Storie della Grande Guerra

Edizione per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

La fine di Cesare Battisti

 

Cesare Battisti nacque a Trento nel 1875. Compiuti i primi studi al Ginnasio-Liceo Italiano di Trento, si iscrisse all'Università di Graz, trasferendosi poi a Firenze a frequentarvi il Regio Istituto di Studi Superiori, il cui corso di lettere seguì assiduamente fino all'estate del 1928.

La sua tesi di laurea verteva sulla geografia fisica del Trentino, preludendo a quella che fu poi con il giornalismo la sua più grande attività: illustrare ai fini della sua italianità quel Trentino che egli, instancabile camminatore e alpinista provetto, aveva percorso in ogni senso.

Compiuti gli studi e ritornato a Trento iniziò a fondo la lotta contro l'egemonia tirolese. Già il 2 novembre 1895 aveva lanciato il primo numero del giornale locale di propaganda socialista, subito confiscato e sospeso, nel successivo 1896 aveva fondato il settimanale "l'Avvenire del lavoratore". Nel 1898 con il geologo G.B. Trener fondò la rivista "Tridentum", e due anni dopo (7.11.1900) il quotidiano "il Popolo" alla conquista di quelle libertà, altrove ormai ottenute dalle borghesie. Con tutto il fervore e l'ardimento della sua giovinezza, si gettò deciso e senza riserve nella vita pubblica.

Nel 1901, 1903 e nel 1904 fu con gli studenti a Innsbruk per le agitazioni a favore dell'università Italiana: qui subì un breve periodo di prigionia. Eletto Deputato al Parlamento austriaco e alla Dieta provinciale, vi portò tutta l'ardita franchezza della sua parola.

Il disegnatore, Achille Beltrame, raffigurò così l'esecuzione di Cesare Battisti, per i lettori de "La Domenica del Corriere" n. 31 del 30 luglio - 6 agosto 1916.

Allo scoppio del conflitto con la Serbia, passò la frontiera con tutta la famiglia e si trasferì a Milano, iniziando la sua infocata predicazione per l'intervento italiano.

Il 16.05.1915 con gran parte degli irredenti del Battaglione Volontari Negrotto, si arruolò nell'Esercito Italiano. Sottotenente nel dicembre 1915 nel Battaglione Val d'Adige, promosso tenente per merito di guerra, chiese di parteciparee all'azione per la conquista di Monte Corno (maggio 1916): con lui era Fabio Filzi che gli fu compagno nel martirio.

Caduto nelle mani degli austriaci nel luglio del 1916 e condotto al Castello del Buon Consiglio di Trento, fu impiccato il giorno 12 dello stesso mese.

Cadde gridando. "Viva Trento Italiana! Viva l'Italia!"

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Quanto sopra esposto è più o meno sinteticamente quello che viene riportato, con una certa enfasi, nei libri di storia e sui testi scolasti. Qui di seguito viene mostrata la sequenza fotografica dell'esecuzione. Al di là della crudezza delle immagini ed al fatto che Cesare Battisti sia stato giustiziato, per spregio, in abiti borghesi, come se fosse un comune malvivente, risaltano subito all'occhio altri due aspetti molto, molto odiosi.

Il primo è l'eccessiva spettacolarizzazione data all'evento, infatti nella terza, quarta e quinta fotografia, oltre alla truppa disposta nel cortile del Castello del Buon Consiglio, si possono notare, assiepate sullo sfondo, anche numerose persone in abbigliamento civile.

L'altro aspetto è quello che si evince dall'ultimo scatto fotografico, ossia l'aria soddisfatta, quasi compiaciuta del boia e dei suoi aiutanti che si fanno ritrarre con il cadavere di Cesare Battisti, ancora appeso per il collo, consci probabilmente di aver svolto un buon lavoro...

Mauro Antonio Di Mauro (2009)

 

Cesare Battisti dopo la condanna.
 

Cesare Battisti ed il Cappellano militare scendono le scale che danno al fossato del castello.

 

Cesare Battisti viene consegnato ai suoi carnefici. Sullo sfondo ufficiali austriaci, mescolati ad altre persone in abiti civili, puntano gli obiettivi delle macchine fotografiche per ritrarne la scena.

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Cesare Battisti ascolta la sentenza che gli viene riletta in pubblico.

 

Gli ultimi istanti in vita di Cesare Battisti.

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La fine di Cesare Battisti 12 luglio 1916.
 

Il boia e gli aiutanti si fanno fotografare prima della sepoltura del cadavere di Cesare Battisti.

Edizione per il web a cura di Mauro Antonio Di Mauro (2009). E' vietata ogni forma di riproduzione per qualsiasi scopo.


 


 

La fine di Cesare Battisti

Così raccontava nonno Pietro
La fine di Cesare Battisti
I nostri soldati seregnesi caduti sul campo dell’onore
Il testamento del sergente Antonio Longoni

 

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