Edizione per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

Rapporti diretti tra uomo ed animali

 

Konrad Lorenz scrisse che chi non ha mai avuto un cane non sa cosa sia amore. Nessuno si meravigliò. Tutti lo sapevano già; si è sempre saputo che il colloquio con gli animali, a tutte le latitudini non appartiene solo al mondo delle fiabe. Non è nemmeno una virtù soprannaturale come quella di S. Francesco o dell'anello di Re Salomone. Coloro che convivono con un gatto o con un cane, dopo un po' di tempo sanno benissimo quale significato devono attribuire a certi atteggiamenti, o per meglio dire, a certe espressioni dei loro domestici compagni.

La presenza consolatoria di un cagnolino accanto al suo padrone ammalato, rinforza la volontà di guarire fino al punto di far attribuire alla presenza dell'animale addirittura una valenza terapeutica.
Degni di menzione sono anche: la tacita armonia espressa da un volo di colombi, i misteriosi messaggi che guidano la rotta degli animali migratori e le non scritte leggi della natura che regolano la vita di gruppo di tutti gli esseri viventi dagli insetti ai mammiferi.

Non era sfuggito agli antichi poeti greci il rapporto misterioso tra l'ambiente e certi esseri viventi e soprattutto quello fra l'uomo e la società civile.

  "... rivolgi a tutti gli amici un animo duttile,
adeguando il tuo umore a quello di ognuno.
Assumi la natura del polipo dalle molte pieghe,
che sembra a vedersi simile alla pietra a cui aderisce.
Una volta così acconsente; un'altra diviene diverso di pelle:
l'abilità conta più dell'intransigenza. ..."

(Teognide VI° secolo a. C.)
 

Sono versi di 2500 anni or sono e sembrano scritti oggi; da Teognide di Megera arriva un patetico consiglio ai politici della classe aristocratica dei suoi concittadini. Nessuno, ai tempi attuali, potrebbe descrivere meglio il comportamento dei politici moderni, nobilitandone il trasformismo con l'accostamento al mimetismo animale. Il tema del mimetismo animale come giustificazione dell'opportunismo politico è ripreso più tardi da Pindaro (V° sec. a. C.)

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  "...
Adatta la mente alla pelle
della pietrale bestia marina
e frequenta la gente di tutti i paesi;
condiscendi volentieri ai presenti,
all'occasione muta i pensieri.
..."

(Pindaro V° sec. a. C.)
 

Entrambi gli atteggiamenti sono derivati dal desiderio di sopravvivenza. Utilizzando un messaggio proveniente dall'ambiente, il vivente offre una risposta adeguata ai propri mezzi ed ai propri interessi: la sopravvivenza fisica nel caso del mimetismo animale, la conservazione del potere nel caso del trasformismo politico.
Anche qui il riferimento agli opportunisti dei nostri tempi non è casuale!

Nicola Di Mauro senior (27.02.07)

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