Guida illustrata di Lecco e paesi finitimi

Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2008-2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

Dal lago alla Valsassina

 

Da Bellano a Taceno

Fino a Bellano, vedere linea Lecco-Colico. Da Bellano a Taceno Km. 9. Autocorriera che, per Taceno, va a Premana, nell'alta Valsassina.

Bella escursione, attraverso la valle della Pioverna, per una carrozzabile, che, staccandosi poco sopra la stazione di Bellano, offre punti panoramici veramente interessanti. La strada, inaugurata nel 1912, si congiunge con quella della Valsassina alle stalle di Taceno e si mantiene aita sulla sinistra del torrente, sprofondato fra altissime rupi. Con ripide curve, rasenta la frazione di Bonzeno che possiede l'antica chiesetta di S. Andrea, consacrata nel 1355, e s inoltra nella valle angusta e silenziosa. Qualche accorciatoia, può essere utile al pedone.

Ad un certo punto, sotto il piano stradale, passano i tubi di un impianto idro-elettrico della Società Orobia, che scendono ad alimentare una Centrale nel vallone sottostante. Attraversata una galleria scavata nella roccia, la carrozzabile, a Km. 4 da Bellano, arriva al Portone (m. 510), punto culminante della salita. Osteria Costa d'Oro. Di fronte il Muggio (m. 1791), con Vendrogno in alto e la Madonna della Neve, guardante la Valle. Sul declivio del monte, fra prati e vigneti, i villaggetti vagamente sparsi della Muggiasca.

Alla frazione Portone, che trovasi sulla vecchia mulattiera Bellano-Cortenova, si arriva tenendo un viottolo che sale a destra della carrozzabile. Nella chiesetta della Madonna (m. 578), si conserva un buon quadro del pittore Fumeo da Perledo. In questa località sorgeva un fortilizio di sbarramento. A oriente del Portone, trovasi Parlasco, sempre sulla mulattiera, dominato dal Sasso Mattolino (m. 1542), vedere "Attraverso la Valsassina".

Dall' Osteria del Portone, si inizia una lenta discesa. Oltrepassate alcune vallette, la strada s'interna in altre due gallerie, seguita da un'altra brevissima, all'uscita della quale, in uno scenario fantastico che incatena il turista, l'occhio sale ai bianchi paeselli aggrappati sul monte, oltre la valle scrosciante. Narro, su su, appare baciato dal sole.

Ecco intanto il ben costrutto Ponte di Tartavalle, mentre la valle s'allarga nelle verdeggianti praterie circostanti. Valicato il ponte, sotto cui la Pioverna s'inabissa, scende, a destra, una carrozzabile alle Terme rinomate ; un'altra, a sinistra, con ripida salita, si congiunge a Taceno; più avanti, alle Staile di Taceno, la carrozzabile, immette nella provinciale proveniente da Lecco, di cui è cenno nel capitolo "Attraverso la Valsassina".

Da Bellano a Vendrogno, nella Muggiasca

Due mulattiere selciate, uniscono Bellano a Vendrogno: quella di Ombriago, più breve, ma più faticosa, e quella di Lezzeno, più lunga, ma più dolce e più suggestiva. Fra non molto, una giusta aspirazione degli abitanti di Vendrogno sarà appagata colla costruzione della nuova strada carrozzabile, su un tracciato di Km. 8,5, i cui lavori sono già stati iniziati. Il nuovo tronco permetterà un più rapido collegamento con Bellano e un maggiore sviluppo dell'alpestre paese e della sua valle meravigliosa.

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Da Bellano, seguiamo, per ora, le vecchie mulattiere. Passando dall' Oratorio di S. Rocco e rasentando il Cimitero del paese, una stradicciola cordonata, abbastanza ripida, sale alle prime case di Ombriago, dove sgorga una fontana. Attraversato il villaggio, con salita sempre più sensibile, la strada si congiunge con quella proveniente da Lezzeno.
Si può, giunti alla fontana, deviare a sinistra e, per un'accorciatoia, raggiungere la più larga e più comoda mulattiera che in breve porta a Lezzeno (m. 367), ridente frazione di Bellano, col Santuario della B. V., ben affrescato dal Morgari e che trae origine da un miracolo verificatasi nel 1688.
Posizione idilliaca, con larga visuale sul lago dal piazzale della chiesetta, di contro alle vaste catene alpine dell'opposta riva. Il 19 marzo ed il 6 agosto, si celebrano due solenni feste. Ristorante del Santuario, Trattoria del Bersaglio.
Dopo Pradello (m. 588), altra frazione di Bellano, la strada si fa più dolce ed in breve si raggiunge Vendrogno, lasciando a destra l'Istituto fondato dall' ing. Giglio, che, attualmente, accoglie gli Orfani di guerra a cura dell'apposito Comitato Provinciale.

Vendrogno (ab. 885 - alt. 744)
Il paese conia le frazioni di Sanico, Mornico, Mosnico, Inesio, Presallo, Comasira e Noceno e si trova a destra del torrente Pioverna, sul fianco sud-ovest del Monte Muggio (m. 1755), in una valle incantevole, ricercata dai villeggianti.
Per una viuzza a destra, si scende alla Madonna della Neve, che erge il suo campaniletto solitario sopra un terrazzo, d'onde scorgonsi i Pizzi di Parlasco (m. 1542), incombenti sul villaggio omonimo. Più avanti l'altra chiesetta di S. Antonio, col campanile completamente rifatto, il vecchio essendo stato abbattuto da un furioso colpo di vento. Dalla chiesetta, scendendo, si raggiunge la frazione di Comasira (m. 606) in un quarto d'ora, quindi la Valle dei Molini.

Percorrendo la mulattiera per Inesio, a fianco della quale si prolunga l'ultimo tratto della carrozzabile Bellano-Vendrogno, si arriva alla bella Parrocchiale di S. Lorenzo, dopo aver lasciato a sinistra il Cimitero, colla tomba monumentale dell'ing. Giglio. Sul piazzale adiacente, si affaccia il ricordo ai 19 Caduti del paese: blocchi di granito, sormontati da un'aquila di bronzo.
Ed eccoci alla frazione di Inesio (m. 753). dove s'arresta la nuova carrozzabile, in attesa che venga prolungata fino a Margno.
Dalla chiesetta del villaggetto, a sinistra, una mulattiera conduce a Narro (m. 997) poscia ad Indovero (m. 865), a Km. 2,5; a destra, per la Valle dei Molini, si tocca Presallo (m. 600) ; da qui, un po' sotto, percorrendo la mulattiera che viene da Comasira, si va a Taceno, a Km. 2.5; seguendo l'altra pianeggiante si raggiunge Margno, a Km. 3,3 (vedere "Attraverso la Valsassina").

Altra magnifica passeggiata è alla chiesetta di S. Grato (m. 946), incantevole luogo di lieti ritrovi, e alla frazione di Noceno (n. 823), da cui scorgesi il lago, in una visione fantastica. Vicino al villaggetto, composto di povere case, sgorga una fresca vena di acqua minerale.
In paese vi è una lapide, inaugurata il 15 ottobre 1919, che ricorda i maestri Francesco Vitali e Carlo Adamoli, benemeriti nel campo della educazione.

Da Vendrogno, passando per Oro, frazione di Bellano, si può scendere sullo stradone nazionale, all' Osteria Ponte di Oro, di fronte allo Stabilimento Panzera.

Trattorie Fontana, Americana, Alpina — Posta, Telegrafo, Telefono — Industria serica — Asilo Infantile.
Insegnava a Vendrogno il maestro sottotenente Melchiorre Ciresa, medaglia d'argento, morto da valoroso sul Carso.

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Da Dervio in Valsassina, per la Val Varrone

Da Lecco a Dervio, in ferrovia (vedere linea Lecco-Colico).
La Val Varrone ha avuto l'insperata fortuna della strada militare, aperta nel periodo 1916-1918 che, toccando i paesi di Vestreno, Sueglio, Introzzo con Aveno e Pagnona si allaccia con Premana e sale fino alla Forcella di Trona (m. 2092), insellatura tra il Pizzo Varrone ed il Pizzo Melascio, in comunicazione colla Valle del Bitto, che scende a Gerola ed a Morbegno.

La valle, a destra, è fiancheggiata dai monti che la dividono dalla Valtellina, fra cui signoreggia il Legnone (m. 2610), ed a sinistra dalla catena che stendesi tra il Varrone e la Pioverna, dominata dal Pizzo Cornagiera (m. 2048). Profonda, aspra e selvaggia, ha qualcosa di fantastico ed è percorsa dal torrente Varrone che nasce dal Pizzo omonimo (m. 2332), ed è alimentato da altri torrentelli scendenti dalle convalli laterali.
Nell'alta valle, lungo il corso superiore del torrente, si trovano le antichissime miniere di ferro, ora inattive, ma che in passato furono fonte di ricchezza per tutta la Valsassina.

La nuova carrozzabile che si stacca a Dervio dalla nazionale dello Stelvio, elevasi sulla destra del Varrone, lascia a destra il breve acrocoro roccioso su cui sorge nereggiante il castello di Dervio e si svolge, in rapide volute, di frequente tagliata dalla vecchia mulattiera che riesce ad abbreviare di molto il cammino a chi voglia compiere l'escursione a piedi.
Un discreto sentiero cordonato, contraddistinto da speciali segnalazioni, sale l'erta montana, fiancheggiando il dirupo del castello; un altro, a destra, attraversa l'abitato della frazione, addossata intorno al medioevale fortilizio; tutte due risparmiano un tempo prezioso e portano nella parte alta della carrozzabile, che si snoda sempre frammezzo a monti altissimi, mentre sotto, a grande profondità, spumeggia e borbotta il torrente. Il lago, appare sempre nella sua veste azzurra ed i castani stendono, intorno, i loro rami. Superata la maggiore salita, dopo tre quarti d'ora, ecco, ad uno svolto, Vestreno, da cui passa la carrozzabile.

Vestreno (ab. 433 - alt. 636)
Umile villaggetto, con caratteristiche case di pietrisco, in mezzo a folti boschi di castani. Stretti e ripidi vicoli serpeggiano fra le case. Dalla chiesetta di S. Giacomo, una mulattiera porta alla Parrocchiale di S. Martino, comune agli abitanti di Vestreno, Sueglio ed Introzzo.

Posta, Telegrafo e Telefono a Dervio — Trattoria Americana — Succursale Banca Popolare di Lecco — Asilo Infantile.

Sueglio (ab. 448 - alt. 787)
A pochi minuti da Vestreno. Seguendo la carrozzabile, in direzione della Parrocchiale, sale una diramazione che giunge al paese, da cui si distacca un altro tronco militare che mette al Legnoncino (m. 1713), incontrando mezz'ora prima i Roccoli Lorla (m. 1463). L'aspetto del villaggio è molto migliore di quello di Vestreno e gode di una bella posizione, disteso lungo il fianco del monte. La chiesa Parrocchiale di S. Martino, su un dosso, appare bella ed elegante, col suo campanile che s'estolle al cielo, munito di un buon concerto di sacri bronzi, inaugurato nel 1923. Di fronte, sotto Dervio, disegnasi la costiera del lago e scorgesi la foce del Varrone. L'interno della chiesa, a croce latina, ha parecchi altari con belle tele ed è in parte affrescata dal Rivetta ; vasta è la navata, con artistico altar maggiore di legno dorato.
Sul piazzale della chiesa, una piramide, con aquila di bronzo, ricorda i 23 Morti di guerra di Vestreno, Sueglio e Introzzo ed è completata dai medaglioni degli stessi.

Posta, Telegrafo e Telefono a Dervio — Qualche Osteria — Stabilimento serico.

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Introzzo (ab. 294 - alt. 795)
Dalla Parrocchiale di San Martino, la vecchia mulattiera, abbastanza comoda, in breve mena ad Introzzo. Sotto, serpeggia la carrozzabile che sale con continuo pendìo, spesso addossata al monte ed in uno stato poco confortevole per mancata manutenzione. Nulla di notevole nel paese, caratterizzato dalle sue viuzze strette e tortuose, dalle sue loggette di legno che sporgono dalle povere case di pietre. Ha la chiesetta di S. Antonio, ma dipende dalla Parrocchia di Sueglio. E' del luogo Sfirio Buzzella, custode della Capanna ai Roccoli Loria, del C. A. I. di Milano.
Da Introzzo si può pure salire al Legnoncino.

Posta, Telegrafo e Telefono a Dervio.

Per raggiungere Tremenico possiamo seguire la mulattiera che si mantiene alta sulla carrozzabile, colla quale si congiunge dove questa, tagliando la rupe Caurga, s'inoltra poi buona e pianeggiante. In questo punto la valle è stretta, l'aspetto dei dirupi strapiombanti sulla strada desta impressione, la profonda gola entro cui scorre il Varrone dà quasi le vertigini. La vista del lago è totalmente scomparsa e, dopo mezz'ora, si arriva al sunnominato villaggio che, insieme a quelli già descritti, appartiene alla Montagna di Introzzo.

Tremenico (ab. 514 - alt. 754)
A Dervio km. 9,5, a Premana km. 11. Tremenico si stende a sinistra della carrozzabile, ed ha gli stessi caratteri dei paesi della Val d'Introzzo, ad eccezione di Sueglio che si presenta in veste migliore: un dedalo di vicoletti, fra case sberciate ed addossate le une alle altre. Per uno di questi tortuosi vicoletti, si sbocca nel piazzale della Parrocchiale di S. Agata, sulla cui facciata vi sono affreschi rappresentanti S. Stefano, la Madonna del Rosario, S. Agata e S. Antonio. Sgorga, di fianco, una chiara fonte. La Chiesa, riedificata nel 1612, e più volte ampliata, possiede ricchi arredi sacri paramenti e fu abbellita dal pittore Luigi Tagliaferri di Pagnona. — Cave di felspato.

Sul piazzale sorge il bel tempietto dedicato ai 18 Caduti di guerra.
Prima dell'entrata in paese, a sinistra, si stacca una buona ruotabile, costruita dal Genio Militare, che sale al Legnoncino ed al Legnone (m. 2610).

Albergo Tremenico — Osteria delle Alpi — Posta, Telegrafo e Telefono a Dervio ed a Premana.

Continuando per la carrozzabile si tocca la frazione di Aveno (m. 771) od Avano, come la chiamano i nativi, impiegando poco più di un quarto d'ora ed attraversando la Valle dei Molini su un ponte di ferro. Osteria Legnone. Da questa frazione si può ascendere il Legnane.

I paesi della Val d'Inlrozzo formano, ora, un sol comune con Vestreno capoluogo.

Da Aveno, in poco più di un ora, per la strada carrozzabile incisa nella roccia, si arriva a Pagnona, posto sul versante sud dei Legnone. Una volta, prima della costruzione della nuova arteria, un malagevole sentiero, esposto al pericolo delle frane, scendeva nel vallone d’Aveno, indi risaliva, fra rupi incombenti, rendendo difficile e snervante il cammino. Adesso la strada è comoda, sorpassa una piccola galleria, valica la Val d’Aveno su un altro ponte di ferro, sale poi serpeggiando all'Alpe Gallino (m. 1001 ), quindi scende a Pagnona.

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Pagnona (ab. 557 - alt. 850)
Il paese è antichissimo, come ne fanno sicura attestazione le tombe galliche venute alla luce, contenenti oggetti di ferro e di bronzo. Nel punto più elevato del Vallone delle Contolegie, in frazione Torre, sorgeva un ben munito forte a difesa della Valle e un tempo, il villaggio, possedeva attivi forni per la lavorazione del ferro che si estraeva dai suoi monti.

Nella parte ovest del paese, isolata dalle abitazioni, sorge la Parrocchiale di S. Andrea, con un bell'altare di marmo e ricchissimi paramenti sacri. Sono di Pagnona i Fratelli Tagliaferri, buoni pittori.
Entrando in paese, ammirasi il ricordo innalzato ai 13 Caduti di guerra. Pagnona è il miglior punto di partenza per la salita al Legnone (m. 2610). Scendendo al Varrone per la mulattiera che, dopo aver valicato il torrente su un ponticello porta al Passo di Piazzo, sulla provinciale Premana-Taceno, si può osservare una grandiosa diga, la quale, raccogliendo le acque dei torrente stesso, le incanala in potenti tubi e le manda alla Centrale Elettrica che si trova presso Dervio, esercita dalla Società Orobia, sullo stradone dello Stelvio.

Posta, Telegrafo, Telefono a Premana a Km. 3 — Autocorriera a Piazza Gorla — Buone Osterie.

Vasta emigrazione temporanea degli uomini in Francia e in Svizzera.
Da Pagnona a Premana sono altri tre chilometri di percorso interessante. Valicato il Varroncello, torrente che scende dal Legnone, su un ponte di ferro, ammirata la profonda Valle di Pagnona, in mezz'ora si raggiunge Piazza Gorla, punto di innesto colla carrozzabile Taceno-Premana. Con lenta salita, in dieci minuti si entra in quest ultimo paese (vedere da Taceno a Premana).

Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2008-2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

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