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Cesare Battisti nacque a Trento nel 1875.
Compiuti i primi studi al Ginnasio-Liceo Italiano di Trento, si
iscrisse all'Università di Graz, trasferendosi poi a Firenze a
frequentarvi il Regio Istituto di Studi Superiori, il cui corso di
lettere seguì assiduamente fino all'estate del 1928.
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La sua
tesi di laurea verteva sulla geografia fisica del Trentino,
preludendo a quella che fu poi con il giornalismo la sua più
grande attività: illustrare ai fini della sua italianità quel
Trentino che egli, instancabile camminatore e alpinista
provetto, aveva percorso in ogni senso.
Compiuti gli studi e ritornato a Trento iniziò a fondo la lotta
contro l'egemonia tirolese. Già il 2 novembre 1895 aveva
lanciato il primo numero del giornale locale di propaganda
socialista, subito confiscato e sospeso, nel successivo 1896
aveva fondato il settimanale "l'Avvenire del lavoratore". Nel
1898 con il geologo G.B. Trener fondò la rivista "Tridentum", e
due anni dopo (7.11.1900) il quotidiano "il Popolo" alla
conquista di quelle libertà, altrove ormai ottenute dalle
borghesie. Con tutto il fervore e l'ardimento della sua
giovinezza, si gettò deciso e senza riserve nella vita pubblica.
Nel 1901, 1903 e nel 1904 fu con gli studenti
a Innsbruk per le agitazioni a favore dell'università Italiana:
qui subì un breve periodo di prigionia.
Eletto Deputato al Parlamento austriaco e alla
Dieta provinciale, vi portò tutta l'ardita franchezza della sua
parola. |
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Il
disegnatore, Achille Beltrame, raffigurò così l'esecuzione
di Cesare Battisti, per i lettori de "La Domenica del
Corriere" n. 31 del 30 luglio - 6 agosto 1916. |
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Allo scoppio del conflitto con la Serbia, passò la frontiera con
tutta la famiglia e si trasferì a Milano, iniziando la sua infocata
predicazione per l'intervento italiano.
Il 16.05.1915 con gran parte degli irredenti del Battaglione
Volontari Negrotto, si arruolò nell'Esercito Italiano. Sottotenente
nel dicembre 1915 nel Battaglione Val d'Adige, promosso tenente per
merito di guerra, chiese di parteciparee all'azione per la conquista
di Monte Corno (maggio 1916): con lui era Fabio Filzi che gli fu
compagno nel martirio.
Caduto nelle mani degli austriaci nel luglio del 1916 e condotto al
Castello del Buon Consiglio di Trento, fu impiccato il giorno 12
dello stesso mese.
Cadde gridando. "Viva Trento Italiana! Viva l'Italia!"

Quanto sopra esposto è più o meno sinteticamente quello che viene
riportato, con una certa enfasi, nei libri di storia e sui testi scolasti. Qui di seguito viene mostrata la sequenza fotografica
dell'esecuzione. Al di là della crudezza delle immagini ed al fatto
che Cesare Battisti sia stato
giustiziato, per spregio, in abiti borghesi, come se fosse un
comune malvivente, risaltano subito all'occhio altri due aspetti
molto, molto odiosi.
Il primo è l'eccessiva spettacolarizzazione data all'evento, infatti
nella terza, quarta e quinta fotografia, oltre alla truppa disposta
nel cortile del Castello del Buon Consiglio, si possono notare,
assiepate sullo sfondo, anche numerose persone in abbigliamento
civile.
L'altro aspetto è quello che si evince dall'ultimo scatto fotografico,
ossia l'aria soddisfatta, quasi compiaciuta del boia e dei suoi
aiutanti che si fanno ritrarre con il cadavere di Cesare Battisti,
ancora appeso per il collo, consci probabilmente di aver svolto un
buon lavoro... Mauro Antonio Di Mauro (2009)
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Cesare
Battisti dopo la condanna.
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Cesare
Battisti ed il Cappellano militare scendono le scale che
danno al fossato del castello. |
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Cesare Battisti
viene consegnato ai suoi carnefici. Sullo sfondo ufficiali
austriaci, mescolati ad altre persone in abiti civili, puntano
gli obiettivi delle macchine fotografiche per ritrarne la
scena. |

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Cesare Battisti
ascolta la sentenza che gli viene riletta in pubblico. |
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Gli ultimi
istanti in vita di Cesare Battisti. |

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La fine di
Cesare Battisti 12 luglio 1916.
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Il boia e
gli aiutanti si fanno fotografare prima della sepoltura
del cadavere di Cesare Battisti. |
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Edizione per il web a
cura di Mauro Antonio Di Mauro (2009). E' vietata ogni forma di
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