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Senz'altro qualcuno, dopo aver osservato alcune foto della Grande
Guerra, come quella che è pubblicata qui sotto, dove compaiono delle
artiglierie, avrà notato quegli strani arnesi agganciati alle ruote
degli affusti. Come è facile intuire erano dei cingoli mobili che
venivano impiegati durante il traino dei cannoni sui terreni
accidentati.
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Pezzo
d'artiglieria con i cingoli Bonagente montati alle ruote.
Il soldato (in piedi a desta) è il seregnese Borgonovo
Eugenio, classe 1899, caduto il 24.10.1918 sull'Altopiano
di Asiago. |
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Però forse non tutti sono al corrente che si
tratta di un'italianissima invenzione del 1898, appartenente
all'artigliere Crispino Bonagente, nato il 19 marzo 1859 a
Viterbo. Dopo la nomina del 1880 a sottotenente, si distinse
assai negli studi tecnici al punto che, nel 1893, entrò a far
parte dell'Ispettorato d'Artiglieria e nel 1915, dopo la solita
trafila, fu avanzato al grado di Generale. Particolarmente
predisposto verso le scienze matematiche, si applicò con ottimi
risultati alla realizzazione di congegni d'artiglieria
finalizzati al puntamento. Ma l'idea che lo tramandò ai posteri,
fu quella legata alla realizzazione delle rotaie a cingolo per
il traino dell'artiglieria da fortezza, che portano, ancora
adesso, il suo nome. Queste furono adottate dall'esercito
italiano ed in seguito anche da quelli di altre nazioni.
In pratica si tratta dell'illustre antenato
dell'odierno cingolato. |
Come si può ben vedere dalla foto, la rotaia a
cingolo è formata da una serie di placche di appoggio, in metallo o
legno, oscillanti, articolate alle ruote. Queste suole, una volta
agganciate per mezzo di dadi e bulloni in ferro ai cerchioni delle
ruote, ne aumentavano la superficie d’appoggio, permettendo al pezzo
di non affondare nel fango o nella neve e di poter essere così
trainato con maggior sicurezza e minor dispendio di energie.
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Furono applicate per la prima volta al
cannone italiano da 149/35, modello 1910 durante la Prima Guerra
Mondiale ed in seguito, a partire dal 1919, furono montate anche
alle trattrici. Si trattava di una trovata ingegnosa oltreché
economica. Il materiale più usato per la costruzione era in
prevalenza legno. Questi congegni, oltre che poco costosi, erano
estremamente pratici, infatti oltre a venir garantita
l'intercambiabilità (i cingoli potevano passare facilmente da un
pezzo all’altro), era anche estremamente semplice sostituire le
parti danneggiate. Per contro però, è altrettanto vero che, a
causa della deperibilità del materiale legnoso, i pezzi
originali di allora non sono facilmente reperibili oggigiorno. |
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| Cingolo
Bonagente in legno. |
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Di questo importante accessorio, viene riportato
qui di seguito, il brevetto originale, rilasciato all'allora
Capitano, Crispino Bonagente, con gli allegati disegni della sua
invenzione. Mauro Antonio Di Mauro
(2009)




Edizione per il web a
cura di Mauro Antonio Di Mauro (2009). E' vietata ogni forma di
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