Storie di Brianza e dintorni

Edizione per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

Seregno 25 aprile 1945, così tutti salirono sul carro del vincitore

 

Esistono vari generi di fotografie: in bianco e nero, a colori, artistiche, pubblicitarie di celebri pin up, foto scolorite uscite da un baule che immortalano una bella vacanza, una vecchia fidanzata, i propri genitori, la Cresima di un figlio, un avvenimento particolare ed altro ancora. Tuttavia è cosa meno frequente imbattersi in una fotografia scattata probabilmente con altri scopi, tanti anni or sono, ma che col fluire del tempo, ha acquisito un immenso valore, perché densa di tanti significati oltre a quelli legati alla storicità dell’evento.

Quello che riproduciamo qui di seguito è lo scatto fotografico che, per certi aspetti, ha enormemente contribuito a conferire una discreta fama al suo autore, mi riferisco al fotografo seregnese Pierino Corno. Nella storia di Seregno, piazza Roma è sempre stata, per tanti versi, considerata uno dei punti più importanti di riferimento della città. Ed è proprio dalla sua bottega che si affacciava su quel piazzale che Pierino Corno osservava scorrere la vita con i suoi piccoli grandi avvenimenti.

Seregno, piazza Roma aprile del 1945. Una piccola folla festante si accalca a ridosso della camionetta con a bordo i primi soldati americani giunti in città. (Foto Pierino Corno)

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Un giorno di primavera del ‘45, dopo anni di sofferenze e di stenti dovuti alla guerra, Pierino Corno vide fermarsi, accanto alla vetrina del suo negozio, una jeep con a bordo dei soldati che indossavano una divisa che non aveva mai visto. Erano arrivati gli “americani”, i liberatori. La voce corse e subito si raccolse una piccola folla che dapprima incuriosita osservava, con un certo timore, quei soldati dall’aria un po’ strampalata che parlavano un linguaggio incomprensibile, masticando caramelle di gomma con la sigaretta stretta fra le dita. La gente rinfrancata dall’apparenza non ostile dei militari, desiderosa probabilmente di dare libero sfogo alla propria contentezza per la fine della guerra, incominciò ad accalcarsi festosa intorno ad essi. Pierino Corno pensò di scattare una bella fotografia per immortalare l’evento ed uscì di corsa dalla sua bottega impugnando la macchina fotografica. Tutti i presenti si strinsero un po’ per non essere estromessi dall’inquadratura.

Da quel giorno è trascorso tanto tempo e fortunatamente rispetto ad un passato neanche troppo remoto, oggi per fortuna è possibile rivisitare certi fatti più serenamente, senza alcuna vena polemica anche con una buona dose di auto-ironia. Infatti un attento esame di questa istantanea suggerisce anche una chiave di lettura un po’ maliziosa, soprattutto per la presenza del giovanotto in borghese, in piedi sulla camionetta, che con aria spavalda posa imbracciando un fucile.

Probabilmente Pierino Corno, quando scattò questa foto, voleva semplicemente immortalare i primi militari americani a Seregno e nient’altro di più. Ma l’immagine dei soldati yankee sulla jeep, sommersi, quasi nascosti dalla folla festosa, probabilmente la stessa che poco tempo prima gioiva per i successi della parte avversa agli anglo-americani e soprattutto la presenza del giovanotto in borghese, precipitatosi direttamente da casa propria con il fucile scarico in soccorso dei vincitori, per intenderci quelli “veri”, fa ritornare alla mente alcuni esilaranti film di Alberto Sordi, cioè di colui che meglio di ogni altro attore ha saputo rappresentare i vizi e le virtù degli italiani.

Mauro Antonio Di Mauro (2009)

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