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La retrocarica trovò pure applicazione nelle armi da fuoco portatili destinate
alla difesa più vicina come le pistole, le terzette, ecc. Il colonnello americano Colt,
possessore di una manifattura di armi da fuoco in Hartford, metteva pel
primo in commercio una pistola a rotazione così detta
revolver, costrutta secondo i nuovi principii. In questa pistola veniva migliorata, a
vantaggio dell'alleggerimento, l'idea non nuova di pistole a più
canne disposte in modo che girassero attorno al loro asse, facendo sì
che girasse solo la camera della polvere perforata in un solido cilindro
di acciaio, ed i suoi proietti passassero successivamente in una sola
canna rigata. Il revolver di Colt aveva però l'inconveniente di dover
essere armato successivamente e singolarmente per ognuno dei suoi sei
spari; non era quindi conveniente per tutti i casi di scontri
vicinissimi. Gl'Inglesi Adam e Deane
costruivano perciò un revolver, col quale si potevano eseguire tutte le
funzioni, girare il cilindro, armare e scattare, per mezzo della sola
pressione sul grilletto, per cui si potevano sparare di seguito i
cinque colpi che il revolver stesso portava.
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Esso veniva adottato per la marina inglese e deve
aver prestato un buon servizio nelle guerre di Crimea e
delle Indie. Nella vita privata e per l'armamento degli
ufficiali ebbe buon esito un revolver costrutto da Lefaucheux. La superiorità di esso sulle due
precedenti costruzioni consiste specialmente nella cartuccia rappresentata in grandezza naturale
nella fig. 214, costituita da un bossolo di lamina
di rame, che collega innesco, polvere e proietto e che facilmente può essere introdotto colla
mano destra, per l'apertura dello sportello di caricamento esistente dirimpetto al cane,
nelle camere del cilindro. |
Nello stesso tempo, che s'introducono le cartucce, si fa girare
colla mano sinistra il cilindro in modo da presentare successivamente una delle sue sei
camere per essere caricate. La fig. 215 rappresenta il meccanismo di scatto del
revolver Lefaucheux alla scala di 1/2 e la figura 216 l'insieme del medesimo alla scala di 1/5
della naturale grandezza. Il cane si trova sulla tacca di riposo; la sua parte inferiore fa le
veci della noce, il grilletto fa le veci della molla di uno scatto a percussione. Nell'armare il cane, questo preme colla sua rotella in
B la molla di scatto A; il grilletto
D, la cui parte superiore è tenuta contro il cane per effetto della molla
C, impiglia nella tacca di sparo.
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Nello stesso tempo e durante l'armare del cane il bocciuolo
G, unito a snodo al cane e spinto contro il cilindro di caricamento dalla molla
H, si solleva e colla sua punta agisce sui denti di una rosetta, che contorna lo sbocco posteriore del foro dell'albero, e
produce la rotazione del cilindro. Questo gira finché la copiglia
F, per effetto dello stesso ruotare del cane, entra nel cilindro e lo arresta nel momento in cui una delle
camere imbocca la canna e si presenta al cane armato e diretto il percussore di una
cartuccia. Premendo allora sul grilletto
D, il cane si disimpegna da quest'ultimo e, spinto dalla molla
di scatto, cade con forza sul percussore della cartuccia producendo l'esplosione. Coll'armare
di nuovo il cane si porta davanti, al medesimo un nuovo percussore ed
un'altra delle sei camere imbocca la canna e così di seguito. |

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Per unire il vantaggio della disposizione a tiro
continuo del revolver Adam-Deane colla giustezza di tiro
della pistola a rotazione Lefaucheux, il fabbricante d'armi da fuoco
Schilling in Suhl provvide il revolver Lefaucheux di doppia rotazione. Questa permetteva il tiro intermittente ed
il tiro continuo, a volontà, ossia di armare il cane dopo ogni singolo colpo oppure
di poter sparare i sei colpi di seguito colla semplice pressione del
grilletto.
La maggior parte delle costruzioni conosciute nei nostri tempi sono basate sui sopra
esposti principii.In Italia fu adottata per l'esercito la pistola
Chamelot-Delvigne (fig. 217) a percussione centrale ed a rotazione
continua ed intermittente.

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Gli organi del meccanismo di scatto e di rotazione
sono simili a quelli della pistola Lefaucheux. Lo scatto
è separato dal grilletto e vi è aggiunta la molla dello scatto per poter usare la pistola
a movimento intermittente. Premendo sul grilletto tanto il bocciuolo
5, che l'elevatore 6 si sollevano; il bocciuolo fa girare il cilindro, mentre l'elevatore fa ruotare il cane;
il cilindro è arrestato da una sporgenza del grilletto, che penetra negli incavi
7 ed il cane ad un certo punto si libera dal contatto dell'elevatore e
spinto dal mollone batte sull'innesco. |
Questo è centrale, perciò la testa del cane è
foggiata a punta. Questo revolver è ufficialmente denominato in Italia
pistola a rotazione Mod. 1874. Il sistema Chamelot-Delvigne venne pure adottato in Svizzera e nel Belgio. I nostri carabinieri sono armati di un revolver, sistema Lefaucheux, colla
denominazione di pistola a rotazione da carabinieri.

Nella fig. 218 diamo il revolver introdotto nell'esercito tedesco nel 1879; nella
figura 219 il revolver adottato pure in Germania per gli ufficiali, nel 1883. L'armata
reale sassone adottò un revolver modello Adam-Deane. Il revolver Mod. 77 austriaco
proviene dalla fabbrica d'armi del viennese Gasser; è a percussione centrale come il tedesco. Le altre nuove costruzioni di pistole a rotazione sono di
Galand per la Francia, Smith Wesson per la Russia, un Adam-Deane migliorato per l'Inghilterra e la Danimarca, e
di Mervin ed Hulbert, ad estrattore automatico, per gli Stati Uniti. I calibri usati sono di
mm. 10 in Italia, Germania, Danimarca, Olanda, Norvegia, Svizzera, Russia; di
mm. 11 in Inghilterra, Austria-Ungheria, Belgio, Spagna, Francia, Svezia.
Fabbricazione delle armi da fuoco portatili. - La fabbricazione delle armi da
fuoco portatili presso i più grandi Stati si pratica in stabilimenti
governativi; in alcuni però si ricorre soventi nello stesso tempo all'industria
privata tanto dell'interno che dell'estero. In Italia attualmente esistono
quattro fabbriche d'armi governative, a Torino, Brescia, Torre Annunziata,
Terni. La fabbrica di Torino può produrre al giorno fino a 250 fucili, quelle di
Brescia e di Torre Annunziata circa 100 fucili ciascuna al giorno,
quella di Terni può fabbricare da sola 150,000 fucili all'anno.
 Si tratterrebbe ora di concentrare in quest'ultima tutta la produzione. Le fabbriche acquistano
dall'industria privata le materie prime ed alcune parti d'arma, specialmente i
fornimenti. Come stabilimento privato nazionale non abbiamo da citare, che
quello Glisenti in Brescia. La Germania ha fabbriche d'armi e munizioni in Spandau, Erfurt, Danzig, per la
Baviera in Amberga.
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Le fabbriche d'armi austro-ungariche sono nell'arsenale di Vienna ed in Pésth e
stanno sotto la direzione di J. Werndl in Stiria.
La Francia ha fabbriche d'armi a St-Etienne, Chatellerault e Tulle; la Russia in
Ssesstroriask, Tula e Jjewski; la Gran Brettagna in Enfield; la Spagna in
Oviedo; l'America del Nord in Springfield.
Come eminenti fabbriche private estere sono da menzionare in Germania quella
Dreyse in Sómmerda abilissima tanto per armi da guerra come da caccia d'uso
privato e di lusso, Sauer, Schilling e Hàhnel in Suhl, Mauser in Oberndorf (Wúrtenberg)
ed anche Barella, Leue e Timpe in Berlino per armi da caccia e di lusso. In
Austria è nominatissima la fabbrica di J. Werndl in Stiria, che eseguì numerose
commissioni per gli Stati esteri. |

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Una fiorente industria di armi da fuoco, tanto per
scopi di guerra come privati, havvi in Liegi nel Belgio ed in Birmingham in Inghilterra come in diversi
luoghi dell'America del Nord. Per la Svizzera lavora la fabbrica d'armi della Società
industriale Svizzera in Neuhausen. Le più importanti innovazioni in questa industria sono le seguenti: Le
canne, dapprincipio quasi esclusivamente di lamiera di ferro battuto sotto il martello
saldate sulla spina e più tardi, specialmente in Inghilterra, trafilate ovvero sgranate tra
cilindri cannellati, sono in ultimo costrutte a preferenza di eccellente acciaio fuso di
Westfalia, come nelle fabbriche Berger, di Witter in Prussia e Petin-et-Gaudet a
Rive-de-Gier (Loire) in Francia; servono anche bene l'acciaio Bessemer e gli acciai dolci ottenuti
per reazione, come quello della casa Martin a Sireuil (Charente) in Francia. Le canne
di ferro si fabbricano nel modo detto in Francia
à ruban ed in Italia a tortiglione
. Su di una sbarra metallica detta
mandarino si avvolge a spirale una verga di ferro,
di circa 3 centimetri di larghezza, più spessa all'estremità che deve formare la culatta
della canna, che non all'altra estremità che costituisce la bocca. Questa verga così detta
ruban o tortiglione è allora sottoposta a fucinazione, in
modo da farle perdere ogni soluzione di continuità e renderla un tubo omogeneo; nello
stesso tempo si eliminano dal metallo le materie estranee, come il fosforo, lo zolfo ed il
carbone. In seguito la canna è lisciata esteriormente per mezzo di mole potenti, e si
fora nell'interno con macchine speciali, che danno alla canna il calibro preciso, che
deve avere.
Quando la verga, da avvolgere sul mandarino, si ottiene fucinando insieme
lamine sottili di ferro alternate con lamine d'acciaio, trattando con acidi diluiti la
superficie esterna delle canne ultimate, si hanno le canne così dette di
damasco o damaschinate adoperate per i fucili da caccia di lusso. Le canne d'acciaio si ottengono da sbarre
massiccie d'acciaio e digrossate esternamente senza il procedimento suddetto. Le sbarre
massiccie d'acciaio sono forate per mezzo di trapani verticali; i tubi così ottenuti sono
sottoposti alla calibratura per mezzo di un trapano orizzontale, quindi alla tornitura con
torni ordinari da metalli ed all'arrotatura con grosse pietre arenarie immerse per metà
nell'acqua. Talora invece della tornitura si pratica la piallatura per mezzo di pialle ordinarie
da fucili. La canna viene poi ultimata con una serie di altre operazioni che costituiscono il
suo guernimento e finimento, come il taglio della canna alla bocca, l'avvitatura
all'estrema culatta per il tubo o per la scatola di culatta, la camera per la cartuccia, il
lisciamento interno ed esterno, la saldatura dell'alzo, ecc., e nelle armi da guerra la rigatura. Le
altre parti minute d'acciaio e di ferro dei fucili, come quelle che costituiscono il congegno
di chiusura e di scatto, i fornimenti, la bacchetta, ecc., sono preparate fucinandole
in appositi stampi sotto il maglio e quindi lavorandole con diversi mezzi meccanici,
come torni, trapani, pialle, macchine a fare incastri, ecc., oppure con strumenti a mano.
 Il più esteso uso di macchine automatiche, nelle fabbriche europee, venne
dall'America, specialmente da Springfield. Si possono provvedere le varie parti di un fucile
in modo, che, scegliendole a piacimento, si giunge facilmente alla composizione
dell'arma. Uno dei più grandi successi della meccanica moderna è la fabbricazione delle
casse per mezzo dell'ingegnoso e grandioso impiego delle macchine da copiare, le quali
riproducono esattamente la forma di un modello collocato sulle macchine stesse.
Eseguiscono quindi i fusti dei fucili nelle loro forme dettagliate e producono nello stesso
tempo con meravigliosa esattezza gli incassi necessari per l'introduzione dell'acciarino,
congegni di chiusura e di scatto, ecc.; non rimane che finirli alla raspa od alla carta
smerigliata, ed ornarli se si tratta di fucili di lusso. Edizioni per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro
(2005-2009).
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