|

Da Lecco a Balisio
Ballabio Inf. (ab. 434
- alt. 675)
Bel villaggetto, attraversato dal torrente Grigna, quasi tutto disteso
lungo la provinciale, con di fronte il Monte Due Mani (m. 1665). Ha
verdeggianti praterie e clima salubre ed è luogo ricercato dai
villeggianti. Belle villette, a sinistra, fiancheggiano la strada :
grandiosa la Villa Locatelli, con annesso deposito dei rinomati
latticini che vengono esportati ovunque. Più avanti, sotto gli speroni
del Due Mani, si profila l'altra bella Villa dell'ing. Danieli.
Dove il torrente Grigna taglia la provinciale, si prospetta la
Parrocchiale di S. Lorenzo, con buoni quadri del '600. Sulla nuova
chiesa che sorge poco discosto, è murata una lapide ai Caduti di
guerra.
Nel Cimitero del paese trovasi un modesto Monumento agli 8 Morti
dell'ultima guerra di redenzione.
Posta, Telegrafo e Telefono —
Auto per Lecco e per Taceno — Casere per stagionatura latticini —
Albergo Ballabio ; Ristoro Passeggeri; Trattorie Ballabio, della
Posta, del Cavallo; Osterie della Marianna, delle Alpi.
Dalla chiesa di S. Lorenzo,
per un viottolo lungo il torrente Grigna, si può ascendere alla Grigna
ed alle sue diverse Capanne.
Dopo la Trattoria della Posta, di fianco alla Villa Piloni, un nuovo
tronco stradale, sale a Ballabio Superiore, rasentando, di questo, il
piazzale della chiesa.
Passeggiate diverse:
Dal Ristoro Passeggeri, per un comodo sentiero, in tre quarti d'ora,
si raggiunge il Monte Melma (m. 914). Altra ascensione, per vie
diverse, si può compiere al Monte Due Mani (m. 1665). Seguendo la
strada, segnata da un indicatore, di fronte al Ristoro Passeggeri già
accennato si va a Morterone, il paese più elevato del Circondario di
Lecco. L'escursione si può compiere in tre ore circa. Valicato su un
ponticello il torrente Grigna, con dolce salita, si fiancheggia il Due
Mani, si lascia a destra il sentiero che sale da S. Egidio (vedere «
Dintorni di Lecco»), quindi, con più forte pendenza, si raggiunge La
Forcola (m. 1251). Procedendo oltre sul limite di un profondo burrone
entro cui scorre il Caldone, si percorre la romantica Val Boazzo, fino
alle Cascine omonime (m. 830), da cui parte una mulattiera per la
Chiesa d'Erna (m. 1251). Poi la strada riprende a salire, valicando
spesse volte il torrente, finché alla Forcella di Olino (m. 1160), si
arriva al punto culminante. Da qui, un sentiero a sinistra, per la
Bocchetta di Desio, porta al Due Mani.
Per il versante della Val Taleggio, si scende ad Olino (m. 1118):
passando per la frazione di Medalunga (m. 1067), si arriva a Morterone.
Morterone (ab. 144 -
alt. 1069)
L'alpestre villaggio è composto di cascinali sparsi in una verde
conca, dominata dal Resegone e dalla Colmine di Paglio.
Attigua alla chiesa della B. V. Assunta, si nota una Cappella ai 15
Caduli di guerra.
In frazione Medalunga, in posizione incantevole, si trova l'albergo
del Rossino. Morterone è un buon punto di partenza per le salite al
Resegone (m. 1876), alla Colmine di Paglio (m. 1425), alla Colmine di
S. Pietro (m. 1258) e ad altre cime.
Posta e Telegrafo a Ballabio,
Telefono all'Albergo Rossino — Forte preparazione di carbone.
Procedendo per la
provinciale, a quasi ad un chilometro da Ballabio Inferiore, alle
falde della Grigna Meridionale, a sinistra del torrente dello stesso
nome, trovasi Ballabio Superiore, a cui, dalla Osteria della Gera, una
carreggiabile serve di accesso.
I due paesi sono, ora,
uniti, in un solo Comune denominato Ballabio (R. Decreto 29 luglio
1927).

Ballabio Sup. (ab. 521
- alt. 732)
Ridente paesello, ai piedi della Grignetta, di fronte al ripido Due
Mani. Sorge sui bei prati digradanti tra il torrente Grigna e la
provinciale.
La Parrocchiale di S. Maria Assunta, con porticato anteriore, spicca
su un delizioso ripiano, fiancheggiato da un piazzale, adorno di
cappelle bene affrescate. L'interno, a una navata, ha buone
decorazioni del pittore A. Balsamo. Vicino, sorge la Casa Comunale,
con Parco della Rimembranza e l’asilo-Monumento ai 6 Caduti di guerra,
che una lapide ricorda.
Dalla parte superiore del
paese, subito dopo aver valicato il torrente Grigna, due mulattiere
portano a diverse località della Grigna, mèta gradita degli amanti
della montagna. Infilando quella di sinistra, in ore 1. 30, si sale
alla Capanna Escursionisti Lecchesi (m. 1320), costruita nel 1908, poi
ampliata nel 1911, rimessa ora a nuovo, a cui è unito un corpo di
fabbricato di proprietà di alcuni soci. Poco discosto da essa, si
stende il florido Parco della Rimembranza, dedicato ai 29 eroici
Caduti di questa forte Società, completato dall'albero che porta il
nome di Armando Diaz. La stessa mulattiera, conduce al Rifugio
Popolare "Italia" e al Rifugio "Cuera", nelle cui vicinanze mostra la
sua sagoma l'alpestre chiesetta del Divin Cuore di Gesù, incominciata
nel 1915, su disegno dell' ing. Paolo Mezzanotte di Milano. Intorno
sorgono i Roccoli Resinelli e Bertarelli, la Villa Borletti e più su,
verso il Coltignone, la Villa Gerosa Crotta. Altre casette, vanno
popolando le incantevoli pendici della Grigna Meridionale.
Prendendo invece la
mulattiera di destra, si raggiunge, in ore 1. 30, la Capanna
Escursionisti Milanesi (m. 1360), eretta nel 1899, da cui, poco
distante, spiccano i Corni del Nibbio (m. 1392) e, più in su, il
moderno e signorile Rifugio Carlo Porta (m. 1400 circa), costruito nel
1910 dalla Sezione di Milano del Club Alpino. S'alza, su uno spiazzo
attiguo, il bronzeo Monumento all'Alpino, dono munifico del dott.
Carlo Porta. Dai Rifugi si può salire alla vetta della Grignetta e,
percorrendo la Direttissima, si arriva alla Capanna Rosalba (m. 1730),
del C. A. I., dove si può ammirare un busto dell'abate Stoppani.
Nel vallone, verso Balisio, un tempo sorgevano fortificazioni di una
certa importanza. La montagna che sorge alle spalle di Ballabio Sup.,
è crivellata di gallerie e di pozzi per la estrazione di piombo e di
zinco di cui è ricca e che ne attestano la passata efficienza. I
lavori per la ricerca di questi minerali, ripresi ed abbandonati, sono
tuttora sospesi.
Posta, Telegrafo e Telefono —
Autocorriera per Lecco e Taceno — Trattoria Prassede ; Osterie della
Gera, del Leluia ; Caffè Grignetta — Produzione latticini.
Il tratto di provinciale che
da Ballabio Superiore porta a Balisio, è formato da un vallone
fiancheggiato da spalti dolomitici che si rompono e si frastagliano in
una quantità di guglie e di profonde spaccature, che si presentano
allo sguardo in un quadro il più fantastico. A mano a mano che ci si
inoltra, ai piedi delle roccie strapiombanti che si serrano in un
tumulto di pareti scheggiate e di forre paurose, si stendono verdi e
morbide praterie, su cui appaiono bianche Casere per la stagionatura
dei latticini.
Delineansi intanto la Cima di
Cam (m. 2197) e la caratteristica vetta del Pizzo dei Tre Signori (m.
2554). Poco prima di Balisio (m. 723), frazione di Cremeno, a
sinistra, s'apre una carreggiabile la quale, cambiandosi poi in
sentiero, in un'ora e mezza, sale alla Capanna Pialeral (m. 1460)
della S. E. M. d'onde si può raggiungere la Grigna Settentrionale (m.
2410), detta anche Grigna di Moncodeno o Grignone. Sulla vetta è la
Capanna "Luigi Brioschi" costruita su disegno dell' ing. Ferrini di
Milano e inaugurata il 20 ottobre 1895. Per la stessa via, giunti a un
bivio dopo la Valle del Gerone, si può arrivare alla Grigna di
Campione (m. 1684).
Siamo a 10 Km. da Lecco, in
un ridente pianoro, davanti a cui s'inizia il bacino della Pioverna.
Balisio è costituito da poche case, intorno all' Oratorio di S. Anna,
con Posta, Telegrafo e Telefono, colla nuova Osteria dei Piani di
Balisio e l'antico Ristoro del Leri. Posto di fermata dellautocorriera.

Da Balisio a Barzio per
Cremeno
A destra della frazione di
Balisio, sale, serpeggiando, una comoda carrozzabile che, dopo due
chilometri, attraversa Maggio (m. 772), altra frazione di Cremeno, che
vanta molte Casere per la stagionatura degli stracchini, sparse
sull'altipiano morenico che forma un verdeggiante anfiteatro, pieno di
ombre e di frescura.
Appunto per questo, Maggio è una stazione climatica veramente
ricercata e annovera un grandioso Istituto di Cura e buoni
Alberghi: Maggio, Makallè ed
il nuovissimo Motel Milano, con una quarantina di letti, recentemente
aperto.
La Parrocchiale della
Natività di M. V., con piazzale circondato da cappellette, è un
bell'edificio che risale al 1648. Dalla chiesa, una carreggiabile
raggiunge la Val Frera e, in un'ora e mezza, porta a la Colmine di S.
Pietro, da cui si entra in Val Taleggio, nella bergamasca.
Da Maggio a Cremeno, su un
percorso di poco più di un chilometro, la strada si fa pianeggiante e
valica l'arditissimo Ponte della Vittoria, magnifica costruzione in
cemento armato, gettato sulla Valle di Cremeno che, pochi anni
addietro, si doveva passare su un oscillante ponte di corda o
risalendo sulla riva opposta per disagevoli sentieri. Il ponte, a un
solo arco, costrutto su progetto dell'ingegnere Danusso di Milano, è
lungo m. 75, alto m. 96 e largo m. 5. L'ampiezza dell’arco è di m. 75.
Alle testate del ponte, si aprono i Parchi della Rimembranza dei
Caduti di guerra di Maggio e di Cremeno; nella parte centrale una
lapide riporta il "Comunicato Diaz", ed un'altra incide i nomi dei 13
eroici figli delle due terre.
Cremeno (ab. 685 -
alt. 797)
Il villaggio ha case rustiche, con vie strette e tortuose. Ora però va
abbellendosi di nuove e moderne villette. E' di ironie alla massa
dolomitica della Grigna Settentrionale, su terreno ondulato ed in
dolce pendìo.
Sulla via che conduce a Cassina, elevasi la elegante Parrocchiale di
S. Giorgio, con doppio porticato a balaustre ed un'ampia scalinata
d'entrata. In un altare, si ammira un ben conservato dipinto del
Borgognone, colla data 1535. Antico è l'Oratorio di S. Rocco.
Posta, Telegrafo e Telefono —
Autocorriera per Balisio e per Barzio — Da Lecco km. 13 — Albergo
Cremeno ; Trattorie Invernizzi, Frigerio, Locatelli — Asilo Infantile
in frazione Maggio.
Da Cremeno, alla fermata
dell'auto postale, si inizia con un cartello indice la segnalazione
che per Cassina e Moggio guida al Rifugio Nino Castelli (m. 1650),
posto nell'altipiano di Artavaggio, campo magnifico per gli sci. Il
Rifugio Castelli, costruito dalla S. E. L., è sfato inaugurato nel
1927, e recentemente ampliato; progettista l’architetto Mino Fiocchi.
A circa m. 1900 è in costruzione il Rifugio G. Cazzaniga, pure dovuto
allo stesso progettista.
Si può pure salire alla
Colmine di S. Pietro (m. 1258), per una mulattiera che s'innesta con
quella che proviene da Maggio.
La carrozzabile, non troppo ampia, ma comoda e piana, oltre Cremeno,
allinea molte villette che rendono il percorso molto piacevole e
interessante. Dopo quasi un chilometro e mezzo, eccoci a Barzio,
assiso su un vago altipiano, vigilato dallo Zuccone dei Campelli (m.
2170).

Barzio (ab. 955 - ali.
770)
Circa km. 14 da Lecco. — In felice posizione, guardante le imponenti
due Grigne e le praterie che ne rivestono il pendìo, dove Pasturo
s'adagia. E' uno dei migliori soggiorni della Valsassina, con clima
fresco e salubre ed un panorama incantevole.
In piazza Garibaldi, su un alto piedestallo, un leone di bronzo che
fra gli artigli tiene la bandiera della Patria, ricorda i 34 suoi
gloriosi Caduti di guerra. L'artistico gruppo è dello scultore Michele
Vedani di Milano. Davanti all'elevato Cimitero e di fianco allo
stesso, trovasi il Parco della Rimembranza. Poco lontano dalla piazza,
s'apre la Parrocchiale, con pronao sostenuto da Quattro snelli
colonnati, ed un'ampia navata. La chiesa, dedicata a S. Alessandro,
risale al 1600 e conserva alcuni angioletti plastici del Tantardini di
Introbio. Nell' Oratorio di San Giovanni Batista v'è un quadro
attribuito al Montalto.
Lungo la strada che conduce a Cremeno, si trova il bel fabbricato
scolastico con annesso Asilo Infantile.
Barzio fu culla di illustri
cittadini, fra i quali Giovenale Sacchi, dottissimo in musica, e
Tranquillo Baruffaldi della gloriosa falange dei Mille. A
quest'ultimo, nella casa dove nacque, è stata dedicata una lapide con
medaglione di bronzo.
E' pure di Barzio l'antica Famiglia Manzoni che ci diede, in
Francesca, morta a soli 33 anni, una gentile poetessa ed in
Alessandro, l'autore immortale dei "Promessi Sposi".
Alberghi Stella e Barzio ;
Trattorie diverse ; Caffè Garibaldi ed Alpino — Posta, Telegrafo e
Telefono — Autocorriera per Balisio e per Introbio — Produzione
latticini — Industria serica — Da Milano a Barzio e viceversa,
servizio automobilistico di grande turismo.
Da Barzio, all'estremità del
paese, un sentiero corre al torrente Bobbia, dove in oscure fucine si
lavora il ferro, e sbocca al Ponte di Chiuso, a un chilometro da
Introbio, sulla provinciale.
Buon punto di partenza per Valtorta, Piani di Bobbio colla Capanna
Lecco (m. 1780) del C. A. I., Sezione di Lecco, Zucco dell'Angelone
(m. 1166), Monte Chiavello (m. 1786), Pizzo Rondine (m. 2090),
Barbisino (m. 2150), Zucco dell'Orcellera (m. 1854), Zuccone di
Campelli (m. 2170), ecc.
All' inizio dei Piani di Bobbio è in costruzione la nuova Capanna
Savoia, della S. E. M.
Da Cremeno a Barzio per
Cassina, Moggio e Concenedo
Da Cremeno, poco prima del
Municipio, a destra di chi arriva da Balisio, sale una ruotabile che
in dieci minuti conduce a Cassina, passando davanti al piccolo Viale
della Rimembranza di questo paesello. E' la stessa ruotabile che si
segue per ascendere alla "Capanna Castelli" ai Piani di Artavaggio.
Cassina Valsassina
(ab. 315 - alt. 849)
E' a km. 0.5 da Cremeno e a 2 km. da Barzio. Si presenta in bellissima
posizione, in terreno vagamente ondulato, con magnifico sfondo
frontale. Di fianco alla chiesa di S. Giovanni Evangelista, dipendente
dalla Parrocchia di Cremeno, è stata innalzata una Cappella ai 4
Caduti di guerra. Nulla di notevole.
Setificio Camuzzi — Asilo
Infantile — Posta e Telegrafo a Barzio, Telefono a Cremeno.
Salendo alla frazione
Mezzacca (m. 859), dove trovasi la chiesetta di S. Francesco, per la
Val Frera, si sbocca nella carreggiabile che, da Maggio, sale alla
Colmine di S. Pietro, a cui conduce un'altra che si diparte a sinistra
della prima. — Alcune Osterie.
Da Cassina, proseguendo per la ruotabile che attraversa il villaggetto,
lasciando a destra il Cimitero, dove si stendono le pianticelle della
Rimembranza ai 14 Caduti di Moggio, si arriva a quest'ultimo paese.

Moggio (ab. 337 - alt.
876)
E' un romito paesello, dove il mondo non fa giungere la sua eco.
Maestose le montagne che lo racchiudono in un grande arco e che
originano la Val di Cremeno. Si presenta bene la Parrocchiale di S.
Francesco, con scalinata d'accesso e buoni affreschi del Rivetta
nell'interno. Nella piazza vicina, gorgoglia un'acqua purissima.
A Moggio, appartiene la frazione di Colmine S. Pietro (m. 1258),
coll'antica chiesa Parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, ed una piccola
osteria. Qui, è il valico che mette in comunicazione la Valsassina
colla Val Taleggio che, un tempo, era parte integrante della prima.
Posta e Telegrafo a Barzio,
Telefono a Cremeno — Discrete Osterie — Produzione latticini —
Autocorriera a Cremeno. A Moggio abitano il custode del Rifugio
Castelli ed i portatori del Gruppo Cazzaniga.
Da Moggio si può pure salire
alla Capanna Lecco ed al gruppo dei Campelli.
Prima di entrare in Moggio, a sinistra, una discreta carreggiabile,
piana e svolgentesi fra verdeggianti declivi e solinghe vallette, si
sviluppa per Km, 1,4 fino a Concenedo. Giunti però ad una cappelletta,
tenere a destra. La passeggiata è veramente deliziosa e romantica.
Cocenedo (ab. 122 -
ali 910)
Minuscolo villaggio ai piedi della collina del Cantello, mèta di
comoda passeggiata. Di fronte torreggiano le Grigne. Al Cimitero,
prima dell'entrata nel villaggio, si osserva il Parco della
Rimembranza dedicato ai 3 Caduii di guerra. Un pò più avanti, a
sinistra, sorge una Cappella restaurata nel VII Centenario
Francescano, con due lapidi : una elenca i Reduci di guerra, per
sottoscrizione dei quali, l'altra lapide, con medaglione dei Caduti, è
stata inaugurata, insieme alla stessa Cappella votiva, completata da
una bellissima tela centrale, rappresentata da un "Cristo in Croce",
opera del pittore A. De Nova. La chiesa della B. V. Assunta,
dipendente dalla Parrocchiale di Cremeno, ha una bella statua della
Madonna sull'altare maggiore.
Sul Cantello (m. 953), con ampio orizzonte, sorgeva, un tempo, un
Ospizio che divenne Convento di clausura per le monache. Questo fu
preso e saccheggiato nel 1635 dai soldati del duca di Rohan e le suore
seviziate. Ora, del Convento, a cui si può arrivare in cinque minuti,
non restano che pochi resti.
Proseguendo, la strada si trasforma in una mulattiera che, fra
castagneti e faggeti, discende in poco più di un quarto d'ora, a
Barzio.
Posta, Telegrafo e Telefono a
Barzio.
Da Balisio a Introbio
A Balisio si apre la valle
amena della Pioverna, che nasce dai pendii della Grigna Settentrionale
e scorre in un alveo angusto, fiancheggiato dalla provinciale che per
tre chilometri, prima bruscamente, poi con più lento ritmo, scende
fino a raggiungere il livello del torrente. Un po' più innanzi si
arriva al Ponte della Folla (m. 651). A destra della provinciale, un
tronco stradale, lungo quasi tre chilometri, imprende a salire e
valica un ponte sul torrente Val di Cremeno, da cui appare lo snello
Ponte della Vittoria. A un quadrivio, a sinistra, scende una
carreggiabile che, per il Prato Buscante, rasentando le Fornaci,
sorpassa la Pioverna su un ponticello di legno e sbocca nella
provinciale, poco discosto dalla carrozzabile per Pasturo. A destra,
una mulattiera sale, in venti minuti, a Cremeno, mentre proseguendo sì
arriva a Barzio. Un'accorciatoia abbrevia il cammino.
Dal Ponte della Folla, invece, seguendo la provinciale, si passa sulla
sinistra della Pioverna e dopo una ventina di minuti si giunge al
bivio per Pasturo, a Km. 13,6 da Lecco. La carrozzabile che si stacca
a sinistra, in dieci minuti sale al paese.

Pasturo (ab. 857 -
alt. 641)
Grossa comunità ai piedi della Grigna Meridionale, da cui scendono
ricche ed ondulate praterie su terreno morenico elevatosi sui detriti
lasciati dal ghiacciaio che, dalla Valtellina, si spinse lungo il
corso della Pioverna, per scendere al Lario.
La chiesa Parrocchiale di S. Eusebio, munita di un bel campanile a
cuspide, risale al 1300 ed ha discrete pitture del Tagliaferri.
Elegante l'altar maggiore : il « Redentore » e gli Angioli che lo
completano sono dovuti a Carlo Maria Giudici. Di fianco alla chiesa
sorge l’Asilo Infantile.
Davanti al Municipio del paese s'eleva una statua di bronzo, dello
scultore Cirillo Bagozzi di Milano, raffigurante un alpino in vedetta,
sul cui piedestallo sono segnati i nomi dei 29 Caduti di guerra. Sulla
facciata della casa comunale una lapide è dedicata a Giovanni Antonio
Ticozzi, defunto maestro e segretario.
Antichissimo è l'Oratorio di S. Giacomo, nel centro del paese.
Ritrovamenti vari di oggetti e di vasi gallici, attestano dell'antica
origine del villaggio. Pasturo fu patria di Stefano Ticozzi, eminente
scrittore di cose d'arte.
Posta, Telegrafo e Telefono —
Autocorriera per Lecco e Taceno — Albergo del Centro; Trattorie
Ticozzi e Caval Bianco; Osterie della Rosa e del Ponte — Fabbrica
rocchetti e produzione latticini — Asilo Infantile.
Del castello medioevale che
sorgeva in luogo, non restano tracce.
Da Pasturo, salendo dal centro del paese, in quattro ore, si può
raggiungere la Grigna di Moncodeno (m. 2410), toccando la Capanna
Pialeral. Percorrendo la strada che si prolunga a nord del villaggio,
lungo la quale si allineano gli Alberelli della Rimembranza di Pasturo
e di Bajedo a km. 0,8 entreremo in questo ultimo, dopo una passeggiata
divertentissima.
Bajedo (ab. 258 - alt.
632)
Con Regio Decreto 8 dicembre 1927 venne unito a Pasturo.
Il villaggetto è costituito da un aggruppamento di case di
discreto aspetto, di fianco alla famosa Rocca che tanto spesso ricorre
nelle cronache medioevali.
Il paesello ha un ricordo in rilievo su marmo bianco ai suoi 5 Caduti
di guerra, consistente in un bel gruppo allegorico, di alto
significato, eseguito su disegno del prof. Federico Sartori di
Viareggio. Per una scaletta laterale si scende alla chiesa di S.
Pietro Martire, adorna di affreschi dei pittori Tagliaferri e Sibella.
Nell'interno si conserva un palliotto artistico di cuoio, con bel
dipinto nel centro.
Proseguendo, si rasenta la Rocca tetra e ferrigna, munita un tempo di
un fortilizio quasi inespugnabile, di cui rimangono pochi avanzi.
Secondo F. Cantù fu forse eretto dai Romani per chiudere il passo alle
invasioni nordiche. Lo vediamo, ad ogni modo, teatro di lotte cruente
fra Veneziani e Francesco Sforza ; preso astutamente da un Simone
Arrigoni, ritolto a lui dai Francesi che, compiendo ogni sorta di
scellerataggini, provocarono un'insurrezione degli abitanti che, nel
1513, ne smantellarono le mura.(1)
(1)
Interessante è la pubblicazione su “ La Rocca di Bajedo
,, di C. Andrea Orlandi (Arti Grafiche Lecchesi, Magni e Peppel,
1911).

Comoda e breve passeggiata si
può fare da Bajedo alla Rocca per godere ampio panorama fino a Taceno.
Per una convalle a nord-ovest del paese, si sale, in un'ora, alla
vetta della Nava di Bajedo. In due ore e mezzo un ripido sentiero
porta alla Chiesa di S. Calimero (m. 1495), a cui si può giungere
anche da Pasturo.
Poetica la cascata dello Sprizzottolo che si può ammirare, scendendo
dal lato settentrionale della Rocca, alle Casere Cademartori, lungo la
riva sinistra della Pioverne.
Posta, Telegrafo e Telefono a
Pasturo — Alcune Osterie — Produzione latticini.
La carreggiabile che gira la
Rocca, in meno di dieci minuti, mette al Ponte di Chiuso.
Rifacendoci dal bivio di Pasturo, la provinciale si mantiene piana
sulla sinistra della Pioverna, mentre la valle va restringendosi,
racchiusa dalle ripidi pareti del Zucco dell'Angelone (m. 1166) a
destra, e da quelle sporgenti della Rocca di Bajedo, a sinistra. Si
giunge così al Ponte di Chiuso (m. 563) a Km. 15 da Lecco, e qui
comincia il corso medio della Pioverna, sbarrato un tempo, da una gran
muraglia, con una porta per il passaggio dei viandanti, e fortilizii
sulle rupi laterali a difesa della valle. Valicato il ponte, a destra,
sbocca la piccola ruotabile passante sotto le roccie della Corna del
Biscia che mena a Barzio. Su questa roccia è scolpita un'iscrizione
del 1671. La Pioverna si scosta dalla provinciale e questa, lasciando
a destra il Cimitero di Introbio e più oltre l'antica chiesa di S.
Caterina, dopo aver valicato il torrente Acquaduro, giunge al citato
paese a Km. 16,9 da Lecco.
Introbio (ab. 788 -
alt. 586)
Capoluogo della Valsassina, situato fra i torrenti Acquaduro, Troggia
e Pioverna. E' antichissimo, come ne fanno fede le numerose tombe
galliche che vennero scoperte nel territorio del paese, che si trova
all'incrocio delle strade che portavano alla Rezia per la Valle della
Troggia e in Val Brembana per la Valle dell' Acquaduro.
Nel centro del paese sorge la vetusta torre, inforno a cui i
terrazzani si stringevano nei momenti della difesa comune. Memorabile
l'assalto di 6000 Grigioni, calati dalla Val della Troggia,
sanguinosamente respinto dagli Introbiesi nel 1531.
Un tempo il paese fu uno dei centri più importanti della lavorazione
del ferro, che veniva estratto nella Val Varrone. e trasportato nei
forni di Premana, Cortenova ed Introbio, Nel 1636 il generale francese
duca di Rohan, in una incursione nella valle, distrusse tutte le
fucine di proiettili guerreschi che si preparavano a favore degli
Spagnuoli.
La Parrocchiale di S.
Antonio, a tre navate, con doppio ordine di colonnati, ha una bella
Madonna del Tantardini, ed una pala d'altare attribuita al Lotto.
Accanto alla chiesa sa bella mostra l'artistica piramide, fatta di
pietre valsassinesi, dedicata ai 12 Caduti di guerra. Posteriormente,
si accede ad un piccolo altare a fianco del quale si vedono i
medaglioni, dei Morti per la Patria. Il ben costrutto ricordo è
opera.dell'architetto Ulderico Bottoli di Milano.
Il Viale della Rimembranza è al Cimitero.
Bella è pure la chiesa di S.
Michele, che spicca su rialzo, prima dell'entrata in paese, a destra
della carrozzabile. Sono da notarsi i begli affreschi sulla volta del
presbiterio. Da qui, una strada ombreggiata da castani, sale alla
chiesetta di S. Caterina.
In piazza Cavour una lapide del 12 giugno 1859, attesta la
riconoscenza del popolo introbiese per la cacciata degli austriaci.
Altra lapide, inaugurata dal Ministro Credaro, sulla facciata del
Municipio, ricorda l'ing. Giuseppe Arrigoni, lo storiografo della
Valle ed il patriota integro.

Lungo la provinciale, a N. O.
del paese, prima del Ponte della Troggia, sale a destra, accanto ad un
mulino di baritina, una strada, che diventa poi un impervio sentiero,
che conduce alla famosa cascata chiamata Paradiso dei Cani, formata
dai torrente Troggia, uscente dal Lago di Sasso, nell'alta Val
Biandino, ai piedi del Pizzo dei Tre Signori.
Lo spettacolo di questa cascata è veramente grandioso. Il grande
Leonardo ed il nostro Antonio Stoppani, ne fecero argomento di
entusiastiche descrizioni. Si potrà pure ammirare una vasta marmitta
delle cascate, scavata, attraverso i secoli, dall'ininterrotto
doccione cadente dall'alto.
A destra della provinciale
che va al Ponte della Troggia, si notano la stupenda Villa Migliavacca
e parecchi mulini di baritina.
Furono di Introbio, oltre al citato Giuseppe Arrigoni, gli scultori
Carlo e Antonio Tantardini, quest'ultimo autore della statua del
Grossi a Bellano.
Posta, Telegrafo e Telefono —
Autocorriera per Lecco e per Taceno — Agenzia Banca Popolare di Lecco
— Società Elettrica Valsassinese — The Camisolo Mine Limited — Tiro a
Segno — Asilo Infantile — Alberghi Introbio e Miniere — Buone Osterie
— Produzione latticini — Incannatoio.
Introbio è punto di partenza
per il Pizzo di Cornagera e per la Cima di Agrella, ecc. Da Introbio
si inizia la segnalazione per il Rifugio Alberto Grassi (m. 2000), il
Monumento alpino ai Caduti di guerra inaugurato dalla S. E. L. nel
1919 nella ricorrenza dèl 20° di sua fondazione. Dalla «Grassi» si
ascende facilmente al Pizzo Tre Signori, Pizzo Varrone, Pizzo di Trona,
la Cima di Cam, Cima Camisolo. Traversata alla Ca ' S. Marco, a
Morbegno per Gerola ed in Val Torta.
(Vedere la dettagliata "Guida alla regione del Pizzo Tre Signori"
edita dalla S. E. L. - anno 1920).
Percorrendo la Valle della
Troggia, nella conca di Biandino, si trova la chiesetta della Madonna
della Neve (m. 1589) con annesso Rifugio alpino. Sul Zucco di Gobbio
spicca la Casa Pio X del Circolo S. Stanislao di Milano. In una
località vicina al laghetto di Sasso, nel sentiero che conduce al
Pizzo dei Tre Signori, è stata recentemente inaugurata una piccola
lapide per ricordare il passaggio del cardinale Ferrari, avvenuto il
20 agosto 1913. Alla Bocchetta di Trona, vi è il Rifugio privato Pio
XI.
Da Introbio a Taceno
Uscendo da Introbio, la
provinciale corre fino al Ponte della Troggia, fiancheggiata da
graziose villette, sempre a destra della Pioverne, oltre a cui si
alzano i poderosi spalti delle Grigne. Valicato il ponte, un'amena
stradetta, lievemente salendo, porta al villaggetto di Vimogno, in
posizione eminente.
Vimogno (ab. 204 -
alt. 600)
Da Lecco km. 18. Sorge alle falde del Monte Agrella (m. 1802), e forma
un aggruppamento di vecchie case, con vicoletti stretti e tortuosi.
Dista km. 1,8 da Introbio e km. 1,2 da Primaluna. La chiesetta di S.
Anna, dipendente dalla Prepositurale di Primaluna, non ha nulla di
notevole. Nelle adiacenze, sorge l'Asilo-Monumento ai 5 Caduti di
guerra.
Posta a Primaluna, da cui,
ora, dipende amministrativamente; Telegrafo e Telefono a Introbio —
Autocorriera — Alcune Osterie.
In località Ciarello, nel
1914, venne scoperta una tomba gallica, a cremazione.
Barcone (ab. 224 -
alt. 567)
A km. 18,5 da Lecco. Per la stessa mulattiera, da Vimogno, in cinque
minuti, giungesi a Barcone, che ha qualche casa migliore del primo
paesello.
Ha la bella chiesetta dell' Immacolata, ampliata nel 1620, colla
facciata dipinta nel 1870. Dipende pur essa dalla Prepositurale di
Primaluna e con questo è, pure, unito amministrativamente.
Poco lontana è la frazione di Gero che fu totalmente distrutta nel
1762 da una rovinosa frana, staccatasi dai fianchi dell'Agrella. Una
cappella ricorda il triste avvenimento. A Gero vi è un incannatoio.
Posta, Telegrafo e Telefono —
Trattoria del Sole sulla provinciale, alla quale si può scendere per
due piccole rotabili.
Rimettendoci sulla
provinciale, questa, dopo il Ponte della Troggia, passando sotto ai
villaggi di Vimogno e di Barcone, tocca Pessina Valsassina, a cui pure
giunge, da Gero, la mulattiera che abbiamo abbandonata.

Pessina Valsassina
(ab. 135 - alt. 565)
A km. 20 da Lecco. Villaggetto che s'affaccia alla provinciale, un
tempo sobborgo di Primaluna ed a questo, recentemente, di nuovo
incorporato. Discreta la chiesetta di S. Carlo, dipendente dalla
Prepositurale di Primaluna.
Posta e Telefono a Primaluna;
Telegrafo a Introbio — Osteria del Rocco.
Primaluna (ab. 456 -
alt. 550)
E' a pochi passi da Pessina, sulla provinciale, a 3 km. da Introbio.
Si trova ai piedi della Cima d'Olino (m. 1782), quasi allo sbocco
della Valle Mulinera.
Primaluna fu culla dei
Torriani che, durante un lungo periodo del medioevo, si eressero a
paladini dei diritti della plebe e, a Milano, capitanarono la parte
popolare. Dei Torriani fu Napo che, dopo la sfortunata battaglia di
Desio (1277), fatto prigioniero da Ottone Visconti, morì in una gabbia
appesa al Castello del Baradello, dopo 18 mesi di captività.
Tra il decimo ed il sedicesimo secolo, Primaluna Su borgo cinto da
mura, entro cui sorgevano torri che lo vigilavano da ogni parte. Su un
colle si vede ancora un avanzo di torre che faceva parte del castello
dei Torriani.
Primaluna è il capoluogo
religioso della Valsassina e la sua giurisdizione giungeva fino alle
Valli Averara, Taleggio e Torta. Oggi comprende le Parrocchie di
Barzio, Colmine, Cortenova, Cremeno, Introbio, Maggio, Moggio,
Pasturo, Vedeseta, Casargo, Indovero con Narro, Margno, Pagnona,
Premana, Taceno.
La Prepositurale dei SS. Pietro e Paolo, a tre navate, restaurata più
volte, è molto antica ed ha buone pitture del Carsana. E' munita di un
bel campanile, con un buon concerto di bronzi. Nella chiesa si
conserva una croce a stile d'argento, del secolo XVI.
Antichi palazzi, rovinati dal tempo, sono adibiti ad uso volgare.
Buoni affreschi vi sono in casa Torriani. Molte abitazioni mostrano
ancora lo stemma della potente Famiglia : una torre col leone
rampante.
Presso la provinciale, s'alza l'artistico Monumento ai 20 Caduti di
guerra di Primaluna, Pessina e Barcone, il cui nome è in tre lastre
frontali di marmo ; nel mezzo arde una lampada votiva. Ne è autore
l'architetto Lucio Todeschini. Nel piazzale del vicino Cimitero, sulla
strada per Cortabbio, s'apre il Parco della Rimembranza.
Posta, Telefono e Telegrafo —
Autocorriera per Lecco e per Taceno — Trattoria della Torre ; alcune
Osterie — Cave di baritina — Impianto idro-eleffrico — Asilo
Infantile.
Per la Val Mulinera, si può
salire al Buco di Olino (m. 1585) e alla Cima di Olino (m. 1782),
oppure al Cimone di Margno (m. 1801). Attraversando un ponte sulla
Pioverna, si può andare alle cave di baritina e ascendere la Grigna di
Moncodeno.
Nel 1551 nacque in Primaluna Paride Cattaneo Torriani che ci diede,
fra l'altro, la Cronaca dei Torriani e descrizione della Valsassina.
Cortabbio (ab. 403 -
alt. 527)
Da Lecco km. 21. Resta a quasi un chilometro da Primaluna, a cui fu
recentemente unito. Il greto della Pioverna, tocca la provinciale
sopra la quale si addossano le case del paese. Una stradetta, partendo
dalla provinciale, porta all'Asilo-Monumento eretto alla memoria dei 7
Caduti di guerra, fra cui l'eroico capitano degli Alpini, maestro
Giuseppe Muttoni, decorato con tre medaglie d'argento, morto sul Col
Beretta.
Nel centro del villaggio sorge la chiesetta di S. Lorenzo e, più su,
quella di Maria Nascente, eretta nel 1535; dipendono dalla
Prepositurale di Primaluna.
Nacque, a Cortabbio, Francesco Baruffaldi, lodato scultore.
Posta e Telefono; Telegrafo a
Introbio e Cortenova — Cave e molini di baritina — Buone Osterie —
Autocorriera.
Escursioni alla Cima di Olino
ed alla Grigna.

Con Regio Decreto 11
Novembre 1927, Vimogno, Barcone, Pessina e Cortabbio, vennero uniti a
Primaluna.
Dal vasto piazzale di
Cortabbio, che guarda la Pioverne, per un ponte in cemento armato,
recentemente ultimato, si imbocca una carreggiabile, silente e
piacevole che conduce a Cortenova, passando dalla frazione di Prato S.
Pietro. La via è spesso attraversata da teleferiche per il trasporto
della baritina.
Abbiamo visto come da
Cortabbio, attraversando la Pioverna, si possa raggiungere Cortenova:
Seguendo invece la provinciale, proprio di fronte al paese, si dirama
a sinistra una ruotabile che valica la Pioverna su un ponte elevato e,
in breve, porta nel centro dell'abitato.
Cortenova (ab. 906 -
alt. 481)
E' un grosso borgo ridente e pulito, allo sbocco della Valle che fa
capo al Passo di Cainallo (m. 1296), sulla via per Esino. Il clima vi
è fresco e salubre.
Nella piazzetta dove trovasi il Municipio, sorge la bella Parrocchiale
dei SS. Protaso e Gervaso, a tre navate, consacrata nel 1628 ed
ampliata nel 1894. Nel vicino Caffè Gnocchi, una lapide ricorda il
soggiorno di Antonio Stoppani che, dal 1850 al 1860, ivi tracciava il
primo dei suoi preziosi volumi di geologia. Accanto alla chiesa,
spicca un busto di bronzo dello scienziato profondo e geniale.
All'estremità orientale, una
carreggiabile deliziosa, mette alla già citata frazione di Prato S.
Pietro. A sinistra di questa, su uno spiazzo elevato sul fondo della
Valle, proprio contro al Cimitero colle pianticelle della Rimembranza,
si profila la bianca piramide marmorea, dedicata ai 14 Caduti di
guerra. A destra della carreggiabile, una stradetta sale al moderno
fabbricato della Colonia Alpina Roberto Sarfatti, gestita dalla
Cooperativa "La Moderna" di Lecco.
Uscendo invece dalla parte occidentale del paese, dove la via si
biforca, un ramo, scendendo a Piano (m. 457), vecchia frazione di
Bindo, e costeggiando la Pioverna, sbocca a Tartavalle ; l'altro ramo,
mantenendosi alto, sale a Parlasco.
Posta, Telegrafo e Telefono —
Autocorriera — Trattoria Gnocchi; Osterie Losa, del Mulino, del Ponte
— Fucine per la lavorazione del ferro e del rame — Lavorazione della
baritina — Industria serica — Asilo Infantile nel capoluogo ed in
frazione S. Pietro.
Da Cortenova, per il Passo di
Cainallo, in tre ore, si va ad Esino. Per la Valle dei Mulini,
risonante di magnifiche cascate, con. partenza anche da Prato S.
Pietro, si può salire alla Bocchetta di Prada ed alla Grigna. Alla
Capanna Monza (m. 1900) ore 4.
Ed eccoci di nuovo sulla provinciale. Valicato il ponte della Rossiga,
torrente che scende dai pendii della Cima di Olino e del Cimone di
Margno, si lascia a destra la magnifica Villa De Vecchi, ombreggiata
da un bellissimo parco, e dopo poco si raggiunge Bindo, che ha di
fronte la frazione di Piano, oltre la Pioverna.

Bindo (ab. 170 - alt.
450)
Da Lecco km. 25. E' un villaggetto unito, con Decreto del 23 giugno
1927, al Comune di Cortenova. La chiesetta di S. Biagio, eretta
nel 1711, dipende dalla Parrocchiale di Taceno. Più antico è
l'Oratorio di S. Giuseppe, risalente al 1588, nell'ex frazione di
Piano.
Bindo non ha Caduti di guerra, sebbene fossero ben 34 i richiamati
alle armi. Per solennizzare la Vittoria, nella chiesa, venne
inaugurata una nuova campana.
Posta, Telegrafo e Telefono a
Cortenova ed a Taceno— Albergo Grigna ; Osteria della Posta.
Dì fianco a Bindo, per un
sentiero che passa davanti alla chiesa elevata su un verdeggiante
poggio, si può salire a Crandola, passando per Vegno (km. 2,2).
La provinciale si mantiene piana fino alle "Stalle di Taceno" e qui si
biparte: quella a destra, con sensibile salita, giunge al ponte sul
torrente Maladiga; quella a sinistra, in discesa, è la nuova
carrozzabile per Bellano. Seguendo quest'ultima, prima del Ponte di
Tartavalle, un tronco stradale scende alle Terme. Alla prima casa, a
destra, parte una mulattiera che, per "Casa Carolina" lentamente
serpeggiando, fra boschi castanili, raggiunge Parlasco e attraversa la
mulattiera Cortenova-Bellano, la vecchia strada di comunicazione fra i
due paesi. Il percorso si può compiere in tre quarti d'ora.
Parlasco (ab. 180 -
alt. 680)
È un paesino, dove la vita tace, situato su un ripiano morenico sui
fianchi del Sasso Mattolino o Pizzi dì Parlasco (m. 1542). Dalla
Chiesa di S. Antonio, dipendente dalla parrocchia di Taceno, si gode
un sorprendente panorama. Nel contiguo piazzaletto, un tronco di
piramide di granito, ricorda i 6 Caduti di guerra. Vicino passa la
vecchia strada per Cortenova.
Nel medioevo Parlasco aveva
il suo fortilizio, il Castello di Marmoro che, con quello del Portone,
vigilava la valle della Pioverna verso Bellano.
Fu di Parlasco il poeta Paolo Busi, detto il Parlaschino, morto a
Bellano nel 1653. Lasco, il famoso bandito della Valsassina, secondo
le affermazioni del Balbiani, ospitava nel Castello di Marmoro.
Posta, Telegrafo e Telefono —
Autocorriera a Taceno — Osteria del Sole.
Da Parlasco, per il Passo di
Agueglio (m. 1114) si può scendere ad Esino Superiore, come si può
salire al Sasso Mattolino. Altra escursione si può compiere all'alpe
Cainallo.
Ridiscesi ancora al Ponte di Taceno, attraversando la carrozzabile che
va a Bellano, possiamo salire al primo paese per un tronco stradale
che evita di ritornare al punto di congiungimento colla provinciale
che poco prima abbiamo lasciato, e si raggiunge di nuovo il Ponte
della Maladiga, sul torrente che sbocca nella Pioverna, proveniente
dalla Val Casargo.
Taceno (ab. 403 - alt.
507)
A km. 26 da Lecco e 9 da Bellano. Si trova a destra del torrente
Maladiga, scaglionato su su fino al piazzale della Chiesa Parrocchiale
di S. Maria Assunta, adorna di cappellette. La Chiesa, in posizione
dominante, è sfata eretta nel 1743, sull'area di un'altra
preesistente. Nello stesso piazzale si trovano la sede del Municipio e
un tronco di piramide, con aquila di bronzo, ricordante i 9 Caduti di
guerra, circondato dal Parco della Rimembranza. Fu, in passato, centro
di qualche importanza perchè vi risiedeva il Commissario politico che,
nel 1821, venne trasferito a Introbio.

Posta, Telegrafo e Telefono —
Asilo Infantile — Autocorriera per Lecco, Bellano, Premana — Alberghi
: Savoia, del Ponte, Taceno, Legnone, Tartavalle — Buone Trattorie —
Industria serica — Lavorazione del rame.
Come abbiamo visto, dal Ponte
di Taceno, si scende a Tartavalle, in un'ampia e deliziosa conca,
gradito soggiorno estivo di larga rinomanza per le Terme onde prende
il nome. Un ombroso viale di ippocastani serve di ingresso a questo
lembo di paradiso, con moderno stabilimento per i bagni e per
l'imbottigliamento dell'acqua minerale ferruginosa, manganesifera,
arsenicale, di grande efficacia terapeutica.
Da Tartavalle, la Pioverne, incanalandosi e precipitando fra alte
rupi, scende in una strettissima gola e forma l'Orrido di Bellano.
Da Taceno, escursioni al Sasso Mattolino (m. 1542), al Monte Muggio
(m. 1755) al Cimone di Margno (m. 1801).
Da Teceno a Premana
Prima d'arrivare al ponte sul
torrente Maladiga, a Taceno, la provinciale svolta a destra ed
imprende a salire, serpeggiando; attraversa una verde plaga, negli
alti silenzi dei boschi di faggi e di castagni e, dopo quasi tre
chilometri, giunge a Margno.
Volendo servirsi di un'accorciatoia, basta partire dalla chiesa di
Taceno per la mulattiera che costeggia il torrente Maladiga. A
sinistra di questa, un'altra mulattiera conduce a Vendrogno. Più
avanti, un po' prima del Cimitero di Taceno, sempre a sinistra, si
dirama un viottolo che, per la Val Resina, con salita piuttosto
impervia, in tre quarti d'ora sale ad Indovero.
La passeggiata è dilettevole. Passata la frazione di Bagnala (m. 655),
in breve si sbocca a Margno, poi sulla provinciale.
Margno (ab. 315 - alt.
712)
A km. 29 da Lecco, e km. 12 da Bellano. E' uno dei più pittoreschi
villaggi della Valle Alta. Grazioso, su un verdeggiante ripiano, fa
mostra di belle villette, massime sulla provinciale.
Antichissima è la Chiesa Parrocchiale di S. Bartolomeo, che nel 1000
già esisteva. Ampliata di recente, ha una bella facciata disegnata dal
Balzaretti. Una pala d'altare, rappresentante la Crocifissione è del
secolo XV o XVI. Altro buon dipinto si trova nella sagrestia. Buoni
affreschi sono dei Fratelli Tagliaferri di Pagnona. Magnifico l'altar
maggiore, con balaustrata di marmo. Nella piazza davanti alla Chiesa,
una fontana-monumento ricorda l'unico Caduto di guerra di Margno,
completata da una pianticella della Rimembranza. — Asilo Infantile.
In frazione Bagnala, un tempo, sorgeva un fortilizio e, al di là del
torrente Maladiga, si possono osservare ancora vestigia di vecchie
fortificazioni.
Alberghi: Ida, Margno —
Pasticceria Pensotti — Trattoria Alippi ed altre — Posta, Telegrafo e
Telefono — Autocorriera — Industria serica — Produzione latticini.
Escursioni al Monle Muggio
(Capanna Vittoria) e al Cimone, colla Capanna del comm. Egisio Biffi
(privata).
Da Margno, in principio del paese, si dirama una bella e comoda
ruotabile di un chilometro, che, lentamente, sale a Crandola,
presentando dei punti di vista meravigliosi nella sottostante Valle.
Visibilissimo il Ponte di Taceno, colle sue arcate, sotto cui la
Pioverna si restringe per precipitare nelle strettoie delle rocce a
picco.
Crandola (ab. 402 -
alt. 769)
Da Lecco km. 30, da Bellano km. 13. Paesino pieno di grazia e di
poesia, in mezzo al verde smagliante delle sue praterie. Al termine
della ruotabile che entra nel villaggio, si presenta l'antica
Chiesetta di S. Antonio, dipendente dalla Parrocchiale di Margno,
affrescata con buon gusto. Sul prospicente spiazzo, a destra della
ruotabile, una piramide di granito, con urna di bronzo, ricorda i 3
Caduti di guerra.

Le case sono addossate sul
fianco del Cimone di Margno, a cui si può salire dalla parte superiore
del villaggio in due ore e mezza. Da Crandola si può scendere a Bindo
per il sentiero che abbiamo visto in precedenza (vedi Bindo).
La frazione di Vegno (m. 680), che resta più sotto, quasi nascosta, ha
un'altra Chiesetta antica, dedicata a S. Giovanni Battista.
Posta, Telegrafo e Telefono a
Margno ed autocorriera — Trattoria del Cimone e diverse osterie —
Asilo Infantile nel capoluogo ed in frazione Vegno.
Con Regio Decreto 15
aprile 1928, Margno e Crandola vennero uniti in unico Comune con
capoluogo Margno.
Riprendendo il cammino da
Margno, la provinciale descrive diverse curve, valica su un ponte il
torrente Maladiga e sale a Codesino (m. 795), frazione di Casargo, col
vecchio Oratorio di S.Giacomo, risalente al 1614. Tra le prime case, a
sinistra, una diramazione di tre chilometri, valica la Val di
Pomaleccio, su un alto ponte e giunge ad Indovero, nella Muggiasca.
Indovero (ab. 460 -
alt. 865)
Km. 34 da Lecco. Sui fianchi de! Monte Muggio, domina mirabilmente la
Valle della Pioverna. A Indovero si può pure salire da Taceno per
l'erto sentiero che abbiamo descritto o per Vendrogno, per la Valle
dei Molini (km. 2,5).
Attraversato il paese e lasciato a sinistra l' Oratorio di S.
Gottardo, la bella carrozzabile ascende ancora, valica il ponte a tre
arcate sul torrente Resina e passa sotto la Parrocchiale di S.
Martino, posta ad uguale distanza Ira Indovero e la frazione di Narro,
al termine della ruotabile.
Nel piazzaletto della chiesa,
in cui trovansi anche le Scuole Elementari, s'alza una piramide, con
piastre di bronzo portanti il nome ed i medaglioni dei 6 Caduti di
guerra. Vicino, un ossario. La Parrocchiale, ombreggiata da folti
castagni, ha la facciata affrescata da G. M. Tagliaferri di Pagnona,
ed estolle il suo bel campaniletto a finestre bifore.
Più su, a destra della carrozzabile, occhieggiano le case di Narro, un
tempo capoluogo, ora frazione di Indovero. E' il paese più alto della
Valle (m. 997).
Come una visione, appare la
chiesa di S. Brigida, col suo caratteristico porticato, dal quale lo
sguardo abbraccia un panorama vastissimo, che va dalla Valle della
Pioverna alle vette che la coronano, dal Lario alle nevose cime delle
Alpi.
Dove termina la carrozzabile, s'avvalla la bella mulattiera che, per
Inesio, scende a Vendrogno.
Da Indovero e da Narro, si
sale al Monte Maggio (m. 1755), incontrando il minuscolo laghetto
omonimo. Sul fianco nord-ovest del monte, verso la Val Varrone, vi è
il Laghetto di Novasca (m. 1076).
Rinomata è la sagra di S. Maria a Pomaleccio, che ricorre nella
seconda domenica di agosto.
Posta e Telegrafo a Margno e
Casargo ; Telefono — Trattorie del Monte Muggio, del Girometta ed
altre — Autocorriera sulla provinciale — Asilo Infantile nel capoluogo
ed in frazione Narro.
Ritorniamo sulla provinciale,
a Codesino. La strada, pur salendo sempre, quasi insensibilmente, ora,
si mantiene sempre buona e la verde convalle presenta punti di vera
attrattiva. Non impiegheremo che pochi minuti per arrivare a. Casargo,
villaggio che dà il nome alla valle stessa.

Casargo (ab. 521 -
alt. 825)
Da Lecco Km. 31, da Bellano Km, 14. Bel villaggio, completato dalle
frazioni di Codesino e di Somadino, sul cui sfondo s'aderge il Legnone.
Il Muggio ed il Cimone lo fiancheggiano. E' luogo ricercato di
villeggiatura per la sua aria salubre e la sua acqua eccellente. Al
primo entrare in paese, a destra, in piazza Vittorio Veneto, elevasi
il bel Monumento, con ricco Parco della Rimembranza, dedicato ai 16
Caduti di guerra, con una significativa targa di bronzo dei casarghesi
dell'Argentina. Elegante e moderna la Casa Comunale colle Scuole Rosa
Maltoni e il bell'Asilo Infantile cav. Roveda.
Più avanti, la Parrocchiale di S. Bernardino, più volte ingrandita ed
affrescata dal pittore C. M. Tagliaferri da Pagnona, con pitture del
Carsana.
Paese antichissimo, si
rinvennero in esso tombe dell'epoca gallica. Procedendo verso Somadino,
dove la valle si restringe, si trovarono tracce di antiche trincee e
di fortilizi di sbarramento. A Somadino v'è la chiesetta dedicata a S.
Stefano.
Verso il Passo di Piazzo, a venti minuti da Casargo, si può ammirare
la piccola, ma antichissima chiesetta di S. Margherita, con abside ad
emiciclo, di stile lombardo.
Posta, Telegrafo e Telefono —
Autocorriera — Ristorante Casargo ; Trattorie Tranquillo, Alpina ed
altre.
Escursioni al Monte Muggio e al Monte Cimone.
Con Regio Decreto 15
aprile 1928, i Comuni di Casargo e di Indovero vennero riuniti in un
unico Comune con capoluogo Casargo.
Dopo Casargo, imponente, si
presenta il Legnone (m. 2610). Oltre Somadino e la chiesetta di S.
Margherita, la provinciale entra in una profonda trincea e l'aspetto
si fa più selvaggio. Ed eccoci al Passo di Piazzo (m. 918), punto
culminante della strada, popolato di stalle e di cascine. Una
mulattiera, a sinistra, scende al Varrone, dove trovasi la diga della
Società Orobia, sorpassa il Varroncello e sale a Pagnona.
La provinciale, tenendosi sulla sinistra della Val Varrone, con
frequenti e lunghe risvolte, porta al Ponte di Premana (m. 750),
chiamato anche Ciudrino.
Qui una modesta osteria può concedere un po' di riposo. Sotto il
ponte, rugge il torrente e forma un pittoresco orrido. Una stradetta,
conduce ad una nuova Centrale Elettrica della Società Orobia, a
sinistra del Varrone. Valicato il ponte, la provinciale ritorna a
salire, con pendenza abbastanza accentuata e, dopo essersi allacciata,
a Piazza Gorla, alla strada che porta a Dervio, forma un gomito e
sbocca a Premana.
Volendo risparmiare tempo, basta, subito dopo il ponte sul Varrone,
salire per la vecchia mulattiera che si vede a destra e questa,
continuamente serpeggiando, in venti minuti, porta all'alpestre
villaggio.
Premana (ab. 1174 -
alt. 942). — Km. 34 da Lecco e Km. 22 da Bellano. E' uno dei paesi più
alti della Valsassina, sotto cui scorre il Varrone alla profondità di
oltre 200 metri. Di fronte gli si apre la Val Marcia. Il villaggio è
primitivo, con case addossate e viuzze tortuose. Cime eccelse chiudono
l'orizzonte, che notevolmente s'allarga davanti al piazzale della
Parrocchiale di S. Dionigi, ricca e bellissima, ampliata nel 1843 e
decorata da G. M. Tagliaferri. Del pittore Riccardo Tavolini sono le
due tele di fianco all'altar maggiore e di Lattanzio Querena il quadro
rappresentante S. Ilario. Un'urna conserva le spoglie del Santo,
provenienti dalle Catacombe di Roma e qui trasportate nel 1676.
Nel piazzale del Municipio,
accanto alla chiesa, spicca il magnifico Monumento di granito, con
ornamenti di bronzo, dell'architetto Lucio Todeschini di Milano,
dedicato ai 23 Caduti di guerra con epigrafe di G. Bertacchi. Pure
vicino alla chiesa, è l'Asilo Infantile Berri.
Altre chiese ed Oratorio possiede Premana, oltre ad una quarantina di
Cappellette, dette gergioi, fra le quali molte antiche, sparse lungo i
sentieri ed i declivi dei suoi monti.

Il dialetto premanese si
scosta dagli altri dialetti della Valle ed ha una sua speciale
caratteristica, la quale ultima si rivela pure nella singolare foggia
del vestire nelle donne del paese.
I premanesi, per antica costumanza, emigrano specialmente a Venezia.
In paese eccellono nella lavorazione in genere di coltelleria,
temperini e ferri chirurgici e nel ferro battuto. Coltellineria della
Ditta Sanelli. Ferro battuto Gianola. I latticini premanesi sono
rinomati.
Oltre all' Orrido del
Ciudrino si può ammirare la bella Cascata del Craveccolo, poco prima
dell'entrata nel villaggio. Sono squisite le trote del Varrone e
saporite le grosse rane che si pescano nel Laghetto di Losa, a pochi
minuti dal ponte sotto Premana, sul versante sinistro della Valle.
Posta, Telegrafo e Telefono —
Autocorriera per Taceno e Bellano — Alberghi e Trattorie : Teglio,
della Peppa, del Legnone; Caffè Unione.
Nell'alta Val Varrone si
trovano le antiche miniere di ferro, di cui abbiamo fatto
precedentemente cenno.
Ascensioni:
Al Legnone (m. 2610), al Pizzo Alto (m. 2508), al Monte Rotondo (m,
2497), al Melaccio (m. 2462), al Pizzo Cornagiera (m. 2048).
Per il Passo del Legnone (m. 2223), si scende a Delebio, in
Valtellina. Altri passi mettono in comunicazione colla Valle del Bitto,
colla Valle Biandino e la Valle della Pioverna, a Primaluna.
La valle dell'Esino
Da Lecco a Varenna vedere
linea Lecco-Colico.
La Valle dell'Esino, attraente e pittoresca, è una delle migliori
delle Prealpi comasche e fece parte, in passato, della Valsassina.
Sbocca sul lago, a poca distanza da Varenna, ed è una comoda via per
salire la Grigna.
Perledo, colle sue numerose frazioni, ed Esino, sono i due centri
della valle meravigliosa, dove la folla dei villeggianti s'incanala
per godere la fresca e pura aria montana e per concedersi quella
quiete suprema che è una peculiare caratteristica di questi luoghi
privilegiati dalla natura, nella sua esuberante bellezza, nelle sue
vive attrattive.
Dalla stazione di Varenna,
parte la nuova carrozzabile, lunga 12 chilometri, che salendo a larghe
spire, attraversa una fertilissima plaga, piena di incanti. A mano a
mano che si ascende, il lago sì mostra nella sua ampiezza e, ne!
contempo, si possono ammirare i ridenti villaggi della Tremezzina e
della Val Menaggio, biancheggianti sull'altra sponda.
Un po' avanti, una ruotabile mena a Campallo, dotato di un grande
albergo. Raggiunta la graziosa frazione di Regolo, una mulattiera, a
sinistra, conduce a Gittana ed a Regoledo, collegato, quest'ultimo,
alla stazione ferroviaria mediante una piccola funicolare di m. 450.
Nel villaggetto sorge un rinomato Stabilimento Idroterapico, con
annessa Casa di Cura, aperta tutto l'anno.
A chilometri tre dalla stazione di Varenna, eccoci a Perledo, a cui si
può arrivare, per chi volesse fare il percorso a piedi, seguendo la
vecchia mulattiera che accorcia il cammino.
Perledo (ab. 1107 -
alt. 409)
ora aggregato a Varenna. — Già capoluogo di un importante comune, nel
cui territorio è florida la coltivazione dell'ulivo, che i Greci vi
promossero.
La Prepositurale di S. Martino, colla sua ardita cupola e la sua bella
facciata rivolta verso la piazza, di contro al lago, modificata in
diverse riprese, è di certo molto antica. La tradizione popolare la fa
risalire alla regina Teodolinda, la quale ultima, in Perledo, soleva
spesso villeggiare e vi passò la sua vecchiaia. Vetusto è il campanile
quadrato, tutto in vivo, sormontato da una torretta. Dal piazzale,
colpo d'occhio stupendo, col castello di Vezio di fronte, alto su un
colle. La Chiesa ha un bel confessionale ed un ammirato battistero di
noce intagliato, oltre a due buoni quadri attribuiti al pittore
Giovanni Bellati di Premana. Una targa di bronzo, sormontata da un
angelo con corone di alloro, dello scultore E. Saronni di Milano, sul
piazzale della Chiesa, ricorda i 23 Caduti di guerra. Nel piazzaletto
del Cimitero, in frazione Tondello, apresi il bel Parco della
Rimembranza.
La frazione di Gittana, eretta in parrocchia nel 1862, ha l'aggraziata
Chiesetta dedicata alla Natività di M. V., con affreschi del
Tagliaferri. In essa leggesi una iscrizione sul sepolcro che, lui
vivo, si era fatto erigere il Parlaschino, durante la peste del 1630.
L'Oratorio di S. Bernardo, nella frazione di Bologna, è stato rimesso
a nuovo, mentre l'Oratorio di S. Antonio, in Vezio, conserva un raro
trittico del 1400.

Degno di visita l'Orrido del
Pepot, nella valle sottostante, formato dal torrente Esino, con cave
di marmo nero.
Nelle locali cave di pietra schistosa, si rinvengono spesso rettili e
fossili dell'epoca giurassica.
Venne pure in luce lo scheletro del mostruoso rettile, Lariosaurus che
viveva nel mare che ricopriva queste regioni.
Tolgo queste notizie dalla pubblicazione di Vittorio Adami "Varenna e
il Monte di Varenna":
"L'esemplare più bello fra tutti quelli finora trovati a Perledo è
quello scoperto nel 1887, che purtroppo emigrò al Museo Geologico di
Monaco di Baviera. Esso è quasi completo e misura cm. 90."
...
Nell'ottobre de! 1921, in seguito a lavori di scavo eseguiti lungo il
torrente Esino vicino a Perledo, venne alla luce un nuovo scheletro di
Lariosaurus, che, dopo quello del 1887, è il meglio conservato fra
tutti quelli trovati.
...
Questo Lariosaurus, che è sfato acquistato dal Museo Civico di storia
naturale di Milano, è aderente alla roccia nella parte centrale,
rimane quindi visibile solo dalla parte del dorso, Esso è pressoché
completo e misura la lunghezza di circa cm. 60."
Chi si trova a Perledo o a
Varenna, non manchi di visitare il Castello di Vezio, che fu dei duchi
Sfrondati, feudatari al tempo di Carlo V, da cui si può godere un
panorama vastissimo ed imponente. Da Perledo vi si può giungere in
mezz'ora, passando accanto al Crotto del Pepot e alle cave di marmo
nero, indi percorrendo la strada che conduce alla frazione di Vezio.
Il castello era unito alle fortificazioni di Varenna, di cui si
possono riconoscere le vestigia nei restanti muraglioni. Nel 1600 fu
occupato dal duca Sfrondati di Monte Marciano, non ostante le proteste
del parroco di Varenna che ne vantava il possesso. Ora è di proprietà
della contessa Crivelli Serbelloni, (Vedere pubblicazione suddetta).
Passando per Gisazio, altra
frazione di Perledo, si può salire al Monte S. Defendente (m. 1315).
La corriera automobilistica, per Regolo, Perledo e Bologna, arriva ad
Esino, che dista km. 12 da Varenna.
Posta, Telegrafo e Telefono —
Trattoria Gelsomini e buone osterie — Asilo Infantile nel capoluogo ed
in frazione Regoledo, dove nacque G. Battista Fumeo, buon pittore, di
cui resta un quadro nella Chiesa del Portone. Pure di Perledo fu il
poeta Paolo Fumeo che ci diede il "Bardo del Lario", "l’Eclisse dell'
8 luglio 1842" e il "Carme a Bergamo".
Con R. Decreto 31 luglio
1928, Perledo venne unito a Varenna, con capoluogo quest'ultimo
Comune.
Per giungere ad Esino, si
prosegua per la carrozzabile che ci ha condotto a Perledo e che passa
sotto la frazione di Bologna, svettante in alto il suo bel campanile.
Alla Trattoria Alpina, fermata dell'autocorriera.
Sotto, il lago ha riflessi argentei ed appaiono, come in mirabile
visione, schierati lungo la riva opposta, i gai paeselli che si
riflettono nella tacita distesa delle acque. Poco dopo, la strada,
dove sbocca la vecchia mulattiera che s'inerpica dalla chiesa di
Perledo, si fa pianeggiante e s'interna in una gola piuttosto cupa.
Più innanzi, il silenzio è rotto dal gorgogliare di una fontana, che
versa la sua linfa freschissima. Di contro, su un alto spiazzo,
l'ombra amica di piante secolari, può offrire refrigerio al pedone.

Poi la valle s'allarga ed
appare il campanile di Esino che, tosto, si nasconde ai nostri occhi,
per ricomparire più oltre. Avanti ancora, a sinistra, murata sulla
roccia, una lapide ricorda l'inaugurazione della strada, avvenuta il 2
agosto 1925, per il concorde volere delle popolazioni di Perledo e di
Esino.
Sorpassati alcuni vecchi
mulini, la strada segue le sporgenze e le insenature del monte, spesso
librata sul vallone sottostante. Su un poggio, chiamato il Castello,
ecco la Parrocchiale di S. Vittore, in posizione mirabile ; ecco
l'Albergo Moncodeno, accanto a cui si svolge la carrozzabile che
giunge ad Esino Inferiore (m. 891), quindi ad Esino Superiore (m.
913), che s'adagia ai piedi della catena dei Pizzi di Parlasco,
magnificamente ubicato. Prima del colle su cui s'alza la Parrocchiale,
a sinistra, una larga mulattiera acciottolata, passa di fianco al
citato albergo e s'allaccia alla carrozzabile.
Esino (ab. 813 - alt.
900)
L'abitato è formato dai due paeselli di Esino Inferiore (ab. 299) e di
Esino Superiore (ab. 514) fusi in un sol comune con R. Decreto 12
agosto 1927 col nome di Esino Lario.
Esso si trova nella valle
dello stesso nome vigilata da vette maestose che gli fanno corona: S.
Defendente (m. 1325), Sasso Mattolino (m. 1542), Cassisio (m. 1317).
Zocca Cavedo (m. 1339), Zirlasca (m. 1410), Cich (m. 1454), Cainallo
(m. 1296), Croce (m. 1840), Palagia (m. 1549), Cucco (m. 1436), Parol
(m. 1203), Fop (m. 1093).
E' un anfiteatro stupendo, ben noto agli alpinisti.
In Esino Superiore, si nota,
sulla facciata dell' Oratorio di S. Antonio, una modesta lapide
dedicata ai 16 Caduti. In Esino Inferiore, su un piazzaletto,
un'aquila di bronzo, librata su alcuni massi, ricorda pure i suoi 7
Morti di guerra, di cui si vedono i medaglioni. Antico è l'Oratorio di
S. Giovanni, con quadri di qualche valore.
Un ampio viale, fiancheggiato da abeti e da cappelle, orgoglio degli
Esinesi, porta alla Parrocchiale, rasentando il Cimitero, accanto al
quale s'eleva l'artistico Monumento ai 25 Caduti di guerra delle due
frazioni, fuse nel comune ricordo. E' opera dell'architetto Rocco di
Milano ed ha incisa una bella epigrafe di C. Bertacchi.
Salendo ancora, si giunge al piazzale della Chiesa, sul cui sfondo
s'aderge il Monte Palone, mentre, verso ponente, la Tremezzina, apre
la sua incantevole tavolozza; Menaggio, Cadenabbia, Tremezzo ed altri
ridenti villaggi si specchiano nel lago.
La Parrocchiale, comune ai
due paeselli, è a tre navate ed Ha un ricco tesoro in vasi d'argento e
d'oro. Bene affrescata nella volta, con cornici in istucco, racchiude
due confessionali di stile barocco, una sagrestia di noce intagliato,
con putti magnificamente scolpiti. Quest'ultima, col pulpito, risale
alla fine del 500. Gli affreschi sono del Tagliaferri. Poco lungi da
Esino Superiore, rimangono ancora i ruderi di una quadrata torre
medioevale. Ciascuna frazione ha il suo fiorente Asilo Infantile.
Da Perledo si può raggiungere Esino, seguendo la vecchia mulattiera
che si unisce poi alla carrozzabile. Altro percorso può essere
compiuto per un sentiero che partendo da Olivedo, per Vezio, sbocca ad
Esino inferiore, vicino all' Albergo Monte Codeno, in due ore di
cammino.
Autocorriera da Varenna ad
Esino — Alberghi: Rosa delle Alpi, della Grigna ad Esino Superiore:
Pensione Viglienghi ad Esino Inferiore; Monte Codeno e La Montanina,
fra i due paesi. Posta e Telegrafo ad Esino Inferiore — Società "Pro
Esino" — Buon campo di sci — Buone cave di marmo occhialino —
Industria del carbone di legna.

Svariate ed interessanti gite
ed escursioni si possono compiere da Esino. Una mulattiera, per il
passo di Cainallo (m. 1296), conduce a Prato S. Pietro od a Cortenova.
Per lo stesso passo, tenendo più a destra, si arriva sotto all’alpe di
Moncodeno (m. 1680), d'onde alla Ghiacciaia omonima, grotta
sotterranea ricoperta di ghiaccio. Dall'alpe di Moncodeno, per la
Capanna Monza (m. 1808), si raggiunge la vetta della Grigna
Settentrionale (m. 2410). Altra bella escursione, partendo da Esino
Inferiore, si può fare al Piano d'Ortanella (m. 958), ove trovasi un
alberghetto (10 letti). Il Monte Fop, lo Zucco di Steveno, il Monte
Cucco, il Monte Palagia, il Monte Croce, il Sasso Carlano, i Pizzi di
Cich, di Zirlasca e Cassisio, i Pizzi di Parlasco, il Morde S.
Defendente offrono ascensioni dilettevoli.
Dal Piano d'Ortanella, si può
raggiungere Lierna.
Da Esino Superiore, in mezz'ora, la mulattiera che conduce a Cainallo,
per un sentiero lungo il torrente Vigna, porta ad una valletta dove
scaturisce un piccolo getto di acqua ferruginosa. Da Esino Superiore,
per mulattiera, si può salire al passo di Agueglio e di là scendere a
Parlasco e a Taceno, in Valsassina.
Più vaste ed interessanti
notizie sulla conca d'Esino, sulla flora e fauna della Valle, sulle
notizie storiche dei paesi che in essa sorgono, può trovare il turista
nella vecchia e sempre buona "Guida di Lecco" del prof. Edmondo
Brusoni e nella "Guida illustrala della Valsassina" completamente
aggiornata e di valore indiscusso del dott. F. Magni (Lecco - Tip.
Edif. G. Magni - 1926), con aggiunta dì Giuseppe e Piero Pensa "Esino
e la sua Valle".
Su "La Parrocchia di Esino" vi è una monografia di don G. Battista
Rocca, edita dalla Tipografia dell' Orfanotrofio di Lecco. Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro
(2008-2009).
E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo. |