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Konrad Lorenz scrisse che chi non ha mai avuto un
cane non sa cosa sia amore. Nessuno si meravigliò. Tutti lo sapevano
già; si è sempre saputo che il colloquio con gli animali, a tutte le
latitudini non appartiene solo al mondo delle fiabe. Non è nemmeno
una virtù soprannaturale come quella di S. Francesco o dell'anello
di Re Salomone. Coloro che convivono con un gatto o con un cane,
dopo un po' di tempo sanno benissimo quale significato devono
attribuire a certi atteggiamenti, o per meglio dire, a certe
espressioni dei loro domestici compagni.
La presenza consolatoria di un cagnolino accanto
al suo padrone ammalato, rinforza la volontà di guarire fino al
punto di far attribuire alla presenza dell'animale addirittura una
valenza terapeutica.
Degni di menzione sono anche: la tacita armonia espressa da un volo
di colombi, i misteriosi messaggi che guidano la rotta degli animali
migratori e le non scritte leggi della natura che regolano la vita
di gruppo di tutti gli esseri viventi dagli insetti ai mammiferi.
Non era sfuggito agli antichi poeti greci il
rapporto misterioso tra l'ambiente e certi esseri viventi e
soprattutto quello fra l'uomo e la società civile.
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"... rivolgi a tutti gli amici un animo
duttile,
adeguando il tuo umore a quello di ognuno.
Assumi la natura del polipo dalle molte pieghe,
che sembra a vedersi simile alla pietra a cui aderisce.
Una volta così acconsente; un'altra diviene diverso di pelle:
l'abilità conta più dell'intransigenza. ..."
(Teognide VI° secolo a. C.) |
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Sono versi di 2500 anni or sono e sembrano
scritti oggi; da Teognide di Megera arriva un patetico consiglio ai
politici della classe aristocratica dei suoi concittadini. Nessuno,
ai tempi attuali, potrebbe descrivere meglio il comportamento dei
politici moderni, nobilitandone il trasformismo con l'accostamento
al mimetismo animale. Il tema del mimetismo animale come
giustificazione dell'opportunismo politico è ripreso più tardi da
Pindaro (V° sec. a. C.)


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"...
Adatta la mente alla pelle
della pietrale bestia marina
e frequenta la gente di tutti i paesi;
condiscendi volentieri ai presenti,
all'occasione muta i pensieri.
..."
(Pindaro V° sec. a. C.) |
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Entrambi gli atteggiamenti sono derivati dal
desiderio di sopravvivenza. Utilizzando un messaggio proveniente
dall'ambiente, il vivente offre una risposta adeguata ai propri
mezzi ed ai propri interessi: la sopravvivenza fisica nel caso del
mimetismo animale, la conservazione del potere nel caso del
trasformismo politico.
Anche qui il riferimento agli opportunisti dei nostri tempi non è
casuale!
Nicola Di Mauro senior
(27.02.07) Edizione per il web a
cura di Mauro Antonio Di Mauro (2009). E' vietata ogni forma di
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