Edizione per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

I cingoli Bonagente

 

Senz'altro qualcuno, dopo aver osservato alcune foto della Grande Guerra, come quella che è pubblicata qui sotto, dove compaiono delle artiglierie, avrà notato quegli strani arnesi agganciati alle ruote degli affusti. Come è facile intuire erano dei cingoli mobili che venivano impiegati durante il traino dei cannoni sui terreni accidentati.
 

Pezzo d'artiglieria con i cingoli Bonagente montati alle ruote. Il soldato (in piedi a desta) è il seregnese Borgonovo Eugenio, classe 1899, caduto il 24.10.1918 sull'Altopiano di Asiago.

Però forse non tutti sono al corrente che si tratta di un'italianissima invenzione del 1898, appartenente all'artigliere Crispino Bonagente, nato il 19 marzo 1859 a Viterbo. Dopo la nomina del 1880 a sottotenente, si distinse assai negli studi tecnici al punto che, nel 1893, entrò a far parte dell'Ispettorato d'Artiglieria e nel 1915, dopo la solita trafila, fu avanzato al grado di Generale. Particolarmente predisposto verso le scienze matematiche, si applicò con ottimi risultati alla realizzazione di congegni d'artiglieria finalizzati al puntamento. Ma l'idea che lo tramandò ai posteri, fu quella legata alla realizzazione delle rotaie a cingolo per il traino dell'artiglieria da fortezza, che portano, ancora adesso, il suo nome. Queste furono adottate dall'esercito italiano ed in seguito anche da quelli di altre nazioni.

In pratica si tratta dell'illustre antenato dell'odierno cingolato.

Come si può ben vedere dalla foto, la rotaia a cingolo è formata da una serie di placche di appoggio, in metallo o legno, oscillanti, articolate alle ruote. Queste suole, una volta agganciate per mezzo di dadi e bulloni in ferro ai cerchioni delle ruote, ne aumentavano la superficie d’appoggio, permettendo al pezzo di non affondare nel fango o nella neve e di poter essere così trainato con maggior sicurezza e minor dispendio di energie.

Furono applicate per la prima volta al cannone italiano da 149/35, modello 1910 durante la Prima Guerra Mondiale ed in seguito, a partire dal 1919, furono montate anche alle trattrici. Si trattava di una trovata ingegnosa oltreché economica. Il materiale più usato per la costruzione era in prevalenza legno. Questi congegni, oltre che poco costosi, erano estremamente pratici, infatti oltre a venir garantita l'intercambiabilità (i cingoli potevano passare facilmente da un pezzo all’altro), era anche estremamente semplice sostituire le parti danneggiate. Per contro però, è altrettanto vero che, a causa della deperibilità del materiale legnoso, i pezzi originali di allora non sono facilmente reperibili oggigiorno.

Cingolo Bonagente in legno.

Di questo importante accessorio, viene riportato qui di seguito, il brevetto originale, rilasciato all'allora Capitano, Crispino Bonagente, con gli allegati disegni della sua invenzione.

Mauro Antonio Di Mauro (2009)


 

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