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Esistono vari generi di fotografie: in bianco e
nero, a colori, artistiche, pubblicitarie di celebri pin
up, foto scolorite uscite da un baule che immortalano una bella
vacanza, una vecchia fidanzata, i propri genitori, la Cresima di un
figlio, un avvenimento particolare ed altro ancora. Tuttavia è cosa
meno frequente imbattersi in una fotografia scattata probabilmente
con altri scopi, tanti anni or sono, ma che col fluire del tempo, ha
acquisito un immenso valore, perché densa di tanti significati oltre
a quelli legati alla storicità dell’evento.
Quello che riproduciamo qui di seguito è lo
scatto fotografico che, per certi aspetti, ha enormemente contribuito a
conferire una discreta fama al suo autore, mi riferisco al fotografo seregnese Pierino Corno. Nella storia di Seregno, piazza Roma è
sempre stata, per tanti versi, considerata uno dei punti più
importanti di riferimento della città. Ed è proprio dalla sua bottega
che si affacciava su quel piazzale che Pierino Corno osservava
scorrere la vita con i suoi piccoli grandi avvenimenti.
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Seregno, piazza
Roma aprile del 1945. Una piccola folla festante si accalca a
ridosso della camionetta con a bordo i primi soldati americani
giunti in città. (Foto Pierino Corno) |

Un giorno di primavera del ‘45, dopo anni di sofferenze e di stenti
dovuti alla guerra, Pierino Corno vide fermarsi, accanto alla vetrina
del suo negozio, una jeep con a bordo dei soldati che indossavano una
divisa che non aveva mai visto. Erano arrivati gli “americani”, i
liberatori. La voce corse e subito si raccolse una piccola folla che
dapprima incuriosita osservava, con un certo timore, quei soldati
dall’aria un po’ strampalata che parlavano un linguaggio
incomprensibile, masticando caramelle di gomma con la sigaretta
stretta fra le dita. La gente rinfrancata dall’apparenza non ostile
dei militari, desiderosa probabilmente di dare libero sfogo alla
propria contentezza per la fine della guerra, incominciò ad accalcarsi
festosa intorno ad essi. Pierino Corno pensò di scattare una bella
fotografia per immortalare l’evento ed uscì di corsa dalla sua bottega
impugnando la macchina fotografica. Tutti i presenti si strinsero un
po’ per non essere estromessi dall’inquadratura.
Da quel giorno è trascorso tanto tempo e fortunatamente rispetto ad un
passato neanche troppo remoto, oggi per fortuna è possibile rivisitare
certi fatti più serenamente, senza alcuna vena polemica anche con una
buona dose di auto-ironia. Infatti un attento esame di questa
istantanea suggerisce anche una chiave di lettura un po’ maliziosa,
soprattutto per la presenza del giovanotto in borghese, in piedi sulla
camionetta, che con aria spavalda posa imbracciando un fucile.
Probabilmente Pierino Corno, quando scattò questa foto, voleva
semplicemente immortalare i primi militari americani a Seregno e
nient’altro di più. Ma l’immagine dei soldati yankee sulla jeep,
sommersi, quasi nascosti dalla folla festosa, probabilmente la stessa
che poco tempo prima gioiva per i successi della parte avversa agli
anglo-americani e soprattutto la presenza del giovanotto in borghese,
precipitatosi direttamente da casa propria con il fucile scarico in
soccorso dei vincitori, per intenderci quelli “veri”, fa ritornare alla mente alcuni
esilaranti film di Alberto Sordi, cioè di colui che meglio di ogni
altro attore ha saputo rappresentare i vizi e le virtù degli italiani.
Mauro Antonio Di Mauro (2009) Edizione per il web a
cura di Mauro Antonio Di Mauro (2009). E' vietata ogni forma di
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