Affusti

 

Gli affusti da campagna e d'assedio, costrutti dal Gribeauval presentavano ancora molti difetti, per cui vediamo apportate altre innovazioni ai medesimi. Il generale Congréve, lo stesso che introduceva in Europa i razzi da guerra, costruiva, per togliere i difetti dei vecchi affusti, il così detto affusto a freccia, consistente in un travetto, detto freccia, connesso da una parte sul mezzo della sala e munito dall'altra di una ferratura ad occhione pel gancio d'avantreno; contro le facce laterali in testata di questo travetto erano applicati due panconi scostati in modo che la bocca da fuoco potesse incavalcarsi con gli orecchioni entro orecchioniere praticate nei panconi stessi, a cui si diede il nome di aloni. Dopo la campagna del 1815 anche la Francia adottava affusti a freccia, e dello stesso genere furono i nostri affusti da campagna del 1830, e quelli d'assedio del 1833, e l'affusto da montagna del 1844. Ma l'esperienza dimostrò, che le chiavarde trasversali di connettitura degli aloni colla testata della freccia, si rompevano molto frequentemente e ne conseguiva anche la rottura della testata della freccia, e che non poteva eseguirsi il tiro sotto forti angoli di elevazione senza far uso di aloni molto alti.

Gli affusti a cosce convergenti con aloni sovrapposti come furono quelli da campagna mod. 1844 sistema Cavalli (fig. 42) e quelli d'assedio mod. 1849 (fig. 43) adottati dall'artiglieria piemontese in sostituzione degli affusti a freccia del 1833, segnarono l'ultimo perfezionamento arrecato, per quanto riguarda la conformazione del corpo dell'affusto, agli affusti a ruote in legno tanto da campagna che d'assedio. Oggidì nella costruzione degli affusti si sostituì al legno la lamiera di ferro o di acciaio, la quale presenta il considerevole vantaggio di una grande resistenza sotto piccole dimensioni, ciò che richiedesi specialmente negli affusti che devono servire per bocche da fuoco di grosso calibro che tirano sotto forti angoli di elevazione e per le quali gli affusti in legno riuscirebbero eccessivamente pesanti.

I principi di costruzione e la conformazione, di questi affusti sono gli stessi. che per quelli in legno. Non sono mai a freccia, ogni coscia è costituita da una lastra di ferro messa di costa, la quale serve anche da alone ed è rinforzata tatto all'ingiro ed all'orlo di un bandellone a squadra. I calastrelli sono pure formati di lamiera inchiodata alle cosce. Le orecchioniere sono rinforzate mediante un forte orlo di ferro fucinato che le riveste. Il sistema è rinforzato da chiavarde poste opportunamente lungo il corpo. Le ruote sono a mozzo metallico così conformato, che si può facilmente levar fuori le razze senza guastare la corona della ruota, colla semplice disgiunzione di due dischi con tubo formanti il mozzo stesso, il quale ha anche il grande vantaggio della facilità di conservazione e della resistenza alle intemperie assai maggiore di quello massiccio di legno delle Vecchie costruzioni.

L'essere costantemente preparati alla guerra obbligò gli Stati moderni a studiare ed adottare un materiale che possa essere sempre pronto. ben conservato ed in buon stato di servizio. D'altronde l'industria nel ferro cha fatto tali progresi che essa non viene meno alle difficilissime richieste, che di continuo esige la costruzione dei mezzi di guerra. Per cui gli affusti in lamiera furono definitivamente introdotti in tutti gli Stati europei. Come tipi delle più importanti costruzioni di affusti da campagna in lamiera noi diamo nella fig. 44 l'affusto da campagna svizzero di lamiera di ferro e nella fig. 45 un affusto di lamiera di ferro stato esposto in Parigi da Krupp. Questo affusto ha i seggioli coi predellini, i quali, unÌlamente all'avantreno, servono a trasportare gli uomini di truppa destinati al servizio della bocca da fuoco. Tale ovvero simile disposizione si trova in quasi tutti gli affusti da campagna del giorno d'oggi; essa contribuisce essenzialmente alla maggiore celerità delle batterie.

La fig. 46 ci rappresenta il nostro affusto da campagna in lamiera per cannoni da centimetri 9 simile a quello tedesco della fig. 45 e la fig. 47 l'affusto da campagna per cannoni da 7 e di costruzione anteriore ai precedenti.

Quando il pezzo è in batteria, gli affusti a ruote appoggiano sul suolo colle ruote e colla coda, che è formata, secondo i casi, dall'estremità dèlle cosce o della freccia. Per il trasporto si riuniscono ad un avantreno, facendo prendere al cannone una posizione tale da ripartirne il peso tra i due treni. Il diametro delle ruote varia da m, 0,95 a m. 1,60. La grossezza delle lamiere varia ordinariamente da 5 ad 8 mm. per gli affusti da campagna e montagna; da 8 a 15 mm. per gli affusti d'assedio.

L'unione della coda coll'avantreno è fatta per mezzo di un occhione nel quale entra il maschio d'avantreno ed a sistema rigido; per snodare i treni, nei terreni accidentati havvi apposita piastra mobile sotto lo stesso maschio.

Nel carreggio di recente adozione per batterie a cavallo, manca la piastra girevole, ma il reggimaschio è formato a molla di gran resistenza con varie lamine d'acciaio sovrapposte, per cui può oscillare ampiamente per l'elasticità propria e non è quindi necessario ricorrere alla disunione dei treni, che in casi affatto eccezionali. In alcune nazioni come. in Inghilterra e Germania, l'affusto è unito all'avantreno per mezzo di un gancio applicato direttamente alla sala; allora dicesi ad unione libera, mentre il sistema più sopra enunciato dicesi a contrasto. Gli affusti per cannoni da campagna e d'assedio sono tutti a due ruote con avantreno; quello da montagna è pure a due ruote, ma non ha avantreno e, quando si vuol trainare il pezzo invece di essere trasportato coi muli si unisce direttamente colla coda dell'affusto ad una timonella.

L'avantreno degli affusti da campagna è uguale a quello dei rispettivi carri da munizioni rappresentati dalle fig. 48 e 49, i quali servono pel trasporto delle munizioni e degli attrezzi e materie prime, che possono occorrere in campagna nel servizio del pezzo e per ripieghi.

I carri da munizioni sono costituiti, in genere, da un telaio formato a coda, sul quale sono disposti due cofani di costruzione analoga a quella del cofano di avantreno, eccetto nei carri per munizioni da 7, per i quali esiste un cofano solo, anche sul retrotreno, più un cofanetto per attrezzi ed accessori disposto dietro a quello. Negli affusti da montagna per il piccolo peso del sistema non è possibile ottenere nel tiro la stabilità, che hanno gli altri affusti a ruote, se non si dà alle cosce una lunghezza relativa assai superiore. Ma allora si cade nell'inconveniente, che il peso totale dell'affusto eccede quello compatibile col carico massimo di un mulo. Perciò in Francia, furono adottati nel 1880 affusti da montagna scomponibili in due parti, che si congiungono per il tiro e si separano poi per caricarle sui muli. Nelle marce la testata dell'affusto forma il carico di un mulo, la coda, le ruote e la timonella il carico di un secondo mulo. Presso di noi si adottò un affusto di lamiera colla sala disposta in modo da escludere dal movimento iniziale di rinculo,la massa della sala stessa e delle ruote onde diminuire il tormento, come venne proposto dal generale Engelhardt dell'artiglieria russa. La fig. 50 ci rappresenta il nostro affusto da montagna di lamiera.

La sala è d'acciaio a corpo prismatico e passa attraverso a due camere rettangolari, che trovansi intagliate nel disotto della traversa occupa anch'essa sola la parte posteriore delle due aperture, lasciandone vuoto l'anteriore per un tratto eguale a quello delle camere della sala delle cosce e che sono rivestite di staffone e controstaffone. 

Essa non occupa che una parte, posteriormente, di queste camere lasciando la parte anteriore libera per un tratto di mm. 150. Una traversa d'acciaio, la quale passa in due aperture praticate a metà lunghezza circa delle cosce, fa sistema colla sala per mezzo di due tiranti d'acciaio. La traversa occupa anch'essa sola la parte posteriore delle due aperture, lasciandone vuoto l'anteriore per un tratto eguale a quello delle camere della sala. La traversa è unita a due chiavarde, le quali passano in appositi fori del calastrello e sostengono contro di questo un cuscinetto elastico formato con due prismi di caoutchouc alti mm. 42, separati da una lastra di ferro.

 Dietro al cuscino posteriore sta un'altra lastra, contro la quale prendono appoggio i dadi delle due chiavarde. Nel rinculo del pezzo, il cuscinetto elastico per mezzo delle due chiavarde, subisce una compressione, che perde al termine del rinculo riconducendo la traversa e la sala nella posizione occupata prima dello sparo, indicata nella figura.

Negli affusti d'assedio in lamiera le cosce si rialzano dalla parte anteriore per formare alone e presentano in generale un vuoto destinato ad alleggerirle; esse sono riunite per mezzo di calastrelli e di una piastra di coda con foro per il maschio dell'avantreno. Gli affusti sono muniti di sala in acciaio, congegno di punteria a vite doppia, ruote con mozzo metallico, freno a stanga. Per la leggerezza delle bocche da fuoco, che s'incavalcano su questi affusti, rispetto alla carica ed al peso del proietto, e degli affusti stessi rispetto alla forza viva, che acquistano le bocche da fuoco all'atto dello sparo, il rinculo è considerevole.

Perciò si tentarono vari mezzi per ridurlo, collocando gli affusti su paiuoli orizzontali e impiegando dei cunei-freno disposti dietro le ruote, oppure costruendo dietro al paiuolo orizzontale un tratto di paiuolo inclinato. Sull'esempio dell'artiglieria austriaca presso di noi si adottò un freno idraulico per limitare il rinculo. Il tubo del medesimo fa sistema colla parte anteriore del paiuolo, mentre l'embolo è assicurato a snodo ad una traversa interposta fra le cosce d'affusto. Come esempio di questi affusti diamo la fig. 51 rappresentante il nostro affusto d'assedio per cannone da 15 GRC Ret. di lamiera d'acciaio grossa mm. 17,5.

È fornito di freno a stanga di legno con suole d'attrito pure di legno. La stanga è collegata ad un albero ad eccentrici, comandato da una leva a manubrio; l'azione dell'albero può essere regolata da una vite a manubrio sporgente sul davanti della sala.

È pure provvisto di freno idraulico (vedi più avanti Congegni ed attrezzi applicati agli affusti).Le ruote hanno mozzo di bronzo. L'apparecchio di punteria può essere fissato in due posizioni: quella anteriore serve per l'obice da 21, l'altra pel cannone da 15. Consta di chiocciola e di vite di mira doppia, la vite femmina ha 6 manubri,quella maschio sorregge l'estremità posteriore di una suola di mira. Gli affusti d'assedio sono provvisti oltre alle orecchioniere di sparo, di orecchioniere di via, nelle quali sono messe le bocche da fuoco, in marcia. Pel traino sono uniti, colla loro coda ad occhione, ai rispettivi avantreni d'assedio forniti di maschio. Generalmente sulla coda si dispone un cofanetto contenente parti di ricambio ed accessori per manutenzione dei materiali.

L'unione è a contrasto colla sala o dietro la sala; le ruote degli avantreni, costrutti pure con parti metalliche, sono di diametro più piccolo di quelle degli affusti, onde rendere intera la volta del carro. Altro esempio di affusti a ruote d'assedio diamo nella figura 52, che rappresenta quello adoperato in Germania per gli obici da cm. 21 costrutti dal Krupp.

Affusti a cassa montati su sott'affusti. - Gli affusti montati su sott'affusti sono destinati al servizio delle piazze e delle coste. I sott'affusti servono a guidare gli affusti nella manovra, e durante il rinculo del pezzo ed a dare a questo la direzione conveniente. Essi furono usati per la prima volta dal Gribeauval, nel materiale del quale trovansi due tipi di affusti di questa natura sotto il nome di Affusti da piazza ed affusti da costa (fig. 53 e 54). In genere il sott'affusto consiste in un telaio, sul quale l'affusto poggia e può scorrere nel senso della lunghezza, la quale va pertanto proporzionata all'ampiezza del rinculo del pezzo.

Il piano superiore del sott'affusto tiensi inclinato in avanti; orizzontale invece è il piano della piazzuola sovra cui il sott'affusto si muove mercé apposite rotelle, girando attorno ad un perno. L'affusto a cassa consta generalmente di due fianchi aventi forma all'incirca trapezia, riuniti da calastrelli, che li mantengono in pari tempo scostati di quel tanto che è necessario per poter ricevere la bocca da fuoco nella sua maggiore grossezza. Ciascun fianco appoggia sul sott'affusto o per l'intera sua faccia inferiore, e solo per le sue due estremità, nel qual caso ambedue i punti d'appoggio od anche solo l'anteriore possono essere dati da rotelle o da carri, anziché da parti destinate semplicemente a strisciare. Il modo d'appoggio dell'affusto sul sott'affusto, obbliga a costituire questo di due travi laterali detti lisce, collegate da traverse; per gli affusti che vanno a toccare il sott'affusto in posizione centrale, si aggiunge a metà distanza tra le lisce, una trave, che ha preso il nome di guida, dall'ufficio di guidare l'affusto nei suoi movimenti. La fig. 55 rappresenta un tipo d'affusto a sott'affusto, è un affusto da difesa per cannoni da centimetri 12 GR adottato nel 1831 dall'artiglieria piemontese.

Un altro tipo lo diamo nella figura 56 rappresentante l'affusto proposto nel 1836 dal generale Liel dell'artiglieria bavarese. Esso ha essenzialmente la forma dell' affut à sauterelle francese (così denominato dal suo saltellare nel rinculo) e viene adoperato tanto in barbetta che in casamatta. In seguito la necessità di opporsi con maggior efficacia all'accresciuta potenza di rinculo di bocche da fuoco, che si andavano successivamente introducendo, costrinse: a sopprimere ogni specie di rotolamento sulle lisce, anche alla parte anteriore dell'affusto ed a far in modo, che tanto questa, quanto la coda, avessero ambedue a strisciare sul sott'affusto. Il primo esempio di affusti di tal genere lo troviamo in Inghilterra donde si estese altrove.

È rappresentato dalla fig. 57; tanto l'affusto quanto il sott'affusto possono essere disposti pel traino con un avantreno; le linee punteggiate nella figura dimostrano come ciò avvenga pel sott'affusto. Quest'affusto inglese, detto sliding carriage (affusto a striscio) con qualche variante, fu pure adottato dall'artiglieria piemontese, nel 1848, per gli obici da centimetri 27, e più tardi pei cannoni da centimetri 16 GRC (fig. 58).

Mentre che per gli affusti a ruote si passò direttamente, o quasi, dalle costruzioni di legno a quelle di lamiera, lo stesso non avvenne per gli affusti a sott'affusto, per i quali la ghisa ed anche il ferro fucinato vennero parzialmente utilizzati. Tralasciando di accennare ai primi affusti in ghisa costrutti in Piemonte, in Francia sugli stessi principi di quelli in legno ed abbandonati di poi per la poca resistenza delle parti fuse in ghisa, come pure agli affusti di ferro fucinato (fig. 59), dei quali si fece uso nell'artiglieria prussiana, ma con poco successo, veniamo subito a quelli di lamiera di ferro e di ferri laminati speciali, che ora sono generalmente usati.

Il primo esteso impiego della lamiera di ferro nella costruzione degli affusti devesi ricercare presso gli Stati Uniti d'America, all'epoca della guerra di secessione. Oggidì s'impiegano pel corpo d'affusto esclusivamente le lamiere di ferro o di acciaio, grosse da 15 a 30 mm. circa, e semplici o doppie a seconda della resistenza, che debbono avere i fianchi dell'affusto. Questi sono mantenuti paralleli fra loro con calastrelli perpendicolari alla base ed inclinati od anche da una lamiera inchiodata sulla base dei fianchi e che dicesi di fondo.

Il sott'affusto è per solito costrutto con due lisce parallele, convenientemente scostate, di verghe ad U ovvero a H, qualche volta anche di lamiere doppie inchiodate tanto  superiormente, che inferiormente ad una verga a I. L'affusto striscia sul sottaffusto, perciò i suoi fianchi sono muniti di una suola di bronzo, la quale preserva dal logoramento tanto i fianchi stessi, che le lisce del sott'affusto.

 La fig. 60 presenta un tipo di questi affusti; e queste costruzioni americane servirono di punto di partenza a quelle fatte si di poi in Europa. Questo stesso attrito rendendo faticosa e lunga la manovra occorrente a muovere l'affusto sul sott'affusto, si applica all'estremità anteriore dei fianchi una coppia di rotelle ordinarie, ed alla estremità posteriore una coppia di rotelle eccentriche, il tutto disposto in modo da poter facilmente, tutte le volte che si desidera, passare dall'appoggio diretto all'appoggio su rotelle.

Gli affusti a sott'affusto da difesa si distinguono in due specie: da barbetta e da casamatta secondo che si dispongono in batteria dietro un parapetto, ovvero pel servi zio di una casamatta.

Per dare la direzione al pezzo i sott'affusti girano per mezzo di manovella attorno ad un asse verticale o perno costituito da un maschio,il quale entra in apposito foro del calastrello di testata del sott'affusto, che prende il nome di parrucello ; pei sott'affusti da casamatta il perno è formato da un maschio o da un gancio fissato alla parete della casamatta, ed il sott'affusto vi si unisce per mezzo di una freccia semplice e biforcuta con occhio detta saettone del perno, che si assicura alla testata del sottt'affusto stesso.

Per il puntamento in elevazione si fa uso di vite di mira doppia; la vite femmina disposta in una chiocciola, sostenuta da un portachiocciola, è solidale con una ruota dentata, sulla quale ingrana un rocchetto, il cui albero traversando il fianco dell'affusto sporge dal fianco stesso ed è governato da un manubrio o da un volantino.

Nella fig. 61 diamo il tipo del nostro affusto da difesa per cannone da 15 G. R. C., montato su sott'affusto da barbetta (del n. 8), e nella fig. 62 il tipo dello stesso affusto montato su sott'affusto da casamatta (del n. 9). L'affusto è di lamiera di ferro, ha fianchi paralleli con orli rinforzati da ferri ad angolo e con due suole di bronzo, colle quali si appoggia sulle liscie del sott'affusto. I fianchi sono collegati da una lamiera di fondo, da due calastrelli, uno in testata ed uno di coda, da un doppio saettone fatto con un ferro a squadra, che dal mezzo del calastrello di testata va a collegarsi ai fianchi contro al calastrello di coda, e da una traversa orizzontale in testata. L'affusto è munito di due rotelle anteriori e di due posteriori; queste sono sorrette da una sala a fusi eccentrici, ai quali si applicano all'occorrenza due manubri per poter far girare la sala e porre l'affusto sulle sue quattro rotelle. Quando l'affusto è adoperato in casamatta, è munito della braca con attacco elastico e gli viene applicato all'occorrenza il congegno d'abboccamento, di cui parleremo più avanti.

Il sott'affusto da barbetta si compone di due lisce di ferro sagomate a H, le quali sono fra loro collegate da calastrelli e traverse di lamiera di ferro, e terminano posteriormente con un anello ed un foro per l'attacco del verricello, che serve per mettere in movimento l'affusto. Dalla traversa del centro partono le estremità anteriori delle due rotaie, sulle quali debbono scorrere le rotelle dei ritti del congegno d'abboccamento. Al calastrello orizzontale di testata ed a quello del centro trovansi assicurati due freni idraulici ad azione progressiva (vedi più avanti Congegni ed attrezzi applicati agli affusti). Le estremità dei gambi dei due stantuffi entrano nei fori di una traversa, che li collega e scorre per mezzo di appositi intagli laterali, lungo due guide assicurate contro la faccia interna delle lisce.

Il sott'affusto è sostenuto da 4 rotelle di ghisa, 2 anteriori e 2 posteriori, con casse di ghisa, i cui maschi di ferro penetrano nei fori corrispondenti delle controcasse pure di ghisa, fissate alle traverse rispettive. Le casse anteriori sono munite di bracci. Tutte le casse sono girevoli e vengono fissate, con appositi chiavistelli, nelle posizioni corrispondenti alle disposizioni del sott'affusto in barbetta o pel traino. Sotto la parte anteriore del sott'affusto è fissato il parrucello composto di saettone biforcuto, le cui braccia sono collegate al disotto delle lisce e che ha nel mezzo il foro pel passaggio del maschio di unione al rocchio; di una cassa di ferro con foro pel maschio stesso, assicurata sotto la traversa di testata del sott'affusto; di una bronzina, messa a vite, che costituisce il rivestimento del foro per il maschio. Quando sull'affusto è incavalcato l'obice da 21, esternamente alla liscia sinistra sono applicati un congegno di gru per sollevare i proietti nel caricare la bocca da fuoco ed una banchina portaproietti.

Quando è incavalcato il cannone da 16, si unisce alla traversa anteriore una pedana di ferro munita di due predellini. Il sott'affusto da casamatta (del n. 9) è analogo al precedente, fuorché invece del parrucello, delle rotelle da barbetta e rispettive casse, vi è un saettone del perno, di lamiera di ferro, che si assicura con chiavarde alla traversa anteriore e nel cui occhio s'infila il perno dell'arpione fissato nel muro frontale della casamatta, e 4 rotelle da casamatta di ghisa con bronzina. Per far uscire il pezzo di batteria devesi applicare all'estremità del sott'affusto, sia da barbetta che da casamatta, un verricello ad ingranaggi. L'affusto da difesa pei cannoni da 12 Ret. è simile al precedente e differisce solo nelle dimensioni, in alcuni piccoli particolari e nel non avere la braca con attacco elastico; il sottaffusto ha il freno idraulico ad un solo stantuffo, che scorre in, un tubo centrale. Gli affusti da difesa delle bocche da fuoco a retro carica, possono essere trainati, con o senza la bocca da fuoco in cavalcata, adattando ai medesimi una sala anteriormente, due ruote, una stanga metallica posteriormente, ed un avantreno d'assedio.

La fig. 63 ne indica chiaramente i sott'affusti per affusti da difesa delle bocche da fuoco a retrocarica possono pure essere trainati col disporre le rotelle posteriori nella posizione di traino, col girare in avanti i bracci delle casse anteriori collegandoli colla sbarra di ferro per traino di sott'affusti e coll'unire a questa una cassa pel timone, munita di bilancia e bilancini, ed un timone.
Gli affusti da difesa modo 1839 sono trainati per mezzo di un avantreno ed i rispettivi sottaffusti sono trasportati su carromatti

Gli affusti da difesa per le bocche da fuoco pesanti da costa, quando non hanno tracciato speciale, sono costrutti in modo analogo a quelli da piazza. I fianchi sono di forma triangolare rinforzati agli orli da ferri a squadra e tenuti in sesto da lamiere poste in traverso e da chiavarde. Le orecchioniere sono contornate da pezzi di ferro fucinato, che le rinforzano. Le lisce del sott'affusto sono spranghe di ferro a sezione di doppio T e le traverse sono costrutte pure in ferro della stessa specie. I fianchi dell'affusto poggiano sulle lisce col loro lembo inferiore e sono provvisti di rotelle, disposte convenientemente per sollevarli dalle lisce quando si debba mandare l'affusto in batteria. Se non è sufficiente un solo freno idraulico, per moderare convenientemente il rinculo,si applicano due od anche tre freni per lo più tra le due lisce.

Le aste degli stantuffi sono collegate da una sola traversa, che scorre su guide fissate nell'interno delle liscie e sulle quali hanno azione gli urtatoi dell'affusto. Come esempio di uno dei più semplici affusti a sott'affusto da marina, diamo nella fig. 64 quello costrutto dal Krupp per cannoni da 17 cm. lunghi 30 calibri.

Per il puntamento in direzione il sott'affusto è mobile su quattro rotelle, due anteriori e due posteriori, ed ha nella parte anteriore una spranga di ferro sporgente con foro, nel quale s'introduce un perno applicato sul ponte della nave. L'affusto è fornito di meccanismo di punteria, che si mette in azione per mezzo d'una ruota a manubri collocata sulla destra dell'affusto stesso. Il rinculo è moderato da un freno idraulico applicato nella parte anteriore del sott'affusto fra le lisce. Malgrado l'azione dei freni gli affusti da costa sono soggetti a forti urti in testata e sulle parti posteriori del sott'affusto; per attutire questi urti si dispongono posteriormente ed anteriormente sulle lisce dei respintori formati da molle a calotta, di cui si parlerà più avanti. Il congegno di punteria, a vite doppia con movimento ad ingranaggio, è sovente munito di un freno per fermare il volantino dopo eseguito il puntamento. Gli obici da costa ed i cannoni da 24 Ret. lungo e corto, invece della vite di mira doppia, sono forniti di una dentiera di mira; il movimento di questa è dato con meccanismo ad ingranaggio mediante un rocchetto condotto direttamente da un albero con volantino o manovella. Gli affusti per grosse bocche da fuoco da costa sono tutti provvisti di un congegno speciale ad ingranaggio pel puntamento in direzione e di gru, oppure di congegno elevatore dei proietti, per portare i proietti molto pesanti all'altezza della culatta del pezzo. Per la grande scossa prodotta sul paiuolo, questo è generalmente costrutto di grossi massicci di granito formanti un piano, sul quale vengono disposti e fissati con chiavarde ad impiombatura il rocchio e le rotaie, sulle quali scorrono le rotelle del sott'affusto. Per gli obici da 24 si è inoltre sistemato sotto al rocchio un cuscinetto elastico in legname in apposita fossa in granito, poiché, nel tiro con grandi angoli di elevazione, la percossa verticale è tale da sconnettere e rompere i massicci di granito.

Per la stessa ragione l'obice da 28 Ret. viene disposto pel tiro su di un paiuolo costituito interamente da legname, che forma cuscino elastico alla percossa del sott'affusto, in tutti i punti, in cui questo appoggia sul piano del paiuolo stesso, e che si rinforza con massicci di granito. Il legname è coperto da piastroni di ferro, sui quali sono applicate le corone circolari, che debbono sostenere il sott'affusto, e le rotaie per guidarlo nel puntamento; il tutto collegato da numerose e robuste chiavarde. Il sott'affusto è a perno centrale per diminuire l'ampiezza del paiuolo; nello sparo non appoggia su questo con le rotelle, ma con le lisce sulle corone circolari sopra menzionate. Si fa appoggiare colle rotelle nel puntamento in direzione, rialzando per mezzo di manovelle o con un congegno speciale la parte posteriore. Gli affusti per grosse bocche da fuoco da costa sono infine provvisti dietro le lisce di balcone con ringhiera, al quale si accede per mezzo di gradinate laterali, e che è sostenuto, da ferri ad angolo; ad altezza conveniente pel puntamento del pezzo. Il balcone porta lateralmente predellini e scudi o lamiere di acciaio verticali per difesa del puntatore. La fig. 65 ci rappresenta l'affusto da costa per cannoni da 24.
 

Degli affusti a cassa senza sott'affusto, d'uso anteriore a quelli montati su sott'affusto, non facciamo cenno, come quelli che vanno scomparendo col deperire dei vecchi materiali esistenti, per cedere totalmente il posto ad affusti muniti di sott'affusto o di qualche altra parte, la quale benché diversamente conformata, pure adempia all'incirca alle stesse funzioni. Citiamo tuttavia uno dei nuovi affusti da marina, l'affusto Brookwell adottato nel 1870-71 e costrutto per i cannoni da 12 e da 15 cm. nelle officine di A. Wagenknecht.

Ne diamo la forma nella figura 66. Consiste in due cosce di ferro saldamente collegate insieme, le quali portano nelle orecchioniere b il cannone. La elevazione è data per mezzo dell'apparecchio di punteria in e ; per il puntamento in direzione l'affusto può girare attorno ad un perno h. Il rinculo é frenato da una fune, che si avvolge attorno ad un robusto tamburo t tenuto più o meno rigido da una manovella esistente dalla parte sinistra. Nel ritorno in batteria il tamburo gira in senso inverso e la fune si avviluppa di nuovo sul medesimo.

Durante lo sparo l'affusto riposa su staffe e rotelle c e d ; con semplice pressione su di una leva si rimette però sulle sue quattro rotelle, per facilitarne il maneggio. Ogni sabordo con apparecchio di Pivot, può far uso di tale affusto. Il suo nome di Brookwell proviene da brook (arresto di corda). Quest'affusto ha il vantaggio di presentare semplicità, poco costo, facilità nel cambio di sabordo, richiedere poco spazio, ma non conviene per le artiglierie pesanti, perché il grandissimo peso di queste rende difficili i loro movimenti nell'incrociarsi delle navi.
 

Affusti a cassa per mortai. - Gli affusti a cassa destinati pel tiro dei mortai, sono generalmente privi di sott'affusto. La grande elevazione, sotto la quale deve tirare il mortaio fa si, che l'urto dello sparo si trasmette all'affusto quasi verticalmente e perciò la compressione, che questo soffre riesce grande; mentre la spinta al rinculo risulta relativamente piccola. Ne viene di conseguenza la necessità di moltiplicare per quanto è possibile i punti di contatto dell'affusto col terreno, affinché quello possa resistere all'urlo senza rompersi; per cui si dovette rinunziare a fornire l'affusto di sala e di ruote, come pure di sott'affusto.

Possiamo distinguere gli affusti per mortai in due categorie, affusti per mortai ad avancarica ed affusti per mortai a retrocarica. I primi diconsi affusti a ceppo e riposano direttamente sul suolo o su di una piattaforma in legno o paiuolo; di essi vi sono molte foggie, che si possono ridurre a due gruppi, la cui conformazione varia secondoché i mortai, che devono sorreggere, sono ad orecchione unico od a due orecchioni.

Nel primo caso l'affusto è di un sol pezzo, formato di due cosce collegate da una traversa venuta di getto colle cosce e costituente una specie di grosso calastrello; un'orecchioniera continua e circolare solca a metà lunghezza circa le cosce e la parte ad esse intermedia. In questi affusti, per dare l'elevazione al mortaio, si applica loro, al momento di eseguire il puntamento, un congegno di punteria, che serve per sollevare la volata, la quale viene sostenuta alle differenti inclinazioni da cunei di mira. La fig. 67 rappresenta un tipo di questi affusti, cioè il ceppo per mortaio da centimetri 27 di costruzione piemontese del 1850-51. Il congegno di punteria è indicato dalle lettere g g' d, P V C cc.

Gli affusti per mortai a due orecchioni si compongono generalmente di due cosce parallele in ghisa, tenute in sesto col mezzo di due calastrelli in legno trasversali ed a distanza tale tra loro da comprendere, nello spazio tra essi esistente, il corpo del mortaio; robuste chiavarde assicurano maggiormente l'unione del sistema. Vi sono anche affusti per mortai a due orecchioni, di calibro generalmente piccolo, che constano di una suola di legno od anche di ghisa, sulla quale trovansi impiantati due aloni. Qualunque poi sia la conformazione degli affusti per mortai a due orecchioni, non occorrono congegni speciali per sollevare la volata nel puntamento, potendosi ciò fare senza alcuno sforzo.

 Il legno, la ghisa e talvolta anche il bronzo vennero promiscuamente usati nella fabbricazione degli affusti dei mortai lisci ad avancarica. Per i mortai a retrocarica rigati, i quali in sostanza non sono che obici corti,l'affusto si costruisce in lamiera perfettamente come un affusto da difesa sopprimendovi il sott'affusto, oppure sostituendo a questo una semplice guida direttrice, o finalmente un ceppo di legno, il quale si fissa nel suolo e costituisce al tempo stesso e il paiuolo e il telaio del perno, essendo l'affusto direttamente imperniato su di un maschio drizzato sul ceppo stesso.

Con quest'ultimo sistema ideato dal Krupp ed adottato da noi, il rinculo dell'affusto nello sparo è distrutto dal maschio del ceppo e dai paletti, che trattengono il ceppo, infossato per quasi tutta la sua altezza nel terreno.

Nella fig. 68 vediamo il nostro affusto per mortaio da 24 AR Ret. costituito da due fianchi paralleli, formati ognuno di 2 lamiere inchiodate su un'ossatura di ferro e collegati da 2 calastrelli, da un fondo e da vari ferri ad angolo. Il congegno di punteria si compone di una dentiera circolare, graduata sulle due facce piane in gradi e decimi, la quale colle sue due estremità è unita, al collare in volata e ad una piastra in culatta, al mortaio; di un ingranaggio, montato su due alberi disposti normalmente ai fianchi, messo in movimento da un volante a manubri e fermato da un arresto a chiocciola con manubrio.

I due sostegni dell'albero inferiore portano ciascuno un indice, che segna sulla dentiera l'elevazione del mortaio. Il sott'affusto rappresentato nella fig. 69, è formato da travi di quercia e da un traversone posto al disotto verso la coda unito alle travi ed è rivestito superiormente ed inferiormente da lamiera di ferro. Esso è provvisto di un maschio e di 2 guide circolari d'acciaio. La direzione viene data per mezzo di una catena alla Gall, di una ruota dentata orizzontale, situata dietro la guida posteriore e mossa da una vite perpetua con manubrio. La catena attaccata all'affusto, appoggia su due rocchetti uniti al medesimo e, passando dietro la ruota dentata, le sue maglie vengono infilate dai denti di questa.

Affusto e sott'affusto possono essere trainati separatamente con o senza la bocca da fuoco incavalcata, aggiungendo una sala, due ruote, una stanga metallica ed un avantreno, come è indicato dalla figura 70.Simile al precedente è l'affusto per mortaio da 15 AR Ret. Quest'affusto è però trainato, con o senza la bocca da fuoco incavalcata, unitamente al sott' affusto; sopra una mensola ed una traversa esistenti superiormente alla stanga metallica, si appoggia e si ferma il cofano per l'otturatore. Quali altri ti pi di affusti da mortai, vediamo nella figura 71 quello del mortaio da 24 cm. del Krupp e nella figura 72 l'affusto per mortaio da 9 cm. prussiano, ambedue in lamiera di ferro e con sott'affusto.

Affusti di costruzione speciale. - Negli affusti a ruote dobbiamo annoverare come di costruzione speciale gli affusti elastici, sistema Engelhardt a tormento ridotto. Il generale russo Engelhardt pensò di ridurre il tormento prodotto negli affusti a ruote dalla forza dei gas, che si sviluppano dalla carica nello sparo, disponendo entro un cofanetto, costrutto fra le cosce, un cuscinetto elastico formato con strati di caoutchouc vulcanizzato compressi fra lamiere zincate. Parlando più sopra del nostro affusto da montagna in lamiera per cannone da 7 BR Ret, al quale appunto fu adattato il sistema elastico Engelhardt, abbiamo già accennato il modo di costruzione e di funzionare del medesimo.

Come affusti di tracciato speciale sono pure da annoverarsi quelli proposti dal capitano di vascello Albini e adottati dalla nostra marina pei piccoli cannoni a retro carica da 7 BR e da 12 ARC, che figuravano all'Esposizione di Torino del 1884. La fig. 73 rappresenta quello che serve pel cannone da cent. 7. Due bracci B, sull'estremità dei quali sono scavate le orecchioniere, possono ruotare attorno a due perni p portati dalla piattaforma girevole M.

Con questi bracci sono articolate le aste degli stantuffi di due freni idraulici F, i quali sono fermati alla piattaforma per mezzo di due perni q. Facilmente si può arguire il modo, con cui viene soppresso il rinculo.
All'atto dello sparo della bocca da fuoco, questa unitamente ai due bracci B si solleva ruotando attorno ai perni posteriori. In tale movimento si mettono per conseguenza in azione i due freni idraulici, i quali colla resistenza che oppongono, consumano la forza viva di rinculo. Il cannone ritorna poi automaticamente nella posizione di sparo per effetto dello stesso suo peso. Gli affusti ad eclisse sono d'invenzione assai recente. Vengono così denominati quegli affusti d'assedio o da fortezza che, disposti nelle batterie scoperte dietro il parapetto, hanno per scopo principale di togliere, dopo ciascun colpo sparato, il pezzo alla vista del nemico per effettuarne la carica, e di condurlo in seguito, senza manovra di forza, alla sua posizione alta di sparo. Tutti gli affusti, pei quali si è cercato di realizzare dette condizioni, sono costruiti secondo uno stesso principio; far discendere per effetto del rinculo il pezzo al disotto della sua posizione primitiva, raccogliere il lavoro del rinculo e quello della discesa del pezzo in modo da utilizzarlo in seguito per ricondurre il pezzo in batteria; essi non differiscono, che per la disposizione impiegata ad immagazzinare, per così dire, il lavoro e trasformarlo in potenza disponibile.

Nell'affusto ad eclisse del colonnello Montcrief, adottato in Inghilterra per la difesa delle coste, la trasformazione si opera per mezzo dell'elevazione di un contrappeso più pesante del cannone.

Quest'affusto, rappresentato dalla fig. 74, montato su di un sott'affusto, si compone di due fianchi di lamiera riuniti inferiormente ad una cassa, essa pure di lamiera, che rimane compresa fra le liscie e riceve il contrappeso (lastre o pani di ghisa). La parte posteriore dei fianchi è fatta in modo, che la bocca da fuoco si abbassa nel suo movimento di rinculo e che durante questo movimento il centro di gravità G del sistema pezzo ed affusto si trasporta all'indietro mantenendosi sopra un piano orizzontale e sempre a piombo sul punto per cui l'affusto è a contatto del sott'affusto.

Le cose sono disposte in modo che, mediante un arresto a scatto od altro simile mezzo, l'affusto è arrestato con la bocca da fuoco alla fine della sua corsa.  Quando il colpo parte, il pezzo rincula e s'abbassa, i fianchi rotolano indietro sul sott'affusto e, facendo l'ufficio di elevatori, sollevano il contrappeso; allorché è fatta la carica, nella posizione bassa della bocca da fuoco, si disimpegna l'arresto, il contrappeso si abbassa, fa rotolare i fianchi in senso inverso e riconduce il pezzo nella sua posizione di tiro. L'affusto inglese costrutto dietro questo sistema, per il cannone da 7 pollici e da 7 tonnellate, permette di tirare sopra un parapetto alto m. 3,35, il pezzo abbassandosi 2 metri per la carica. Nell'affusto d'assedio del colonnello Montcrief, affusto al quale si diede il nome di idropneumatico, si utilizza il rinculo della bocca da fuoco per comprimere un certo volume d'aria, il quale serve per ricondurre il pezzo nella posizione di sparo. Nell'affusto ad eclisse dell'ammiraglio Labrousse, provato in Francia nel 1872, il lavoro del rinculo e della discesa del pezzo è imprigionato per mezzo di molle del sistema Belleville. Tale affusto è costituito semplicemente da un sott'affusto a perno centrale e due parallelogrammi articolati, che fanno sistema colle liscie, rappresentano i fianchi dell'affusto e sorreggono il pezzo (come nell'affusto della fig. 76). Nello sparo ogni parallelogramma abbattendosi sulla liscia corrispondente, la bocca fuoco discende dalla posizione alta a quella bassa di caricamento mantenendosi sempre parallela a se stessa, e comprimendo le molle, che servono a moderarne la discesa.

Al termine della discesa un apposito gancio a molla impedisce il movimento di risalita, il quale si effettua, dopo avere caricato, moderandolo con freni ed attrito messi in opera direttamente da serventi. La fig. 75 ci rappresenta l'affusto a contrappeso verticale, inventato dal capitano King del Genio degli Stati Uniti d'America. Quest'affusto non differisce dagli affusti ordinari a sott'affusto, che nell'avere le liscie inclinate e nell'aggiunta del contrappeso collegato con una catena all'affusto e mobile verticalmente in un pozzo scavato sul dinanzi del sott'affusto. Affusti consimili furono proposti dal generale Chasseloup nel 1793. Nella figura 76 è rappresentato l'affusto idropneumatico d'assedio proposto in Italia nel gennaio del 1870 dal colonnello d'artiglieria Biancardi. Quasi contemporaneamente venne pure proposto in Inghilterra dal Montcrief, lo stesso inventore degli affusti a contrappeso, l'affusto della stessa natura più sopra citato.

Nell'affusto Biancardi alle coscie sono applicati due bracci B a parallelogrammo snodati ed un freno a direzione fissa. Il movimento della bocca da fuoco all'indietro ed in basso avviene per la rotazione dei bracci B. Le linee punteggiate indicano la posizione di caricamento del pezzo. Nella posizione di sparo il Iato superiore A dei parallelogrammi articolati appoggia su di una traversa parallela all'asse degli orecchioni ed unita allo stantuffo del freno. Ne viene, che all'atto dello sparo per la respinta del pezzo il sistema articolato si ripiega rotando, sulle cosce, ed i lati superiori dei parallelogrammi premono sulla traversa unita allo stantuffo.

Quest'ultimo, s'inoltra nel freno costituito da un cilindro ricettore e spinge entro serbatoi d'aria compressa il liquido, che vi si trova, il quale pertanto, elevando il proprio livello, produce sull'aria quell'ulteriore compressione, che serve poi a rimandare il pezzo alla posizione di sparo. L'affusto in batteria è unito al proprio avantreno, e la stabilità del sistema viene assicurata calzando le ruote. L'Armstrong costrusse pure affusti ad eclisse di questo genere, con sotto-affusto, disponendo però il freno idraulico lungo le liscie, pressappoco come nell'affusto a molle Labrousse. Sarebbe assai lungo annoverare ed illustrare tutte le differenti forme di affusti delle artiglierie pesanti; noi ci limiteremo solamente ad accennare e dare ancora i tipi di alcune costruzioni di affusti per cannoniere minime.

Affusti da cannoniere minime. - L'accresciuta applicazione del ferro, come mezzo nel rivestire le navi e le opere di fortificazione di tutte le specie, .collegata colla grande potenza acquistata dalle artiglierie rigate, non permette più le così grandi aperture adoperate nelle cannoniere finora esistite, grandi aperture richieste dal puntamento, pel quale il cannone deve alzarsi ed abbassarsi girando sull'asse degli orecchioni. Si studiò di ridurre l'apertura della cannoniera alla più piccola possibile ossia alla minima grandezza e ciò si ottenne facendo rotare il pezzo intorno alla volata, nel punto dove la volata stessa attraversa la sezione più ristretta della cannoniera; questa si può evidentemente così ridurre ad un occhio, che rimane otturato dalla stessa volata del pezzo e l'affusto dicesi da cannoniera minima.
Questi principi di costruzione vengono applicati con due sistemi distinti.

Col primo la bocca da fuoco non sporge affatto oltre la cannoniera e ruota per conseguenza attorno al diametro orizzontale della bocca, che coincide con quello della cannoniera. L'affusto in questo caso non differisce dagli affusti ordinari a sotto affusti, che nel congegno destinato a produrre la rotazione accennata. Questo sistema richiede una considerevole profondità nell'ambiente, in cui deve essere installata la bocca da fuoco, ma sottrae completamente questa alla vista e dal tiro del nemico; è il sistema proprio delle casematte a cannoniere minime. Coll'altro sistema l'affusto è fatto in modo che la bocca da fuoco, cogli orecchioni approssimati il più che è possibile al piano della cannoniera, sporge con tutta la volata fuori della cannoniera stessa.

L'apertura di questa riesce naturalmente maggiore che nel precedente caso, dovendo dar passaggio ad una parte della bocca da fuoco di maggior grossezza. Inoltre la parte della volata, che sporge fuori dalla cannoniera non potrebbe nel rinculo del pezzo spostarsi all'indietro senza incontrarne il cielo od il fondo, quando è puntata sotto grandi angoli di elevazione o di depressione; perciò gli affusti costrutti con questo sistema devono avere uno speciale congegno ad azione automatica capace di dare alla bocca da fuoco, mentre rincula, un moto rotatorio attorno agli orecchioni che, combinato col movimento retrogrado, valga ad impedire l'incontro della volata colla parete superiore o colla inferiore della cannoniera. Questo movimento rotatorio può essere dato all'affusto e con questo alla bocca da fuoco, oppure a questa sola indipendente dall'affusto.

Questo sistema a rotazione su un punto intermedio della volata rende minime le dimensioni dell'opera entro cui è installata la bocca da fuoco ed è proprio per le torri e cupole girevoli. L'artiglieria, che prima esperimentò su vasta scala affusti per cannoniere ristrette a rotazione del pezzo attorno alla volata, fu l'inglese. Nella fig. 77 diamo il tipo dell'affusto per cannoni da 12" (25 tonnellate) a rotazione del pezzo attorno alla bocca, proposto dal colonnello Shaw dell'artiglieria inglese. È di legno a fianchi massicci riuniti fra loro da traversoni e calastrelli. Il cannone è privo d'orecchioni ed è sostenuto da quattro aggetti, due per parte, sporgenti dalle dentiere del meccanismo di rotazione e che si allogano in quattro corrispondenti intagli praticati in due manicotti, di cui è provvisto il cannone stesso.

Le due robuste dentiere, portanti gli aggetti, formano i lati anteriori e posteriori di una specie di cassetta b formante orecchioniera mobile; con ciascuna di queste due dentiere ingranano due rocchetti solidali di due ruote dentate, visibili esternamente al fianco. Le ruote dentate, il congegno di rotazione e quindi la bocca da fuoco,sono messi in movimento da due brevi tratti di vite perpetua stabiliti su di un albero longitudinale sostenuto esternamente ai fianchi e che può farsi girare con un volantino. Le linee punteggiate nella figura indicano chiaramente come avviene la rotazione del cannone attorno alla propria bocca. Quesl'affusto, esperimentato al poligono di Shaburyness, pare vi abbia dato buoni risultati. Un primo esempio di affusti da casamatta con rotazione del pezzo sulla bocca, lo ritroviamo nell'affusto in lamiera di ferro del capitano Schumann del genio prussiano; esso è rappresentato dalla fig. 78. Il movimento degli orecchioni in alto ed in basso è dato da una robusta vite disposta fra le cosce, la cui madre è girata a sua volta per mezzo di una chiocciola fornita di grossa ruota a manubri. La culatta è contemporaneamente messa in movimento per mezzo di una vite perpendicolare, visibile sulla figura, sotto la culatta stessa. Il maneggio del sott'affusto per il puntamento in direzione avviene, come negli altri affusti pesanti dei nostri tempi, non già per mezzo di una lenta manovra colle manovelle, ma per mezzo di un insieme di ruote dentate, che s'ingranano, messo in movimento da un cannoniere, che sta sul sott'affusto, mediante un volantino. L'affusto Schumann venne esperimentato in Prussia nella casamatta corazzata di Magonza e nella torre girevole proposta dallo stesso inventore; esso non può convenire che per bocche da fuoco di peso relativamente piccolo.

Collo stesso risultato fu messo a prova un affusto Schumann anche dalla nostra artiglieria. Un altro esempio dello stesso sistema diamo ancora nella fig. 79 rappresentante l'affusto per cannone da 12" (25 tonnellate) del capitano Scott adottato in Inghilterra per le torri delle navi corazzate e delle batterie da costa. Esso è sul tipo Schurnann colla differenza, che alla vite di sollevamento è sostituito lo stantuffo di una tromba idraulica. Il tipo di costruzione degli affusti Gruson, adottati in Germania, differisce dal precedente essenzialmente in ciò, che il movimento perpendicolare dello strumento elevatore (tromba idraulica) si trasforma in movimento circolare del pezzo intorno alla bocca o ad un punto molto vicino alla bocca.

La fig. 80 ci rappresenta un affusto del Gruson ricavato con getto di ferro duro in Buckau nel Magdeburgo. Il movimento al cannone è dato per mezzo di una piccola pompa a pressione idrostatica disposta contro i fianchi dell'affusto, la quale agisce su di una traversa scorrevole entro intagli circolari praticati nei fianchi stessi. Una nuova costruzione di questa specie del Gruson, adottata in Italia ed in Germania, si vede nella fig. 81. Gli orecchioni del cannone riposano su due appoggi, i quali scorrono su due liscie di forma circolare disposte contro i fianchi dell'affusto, e vengono sollevati od abbassati da una traversa per mezzo dello stantuffo di un cilindro idraulico, secondoché il liquido (glicerina) è spinto od allontanato nel cilindro stesso. La parte superiore dell'affusto striscia nel rinculo sulle liscie salienti di un telaio, sott'affusto, ed è arrestata da un freno idraulico. La pressione idraulica nel cilindro, che si vede nella figura sporgere lateralmente al sott'affusto, è prodotta non più da una pompa a mano, ma per mezzo di un accumulatore. Consiste questo in un cilindro di ferro piuttosto lungo, nel quale si fa sollevare dal liquido un grosso peso; la pressione risultante da questo peso si utilizza per sollevare il cannone. Infatti mediante il giro di un rubinetto messo il cilindro dell'accumulatore  in comunicazione con quello sporgente lateralmente lo stantuffo di quest'ultimo viene spinto per la pressione dei peso suddetto con esso viene sollevata la bocca da fuoco.

Ma il miglioramento più rilevante introdotto nel nuovo affusto da cm. 80 del Gruson, si è il modo con cui avviene l'abbassamento della bocca da fuoco, nel quale si trae profitto del peso della medesima per rimettere alla primitiva altezza il peso entro l'accumulatore, per cui viene risparmiata la forza prima impiegata a tale scopo da una pompa. In questo modello Gruson più recente, la rotazione non avviene in realtà sulla bocca, ma su di un perno poco distante dalla bocca portato da due bracci di lamiera, che si distaccano dal saettone del perno del sotto affusto.

Come esempio d'applicazione del secondo principio più sopra esposto, cioè di affusti per cannoniere minime a rotazione sopra un punto intermedio, anziché sulla bocca, troviamo i sistemi Biancardi, Armstrong e Krupp. I primi di questo genere sono un affusto da torre e casamatta per cannoni da centimetri 15 ed un affusto per cannoni da centimetri 32, stati costrutti dalla nostra artiglieria sui disegni del capitano Biancardi (ora colonnello) ed esperimentati al campo di San Maurizio. Più recentemente furono costrutti dall'Armstrong e dal Krupp. affusti per i più grossi cannoni di marina e da costa, sullo stesso principio, coi quale il Biancardi stabiliva il congegno a rotazione nel rinculo (V. Congegni applicati agli affusti).

La fig. 82 ci rappresenta il metodo messo in pratica dal sig. Armstrong per i cannoni da 100 tonnellate da installarsi entro le torri girevoli delle navi. Non vi ha affusto propriamente detto. Il cannone è sorretto sul dinanzi da due cuscinetti R porta-orecchioni, scorrevoli entro guide fissate sopra due liscie, le quali sono assicurate sul suolo della torre girevole. Allorché il pezzo è in batteria questi due cuscinetti si trovano in grande prossimità della bocca della cannoniera di guisa che quasi tutta la volata sporge all'infuori. Due freni idraulici, uno per ogni liscia, messi in comunicazione con un accumulatore idrostatico e col serbatoio di una pompa premente, limitano il rinculo e servono poi di motore per rimandare la bocca da fuoco in cannoniera.

In culatta il cannone è unito a snodo ad un altro cuscinetto ad orecchie C, il quale scorre sopra una guida ricurva AB, la cui parte anteriore può essere alzata od abbassata mediante una pompa idraulica premente per fare il puntamento in elevazione, mentre la parte posteriore B ruota attorno ad un punto fisso. Al termine del rinculo, qualunque sia l'inclinazione della guida, l'asse della bocca da fuoco risulta orizzontale e la bocca da fuoco durante il rinculo ruota intorno agli orecchioni quanto e come è necessario per non urtare colla volata la cannoniera. Accenniamo ancora agli affusti a soppressione di rinculo proposti allo scopo di ridurre al minimo possibile le dimensioni dell'opera entro cui è installata la bocca da fuoco, ciò che costituirebbe un vantaggio grossissimo.

Il generale Cavalli dell'artiglieria piemontese pel primo propose affusti da casamatta a cannoniera ristretta e soppressione di rinculo; egli costruì questi affusti di ghisa in un pezzo solo con due fianchi riuniti da un fondo, dalla faccia inferiore del quale sporge in basso un grosso maschio. Questo maschio entra in un foro praticato in paiuolo costrutto con grossi travi di legno appoggiati su dormienti e collocati a breve distanza l'uno dall'altro mediante tasselli di legno interposti. Così tutta la forza viva di rinculo dell'affusto era assorbita dal paiuolo, e si convertiva in un inflessione elastica dei travi costituenti il paiuolo stesso.

Il Krupp propose pur esso recentemente affusti da casamatta corazzata o torre a cannoniera minima per rotazione del pezzo sulla bocca ed a soppressione di rinculo, allo scopo specialmente di otturare completamente e costantemente la cannoniera ed avere in questa un punto d'appoggio per la rotazione del pezzo, ciò che semplifica notevolmente la costruzione dell'affusto. Questo infatti si riduce a due semplici fianchi oscillanti su di un sott'affusto, con guide rettilinee interne per cuscinetti reggi-orecchioni ed elevatore a vite, oppure idraulico, sottostante. L'elevatore oscilla unitamente all'affusto, mentre la bocca del pezzo è articolata colla corazza mediante un ingrossamento sferico, che ottura completamente la cannoniera di forma corrispondente sferica. Il cannone forma così una cosa sola colla corazza, la quale riceve tutta la forza viva di respinta nel rinculo, per cui dal Krupp venne denominato cannone corazza. Il Krupp ebbe risultati favorevoli con cannoni da 9 e da 15; persi lo sforzo continuo di trazione, a cui è soggetta la bocca da fuoco nello sparo, e le deformazioni, cui può andare incontro la corazza per effetto del tiro nemico, fanno dubitare che all'atto pratico potrebbe venire impedito il funzionamento dell'articolazione sferica. Di questa specie di affusti diamo un tipo nella fig. 83 rappresentante il nostro affusto per cannoni a sfera.

L'ingrossamento sferico, o sfera, del cannone è collegato allo scudo, che chiude la cannoniera, da due anelli, uno liscio e l'altro a vitone. Quest'ultimo è munito di una corona dentata (visibile nella figura), nella quale ingrana una vite perpetua a manubrio, che serve a farlo girare. In tal modo il rinculo ò soppresso. L'affusto, consiste in un cavalletto di ferro a rotelle costituito da due ritti, un cappello ed una base. Fra i ritti scorre un cuscinetto reggi-orecchioni, che può essere abbassato o sollevato da una dentiera, la quale fa parte di un ingranaggio. Un volante a manubri applicato al fianco sinistro dell'affusto mette in azione l'ingranaggio ed è fermato per mezzo di un freno ad attrito e di un altro a palette di arresto, comandati entrambi da un manubrio a contrappeso sporgente indietro Un secondo ingranaggio, solidale coi precedente, fa muovere due indici che segnano, in gradi e centesimi di grado, l'elevazione del pezzo su di un disco applicato al ritto sinistro.

Un volantino a manubri ed una chiocciola d'arresto pure a manubri, situati sulla destra dei due ritti, comandano un terzo ingranaggio, il quale, agendo sulla rotella destra dell'affusto, serve a dare la direzione. Questa è segnata da un indice sopra un arco graduato del paiuolo. Ove si dovessero eseguire più colpi nella stessa direzione, l'affusto è tenuto fermo per mezzo di una zampa, che abbraccia la rotaia, sulla quale scorrono le rotelle dell'affusto stesso, e che viene serrata fortemente ad essa girando un apposito volantino situato anteriormente. Nella figura 84 diamo il tipo dei nuovi affusti corazzati per cannone da 12 ARC, di cui un certo numero sono per conto nostro in commessa presentemente.

E' a rinculo soppresso, di ferro, costituito da due fianchi rettangolari paralleli con fondo munito inferiormente di un perno ed é girevole per mezzo di quest'ultimo stilla testa di una colonna di ferro vuota, 1 fianchi fanno sistema superiormente con una calotta sferica fornita di cannoniera minima ed i cui lembi appoggiano su di una avancorazza circolare di ghisa. La calotta sferica è formata da 4 cm. di ferro e 14 cm. di acciaio laminato. Il cannone ha invece degli orecchioni, un manicotto con due sporgenze ad arco per parte, le quali scorrono entro corrispondenti scannellature praticate nei Fianchi e concentriche alla cannoniera. Per dare la direzione si solleva dapprima la colonna, e con questa l'affusto e la calotta, per mezzo di un ingranaggio a vite unito alla sua base; poscia si fa girare l'affusto sulla testa della colonna mediante un altro ingranaggio posto alla base dell'affusto stesso e maneggiato con un volante situato a destra.

Si dà l'elevazione per mezzo di un ingranaggio con volante a sinistra, che agisce su di una dentiera circolare graduata, unita al manicotto. Un contrappeso, infilato sulla colonna ed unito all'estremità inferiore della dentiera mediante una catena, serve per tenere in equilibrio il cannone. Tutto il sistema è racchiuso in un pozzo diviso in due piani e munito di scaffali per allogarvi i proietti. I nostri cannoni da costa di maggiore potenza, come quelli da cm. 40 per la difesa del golfo di Spezia, sono installati su torri girevoli corazzate, composte di grosse corazze di ghisa e sostenute da una costruzione, che si può far ruotare intorno all'asse della torre per mezzo di appositi meccanismi. Tale costruzione è riparata da una avancorazza, oltre la quale si protende lo spalto antistante all'opera. La bocca da fuoco sporge colla volata dalla cannoniera, e, pel puntamento in direzione, ruota attorno ad un perno, che sta sotto l'apertura esterna della cannoniera; con adatti cerchi é assicurata su due cuscinetti, che fanno da affusto, i quali possono scorrere lungo due guide oscillanti attorno ai perno di rotazione e costituenti le liscie di sull'affusto.

Le guide sono sorrette posteriormente dallo stantuffo di una tromba idraulica, la quale serve per dare la voluta inclinazione alle guide e quindi alla bocca da fuoco. Nel rinculo le guide non si muovono e la bocca da fuoco è obbligata dai cuscinetti, con cui è collegata, a rinculare nel senso del proprio asse, per cui non può avvenire urto della volata colla cannoniera. A questo genere d'installazioni delle bocche da fuoco, molto pesanti, si è applicata la forza idraulica al movimento non solo dell'affusto, ma anche dell'otturatore, dello scovolo e del calcatoio, e pel trasporto al pezzo ed introduzione nell'anima delle munizioni e materiali vari. Questi sistemi sono i più perfezionati, che siano applicati al giorno d'oggi alla disposizione delle bocche da fuoco in batteria.

Di questi affusti, così detti idraulici, sono pure provviste le bocche da fuoco della marina. Presso la nostra marina servono per i cannoni da cm. 45 e da cm. 43 installati nelle torri. I quattro cannoni da cm. 45, dei quali sono armate le grandi navi corazzate il Duilio ed il Dandolo, sono sistemati due a due entro torri girevoli corazzate, sistema Schneider, e sono maneggiati con congegni idraulici. Come pure i quattro cannoni da 43 cm., di cui è armata la corazzata Italia, sono sistemati due a due in barbetta, sopra piattaforma girevole entro un ridotto corazzato con piastre Compound, grosse 48 cm. d'acciaio e di ferro, e sono manovrati mediante congegni idraulici. Anche l'Affondatore ed il Bausan sono armati di cannoni, da mm, 254 d'acciaio e ferro fucinato, disposti su affusti idraulici. Gli affusti del Bausan sono sistemati a barbetta in coperta a poppa e prora, quelli dell'Affondatore sono sistemati nelle torri corazzate a poppa ed a prora. Qui viene opportuno dare un cenno delle cupole girevoli, che rispondono ai nuovi bisogni della difesa, in seguito alla generale introduzione dei proietti pieni di sostanze esplosive potentissime. Furono inventate dal generale belga Brialmont, il quale nell'anno 1868 costrusse le cupole del forte S. Filippo ad Anversa, che noi rappresentiamo nella figura 85. La cupola corazzata consiste in un cilindro in lamiera, che si appoggia su di una base in muratura e gira su congegni metallici, attorno al suo asse, oltrepassando di assai poco colla sua parte superiore le costruzioni circostanti. Il puntatore fa muovere a volontà la torre; all'istante da lui scelto, compare la cannoniera nel lato conveniente; allora dà fuoco al pezzo.

Appena partito il colpo, la cupola continua il suo movimento di rotazione per cui venendosi a coprire la cannoniera il proietto nemico non incontra più che una corazza metallica, di cui lo spessore varia tra i 30 e 120 millimetri, e sulla cui superficie levigata e mobile scivola senta aver presa.  Il comandante del genio francese Mougin costruì una cupola perfezionata, che installò sul forte di Bucarest (figura 86). Questa cupola B ha un diametro di m. 3,90 e centimetri 90 di spessore; le piastre sono in ferro laminato; le due piastre della copertura pesano, da sole, Kg. 19,900. Il tutto s'appoggia sopra un perno idraulico coll'intermezzo di uno strato di glicerina, dimodoché non havvi sfregamento di metallo contro metallo. Il pezzo è sparato per mezzo dell'elettricità. Il movimento di rotazione, alla cupola B, è impresso per mezzo di un asse, che si può far girare a braccia, A, situato sotto al cannone. Il Mougin costruiva al campo di Ghàlons una torre sferica dello stesso genere. Un altro ufficiale francese, Bussière, immaginava pure una torre, detta a contrappeso accumulatore.

Questa torre, rappresentata dalla fig. 87, ha un'altezza di m. 1,20, un diametro di 3 a 4 metri ed uno spessore di cm. 45; essa è fatta di metallo compound ed è quasi tutta affondata in una specie di pozzo in muratura. Il cilindro si appoggia sopra una corona in acciaio, che si prolunga da 30 a 50 centimetri verso l'interno del pozzo. Il peso totale della parte mobile dell'opera, corazzatura, bocche da fuoco, personale e munizionamento compresi, è di circa 190,000 Kg. Questa parte mobile è sostenuta da uno strettoio idraulico, il cui cilindro è solidale colla parte inferiore di un perno messo in comunicazione con un contrappeso accumulatore. Il contrappeso, collocato in una cavità vicina al pozzo della torre, si compone di un cilindro verticale mobile, di cm 30 di diametro interno, formato da dischi di ferro fuso costituenti un peso di Kg68,000 e disposti sopra uno stantuffo differenziale. Esso è destinato ad equilibrare la maggior parte del peso della torre corazzata ed a ridurre così al minimo possibile il lavoro necessario per mettere il pezzo in batteria e per eclissarsi dopo lo sparo (V. La science illustree, n. 61, p. 125).

Notevole è pure la cupola girevole proposta da Schúmann nel 1868, costrutta ed esperimentata al poligono di Tegel.

Essa era cilindrica e la sua copertura aveva la forma di una calotta sferica poco curva. Essa aveva il diametro interno di 5 m., l'altezza nel mezzo di m. 3,25 e sporgeva poco dal parapetto offrendo un bersaglio di 90 centimetri. Il suo peso, compreso quello dei due cannoni con i loro affusti, era di circa 57 tonnellate. Negli anni 1869-70 lo stesso maggiore Schumann proponeva cupole di minori dimensioni, del diametro di m. 3 al più, atte a ricevere un solo cannone da 24 corto. Nel mese di agosto (1890) avevano luogo nel nuovo poligono di Grusonwerk presso Tangerhutte, in presenza di una Commissione belga, per la prima volta esperienze su cupole per 2 cannoni da 15 cm, con due affusti a totale soppressione di rinculo.

Le cupole erano destinate a far parte dell'armamento di Liegi e di Namur e la fornitura ne fu affidata alle due ditte Gruson e Cockerill. Affusti e cupole funzionarono così bene da sorpassare ogni aspettazione e dopo il tiro non presentarono alcun guasto. La rotazione delle cupole si compiva colla velocità di 35 a 58 secondi per un giro intiero impiegando nella manovra 6 uomini. Ritornando agli affusti, ricorderemo ancora che nel 1771 si provò a Potsdam un affusto-slitta. La slitta era munita di una timonella, e sgabelli disposti sui lati sostenevano i serventi. La prova non riuscì, ma l'idea fu presa dagli Inglesi che, in vista di operazioni invernali, organizzarono nel Canadà delle batterie di campagna montate su slitte. Queste si componevano di una piattaforma lunga 2 metri, larga m. 1,20 e collocata su suole di m. 0,40 d'altezza; a queste ultime si univano due forti traverse, alle quali erano fissate le cosce, che portavano il cannone. Il tutto era trainato da pariglie condotte con lunghe redini. Infine, non possiamo trascurare di accennare alla importantissima applicazione fatta dal Maxim l'illustre inventore della lampada ad incandescenza e della mitraglieria automatica, a Shoeburyness, di un sistema di manovra elettrica dei cannoni da 43 tonn. Tanto il puntamento in direzione, che quello in elevazione, sono ottenuti per mezzo di due dinamo, che danno movimento a ruote, rocchetti, rotismi, ecc. La dinamo del primo é fissata al sott'affusto e produce anche lo scorrimento dell'affusto sul sott'affusto; la dinamo del secondo è fissata all'affusto. Per trasmettere la corrente alle dinamo e per farle girare in un senso od in senso opposto con maggiore o minore velocità s'impiega un manipolatore. La corrente elettrica serve anche a sparare il cannone. (Per avere particolareggiate notizie su questa scoperta il lettore può ricorrere al numero del 6 febbraio 1866 del periodico La Lumière electrique, oppure al vol. I, pag. 618 della Rivista d'Artiglieria e Genio, anno 1886). Pare che questo sistema sia molto semplice ed abbia dato buoni risultati. Un uomo solo, anche ad una certa distanza, può eseguire la manovra del pezzo, anzi potrebbe far funzionare un certo numero di pezzi sia isolatamente che tutti insieme. Un apparecchio elettrico analogo fu ultimamente adattato dal Maxim ad un affusto del sistema Moncrieff.

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