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Da Bellano a Taceno
Fino a Bellano, vedere linea
Lecco-Colico. Da Bellano a Taceno Km. 9. Autocorriera che, per Taceno,
va a Premana, nell'alta Valsassina.
Bella escursione, attraverso
la valle della Pioverna, per una carrozzabile, che, staccandosi poco
sopra la stazione di Bellano, offre punti panoramici veramente
interessanti. La strada, inaugurata nel 1912, si congiunge con quella
della Valsassina alle stalle di Taceno e si mantiene aita sulla
sinistra del torrente, sprofondato fra altissime rupi. Con ripide
curve, rasenta la frazione di Bonzeno che possiede l'antica chiesetta
di S. Andrea, consacrata nel 1355, e s inoltra nella valle angusta e
silenziosa. Qualche accorciatoia, può essere utile al pedone.
Ad un certo punto, sotto il
piano stradale, passano i tubi di un impianto idro-elettrico della
Società Orobia, che scendono ad alimentare una Centrale nel vallone
sottostante. Attraversata una galleria scavata nella roccia, la
carrozzabile, a Km. 4 da Bellano, arriva al Portone (m. 510), punto
culminante della salita. Osteria Costa d'Oro. Di fronte il Muggio (m.
1791), con Vendrogno in alto e la Madonna della Neve, guardante la
Valle. Sul declivio del monte, fra prati e vigneti, i villaggetti
vagamente sparsi della Muggiasca.
Alla frazione Portone, che
trovasi sulla vecchia mulattiera Bellano-Cortenova, si arriva tenendo
un viottolo che sale a destra della carrozzabile. Nella chiesetta
della Madonna (m. 578), si conserva un buon quadro del pittore Fumeo
da Perledo. In questa località sorgeva un fortilizio di sbarramento. A
oriente del Portone, trovasi Parlasco, sempre sulla mulattiera,
dominato dal Sasso Mattolino (m. 1542), vedere "Attraverso la
Valsassina".
Dall' Osteria del Portone, si
inizia una lenta discesa. Oltrepassate alcune vallette, la strada
s'interna in altre due gallerie, seguita da un'altra brevissima,
all'uscita della quale, in uno scenario fantastico che incatena il
turista, l'occhio sale ai bianchi paeselli aggrappati sul monte, oltre
la valle scrosciante. Narro, su su, appare baciato dal sole.
Ecco intanto il ben costrutto
Ponte di Tartavalle, mentre la valle s'allarga nelle verdeggianti
praterie circostanti. Valicato il ponte, sotto cui la Pioverna
s'inabissa, scende, a destra, una carrozzabile alle Terme rinomate ;
un'altra, a sinistra, con ripida salita, si congiunge a Taceno; più
avanti, alle Staile di Taceno, la carrozzabile, immette nella
provinciale proveniente da Lecco, di cui è cenno nel capitolo
"Attraverso la Valsassina".
Da Bellano a Vendrogno,
nella Muggiasca
Due mulattiere selciate,
uniscono Bellano a Vendrogno: quella di Ombriago, più breve, ma più
faticosa, e quella di Lezzeno, più lunga, ma più dolce e più
suggestiva. Fra non molto, una giusta aspirazione degli abitanti di
Vendrogno sarà appagata colla costruzione della nuova strada
carrozzabile, su un tracciato di Km. 8,5, i cui lavori sono già stati
iniziati. Il nuovo tronco permetterà un più rapido collegamento con
Bellano e un maggiore sviluppo dell'alpestre paese e della sua valle
meravigliosa.

Da Bellano, seguiamo, per ora, le vecchie mulattiere. Passando dall'
Oratorio di S. Rocco e rasentando il Cimitero del paese, una
stradicciola cordonata, abbastanza ripida, sale alle prime case di
Ombriago, dove sgorga una fontana. Attraversato il villaggio, con
salita sempre più sensibile, la strada si congiunge con quella
proveniente da Lezzeno.
Si può, giunti alla fontana, deviare a sinistra e, per un'accorciatoia,
raggiungere la più larga e più comoda mulattiera che in breve porta a
Lezzeno (m. 367), ridente frazione di Bellano, col Santuario della B.
V., ben affrescato dal Morgari e che trae origine da un miracolo
verificatasi nel 1688.
Posizione idilliaca, con larga visuale sul lago dal piazzale della
chiesetta, di contro alle vaste catene alpine dell'opposta riva. Il 19
marzo ed il 6 agosto, si celebrano due solenni feste. Ristorante del
Santuario, Trattoria del Bersaglio.
Dopo Pradello (m. 588), altra frazione di Bellano, la strada si fa più
dolce ed in breve si raggiunge Vendrogno, lasciando a destra
l'Istituto fondato dall' ing. Giglio, che, attualmente, accoglie gli
Orfani di guerra a cura dell'apposito Comitato Provinciale.
Vendrogno (ab. 885 -
alt. 744)
Il paese conia le frazioni di Sanico, Mornico, Mosnico, Inesio,
Presallo, Comasira e Noceno e si trova a destra del torrente Pioverna,
sul fianco sud-ovest del Monte Muggio (m. 1755), in una valle
incantevole, ricercata dai villeggianti.
Per una viuzza a destra, si scende alla Madonna della Neve, che erge
il suo campaniletto solitario sopra un terrazzo, d'onde scorgonsi i
Pizzi di Parlasco (m. 1542), incombenti sul villaggio omonimo. Più
avanti l'altra chiesetta di S. Antonio, col campanile completamente
rifatto, il vecchio essendo stato abbattuto da un furioso colpo di
vento. Dalla chiesetta, scendendo, si raggiunge la frazione di
Comasira (m. 606) in un quarto d'ora, quindi la Valle dei Molini.
Percorrendo la mulattiera per
Inesio, a fianco della quale si prolunga l'ultimo tratto della
carrozzabile Bellano-Vendrogno, si arriva alla bella Parrocchiale di
S. Lorenzo, dopo aver lasciato a sinistra il Cimitero, colla tomba
monumentale dell'ing. Giglio. Sul piazzale adiacente, si affaccia il
ricordo ai 19 Caduti del paese: blocchi di granito, sormontati da
un'aquila di bronzo.
Ed eccoci alla frazione di Inesio (m. 753). dove s'arresta la nuova
carrozzabile, in attesa che venga prolungata fino a Margno.
Dalla chiesetta del villaggetto, a sinistra, una mulattiera conduce a
Narro (m. 997) poscia ad Indovero (m. 865), a Km. 2,5; a destra, per
la Valle dei Molini, si tocca Presallo (m. 600) ; da qui, un po'
sotto, percorrendo la mulattiera che viene da Comasira, si va a Taceno,
a Km. 2.5; seguendo l'altra pianeggiante si raggiunge Margno, a Km.
3,3 (vedere "Attraverso la Valsassina").
Altra magnifica passeggiata è
alla chiesetta di S. Grato (m. 946), incantevole luogo di lieti
ritrovi, e alla frazione di Noceno (n. 823), da cui scorgesi il lago,
in una visione fantastica. Vicino al villaggetto, composto di povere
case, sgorga una fresca vena di acqua minerale.
In paese vi è una lapide, inaugurata il 15 ottobre 1919, che ricorda i
maestri Francesco Vitali e Carlo Adamoli, benemeriti nel campo della
educazione.
Da Vendrogno, passando per
Oro, frazione di Bellano, si può scendere sullo stradone nazionale,
all' Osteria Ponte di Oro, di fronte allo Stabilimento Panzera.
Trattorie Fontana, Americana,
Alpina — Posta, Telegrafo, Telefono — Industria serica — Asilo
Infantile.
Insegnava a Vendrogno il maestro sottotenente Melchiorre Ciresa,
medaglia d'argento, morto da valoroso sul Carso.

Da Dervio in Valsassina,
per la Val Varrone
Da Lecco a Dervio, in
ferrovia (vedere linea Lecco-Colico).
La Val Varrone ha avuto l'insperata fortuna della strada militare,
aperta nel periodo 1916-1918 che, toccando i paesi di Vestreno,
Sueglio, Introzzo con Aveno e Pagnona si allaccia con Premana e sale
fino alla Forcella di Trona (m. 2092), insellatura tra il Pizzo
Varrone ed il Pizzo Melascio, in comunicazione colla Valle del Bitto,
che scende a Gerola ed a Morbegno.
La valle, a destra, è
fiancheggiata dai monti che la dividono dalla Valtellina, fra cui
signoreggia il Legnone (m. 2610), ed a sinistra dalla catena che
stendesi tra il Varrone e la Pioverna, dominata dal Pizzo Cornagiera
(m. 2048). Profonda, aspra e selvaggia, ha qualcosa di fantastico ed è
percorsa dal torrente Varrone che nasce dal Pizzo omonimo (m. 2332),
ed è alimentato da altri torrentelli scendenti dalle convalli
laterali.
Nell'alta valle, lungo il corso superiore del torrente, si trovano le
antichissime miniere di ferro, ora inattive, ma che in passato furono
fonte di ricchezza per tutta la Valsassina.
La nuova carrozzabile che si
stacca a Dervio dalla nazionale dello Stelvio, elevasi sulla destra
del Varrone, lascia a destra il breve acrocoro roccioso su cui sorge
nereggiante il castello di Dervio e si svolge, in rapide volute, di
frequente tagliata dalla vecchia mulattiera che riesce ad abbreviare
di molto il cammino a chi voglia compiere l'escursione a piedi.
Un discreto sentiero cordonato, contraddistinto da speciali
segnalazioni, sale l'erta montana, fiancheggiando il dirupo del
castello; un altro, a destra, attraversa l'abitato della frazione,
addossata intorno al medioevale fortilizio; tutte due risparmiano un
tempo prezioso e portano nella parte alta della carrozzabile, che si
snoda sempre frammezzo a monti altissimi, mentre sotto, a grande
profondità, spumeggia e borbotta il torrente. Il lago, appare sempre
nella sua veste azzurra ed i castani stendono, intorno, i loro rami.
Superata la maggiore salita, dopo tre quarti d'ora, ecco, ad uno
svolto, Vestreno, da cui passa la carrozzabile.
Vestreno (ab. 433 -
alt. 636)
Umile villaggetto, con caratteristiche case di pietrisco, in mezzo a
folti boschi di castani. Stretti e ripidi vicoli serpeggiano fra le
case. Dalla chiesetta di S. Giacomo, una mulattiera porta alla
Parrocchiale di S. Martino, comune agli abitanti di Vestreno, Sueglio
ed Introzzo.
Posta, Telegrafo e Telefono a
Dervio — Trattoria Americana — Succursale Banca Popolare di Lecco —
Asilo Infantile.
Sueglio (ab. 448 -
alt. 787)
A pochi minuti da Vestreno. Seguendo la carrozzabile, in direzione
della Parrocchiale, sale una diramazione che giunge al paese, da cui
si distacca un altro tronco militare che mette al Legnoncino (m.
1713), incontrando mezz'ora prima i Roccoli Lorla (m. 1463). L'aspetto
del villaggio è molto migliore di quello di Vestreno e gode di una
bella posizione, disteso lungo il fianco del monte. La chiesa
Parrocchiale di S. Martino, su un dosso, appare bella ed elegante, col
suo campanile che s'estolle al cielo, munito di un buon concerto di
sacri bronzi, inaugurato nel 1923. Di fronte, sotto Dervio, disegnasi
la costiera del lago e scorgesi la foce del Varrone. L'interno della
chiesa, a croce latina, ha parecchi altari con belle tele ed è in
parte affrescata dal Rivetta ; vasta è la navata, con artistico altar
maggiore di legno dorato.
Sul piazzale della chiesa, una piramide, con aquila di bronzo, ricorda
i 23 Morti di guerra di Vestreno, Sueglio e Introzzo ed è completata
dai medaglioni degli stessi.
Posta, Telegrafo e Telefono a
Dervio — Qualche Osteria — Stabilimento serico.

Introzzo (ab. 294 -
alt. 795)
Dalla Parrocchiale di San Martino, la vecchia mulattiera, abbastanza
comoda, in breve mena ad Introzzo. Sotto, serpeggia la carrozzabile
che sale con continuo pendìo, spesso addossata al monte ed in uno
stato poco confortevole per mancata manutenzione. Nulla di notevole
nel paese, caratterizzato dalle sue viuzze strette e tortuose, dalle
sue loggette di legno che sporgono dalle povere case di pietre. Ha la
chiesetta di S. Antonio, ma dipende dalla Parrocchia di Sueglio. E'
del luogo Sfirio Buzzella, custode della Capanna ai Roccoli Loria, del
C. A. I. di Milano.
Da Introzzo si può pure salire al Legnoncino.
Posta, Telegrafo e Telefono a
Dervio.
Per raggiungere Tremenico
possiamo seguire la mulattiera che si mantiene alta sulla
carrozzabile, colla quale si congiunge dove questa, tagliando la rupe
Caurga, s'inoltra poi buona e pianeggiante. In questo punto la valle è
stretta, l'aspetto dei dirupi strapiombanti sulla strada desta
impressione, la profonda gola entro cui scorre il Varrone dà quasi le
vertigini. La vista del lago è totalmente scomparsa e, dopo mezz'ora,
si arriva al sunnominato villaggio che, insieme a quelli già
descritti, appartiene alla Montagna di Introzzo.
Tremenico (ab. 514 -
alt. 754)
A Dervio km. 9,5, a Premana km. 11. Tremenico si stende a sinistra
della carrozzabile, ed ha gli stessi caratteri dei paesi della Val d'Introzzo,
ad eccezione di Sueglio che si presenta in veste migliore: un dedalo
di vicoletti, fra case sberciate ed addossate le une alle altre. Per
uno di questi tortuosi vicoletti, si sbocca nel piazzale della
Parrocchiale di S. Agata, sulla cui facciata vi sono affreschi
rappresentanti S. Stefano, la Madonna del Rosario, S. Agata e S.
Antonio. Sgorga, di fianco, una chiara fonte. La Chiesa, riedificata
nel 1612, e più volte ampliata, possiede ricchi arredi sacri paramenti
e fu abbellita dal pittore Luigi Tagliaferri di Pagnona. — Cave di
felspato.
Sul piazzale sorge il bel
tempietto dedicato ai 18 Caduti di guerra.
Prima dell'entrata in paese, a sinistra, si stacca una buona
ruotabile, costruita dal Genio Militare, che sale al Legnoncino ed al
Legnone (m. 2610).
Albergo Tremenico — Osteria
delle Alpi — Posta, Telegrafo e Telefono a Dervio ed a Premana.
Continuando per la
carrozzabile si tocca la frazione di Aveno (m. 771) od Avano, come la
chiamano i nativi, impiegando poco più di un quarto d'ora ed
attraversando la Valle dei Molini su un ponte di ferro. Osteria
Legnone. Da questa frazione si può ascendere il Legnane.
I paesi della Val d'Inlrozzo
formano, ora, un sol comune con Vestreno capoluogo.
Da Aveno, in poco più di un
ora, per la strada carrozzabile incisa nella roccia, si arriva a
Pagnona, posto sul versante sud dei Legnone. Una volta, prima della
costruzione della nuova arteria, un malagevole sentiero, esposto al
pericolo delle frane, scendeva nel vallone d’Aveno, indi risaliva, fra
rupi incombenti, rendendo difficile e snervante il cammino. Adesso la
strada è comoda, sorpassa una piccola galleria, valica la Val d’Aveno
su un altro ponte di ferro, sale poi serpeggiando all'Alpe Gallino (m.
1001 ), quindi scende a Pagnona.

Pagnona (ab. 557 -
alt. 850)
Il paese è antichissimo, come ne fanno sicura attestazione le tombe
galliche venute alla luce, contenenti oggetti di ferro e di bronzo.
Nel punto più elevato del Vallone delle Contolegie, in frazione Torre,
sorgeva un ben munito forte a difesa della Valle e un tempo, il
villaggio, possedeva attivi forni per la lavorazione del ferro che si
estraeva dai suoi monti.
Nella parte ovest del paese,
isolata dalle abitazioni, sorge la Parrocchiale di S. Andrea, con un
bell'altare di marmo e ricchissimi paramenti sacri. Sono di Pagnona i
Fratelli Tagliaferri, buoni pittori.
Entrando in paese, ammirasi il ricordo innalzato ai 13 Caduti di
guerra. Pagnona è il miglior punto di partenza per la salita al
Legnone (m. 2610). Scendendo al Varrone per la mulattiera che, dopo
aver valicato il torrente su un ponticello porta al Passo di Piazzo,
sulla provinciale Premana-Taceno, si può osservare una grandiosa diga,
la quale, raccogliendo le acque dei torrente stesso, le incanala in
potenti tubi e le manda alla Centrale Elettrica che si trova presso
Dervio, esercita dalla Società Orobia, sullo stradone dello Stelvio.
Posta, Telegrafo, Telefono a
Premana a Km. 3 — Autocorriera a Piazza Gorla — Buone Osterie.
Vasta emigrazione temporanea
degli uomini in Francia e in Svizzera.
Da Pagnona a Premana sono altri tre chilometri di percorso
interessante. Valicato il Varroncello, torrente che scende dal Legnone,
su un ponte di ferro, ammirata la profonda Valle di Pagnona, in
mezz'ora si raggiunge Piazza Gorla, punto di innesto colla
carrozzabile Taceno-Premana. Con lenta salita, in dieci minuti si
entra in quest ultimo paese (vedere da Taceno a Premana). Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro
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