1600 e conserva alcuni angioletti plastici del Tantardini di Introbio. Nell' Oratorio di San Giovanni Batista v'è un quadro attribuito al Montalto.
Lungo la strada che conduce a Cremeno, si trova il bel fabbricato scolastico con annesso Asilo Infantile.

Barzio fu culla di illustri cittadini, fra i quali Giovenale Sacchi, dottissimo in musica, e Tranquillo Baruffaldi della gloriosa falange dei Mille. A quest'ultimo, nella casa dove nacque, è stata dedicata una lapide con medaglione di bronzo.
E' pure di Barzio l'antica Famiglia Manzoni che ci diede, in Francesca, morta a soli 33 anni, una gentile poetessa ed in Alessandro, l'autore immortale dei "Promessi Sposi".

Alberghi Stella e Barzio ; Trattorie diverse ; Caffè Garibaldi ed Alpino — Posta, Telegrafo e Telefono — Autocorriera per Balisio e per Introbio — Produzione latticini — Industria serica — Da Milano a Barzio e viceversa, servizio automobilistico di grande turismo.

Da Barzio, all'estremità del paese, un sentiero corre al torrente Bobbia, dove in oscure fucine si lavora il ferro, e sbocca al Ponte di Chiuso, a un chilometro da Introbio, sulla provinciale.
Buon punto di partenza per Valtorta, Piani di Bobbio colla Capanna Lecco (m. 1780) del C. A. I., Sezione di Lecco, Zucco dell'Angelone (m. 1166), Monte Chiavello (m. 1786), Pizzo Rondine (m. 2090), Barbisino (m. 2150), Zucco dell'Orcellera (m. 1854), Zuccone di Campelli (m. 2170), ecc.
All' inizio dei Piani di Bobbio è in costruzione la nuova Capanna Savoia, della S. E. M.

Da Cremeno a Barzio per Cassina, Moggio e Concenedo

Da Cremeno, poco prima del Municipio, a destra di chi arriva da Balisio, sale una ruotabile che in dieci minuti conduce a Cassina, passando davanti al piccolo Viale della Rimembranza di questo paesello. E' la stessa ruotabile che si segue per ascendere alla "Capanna Castelli" ai Piani di Artavaggio.

Cassina Valsassina (ab. 315 - alt. 849)
E' a km. 0.5 da Cremeno e a 2 km. da Barzio. Si presenta in bellissima posizione, in terreno vagamente ondulato, con magnifico sfondo frontale. Di fianco alla chiesa di S. Giovanni Evangelista, dipendente dalla Parrocchia di Cremeno, è stata innalzata una Cappella ai 4 Caduti di guerra. Nulla di notevole.

Setificio Camuzzi — Asilo Infantile — Posta e Telegrafo a Barzio, Telefono a Cremeno.

Salendo alla frazione Mezzacca (m. 859), dove trovasi la chiesetta di S. Francesco, per la Val Frera, si sbocca nella carreggiabile che, da Maggio, sale alla Colmine di S. Pietro, a cui conduce un'altra che si diparte a sinistra della prima. — Alcune Osterie.
Da Cassina, proseguendo per la ruotabile che attraversa il villaggetto, lasciando a destra il Cimitero, dove si stendono le pianticelle della Rimembranza ai 14 Caduti di Moggio, si arriva a quest'ultimo paese.

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Moggio (ab. 337 - alt. 876)
E' un romito paesello, dove il mondo non fa giungere la sua eco. Maestose le montagne che lo racchiudono in un grande arco e che originano la Val di Cremeno. Si presenta bene la Parrocchiale di S. Francesco, con scalinata d'accesso e buoni affreschi del Rivetta nell'interno. Nella piazza vicina, gorgoglia un'acqua purissima.
A Moggio, appartiene la frazione di Colmine S. Pietro (m. 1258), coll'antica chiesa Parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, ed una piccola osteria. Qui, è il valico che mette in comunicazione la Valsassina colla Val Taleggio che, un tempo, era parte integrante della prima.

Posta e Telegrafo a Barzio, Telefono a Cremeno — Discrete Osterie — Produzione latticini — Autocorriera a Cremeno. A Moggio abitano il custode del Rifugio Castelli ed i portatori del Gruppo Cazzaniga.

Da Moggio si può pure salire alla Capanna Lecco ed al gruppo dei Campelli.
Prima di entrare in Moggio, a sinistra, una discreta carreggiabile, piana e svolgentesi fra verdeggianti declivi e solinghe vallette, si sviluppa per Km, 1,4 fino a Concenedo. Giunti però ad una cappelletta, tenere a destra. La passeggiata è veramente deliziosa e romantica.

Cocenedo (ab. 122 - ali 910)
Minuscolo villaggio ai piedi della collina del Cantello, mèta di comoda passeggiata. Di fronte torreggiano le Grigne. Al Cimitero, prima dell'entrata nel villaggio, si osserva il Parco della Rimembranza dedicato ai 3 Caduii di guerra. Un pò più avanti, a sinistra, sorge una Cappella restaurata nel VII Centenario Francescano, con due lapidi : una elenca i Reduci di guerra, per sottoscrizione dei quali, l'altra lapide, con medaglione dei Caduti, è stata inaugurata, insieme alla stessa Cappella votiva, completata da una bellissima tela centrale, rappresentata da un "Cristo in Croce", opera del pittore A. De Nova. La chiesa della B. V. Assunta, dipendente dalla Parrocchiale di Cremeno, ha una bella statua della Madonna sull'altare maggiore.
Sul Cantello (m. 953), con ampio orizzonte, sorgeva, un tempo, un Ospizio che divenne Convento di clausura per le monache. Questo fu preso e saccheggiato nel 1635 dai soldati del duca di Rohan e le suore seviziate. Ora, del Convento, a cui si può arrivare in cinque minuti, non restano che pochi resti.
Proseguendo, la strada si trasforma in una mulattiera che, fra castagneti e faggeti, discende in poco più di un quarto d'ora, a Barzio.

Posta, Telegrafo e Telefono a Barzio.

Da Balisio a Introbio

A Balisio si apre la valle amena della Pioverna, che nasce dai pendii della Grigna Settentrionale e scorre in un alveo angusto, fiancheggiato dalla provinciale che per tre chilometri, prima bruscamente, poi con più lento ritmo, scende fino a raggiungere il livello del torrente. Un po' più innanzi si arriva al Ponte della Folla (m. 651). A destra della provinciale, un tronco stradale, lungo quasi tre chilometri, imprende a salire e valica un ponte sul torrente Val di Cremeno, da cui appare lo snello Ponte della Vittoria. A un quadrivio, a sinistra, scende una carreggiabile che, per il Prato Buscante, rasentando le Fornaci, sorpassa la Pioverna su un ponticello di legno e sbocca nella provinciale, poco discosto dalla carrozzabile per Pasturo. A destra, una mulattiera sale, in venti minuti, a Cremeno, mentre proseguendo sì arriva a Barzio. Un'accorciatoia abbrevia il cammino.
Dal Ponte della Folla, invece, seguendo la provinciale, si passa sulla sinistra della Pioverna e dopo una ventina di minuti si giunge al bivio per Pasturo, a Km. 13,6 da Lecco. La carrozzabile che si stacca a sinistra, in dieci minuti sale al paese.

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Pasturo (ab. 857 - alt. 641)
Grossa comunità ai piedi della Grigna Meridionale, da cui scendono ricche ed ondulate praterie su terreno morenico elevatosi sui detriti lasciati dal ghiacciaio che, dalla Valtellina, si spinse lungo il corso della Pioverna, per scendere al Lario.
La chiesa Parrocchiale di S. Eusebio, munita di un bel campanile a cuspide, risale al 1300 ed ha discrete pitture del Tagliaferri. Elegante l'altar maggiore : il « Redentore » e gli Angioli che lo completano sono dovuti a Carlo Maria Giudici. Di fianco alla chiesa sorge l’Asilo Infantile.
Davanti al Municipio del paese s'eleva una statua di bronzo, dello scultore Cirillo Bagozzi di Milano, raffigurante un alpino in vedetta, sul cui piedestallo sono segnati i nomi dei 29 Caduti di guerra. Sulla facciata della casa comunale una lapide è dedicata a Giovanni Antonio Ticozzi, defunto maestro e segretario.
Antichissimo è l'Oratorio di S. Giacomo, nel centro del paese.
Ritrovamenti vari di oggetti e di vasi gallici, attestano dell'antica origine del villaggio. Pasturo fu patria di Stefano Ticozzi, eminente scrittore di cose d'arte.

Posta, Telegrafo e Telefono — Autocorriera per Lecco e Taceno — Albergo del Centro; Trattorie Ticozzi e Caval Bianco; Osterie della Rosa e del Ponte — Fabbrica rocchetti e produzione latticini — Asilo Infantile.

Del castello medioevale che sorgeva in luogo, non restano tracce.
Da Pasturo, salendo dal centro del paese, in quattro ore, si può raggiungere la Grigna di Moncodeno (m. 2410), toccando la Capanna Pialeral. Percorrendo la strada che si prolunga a nord del villaggio, lungo la quale si allineano gli Alberelli della Rimembranza di Pasturo e di Bajedo a km. 0,8 entreremo in questo ultimo, dopo una passeggiata divertentissima.

Bajedo (ab. 258 - alt. 632)
Con Regio Decreto 8 dicembre 1927 venne unito a Pasturo.
Il villaggetto è costituito da un aggruppamento di case di discreto aspetto, di fianco alla famosa Rocca che tanto spesso ricorre nelle cronache medioevali.
Il paesello ha un ricordo in rilievo su marmo bianco ai suoi 5 Caduti di guerra, consistente in un bel gruppo allegorico, di alto significato, eseguito su disegno del prof. Federico Sartori di Viareggio. Per una scaletta laterale si scende alla chiesa di S. Pietro Martire, adorna di affreschi dei pittori Tagliaferri e Sibella. Nell'interno si conserva un palliotto artistico di cuoio, con bel dipinto nel centro.
Proseguendo, si rasenta la Rocca tetra e ferrigna, munita un tempo di un fortilizio quasi inespugnabile, di cui rimangono pochi avanzi. Secondo F. Cantù fu forse eretto dai Romani per chiudere il passo alle invasioni nordiche. Lo vediamo, ad ogni modo, teatro di lotte cruente fra Veneziani e Francesco Sforza ; preso astutamente da un Simone Arrigoni, ritolto a lui dai Francesi che, compiendo ogni sorta di scellerataggini, provocarono un'insurrezione degli abitanti che, nel 1513, ne smantellarono le mura.(1)

(1) Interessante è la pubblicazione su “ La Rocca di Bajedo ,, di C. Andrea Orlandi (Arti Grafiche Lecchesi, Magni e Peppel, 1911).

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Comoda e breve passeggiata si può fare da Bajedo alla Rocca per godere ampio panorama fino a Taceno. Per una convalle a nord-ovest del paese, si sale, in un'ora, alla vetta della Nava di Bajedo. In due ore e mezzo un ripido sentiero porta alla Chiesa di S. Calimero (m. 1495), a cui si può giungere anche da Pasturo.
Poetica la cascata dello Sprizzottolo che si può ammirare, scendendo dal lato settentrionale della Rocca, alle Casere Cademartori, lungo la riva sinistra della Pioverne.

Posta, Telegrafo e Telefono a Pasturo — Alcune Osterie — Produzione latticini.

La carreggiabile che gira la Rocca, in meno di dieci minuti, mette al Ponte di Chiuso.
Rifacendoci dal bivio di Pasturo, la provinciale si mantiene piana sulla sinistra della Pioverna, mentre la valle va restringendosi, racchiusa dalle ripidi pareti del Zucco dell'Angelone (m. 1166) a destra, e da quelle sporgenti della Rocca di Bajedo, a sinistra. Si giunge così al Ponte di Chiuso (m. 563) a Km. 15 da Lecco, e qui comincia il corso medio della Pioverna, sbarrato un tempo, da una gran muraglia, con una porta per il passaggio dei viandanti, e fortilizii sulle rupi laterali a difesa della valle. Valicato il ponte, a destra, sbocca la piccola ruotabile passante sotto le roccie della Corna del Biscia che mena a Barzio. Su questa roccia è scolpita un'iscrizione del 1671. La Pioverna si scosta dalla provinciale e questa, lasciando a destra il Cimitero di Introbio e più oltre l'antica chiesa di S. Caterina, dopo aver valicato il torrente Acquaduro, giunge al citato paese a Km. 16,9 da Lecco.

Introbio (ab. 788 - alt. 586)
Capoluogo della Valsassina, situato fra i torrenti Acquaduro, Troggia e Pioverna. E' antichissimo, come ne fanno fede le numerose tombe galliche che vennero scoperte nel territorio del paese, che si trova all'incrocio delle strade che portavano alla Rezia per la Valle della Troggia e in Val Brembana per la Valle dell' Acquaduro.
Nel centro del paese sorge la vetusta torre, inforno a cui i terrazzani si stringevano nei momenti della difesa comune. Memorabile l'assalto di 6000 Grigioni, calati dalla Val della Troggia, sanguinosamente respinto dagli Introbiesi nel 1531.
Un tempo il paese fu uno dei centri più importanti della lavorazione del ferro, che veniva estratto nella Val Varrone. e trasportato nei forni di Premana, Cortenova ed Introbio, Nel 1636 il generale francese duca di Rohan, in una incursione nella valle, distrusse tutte le fucine di proiettili guerreschi che si preparavano a favore degli Spagnuoli.

La Parrocchiale di S. Antonio, a tre navate, con doppio ordine di colonnati, ha una bella Madonna del Tantardini, ed una pala d'altare attribuita al Lotto. Accanto alla chiesa sa bella mostra l'artistica piramide, fatta di pietre valsassinesi, dedicata ai 12 Caduti di guerra. Posteriormente, si accede ad un piccolo altare a fianco del quale si vedono i medaglioni, dei Morti per la Patria. Il ben costrutto ricordo è opera.dell'architetto Ulderico Bottoli di Milano.
Il Viale della Rimembranza è al Cimitero.

Bella è pure la chiesa di S. Michele, che spicca su rialzo, prima dell'entrata in paese, a destra della carrozzabile. Sono da notarsi i begli affreschi sulla volta del presbiterio. Da qui, una strada ombreggiata da castani, sale alla chiesetta di S. Caterina.
In piazza Cavour una lapide del 12 giugno 1859, attesta la riconoscenza del popolo introbiese per la cacciata degli austriaci. Altra lapide, inaugurata dal Ministro Credaro, sulla facciata del Municipio, ricorda l'ing. Giuseppe Arrigoni, lo storiografo della Valle ed il patriota integro.

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Lungo la provinciale, a N. O. del paese, prima del Ponte della Troggia, sale a destra, accanto ad un mulino di baritina, una strada, che diventa poi un impervio sentiero, che conduce alla famosa cascata chiamata Paradiso dei Cani, formata dai torrente Troggia, uscente dal Lago di Sasso, nell'alta Val Biandino, ai piedi del Pizzo dei Tre Signori.
Lo spettacolo di questa cascata è veramente grandioso. Il grande Leonardo ed il nostro Antonio Stoppani, ne fecero argomento di entusiastiche descrizioni. Si potrà pure ammirare una vasta marmitta delle cascate, scavata, attraverso i secoli, dall'ininterrotto doccione cadente dall'alto.

A destra della provinciale che va al Ponte della Troggia, si notano la stupenda Villa Migliavacca e parecchi mulini di baritina.
Furono di Introbio, oltre al citato Giuseppe Arrigoni, gli scultori Carlo e Antonio Tantardini, quest'ultimo autore della statua del Grossi a Bellano.

Posta, Telegrafo e Telefono — Autocorriera per Lecco e per Taceno — Agenzia Banca Popolare di Lecco — Società Elettrica Valsassinese — The Camisolo Mine Limited — Tiro a Segno — Asilo Infantile — Alberghi Introbio e Miniere — Buone Osterie — Produzione latticini — Incannatoio.

Introbio è punto di partenza per il Pizzo di Cornagera e per la Cima di Agrella, ecc. Da Introbio si inizia la segnalazione per il Rifugio Alberto Grassi (m. 2000), il Monumento alpino ai Caduti di guerra inaugurato dalla S. E. L. nel 1919 nella ricorrenza dèl 20° di sua fondazione. Dalla «Grassi» si ascende facilmente al Pizzo Tre Signori, Pizzo Varrone, Pizzo di Trona, la Cima di Cam, Cima Camisolo. Traversata alla Ca ' S. Marco, a Morbegno per Gerola ed in Val Torta.
(Vedere la dettagliata "Guida alla regione del Pizzo Tre Signori" edita dalla S. E. L. - anno 1920).

Percorrendo la Valle della Troggia, nella conca di Biandino, si trova la chiesetta della Madonna della Neve (m. 1589) con annesso Rifugio alpino. Sul Zucco di Gobbio spicca la Casa Pio X del Circolo S. Stanislao di Milano. In una località vicina al laghetto di Sasso, nel sentiero che conduce al Pizzo dei Tre Signori, è stata recentemente inaugurata una piccola lapide per ricordare il passaggio del cardinale Ferrari, avvenuto il 20 agosto 1913. Alla Bocchetta di Trona, vi è il Rifugio privato Pio XI.

Da Introbio a Taceno

Uscendo da Introbio, la provinciale corre fino al Ponte della Troggia, fiancheggiata da graziose villette, sempre a destra della Pioverne, oltre a cui si alzano i poderosi spalti delle Grigne. Valicato il ponte, un'amena stradetta, lievemente salendo, porta al villaggetto di Vimogno, in posizione eminente.

Vimogno (ab. 204 - alt. 600)
Da Lecco km. 18. Sorge alle falde del Monte Agrella (m. 1802), e forma un aggruppamento di vecchie case, con vicoletti stretti e tortuosi. Dista km. 1,8 da Introbio e km. 1,2 da Primaluna. La chiesetta di S. Anna, dipendente dalla Prepositurale di Primaluna, non ha nulla di notevole. Nelle adiacenze, sorge l'Asilo-Monumento ai 5 Caduti di guerra.

Posta a Primaluna, da cui, ora, dipende amministrativamente; Telegrafo e Telefono a Introbio — Autocorriera — Alcune Osterie.

In località Ciarello, nel 1914, venne scoperta una tomba gallica, a cremazione.

Barcone (ab. 224 - alt. 567)
A km. 18,5 da Lecco. Per la stessa mulattiera, da Vimogno, in cinque minuti, giungesi a Barcone, che ha qualche casa migliore del primo paesello.
Ha la bella chiesetta dell' Immacolata, ampliata nel 1620, colla facciata dipinta nel 1870. Dipende pur essa dalla Prepositurale di Primaluna e con questo è, pure, unito amministrativamente.
Poco lontana è la frazione di Gero che fu totalmente distrutta nel 1762 da una rovinosa frana, staccatasi dai fianchi dell'Agrella. Una cappella ricorda il triste avvenimento. A Gero vi è un incannatoio.

Posta, Telegrafo e Telefono — Trattoria del Sole sulla provinciale, alla quale si può scendere per due piccole rotabili.

Rimettendoci sulla provinciale, questa, dopo il Ponte della Troggia, passando sotto ai villaggi di Vimogno e di Barcone, tocca Pessina Valsassina, a cui pure giunge, da Gero, la mulattiera che abbiamo abbandonata.

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Pessina Valsassina (ab. 135 - alt. 565)
A km. 20 da Lecco. Villaggetto che s'affaccia alla provinciale, un tempo sobborgo di Primaluna ed a questo, recentemente, di nuovo incorporato. Discreta la chiesetta di S. Carlo, dipendente dalla Prepositurale di Primaluna.

Posta e Telefono a Primaluna; Telegrafo a Introbio — Osteria del Rocco.

Primaluna (ab. 456 - alt. 550)
E' a pochi passi da Pessina, sulla provinciale, a 3 km. da Introbio. Si trova ai piedi della Cima d'Olino (m. 1782), quasi allo sbocco della Valle Mulinera.

Primaluna fu culla dei Torriani che, durante un lungo periodo del medioevo, si eressero a paladini dei diritti della plebe e, a Milano, capitanarono la parte popolare. Dei Torriani fu Napo che, dopo la sfortunata battaglia di Desio (1277), fatto prigioniero da Ottone Visconti, morì in una gabbia appesa al Castello del Baradello, dopo 18 mesi di captività.
Tra il decimo ed il sedicesimo secolo, Primaluna Su borgo cinto da mura, entro cui sorgevano torri che lo vigilavano da ogni parte. Su un colle si vede ancora un avanzo di torre che faceva parte del castello dei Torriani.

Primaluna è il capoluogo religioso della Valsassina e la sua giurisdizione giungeva fino alle Valli Averara, Taleggio e Torta. Oggi comprende le Parrocchie di Barzio, Colmine, Cortenova, Cremeno, Introbio, Maggio, Moggio, Pasturo, Vedeseta, Casargo, Indovero con Narro, Margno, Pagnona, Premana, Taceno.
La Prepositurale dei SS. Pietro e Paolo, a tre navate, restaurata più volte, è molto antica ed ha buone pitture del Carsana. E' munita di un bel campanile, con un buon concerto di bronzi. Nella chiesa si conserva una croce a stile d'argento, del secolo XVI.
Antichi palazzi, rovinati dal tempo, sono adibiti ad uso volgare. Buoni affreschi vi sono in casa Torriani. Molte abitazioni mostrano ancora lo stemma della potente Famiglia : una torre col leone rampante.
Presso la provinciale, s'alza l'artistico Monumento ai 20 Caduti di guerra di Primaluna, Pessina e Barcone, il cui nome è in tre lastre frontali di marmo ; nel mezzo arde una lampada votiva. Ne è autore l'architetto Lucio Todeschini. Nel piazzale del vicino Cimitero, sulla strada per Cortabbio, s'apre il Parco della Rimembranza.

Posta, Telefono e Telegrafo — Autocorriera per Lecco e per Taceno — Trattoria della Torre ; alcune Osterie — Cave di baritina — Impianto idro-eleffrico — Asilo Infantile.

Per la Val Mulinera, si può salire al Buco di Olino (m. 1585) e alla Cima di Olino (m. 1782), oppure al Cimone di Margno (m. 1801). Attraversando un ponte sulla Pioverna, si può andare alle cave di baritina e ascendere la Grigna di Moncodeno.
Nel 1551 nacque in Primaluna Paride Cattaneo Torriani che ci diede, fra l'altro, la Cronaca dei Torriani e descrizione della Valsassina.

Cortabbio (ab. 403 - alt. 527)
Da Lecco km. 21. Resta a quasi un chilometro da Primaluna, a cui fu recentemente unito. Il greto della Pioverna, tocca la provinciale sopra la quale si addossano le case del paese. Una stradetta, partendo dalla provinciale, porta all'Asilo-Monumento eretto alla memoria dei 7 Caduti di guerra, fra cui l'eroico capitano degli Alpini, maestro Giuseppe Muttoni, decorato con tre medaglie d'argento, morto sul Col Beretta.
Nel centro del villaggio sorge la chiesetta di S. Lorenzo e, più su, quella di Maria Nascente, eretta nel 1535; dipendono dalla Prepositurale di Primaluna.
Nacque, a Cortabbio, Francesco Baruffaldi, lodato scultore.

Posta e Telefono; Telegrafo a Introbio e Cortenova — Cave e molini di baritina — Buone Osterie — Autocorriera.

Escursioni alla Cima di Olino ed alla Grigna.

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Con Regio Decreto 11 Novembre 1927, Vimogno, Barcone, Pessina e Cortabbio, vennero uniti a Primaluna.

Dal vasto piazzale di Cortabbio, che guarda la Pioverne, per un ponte in cemento armato, recentemente ultimato, si imbocca una carreggiabile, silente e piacevole che conduce a Cortenova, passando dalla frazione di Prato S. Pietro. La via è spesso attraversata da teleferiche per il trasporto della baritina.

Abbiamo visto come da Cortabbio, attraversando la Pioverna, si possa raggiungere Cortenova: Seguendo invece la provinciale, proprio di fronte al paese, si dirama a sinistra una ruotabile che valica la Pioverna su un ponte elevato e, in breve, porta nel centro dell'abitato.

Cortenova (ab. 906 - alt. 481)
E' un grosso borgo ridente e pulito, allo sbocco della Valle che fa capo al Passo di Cainallo (m. 1296), sulla via per Esino. Il clima vi è fresco e salubre.
Nella piazzetta dove trovasi il Municipio, sorge la bella Parrocchiale dei SS. Protaso e Gervaso, a tre navate, consacrata nel 1628 ed ampliata nel 1894. Nel vicino Caffè Gnocchi, una lapide ricorda il soggiorno di Antonio Stoppani che, dal 1850 al 1860, ivi tracciava il primo dei suoi preziosi volumi di geologia. Accanto alla chiesa, spicca un busto di bronzo dello scienziato profondo e geniale.

All'estremità orientale, una carreggiabile deliziosa, mette alla già citata frazione di Prato S. Pietro. A sinistra di questa, su uno spiazzo elevato sul fondo della Valle, proprio contro al Cimitero colle pianticelle della Rimembranza, si profila la bianca piramide marmorea, dedicata ai 14 Caduti di guerra. A destra della carreggiabile, una stradetta sale al moderno fabbricato della Colonia Alpina Roberto Sarfatti, gestita dalla Cooperativa "La Moderna" di Lecco.
Uscendo invece dalla parte occidentale del paese, dove la via si biforca, un ramo, scendendo a Piano (m. 457), vecchia frazione di Bindo, e costeggiando la Pioverna, sbocca a Tartavalle ; l'altro ramo, mantenendosi alto, sale a Parlasco.

Posta, Telegrafo e Telefono — Autocorriera — Trattoria Gnocchi; Osterie Losa, del Mulino, del Ponte — Fucine per la lavorazione del ferro e del rame — Lavorazione della baritina — Industria serica — Asilo Infantile nel capoluogo ed in frazione S. Pietro.

Da Cortenova, per il Passo di Cainallo, in tre ore, si va ad Esino. Per la Valle dei Mulini, risonante di magnifiche cascate, con. partenza anche da Prato S. Pietro, si può salire alla Bocchetta di Prada ed alla Grigna. Alla Capanna Monza (m. 1900) ore 4.
Ed eccoci di nuovo sulla provinciale. Valicato il ponte della Rossiga, torrente che scende dai pendii della Cima di Olino e del Cimone di Margno, si lascia a destra la magnifica Villa De Vecchi, ombreggiata da un bellissimo parco, e dopo poco si raggiunge Bindo, che ha di fronte la frazione di Piano, oltre la Pioverna.

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Bindo (ab. 170 - alt. 450)
Da Lecco km. 25. E' un villaggetto unito, con Decreto del 23 giugno 1927, al Comune di Cortenova. La chiesetta di S. Biagio, eretta nel 1711, dipende dalla Parrocchiale di Taceno. Più antico è l'Oratorio di S. Giuseppe, risalente al 1588, nell'ex frazione di Piano.
Bindo non ha Caduti di guerra, sebbene fossero ben 34 i richiamati alle armi. Per solennizzare la Vittoria, nella chiesa, venne inaugurata una nuova campana.

Posta, Telegrafo e Telefono a Cortenova ed a Taceno— Albergo Grigna ; Osteria della Posta.

Dì fianco a Bindo, per un sentiero che passa davanti alla chiesa elevata su un verdeggiante poggio, si può salire a Crandola, passando per Vegno (km. 2,2).
La provinciale si mantiene piana fino alle "Stalle di Taceno" e qui si biparte: quella a destra, con sensibile salita, giunge al ponte sul torrente Maladiga; quella a sinistra, in discesa, è la nuova carrozzabile per Bellano. Seguendo quest'ultima, prima del Ponte di Tartavalle, un tronco stradale scende alle Terme. Alla prima casa, a destra, parte una mulattiera che, per "Casa Carolina" lentamente serpeggiando, fra boschi castanili, raggiunge Parlasco e attraversa la mulattiera Cortenova-Bellano, la vecchia strada di comunicazione fra i due paesi. Il percorso si può compiere in tre quarti d'ora.

Parlasco (ab. 180 - alt. 680)
È un paesino, dove la vita tace, situato su un ripiano morenico sui fianchi del Sasso Mattolino o Pizzi dì Parlasco (m. 1542). Dalla Chiesa di S. Antonio, dipendente dalla parrocchia di Taceno, si gode un sorprendente panorama. Nel contiguo piazzaletto, un tronco di piramide di granito, ricorda i 6 Caduti di guerra. Vicino passa la vecchia strada per Cortenova.

Nel medioevo Parlasco aveva il suo fortilizio, il Castello di Marmoro che, con quello del Portone, vigilava la valle della Pioverna verso Bellano.
Fu di Parlasco il poeta Paolo Busi, detto il Parlaschino, morto a Bellano nel 1653. Lasco, il famoso bandito della Valsassina, secondo le affermazioni del Balbiani, ospitava nel Castello di Marmoro.

Posta, Telegrafo e Telefono — Autocorriera a Taceno — Osteria del Sole.

Da Parlasco, per il Passo di Agueglio (m. 1114) si può scendere ad Esino Superiore, come si può salire al Sasso Mattolino. Altra escursione si può compiere all'alpe Cainallo.
Ridiscesi ancora al Ponte di Taceno, attraversando la carrozzabile che va a Bellano, possiamo salire al primo paese per un tronco stradale che evita di ritornare al punto di congiungimento colla provinciale che poco prima abbiamo lasciato, e si raggiunge di nuovo il Ponte della Maladiga, sul torrente che sbocca nella Pioverna, proveniente dalla Val Casargo.

Taceno (ab. 403 - alt. 507)
A km. 26 da Lecco e 9 da Bellano. Si trova a destra del torrente Maladiga, scaglionato su su fino al piazzale della Chiesa Parrocchiale di S. Maria Assunta, adorna di cappellette. La Chiesa, in posizione dominante, è sfata eretta nel 1743, sull'area di un'altra preesistente. Nello stesso piazzale si trovano la sede del Municipio e un tronco di piramide, con aquila di bronzo, ricordante i 9 Caduti di guerra, circondato dal Parco della Rimembranza. Fu, in passato, centro di qualche importanza perchè vi risiedeva il Commissario politico che, nel 1821, venne trasferito a Introbio.

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Posta, Telegrafo e Telefono — Asilo Infantile — Autocorriera per Lecco, Bellano, Premana — Alberghi : Savoia, del Ponte, Taceno, Legnone, Tartavalle — Buone Trattorie — Industria serica — Lavorazione del rame.

Come abbiamo visto, dal Ponte di Taceno, si scende a Tartavalle, in un'ampia e deliziosa conca, gradito soggiorno estivo di larga rinomanza per le Terme onde prende il nome. Un ombroso viale di ippocastani serve di ingresso a questo lembo di paradiso, con moderno stabilimento per i bagni e per l'imbottigliamento dell'acqua minerale ferruginosa, manganesifera, arsenicale, di grande efficacia terapeutica.
Da Tartavalle, la Pioverne, incanalandosi e precipitando fra alte rupi, scende in una strettissima gola e forma l'Orrido di Bellano.
Da Taceno, escursioni al Sasso Mattolino (m. 1542), al Monte Muggio (m. 1755) al Cimone di Margno (m. 1801).

Da Teceno a Premana

Prima d'arrivare al ponte sul torrente Maladiga, a Taceno, la provinciale svolta a destra ed imprende a salire, serpeggiando; attraversa una verde plaga, negli alti silenzi dei boschi di faggi e di castagni e, dopo quasi tre chilometri, giunge a Margno.
Volendo servirsi di un'accorciatoia, basta partire dalla chiesa di Taceno per la mulattiera che costeggia il torrente Maladiga. A sinistra di questa, un'altra mulattiera conduce a Vendrogno. Più avanti, un po' prima del Cimitero di Taceno, sempre a sinistra, si dirama un viottolo che, per la Val Resina, con salita piuttosto impervia, in tre quarti d'ora sale ad Indovero.
La passeggiata è dilettevole. Passata la frazione di Bagnala (m. 655), in breve si sbocca a Margno, poi sulla provinciale.

Margno (ab. 315 - alt. 712)
A km. 29 da Lecco, e km. 12 da Bellano. E' uno dei più pittoreschi villaggi della Valle Alta. Grazioso, su un verdeggiante ripiano, fa mostra di belle villette, massime sulla provinciale.
Antichissima è la Chiesa Parrocchiale di S. Bartolomeo, che nel 1000 già esisteva. Ampliata di recente, ha una bella facciata disegnata dal Balzaretti. Una pala d'altare, rappresentante la Crocifissione è del secolo XV o XVI. Altro buon dipinto si trova nella sagrestia. Buoni affreschi sono dei Fratelli Tagliaferri di Pagnona. Magnifico l'altar maggiore, con balaustrata di marmo. Nella piazza davanti alla Chiesa, una fontana-monumento ricorda l'unico Caduto di guerra di Margno, completata da una pianticella della Rimembranza. — Asilo Infantile.
In frazione Bagnala, un tempo, sorgeva un fortilizio e, al di là del torrente Maladiga, si possono osservare ancora vestigia di vecchie fortificazioni.

Alberghi: Ida, Margno — Pasticceria Pensotti — Trattoria Alippi ed altre — Posta, Telegrafo e Telefono — Autocorriera — Industria serica — Produzione latticini.

Escursioni al Monle Muggio (Capanna Vittoria) e al Cimone, colla Capanna del comm. Egisio Biffi (privata).
Da Margno, in principio del paese, si dirama una bella e comoda ruotabile di un chilometro, che, lentamente, sale a Crandola, presentando dei punti di vista meravigliosi nella sottostante Valle. Visibilissimo il Ponte di Taceno, colle sue arcate, sotto cui la Pioverna si restringe per precipitare nelle strettoie delle rocce a picco.

Crandola (ab. 402 - alt. 769)
Da Lecco km. 30, da Bellano km. 13. Paesino pieno di grazia e di poesia, in mezzo al verde smagliante delle sue praterie. Al termine della ruotabile che entra nel villaggio, si presenta l'antica Chiesetta di S. Antonio, dipendente dalla Parrocchiale di Margno, affrescata con buon gusto. Sul prospicente spiazzo, a destra della ruotabile, una piramide di granito, con urna di bronzo, ricorda i 3 Caduti di guerra.

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Le case sono addossate sul fianco del Cimone di Margno, a cui si può salire dalla parte superiore del villaggio in due ore e mezza. Da Crandola si può scendere a Bindo per il sentiero che abbiamo visto in precedenza (vedi Bindo).
La frazione di Vegno (m. 680), che resta più sotto, quasi nascosta, ha un'altra Chiesetta antica, dedicata a S. Giovanni Battista.

Posta, Telegrafo e Telefono a Margno ed autocorriera — Trattoria del Cimone e diverse osterie — Asilo Infantile nel capoluogo ed in frazione Vegno.

Con Regio Decreto 15 aprile 1928, Margno e Crandola vennero uniti in unico Comune con capoluogo Margno.

Riprendendo il cammino da Margno, la provinciale descrive diverse curve, valica su un ponte il torrente Maladiga e sale a Codesino (m. 795), frazione di Casargo, col vecchio Oratorio di S.Giacomo, risalente al 1614. Tra le prime case, a sinistra, una diramazione di tre chilometri, valica la Val di Pomaleccio, su un alto ponte e giunge ad Indovero, nella Muggiasca.

Indovero (ab. 460 - alt. 865)
Km. 34 da Lecco. Sui fianchi de! Monte Muggio, domina mirabilmente la Valle della Pioverna. A Indovero si può pure salire da Taceno per l'erto sentiero che abbiamo descritto o per Vendrogno, per la Valle dei Molini (km. 2,5).
Attraversato il paese e lasciato a sinistra l' Oratorio di S. Gottardo, la bella carrozzabile ascende ancora, valica il ponte a tre arcate sul torrente Resina e passa sotto la Parrocchiale di S. Martino, posta ad uguale distanza Ira Indovero e la frazione di Narro, al termine della ruotabile.

Nel piazzaletto della chiesa, in cui trovansi anche le Scuole Elementari, s'alza una piramide, con piastre di bronzo portanti il nome ed i medaglioni dei 6 Caduti di guerra. Vicino, un ossario. La Parrocchiale, ombreggiata da folti castagni, ha la facciata affrescata da G. M. Tagliaferri di Pagnona, ed estolle il suo bel campaniletto a finestre bifore.
Più su, a destra della carrozzabile, occhieggiano le case di Narro, un tempo capoluogo, ora frazione di Indovero. E' il paese più alto della Valle (m. 997).

Come una visione, appare la chiesa di S. Brigida, col suo caratteristico porticato, dal quale lo sguardo abbraccia un panorama vastissimo, che va dalla Valle della Pioverna alle vette che la coronano, dal Lario alle nevose cime delle Alpi.
Dove termina la carrozzabile, s'avvalla la bella mulattiera che, per Inesio, scende a Vendrogno.

Da Indovero e da Narro, si sale al Monte Maggio (m. 1755), incontrando il minuscolo laghetto omonimo. Sul fianco nord-ovest del monte, verso la Val Varrone, vi è il Laghetto di Novasca (m. 1076).
Rinomata è la sagra di S. Maria a Pomaleccio, che ricorre nella seconda domenica di agosto.

Posta e Telegrafo a Margno e Casargo ; Telefono — Trattorie del Monte Muggio, del Girometta ed altre — Autocorriera sulla provinciale — Asilo Infantile nel capoluogo ed in frazione Narro.

Ritorniamo sulla provinciale, a Codesino. La strada, pur salendo sempre, quasi insensibilmente, ora, si mantiene sempre buona e la verde convalle presenta punti di vera attrattiva. Non impiegheremo che pochi minuti per arrivare a. Casargo, villaggio che dà il nome alla valle stessa.

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Casargo (ab. 521 - alt. 825)
Da Lecco Km. 31, da Bellano Km, 14. Bel villaggio, completato dalle frazioni di Codesino e di Somadino, sul cui sfondo s'aderge il Legnone. Il Muggio ed il Cimone lo fiancheggiano. E' luogo ricercato di villeggiatura per la sua aria salubre e la sua acqua eccellente. Al primo entrare in paese, a destra, in piazza Vittorio Veneto, elevasi il bel Monumento, con ricco Parco della Rimembranza, dedicato ai 16 Caduti di guerra, con una significativa targa di bronzo dei casarghesi dell'Argentina. Elegante e moderna la Casa Comunale colle Scuole Rosa Maltoni e il bell'Asilo Infantile cav. Roveda.
Più avanti, la Parrocchiale di S. Bernardino, più volte ingrandita ed affrescata dal pittore C. M. Tagliaferri da Pagnona, con pitture del Carsana.

Paese antichissimo, si rinvennero in esso tombe dell'epoca gallica. Procedendo verso Somadino, dove la valle si restringe, si trovarono tracce di antiche trincee e di fortilizi di sbarramento. A Somadino v'è la chiesetta dedicata a S. Stefano.
Verso il Passo di Piazzo, a venti minuti da Casargo, si può ammirare la piccola, ma antichissima chiesetta di S. Margherita, con abside ad emiciclo, di stile lombardo.

Posta, Telegrafo e Telefono — Autocorriera — Ristorante Casargo ; Trattorie Tranquillo, Alpina ed altre.
Escursioni al Monte Muggio e al Monte Cimone.

Con Regio Decreto 15 aprile 1928, i Comuni di Casargo e di Indovero vennero riuniti in un unico Comune con capoluogo Casargo.

Dopo Casargo, imponente, si presenta il Legnone (m. 2610). Oltre Somadino e la chiesetta di S. Margherita, la provinciale entra in una profonda trincea e l'aspetto si fa più selvaggio. Ed eccoci al Passo di Piazzo (m. 918), punto culminante della strada, popolato di stalle e di cascine. Una mulattiera, a sinistra, scende al Varrone, dove trovasi la diga della Società Orobia, sorpassa il Varroncello e sale a Pagnona.
La provinciale, tenendosi sulla sinistra della Val Varrone, con frequenti e lunghe risvolte, porta al Ponte di Premana (m. 750), chiamato anche Ciudrino.
Qui una modesta osteria può concedere un po' di riposo. Sotto il ponte, rugge il torrente e forma un pittoresco orrido. Una stradetta, conduce ad una nuova Centrale Elettrica della Società Orobia, a sinistra del Varrone. Valicato il ponte, la provinciale ritorna a salire, con pendenza abbastanza accentuata e, dopo essersi allacciata, a Piazza Gorla, alla strada che porta a Dervio, forma un gomito e sbocca a Premana.
Volendo risparmiare tempo, basta, subito dopo il ponte sul Varrone, salire per la vecchia mulattiera che si vede a destra e questa, continuamente serpeggiando, in venti minuti, porta all'alpestre villaggio.

Premana (ab. 1174 - alt. 942). — Km. 34 da Lecco e Km. 22 da Bellano. E' uno dei paesi più alti della Valsassina, sotto cui scorre il Varrone alla profondità di oltre 200 metri. Di fronte gli si apre la Val Marcia. Il villaggio è primitivo, con case addossate e viuzze tortuose. Cime eccelse chiudono l'orizzonte, che notevolmente s'allarga davanti al piazzale della Parrocchiale di S. Dionigi, ricca e bellissima, ampliata nel 1843 e decorata da G. M. Tagliaferri. Del pittore Riccardo Tavolini sono le due tele di fianco all'altar maggiore e di Lattanzio Querena il quadro rappresentante S. Ilario. Un'urna conserva le spoglie del Santo, provenienti dalle Catacombe di Roma e qui trasportate nel 1676.

Nel piazzale del Municipio, accanto alla chiesa, spicca il magnifico Monumento di granito, con ornamenti di bronzo, dell'architetto Lucio Todeschini di Milano, dedicato ai 23 Caduti di guerra con epigrafe di G. Bertacchi. Pure vicino alla chiesa, è l'Asilo Infantile Berri.
Altre chiese ed Oratorio possiede Premana, oltre ad una quarantina di Cappellette, dette gergioi, fra le quali molte antiche, sparse lungo i sentieri ed i declivi dei suoi monti.

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Il dialetto premanese si scosta dagli altri dialetti della Valle ed ha una sua speciale caratteristica, la quale ultima si rivela pure nella singolare foggia del vestire nelle donne del paese.
I premanesi, per antica costumanza, emigrano specialmente a Venezia. In paese eccellono nella lavorazione in genere di coltelleria, temperini e ferri chirurgici e nel ferro battuto. Coltellineria della Ditta Sanelli. Ferro battuto Gianola. I latticini premanesi sono rinomati.

Oltre all' Orrido del Ciudrino si può ammirare la bella Cascata del Craveccolo, poco prima dell'entrata nel villaggio. Sono squisite le trote del Varrone e saporite le grosse rane che si pescano nel Laghetto di Losa, a pochi minuti dal ponte sotto Premana, sul versante sinistro della Valle.

Posta, Telegrafo e Telefono — Autocorriera per Taceno e Bellano — Alberghi e Trattorie : Teglio, della Peppa, del Legnone; Caffè Unione.

Nell'alta Val Varrone si trovano le antiche miniere di ferro, di cui abbiamo fatto precedentemente cenno.
Ascensioni:
Al Legnone (m. 2610), al Pizzo Alto (m. 2508), al Monte Rotondo (m, 2497), al Melaccio (m. 2462), al Pizzo Cornagiera (m. 2048).
Per il Passo del Legnone (m. 2223), si scende a Delebio, in Valtellina. Altri passi mettono in comunicazione colla Valle del Bitto, colla Valle Biandino e la Valle della Pioverna, a Primaluna.

La valle dell'Esino

Da Lecco a Varenna vedere linea Lecco-Colico.
La Valle dell'Esino, attraente e pittoresca, è una delle migliori delle Prealpi comasche e fece parte, in passato, della Valsassina. Sbocca sul lago, a poca distanza da Varenna, ed è una comoda via per salire la Grigna.
Perledo, colle sue numerose frazioni, ed Esino, sono i due centri della valle meravigliosa, dove la folla dei villeggianti s'incanala per godere la fresca e pura aria montana e per concedersi quella quiete suprema che è una peculiare caratteristica di questi luoghi privilegiati dalla natura, nella sua esuberante bellezza, nelle sue vive attrattive.

Dalla stazione di Varenna, parte la nuova carrozzabile, lunga 12 chilometri, che salendo a larghe spire, attraversa una fertilissima plaga, piena di incanti. A mano a mano che si ascende, il lago sì mostra nella sua ampiezza e, ne! contempo, si possono ammirare i ridenti villaggi della Tremezzina e della Val Menaggio, biancheggianti sull'altra sponda.
Un po' avanti, una ruotabile mena a Campallo, dotato di un grande albergo. Raggiunta la graziosa frazione di Regolo, una mulattiera, a sinistra, conduce a Gittana ed a Regoledo, collegato, quest'ultimo, alla stazione ferroviaria mediante una piccola funicolare di m. 450. Nel villaggetto sorge un rinomato Stabilimento Idroterapico, con annessa Casa di Cura, aperta tutto l'anno.
A chilometri tre dalla stazione di Varenna, eccoci a Perledo, a cui si può arrivare, per chi volesse fare il percorso a piedi, seguendo la vecchia mulattiera che accorcia il cammino.

Perledo (ab. 1107 - alt. 409)
ora aggregato a Varenna. — Già capoluogo di un importante comune, nel cui territorio è florida la coltivazione dell'ulivo, che i Greci vi promossero.
La Prepositurale di S. Martino, colla sua ardita cupola e la sua bella facciata rivolta verso la piazza, di contro al lago, modificata in diverse riprese, è di certo molto antica. La tradizione popolare la fa risalire alla regina Teodolinda, la quale ultima, in Perledo, soleva spesso villeggiare e vi passò la sua vecchiaia. Vetusto è il campanile quadrato, tutto in vivo, sormontato da una torretta. Dal piazzale, colpo d'occhio stupendo, col castello di Vezio di fronte, alto su un colle. La Chiesa ha un bel confessionale ed un ammirato battistero di noce intagliato, oltre a due buoni quadri attribuiti al pittore Giovanni Bellati di Premana. Una targa di bronzo, sormontata da un angelo con corone di alloro, dello scultore E. Saronni di Milano, sul piazzale della Chiesa, ricorda i 23 Caduti di guerra. Nel piazzaletto del Cimitero, in frazione Tondello, apresi il bel Parco della Rimembranza.
La frazione di Gittana, eretta in parrocchia nel 1862, ha l'aggraziata Chiesetta dedicata alla Natività di M. V., con affreschi del Tagliaferri. In essa leggesi una iscrizione sul sepolcro che, lui vivo, si era fatto erigere il Parlaschino, durante la peste del 1630. L'Oratorio di S. Bernardo, nella frazione di Bologna, è stato rimesso a nuovo, mentre l'Oratorio di S. Antonio, in Vezio, conserva un raro trittico del 1400.

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Degno di visita l'Orrido del Pepot, nella valle sottostante, formato dal torrente Esino, con cave di marmo nero.
Nelle locali cave di pietra schistosa, si rinvengono spesso rettili e fossili dell'epoca giurassica.
Venne pure in luce lo scheletro del mostruoso rettile, Lariosaurus che viveva nel mare che ricopriva queste regioni.
Tolgo queste notizie dalla pubblicazione di Vittorio Adami "Varenna e il Monte di Varenna":
"L'esemplare più bello fra tutti quelli finora trovati a Perledo è quello scoperto nel 1887, che purtroppo emigrò al Museo Geologico di Monaco di Baviera. Esso è quasi completo e misura cm. 90."
...
Nell'ottobre de! 1921, in seguito a lavori di scavo eseguiti lungo il torrente Esino vicino a Perledo, venne alla luce un nuovo scheletro di Lariosaurus, che, dopo quello del 1887, è il meglio conservato fra tutti quelli trovati.
...
Questo Lariosaurus, che è sfato acquistato dal Museo Civico di storia naturale di Milano, è aderente alla roccia nella parte centrale, rimane quindi visibile solo dalla parte del dorso, Esso è pressoché completo e misura la lunghezza di circa cm. 60."

Chi si trova a Perledo o a Varenna, non manchi di visitare il Castello di Vezio, che fu dei duchi Sfrondati, feudatari al tempo di Carlo V, da cui si può godere un panorama vastissimo ed imponente. Da Perledo vi si può giungere in mezz'ora, passando accanto al Crotto del Pepot e alle cave di marmo nero, indi percorrendo la strada che conduce alla frazione di Vezio. Il castello era unito alle fortificazioni di Varenna, di cui si possono riconoscere le vestigia nei restanti muraglioni. Nel 1600 fu occupato dal duca Sfrondati di Monte Marciano, non ostante le proteste del parroco di Varenna che ne vantava il possesso. Ora è di proprietà della contessa Crivelli Serbelloni, (Vedere pubblicazione suddetta).

Passando per Gisazio, altra frazione di Perledo, si può salire al Monte S. Defendente (m. 1315).
La corriera automobilistica, per Regolo, Perledo e Bologna, arriva ad Esino, che dista km. 12 da Varenna.

Posta, Telegrafo e Telefono — Trattoria Gelsomini e buone osterie — Asilo Infantile nel capoluogo ed in frazione Regoledo, dove nacque G. Battista Fumeo, buon pittore, di cui resta un quadro nella Chiesa del Portone. Pure di Perledo fu il poeta Paolo Fumeo che ci diede il "Bardo del Lario", "l’Eclisse dell' 8 luglio 1842" e il "Carme a Bergamo".

Con R. Decreto 31 luglio 1928, Perledo venne unito a Varenna, con capoluogo quest'ultimo Comune.

Per giungere ad Esino, si prosegua per la carrozzabile che ci ha condotto a Perledo e che passa sotto la frazione di Bologna, svettante in alto il suo bel campanile. Alla Trattoria Alpina, fermata dell'autocorriera.
Sotto, il lago ha riflessi argentei ed appaiono, come in mirabile visione, schierati lungo la riva opposta, i gai paeselli che si riflettono nella tacita distesa delle acque. Poco dopo, la strada, dove sbocca la vecchia mulattiera che s'inerpica dalla chiesa di Perledo, si fa pianeggiante e s'interna in una gola piuttosto cupa. Più innanzi, il silenzio è rotto dal gorgogliare di una fontana, che versa la sua linfa freschissima. Di contro, su un alto spiazzo, l'ombra amica di piante secolari, può offrire refrigerio al pedone.

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Poi la valle s'allarga ed appare il campanile di Esino che, tosto, si nasconde ai nostri occhi, per ricomparire più oltre. Avanti ancora, a sinistra, murata sulla roccia, una lapide ricorda l'inaugurazione della strada, avvenuta il 2 agosto 1925, per il concorde volere delle popolazioni di Perledo e di Esino.

Sorpassati alcuni vecchi mulini, la strada segue le sporgenze e le insenature del monte, spesso librata sul vallone sottostante. Su un poggio, chiamato il Castello, ecco la Parrocchiale di S. Vittore, in posizione mirabile ; ecco l'Albergo Moncodeno, accanto a cui si svolge la carrozzabile che giunge ad Esino Inferiore (m. 891), quindi ad Esino Superiore (m. 913), che s'adagia ai piedi della catena dei Pizzi di Parlasco, magnificamente ubicato. Prima del colle su cui s'alza la Parrocchiale, a sinistra, una larga mulattiera acciottolata, passa di fianco al citato albergo e s'allaccia alla carrozzabile.

Esino (ab. 813 - alt. 900)
L'abitato è formato dai due paeselli di Esino Inferiore (ab. 299) e di Esino Superiore (ab. 514) fusi in un sol comune con R. Decreto 12 agosto 1927 col nome di Esino Lario.

Esso si trova nella valle dello stesso nome vigilata da vette maestose che gli fanno corona: S. Defendente (m. 1325), Sasso Mattolino (m. 1542), Cassisio (m. 1317). Zocca Cavedo (m. 1339), Zirlasca (m. 1410), Cich (m. 1454), Cainallo (m. 1296), Croce (m. 1840), Palagia (m. 1549), Cucco (m. 1436), Parol (m. 1203), Fop (m. 1093).
E' un anfiteatro stupendo, ben noto agli alpinisti.

In Esino Superiore, si nota, sulla facciata dell' Oratorio di S. Antonio, una modesta lapide dedicata ai 16 Caduti. In Esino Inferiore, su un piazzaletto, un'aquila di bronzo, librata su alcuni massi, ricorda pure i suoi 7 Morti di guerra, di cui si vedono i medaglioni. Antico è l'Oratorio di S. Giovanni, con quadri di qualche valore.
Un ampio viale, fiancheggiato da abeti e da cappelle, orgoglio degli Esinesi, porta alla Parrocchiale, rasentando il Cimitero, accanto al quale s'eleva l'artistico Monumento ai 25 Caduti di guerra delle due frazioni, fuse nel comune ricordo. E' opera dell'architetto Rocco di Milano ed ha incisa una bella epigrafe di C. Bertacchi.
Salendo ancora, si giunge al piazzale della Chiesa, sul cui sfondo s'aderge il Monte Palone, mentre, verso ponente, la Tremezzina, apre la sua incantevole tavolozza; Menaggio, Cadenabbia, Tremezzo ed altri ridenti villaggi si specchiano nel lago.

La Parrocchiale, comune ai due paeselli, è a tre navate ed Ha un ricco tesoro in vasi d'argento e d'oro. Bene affrescata nella volta, con cornici in istucco, racchiude due confessionali di stile barocco, una sagrestia di noce intagliato, con putti magnificamente scolpiti. Quest'ultima, col pulpito, risale alla fine del 500. Gli affreschi sono del Tagliaferri. Poco lungi da Esino Superiore, rimangono ancora i ruderi di una quadrata torre medioevale. Ciascuna frazione ha il suo fiorente Asilo Infantile.
Da Perledo si può raggiungere Esino, seguendo la vecchia mulattiera che si unisce poi alla carrozzabile. Altro percorso può essere compiuto per un sentiero che partendo da Olivedo, per Vezio, sbocca ad Esino inferiore, vicino all' Albergo Monte Codeno, in due ore di cammino.

Autocorriera da Varenna ad Esino — Alberghi: Rosa delle Alpi, della Grigna ad Esino Superiore: Pensione Viglienghi ad Esino Inferiore; Monte Codeno e La Montanina, fra i due paesi. Posta e Telegrafo ad Esino Inferiore — Società "Pro Esino" — Buon campo di sci — Buone cave di marmo occhialino — Industria del carbone di legna.

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Svariate ed interessanti gite ed escursioni si possono compiere da Esino. Una mulattiera, per il passo di Cainallo (m. 1296), conduce a Prato S. Pietro od a Cortenova. Per lo stesso passo, tenendo più a destra, si arriva sotto all’alpe di Moncodeno (m. 1680), d'onde alla Ghiacciaia omonima, grotta sotterranea ricoperta di ghiaccio. Dall'alpe di Moncodeno, per la Capanna Monza (m. 1808), si raggiunge la vetta della Grigna Settentrionale (m. 2410). Altra bella escursione, partendo da Esino Inferiore, si può fare al Piano d'Ortanella (m. 958), ove trovasi un alberghetto (10 letti). Il Monte Fop, lo Zucco di Steveno, il Monte Cucco, il Monte Palagia, il Monte Croce, il Sasso Carlano, i Pizzi di Cich, di Zirlasca e Cassisio, i Pizzi di Parlasco, il Morde S. Defendente offrono ascensioni dilettevoli.

Dal Piano d'Ortanella, si può raggiungere Lierna.
Da Esino Superiore, in mezz'ora, la mulattiera che conduce a Cainallo, per un sentiero lungo il torrente Vigna, porta ad una valletta dove scaturisce un piccolo getto di acqua ferruginosa. Da Esino Superiore, per mulattiera, si può salire al passo di Agueglio e di là scendere a Parlasco e a Taceno, in Valsassina.

Più vaste ed interessanti notizie sulla conca d'Esino, sulla flora e fauna della Valle, sulle notizie storiche dei paesi che in essa sorgono, può trovare il turista nella vecchia e sempre buona "Guida di Lecco" del prof. Edmondo Brusoni e nella "Guida illustrala della Valsassina" completamente aggiornata e di valore indiscusso del dott. F. Magni (Lecco - Tip. Edif. G. Magni - 1926), con aggiunta dì Giuseppe e Piero Pensa "Esino e la sua Valle".
Su "La Parrocchia di Esino" vi è una monografia di don G. Battista Rocca, edita dalla Tipografia dell' Orfanotrofio di Lecco.

Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2008-2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

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