Esplosivi

Tratto dal "ricettario industriale" del ing. I. Ghersi manuali Hoepli ediz. del 1910.

Balistite.

Ha consistenza cornea, ma cedevole, cornea rossiccio cupo; il suo peso specifico è 1,63; è infiammabile a 180° e abbrucia lentamente all'aria libera. Resiste alla percussione, ma esplode sotto l'azione d'un innesco al fulminato di mercurio ed è dotata di grande regolarità e aggiustatezza nel tiro. Ha potenza quadrupla della polvere nera comune. Resiste all'umidità.

Preparazione.

La balistite inventata de Nóbel è composta di nitroglicerina e fulmicotone solub. in parti uguali. Si comincia dall'impastare, entro recipiente di piombo, la voluta quantità di fulmicotone solub. con quantità doppia di acqua, allo scopo di mantenere nel successivo miscuglio colla nitroglicerina una bassa temp. Si versa quindi con apposito apparecchio la nitroglicerina sul fulmicotone ed al miscuglio si aggiunge l'anilina, la quale avrebbe la proprietà d'impedire al composto di alterarsi e divenir acido. Si può anche facilitar la dissoluzione con lieve addizione di benzina. Compiuto bene l'impasto del fulmicotone colla nitroglicerina, e trattata convenientemente la materia perché l'assorbimento della prima nella seconda sia completo e si ottenga l'assoluta omogeneità di tutta la massa, la si sottopone all'azione di idro-istrattori per liberarla dall'eccesso d'acqua.

Quando non ritiene che il 20 % d'umidità viene compressa fra due cilindri laminatoi a parete cava internamente, ove circola una corrente di vapore che eleva la temp. ad 80°. Si ottengono così delle sfoglie di gelatina quasi trasparenti, alle duali si dà maggiore consistenza immergendole nell'acqua calda. Le sfoglie vengono quindi compresse una seconda volta, e per pochi minuti, fra un'altra coppia di cilindri laminatoi, ed infine sono tagliate in frammenti cubici di mm. 6 di lato, se devono servire per le armi portatili, ed in lunghi fili per le cariche dei cannoni.

La temp. di circa 2900 che si sviluppa nella combustione dà luogo a deterioramento delle armi, per cui si cercò di ridurla e vi si riuscì aggiungendo alla balistite una certa quantità di carbone, che, a tale temp. trasforma tutto il gas carbonico derivante dalla combustione in un volume doppio di ossido di carbonio. Le esperienze fatte a Fontana Liri hanno confermato i vantaggi notevolissimi di tale aggiunta.

Juta nitrata.

È una nitrocellulosa a prezzo mite, che si prepara colla juta cardata, previamente puriflcata coll'ebollizione in soluz. di soda all'1% e con successive abbondanti lavature in acqua; trattandola poi per due ore con 15 p. del miscuglio solfo-nitrico composto di:

Acido solforico (d. 1,84) 3 - Ac. nitrico (d. 1,54) 1

mantenuto costantemente a 15° circa sgocciolandola, lavandola dopo 3 ore, ripetutamente ed in piccole porzioni, con grandissima quantità d'acqua fredda; immergendola in acqua a 50-60 e poi in soluz. fredda e molto diluita di carbonato sodico; lavando nuovamente in acqua fredda ed essiccando infine a 50-60° la juta nitrata ottenuta, distendendola in strati sottili. Questa nitrocellulosa è di color giallo carico, a filamenti setacei, insolubile. in acqua, alcool, benzina, etere; solub. parzialmente nell'alcool etereo e completamente nella nitro-benzina e nell'etere acetico. Gli alcali ed i carbonati alcalini intaccano rapidamente e completamente la juta nitrata.

Accesa all'aria brucia tranquillamente con fiamma gialla e leggermente fuligginosa .Percossa sull'incudine o accesa con capsule al fulminato scoppia come il fulmicotone.

Melinite.

Si sciolgano 30 p. di fulmicotone in un miscuglio di 2 di etere ed 1 di alcool. Si aggiungono 70 di ac. picrico fuso e polverizzato e si scaccia l'eccesso di solvente per evaporazione.

All'acido picrico. Liddite

Ac. picrico 87 - Dinitrobenzolo 10 - Vaselina 3.

Accesa all'aria libera in piccola quantità abbrucia semplicemente con fiamma viva. Non esplode neanche se collocata su d'una lastra di ferro rovente o battendola col martello sull'incudine. Se in un miscuglio di polvere nera e liddite si accende la prima, essa deflagra senza accendere la liddite. Esplode solo se, rinchiusa in uno spazio ristretto, le si fa subire un urto violento. Si usa per granate nelle quali si cola dopo averla fusa a b. m. Il detonatore è al picrato d'ammoniaca.

E assai efficace per grosse granate (23 a 25 cm.) mentre è di effetto quasi nullo nelle granate inferiori ai 15 cm. Ha il difetto di decomporsi col tempo.

Polvere Boyd

Nitrato di potassa 43,75 Solfo 18,75 Calce in polvere 12,50Nitrato di bario 12,50Ac. picrico 6,25 — farina di legno 6,25.

Polvere Tschirner

Ac. picrico 57 Clorato di potassa 38 Resina 5 .

S'innaffia il miscuglio con benzina formandone una pasta che si modella in cartucce.

Ai picrati.-Polvere Bruyere.

Picrato di ammoniaca 54 Nitrato di potassa 46.

E di fabbricazione relativamente sicura, è stabile e di forza doppia della polvere nera. Si può lavorarla ad umido perché l'acqua non l'altera.

Bronolite

Picrato doppio di soda e di barite 15 a 30. Picrato doppio di soda a piombo 8 a 30 — Picrato di potassa 2 a 10 Nitronaftalina 5 a 20— Nitrato di potassa 20 a 40 Zucchero 1,5 a 3 Gomma 2 a 3 Nero fumo 0,5 a 4.

Al nitrato d'ammonio.

Questi esplosivi contengono una quantità di materie carbonate superiore di più che 1% a quella determinata col calcolo per dare dell'ossido di carbonio e dell'idrogeno libero.

Curcuma 40,8 Nitrato d'ammonio 59,2. Zucchero 35 Nitrato d'ammonio 65.

Dinitrobenzolo 1 Farina di frumento 30 Nitrato d'ammonio 69.

Dinitrobenzolo 1 Naftalina 12 Nitrato d'ammonio 87.

Polvere amido.

Nitrato di potassio 48,5 Nitrato d'ammoniaca 38,5 Carbone 13.

Oltre che per mine potrebbe servire per armi da fuoco essendo poco fumigena e non esercitando che debole pressione sulla canna mentre è dotata di energiche proprietà balistiche.

Per mine. Nitro cupro-ammonio.

Nitrato cupro-ammonico 20 Nitrato d'ammoniaca 80.

Polvere Bennet.

Nitrato di potassa 65 Solfo 10 Carbone 18 Calce diluita 7.

La calce serve a indurire la grana.

Ammonite.

Nitrato d'ammoniaca 89 Dinitronaftalina 11.

Ammonal

1° tipo.

Nitrato d'ammoniaca 78,5 Nitrato di potassa 17,5 Olio vegetale 2,5 Alluminio in polvere 1 Nitrato di barite 0,5.

2° tipo.

Nitrato d'ammoniaca 84,5 Nitrato di potassa 1 5 Carbone 8 Alluminio in polvere 5,5 Nitrato di barite 0,5.

Densite.

Nitrato d'ammonio 8,1 Nitrato di stronzio 10,4 Trinitrotoluol 8,5.

Roburite.

Nitrato d'ammonio 87,5 Dinitrobenzina 7 Solfato d'ammoniaca 5 Permanganato di potassa. 0,5.

Al perclorato d'ammonio.

Perclorato d'amm. 51,2 Nitrato di soda 37,3 Naftalina 11,5.

Perclorato d'ammonio 37,40 Nitrato di sodio 27,87 Nitrato d'ammonio 8,34 Trinitronaftalina 27,99.

Perclorato d'ammonio 47,7 Ossalato di sodio 27,3 picrato d'ammonio 25.

Perclorato d'ammonio 53,24 Trinitronaftalina 14.40 Ossalato d'ammonio 32,3.

Perclorato d'ammonio 48,4 Trinitronaftalina 17,8 Ossalato di calce 33,8.

Cremonite.

Perclorato d'ammonio 48,85 Picrato d'ammoniaca 51,15.

Al clorato di potassa.

Generalità. Le polveri al clorato di potassa sono generalmente deflagranti, perché i prodotti della loro combustione sono tutti composti binari, come il cloruro di potassio e l'ossido di carbonio, e perciò i fenomeni della loro dissociazione avvengono ad una temperatura altissima che precipita rapidamente per la facilità di combinazione dei due nuovi prodotti. Avviene quindi che le pressioni sviluppate sono brusche e violente, al contrario di quanto succede nella combustione ad esempio delle polveri nere nelle quali le pressioni sono rallentate dal formarsi successivo di prodotti complessi quali i solfati e i carbonati di potassa. Inoltre il clorato di potassa ardendo sviluppa grande quantità di calore che dalle prime molecole accese si trasmette alle vicine elevandone la temperatura, proprietà che rende il clorato sensibilissimo all'urto, sotto l'azione del quale facilmente detona. E quindi necessario che la macinazione del clorato sia sempre fatta separatamente da quella delle sostanze combustibili colle quali dovrà poi essere mescolato. Anche l'operazione del miscuglio sarà fatta senza urti nè sfregamenti, e con tutte le cautele possibili.

Altra applicazione di notevole importanza degli esplosivi a base di clorato di potassa, è quella per la produzione di inneschi e per la carica delle torpedini e dei proiettili cavi. Coi miscugli di clorato di potassa collo zucchero, oppure con il trisolfuro di antimonio, si preparano degli esploditori automatici che agiscono sotto l'azione di poche gocce di ac. solforico. Questo decompone istantaneamente il clorato alla temp. ordinaria e ne libera tutto l'ossigeno che combinandosi alle sostanze combustibili, zucchero o antimonio, ne determina l'immediata esplosione.

Assolutamente vani invece furono i tentativi per adottare composti cloratati per le armi da fuoco, e ciò per la incostanza dei loro effetti balistici, dovuta anche alla facilità di decomposizione del clorato di potassa in presenza del vapore acqueo, sotto l'azione del quale formasi del cloruro di potassio inesplosivo, restando libero l'ossigeno.

Per armi a fuoco, mine, ecc.

Clorato di potassio 39 Borato di potassio 18 Cloruro d'ammonio 2 Carbone di legna 2 Glicerina o petrolio raffinato 2.

Chedditi o esplosivi di Street.

Gli esplosivi clorati si possono rendere pericolosi con l'aggiunta di una materia plastica, che in questo caso è l'olio di ricino. Si scioglie a caldo un idrocarburo nitrato nell'olio di ricino e vi si incorpora il clorato di potassa finemente polverizzato. Secondo le proporzioni si possono ottenere esplosivi di violenza assai svariata. I derivati nitrati adoperati sono la nitronaftalina la nitrobenzina, i nitrotolueni e l'ac. picrico. Come sicurezza di maneggiamento le chedditi stanno fra gli esplosivi pericolosi e quelli di sicurezza, e come forza stanno fra le polveri nere e le dinamiti.

Questi esplosivi sono detti a doppio effetto perché senza innesco si comportano come la polvere nera e coll'inl'innesco costituiscono un esplosivo rompente.

Si può sostituire l'olio di ricino con oli minerali o con paraffina. Vi si incorpora pure talvolta del ferro o dell'alluminio, con aggiunta di perclorato.

Darò ora alcune formole.

Cheddite comune.

Clorato di potassio 80 Olio di ricino 8 Nitronaftalina 12.

Cheddite media.

Clorato di potassa 80 Olio di ricino 5 Nitronaftalina 12 Ac.picrico 2.

Cheddite brisante, ossia ad azione violenta, rompente:

Clorato potassico 75 Olio di ricino 5 Nitronaftalina 1 Binitrotoluene 19.

Nitrederivati.

Instabilità. È dovuta a che l'umidità favorisce la scissione del residuo nitrico, analogamente a quanto avviene nelle altre combinazioni degli alcool superiori con gli acidi minerali ed organici. Quando l'esplosivo non è mantenuto a temp. sufficientemente bassa, la porzione d'ac. nitrico che si rende libera agisce come ossidante abbruciando parte della materia organica, sviluppando tanto calore da raggiungere la temp. di decomposizione o di esplosione. Occorre dunque: 1° completa disidrazione; 2.° conservazione in involucri impermeabili e in locali riparati dall'umidità.

Ai derivati amidati.

Questi derivati abbassano notevolmente la temp. d'esplosione, senza diminuire la forza balistica.

Per preparare industrialmente queste amidi si parte dal dicianammide: se ne mescolano 1000 p. con 2500 d'acqua e 100 d'ac. solforico a 60° e si scalda a 85-90° Si produce viva reazione e l'ebollizione del liquido continua senza bisogno di scaldare. Quando è calmata si scalda a 90° per circa mezz'ora e si ottiene la dicianamide allo stato di

solfato. La si mette a digerire a 70-80° con del carbonato di bario per trasformarla in carbonato. Si scompone questo scaldando il liquido filtrato fino ad evaporazione. Si svolge gas ammoniaco che viene raccolto. Il carbonato di guanidina così formato è nitrato.

Se ne prendono p. es. 1100 p. e si sciolgono in 2000 p. d'ac. solforico monoidrato con precauzione e lentezza. Si aggiungono 1750 p. d'ac. solforico. Si continua a raffreddare e vi si fanno colare lentamente 1100 p. di ac. nitrico concentrato evitando l'innalzamento di temp., e si agita. Si diluisce infine con 1500 d'acqua e la nitroguanidina precipita.

Ecco alcune composizioni della Ditta Nobel.

Nitroglicerina 45 Nitrocellulosa 30 Nitroguanidina 25.

Nitroglicerina 40 a 30 Nitrocellulosa 40 a 45 Nitroguanidina 20 a 25.

Nitroguanidina 60 a 30 Nitrato di potassio 20 a zero Acido picrico 20 — Nitrato d'ammoniaca 0.40 Dinitrotoluene 0,10.

Nitroguanidina 25 - Nitrato d'ammoniaca 51 Alluminio in polvere 10 Dinitrotoluene 8 Resina 2.

Nitroguanidina 15 Nitrato di guanidina 10 Nitrato di potassio o di bario 20 Nitrato di ammonio 35 Alluminio e sabbia fina 15 Nitronaftalina 5.

Al nitrobenzolo.

Clorato di potassio 65 Nitrobenzolo 26 — Ac. picrico 10,4 Cellulosa 6.

Al petrolio, per mine. Si mescola del petrolio con clorato di potassio o di sodio nella proporzione teorica necessaria per dare una combustione completa, ossia 10 % pel clorato di potassio e 12 % per quello di sodio Questi esplosivi non esplodono che con capsula di fulminato di 0,5 al minimo.

Aurantia. Questa materia colorante che dà una bella tinta aranciata ai cuoi e alla lana, ma che venne soppiantata dai colori azoici, può, specialmente allo stato compresso, agire come esplosivo rompente. Si provoca la detonazione mediante una capsula di fulminato di mercurio come per l'ac. picrico e gli altri esplosivi rompenti. È più ricca di azoto dell'ac. picrico e suoi effetti sono superiori a quelli del trinitrofenolo; inoltre è assolutamente stabile, e non presenta alcun pericolo come lo ha dimostrato il suo uso come materia colorante. E' una esanitrodifenilamina.

Dinamiti. geligniti. Sono adatte specialmente per miniere di carbon fossile.

Nitroglicerina 59 Dinitrocellulosa 4 Nitrato di potassa 29 Farina di legno 8.

Alcuni tipi contengono pure dell'ossalato alcalino.

Atlante. Molto usata in Inghilterra:

Nitroglicerina 75 a 50 Farina da legno nitrificata 21 a 14Nitrato di soda 2 a 34 Carbonato di magnesia 2.

Alla potassa.

Nitroglicerina 48 Nitrato di potassa 39 Cellulosa 13.

Oarite.

Nitroglicerina 20 Nitrocellulosa 10 Dinitrobenzina 10 Nitrato di bario o di potassa 60.

Vigorina

Nitrolina oppure nitroglucosio 40 - Cellulosa nitrica 22- Nitrato di potassa 22 - Clorato di potassa 16.

Antigrisoutose. Grisoutite. E composta di un miscuglio di dinamite ordinaria col 50 % del proprio peso di carbonato o di solfato di magnesia, sostanze aventi la proprietà di tenere in combinazione col nuovo esplodente una certa quantità di acqua di cristallizzazione che può raggiungere sino il 30%. Questa mettendosi in libertà, assorbe una certa quantità di calore che diminuisce la temp. dei prodotti dell'esplosione, con soppressione appunto della fiamma, ma però con diminuzione nella forza dell'esplosivo.

Bellite. Miscuglio di:

Nitrato d'ammoniaca p. 80 Dinitrobenzina 20.

Queste due sostanze solide sono finemente macinate, quindi mescolate intimamente in una botte cilindrica girante su se stessa, riscaldata col vapore a 100°. La dinitrobenzina si fonde e avvolge le molecole del nitrato, dando loro così una specie di vernice che le protegge dall'azione dell'umidità. Prima del raffreddamento completo della massa, quando cioè questa serba ancora delle qualità plastiche, se ne modellano delle cartucce compresse.

La bellite esplode all'aria libera per l'azione di un innesco contenente mezzo grammo di fulminato di mercurio.

Gelatina- esplosiva di guerra. Composta di :

Nitroglicerina p. 86,4 Fulmicotone solubile 9,6 Canfora 4.

La gelatina esplosiva di guerra ha lo stesso aspetto della dinamite- gomma e proprietà identiche. Ha però una maggiore insensibilità e resiste, senza esplodere, anche alla percussione di un proiettile lanciato da una bocca da fuoco posta a piccola distanza. Inoltre esplode difficilmente per influenza ; ciò che la rende atta all'impiego nelle torpedini. E meno sensibile all'azione del freddo per cui gela più difficilmente ed il disgelo avviene rapidamente e senza produrre essudazioni di nitroglicerina. Gelata perde la sua elasticità e diventa più sensibile all'urto, ma non diminuiscono però le sue proprietà dilaniatrici. Per esplodere richiede un potente innesco generalmente costituito di gr. 50 di fulmicotone secco ed una capsula di gr. 1 di fulminato di mercurio .

La gelatina esplosiva di guerra benché impiegata su larga scala venne ritenuta erroneamente di una stabilità superiore a quella di tutte le altre dinamiti ; essa va invece soggetta col tempo ad una lenta decomposizione per la quale diventa acida e se ne alterano intimamente le proprietà aumentandosene in pari tempo la sensibilità.

Incongelabili.

I vantaggi che presenta l'uso della nitroglicerina nella preparazione delle polveri senza fumo e degli esplosivi per mine fa apparire meno gravi alcuni suoi inconvenienti caratteristici quali la temp. eccessivamente elevata dei prodotti della combustione e la proprietà di congelarsi a temp. relativamente moderata, che diminuisce e la sensibilità agli accensori ed aumenta i pericoli nel caricamento delle mine.

Si pensò di sostituire alla nitroglicerina gli esteri misti della glicerina preparati mediante ac. nitrico ed alcuni acidi organici (formico, acetico)Tanto la dinitroformina, quanto la dinitroacetina sono oli esplosivi che rimangono liquidi a temperature assai basse e che mescolati con la nitroglicerina nella proporzione di 10 a 30 % forniscono esplosivi il cui punto di solidificazione scende sino a circa 20° sotto zero.

La loro potenza esplosiva e pressoché uguale a quella della nitroglicerina sono alquanto meno sensibili all'urto, ma esplodono facilmente anche all'aria libera con capsule deboli e presentano una stabilità al calore superiore a quella della nitroglicerina. Sono insolubili nell'acqua ed essendo privi di cloro non possono dar luogo a prodotti incomodi o corrosivi. Questi esteri misti si ottengono con la nitrazione degli esteri monoacidi della glicerina, mediante ac. nitrico di densità superiore a 1,40 oppure facendo intervenire l'ac. solforico.

Si possono anche ottenere miscugli di nitroglicerina cogli esteri misti, trattando con ac. nitrico una miscela di glicerina con formina e acetina. Cosi si ottiene la dinitromonoacetina introducendo lentamente 40 p. di monoacetina in una miscela di 100 p. d'ac. nitrico (d. 1,530) e 25 d'ac. solforico fumante con 25% di anidride solforica, raffreddando in modo che la temp. non superi 25°. Il prodotto si versa nell'acqua, si lava con soda diluita e fredda, poi nuovamente con soda diluita, a 70°. E un olio giallognolo di densità 1,45 a 15°, contenente 12,5 % d'azoto.

E insolubile nell'acqua, nel solfuro di carbonio, nella benzina; si scioglie nell'ac. nitrico senza alterarsi ed egualmente nella nitroglicerina, nell'alcool etilico e. metilico, nell'acetone e nell'acetina. Non esplode se colpita col martello su una incudine, ma facilmente con gli accensori.

Nel cilindro di Trauzl normale l'esplosione di 10 gr. provoca una cavità di 450 cc. La dinitroacetina possiede un grande potere solvente per le nitrocellulose e gelatinizza anche a freddo il fulmicotone con 13,4 % di azoto e fornisce prodotti omogenei la sui consistenza si può variare fino ad ottenere I'aspelto corneo.

Le gelatine che si ottengono non si congelano anche se mantenute a-20° in contatto con cristalli di nitroglicerina. Analogamente si ottiene la dinitroformina nitrando il prodotto ricavato dal riscaldamento della glicerina con metà del suo peso di ac.ossalico. prima a 100° e, poi per 20 ore a 140-l50°: la massa conterrà circa 30% di dinitroformina e 70% di nitroglicerina e può usarsi direttamente per la preparazione delle gelatine esplosive incongelabili.

Il grande potere solvente della dinitroacetina per i nitrocellulosi e specialmente per il fulmicotone la rende particolarmente adatta per la fabbricazione delle polveri senza fumo, insensibili al gelo e che non sviluppano i calore eccessivo nell'esplosione.

Diversi. Polvere amidogene

Nitrato di potassa 73Solfo 10Crusca 8 Carbone 8 Solfato di magnesia 1.

Promèthèe. E formato di un componente solido, di clorato di potassa, biossido di manganese e ossido di ferro e di uno liquido di mononitrobenzina, ess. di trementina, olio di nafta.

L'impasto dei due componenti si fa solo al momento dell'uso, con 80 del solido e 20 del liquido, e se ne foggiano le cartucce .

Donnar. E costituito,analogamente al promethee, di un componente solido di clorato di potassa 70 e permanganato di potassa 30 e di un liquido di mononitrobenzina 80 e. trementina 20, Si usa come il Prométhée.

Di grande sicurezza.

Nitrato d'ammoniaca 70,8 Curcuma 12 Trinitrotoluene 5.

Nel cilindro di piombo Trauzl 10 gr. di questo esplosivo danno 329 cc.;

limite di sicurezza 186 gr.

Trinitroglicerina 28 Nitrato d'ammoniaca 42,8 Cotone collodio 0,7 Cellulosa 2,5 Destrina 11 Cloruro d'ammonio 4 Bicromato 11.

Volume al Trauzl 351 cc.; limite di sicurezza 350 gr.

Clorato di potassio 25 Nitrato d'ammonio 41,5 Cotone-collodio 0,5 Nitrossilene 6 Curcuma 3 Trinitrotoluene 5,25 Cloruro d'ammonio 5 Bier. potassico 13,75.

Volume al Trauzl 324 cc.; limite di sicurezza 360 gr.

Fulminato di mercurio. Preparazione

Si prepara innanzitutto una soluz, mercuriale trattando a freddo kg. 0,450 di mercurio con kg. 1 di ac. nitrico di densità 1,40. Si riscaldano intanto a bagno di sabbia fino alla temp. di 80° altri kg. 3,500 di ac. nitrico che sono quindi versati in una boccia contenente kg. 3,745 d'alcool di densità 0,83, ed al miscuglio si aggiunge immediatamente la soluz. mercuriale predetta. Non tarda a prodursi la reazione, la quale si manifesta dopo pochi minuti, prima con un debole sviluppo di gas e quindi con abbondanti fumi biancastri composti di gas nitrosi, di vapori mercuriali, di acidi, di alcool, di etere e simili, vapori tutti che vengono aspirati da una serie di tubi a forte tiraggio, ove si condensano, e ciò per impedirne ali effetti deleteri sull'organismo degli operai. Intanto il fulminato precipita al fondo della boccia sotto forma di piccoli aghi bianco giallastri, i quali vengono quindi liberati dal liquido per decantazione e assoggettati a replicati lavacri con acqua pura sino a completa neutralizzazione. Si essica infine il fulminato di mercurio ottenuto, esponendolo a moderato calore ed evitando assolutamente i raggi solari. Il rendimento è in ragione di circa 120 di fulminato per cento di mercurio impiegato.

I prodotti della sua combustione sarebbero soltanto ossido di carbonio, azoto e vapori mercuriali, che danno luogo appunto alla violenza dell'esplosione producendo effetti dilanianti; violenza ed effetti che resero possibile il suo impiego soltanto nella preparazione degli inneschi. A cagione però della sua energia nell'esplodere, prodotta dalla rapidità eccessiva con la quale si decompone il fulminato di mercurio non è mai impiegato isolatamente nella preparazione degli inneschi e delle capsule, ma è sempre associato ad altre sostanze infiammabili ed esplosive, come il nitrato di potassa, lo solfo, la polvere ordinaria, il clorato di potassa e simili.

Il miscuglio deve essere assolutamente intimo e per evitare che il fulminato esploda da solo senza infiammare la materia aggiuntavi, che in tal caso verrebbe semplicemente proiettata all'intorno. Le materie che vengono mescolate col fulmicotone aumentando il volume dei gas derivati dalla sua esplosione, ne rallentano l'azione lacerante e permettono alla fiamma sviluppatasi nell'innesco di espandersi e di comunicare con la carica per produrre lo scoppio. Fra le sostanze impiegate per tale miscuglio è preferibile il nitro pei suoi effetti più regolari e sicuri; il clorato di potassa sarebbe da escludersi perché rende l'innesco o la capsula straordinariamente sensibili e d'altra parte il processo di lavorazione del miscuglio e di riempimento delle capsule riesce con il clorato assai pericoloso.

Surrogati

Per accensori elettrici venne suggerito l'uso del sale potassico del trinitrocresolo con aggiunta di poco bicromato d'ammonio; gli accensori così preparati riescono insensibili all'urto ed alla pressione.

Procedimento Chapman.

Nitrato di potassa 51,9 Fosforo amorfo 15,9 Clorato di potassa 10,9 Magnesio in polvere 6,1 Perossido di manganese 5,2 Ossido di mercurio 4 Carbonato di potassa 2 Zucchero 2 Resina 2.

Procedimento Hudson Maxim.

Impasto di nitroglicerina 75 e dinitrocellulosa sciolta nell'etere 25 unito con sufficiente quantità di fulminato di mercurio.

Clorato di potassio 5 Solfuro d'antimonio 3 Cianuro doppio di ferro e piombo 2 Grafite di storta 1.

Si mescola a umido, si essicca, si polverizza. Per la grande conduttività questa miscela può servire da esplosivo intermedio quando si ricorre agli accensori elettrici.

Oro fulminante.

Si scioglie del cloruro d'oro in circa 1/2 litro d'acqua calda e si aggiunge poi dell'ammoniaca alla soluz. affinché non si formi più precipitato bruno, facendo attenzione di non aggiungere un eccesso d'ammoniaca Il precipitato è oro fulminante. Non esplode finché è umido ma allo stato secco esplode con violenza al minimo urto. Il liquido sovrastante deve avere colore debolmente azzurro; ove fosse verde o giallo bisognerebbe aggiungere ancora dell'ammoniaca e far bollire nuovamente.

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